La Dea di Parmenide. 1a parte

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Messaggio Da tessa il Gio Lug 10, 2014 7:06 pm

Parlerò soprattutto di Parmenide ( VI sec.) quale mitografo orfico.
Tutti abbiamo studiato la sua unica opera scritta in versi e giunta a noi in frammenti " Sulla natura" e ci siamo inchinati dinanzi al Frammento  n.3 che recita:"Infatti lo stesso è pensare ed essere".
Parmenide col suo genio è padre non solo della filosofia occidentale ma della filosofia come tale.
Il poema "Sulla natura" è cosi' strutturato. Il filosofo si reca da una Dea che gli indica sia la via dell'Errore sia quella della Verità.
Nel celebre Frammento  n.2 è scritto ( è la Dea che parla):

"Ora io ti dirò-e tu ascolta e ricevi la mia parola-
quali sono le vie di ricerca che sole si possono pensare:
l'una che "è" , e che non è possibile che non sia
-è il sentiero della Persuasione, perchè tien dietro alla Verità-
l'altra che " non è", e che è necessario che non sia
e io ti dico che questo è un sentiero su cui nulla si apprende.
Infatti, non potresti conoscere ciò che non è, perchè non è cosa fattibile,
nè potresti esprimerlo ".

Queste parole di Parmenide tematizano per la prima volta quel principio di non-contraddizione che solo, dirà Aristotele, permette agli uomini di pensare e parlare e di non vivere come piante, e che assieme all'altro principio parmenideo cui ho già accennato, quello espresso dal Frammento n.3 che afferma "Che lo stesso è pensare ed essere" ,tracciano i binari su cui si muoverà tutta la filosofia occidentale e mondiale.

Ma in Parmenide coesistono Mythos e Logos, al Logos ho accennato, ora mi soffermerò sul Mythos parmenideo. Vediamo chi è questa Dea che gli parla.


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