Quale italiano in Commissione Europea? E per quale incarico?

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Messaggio Da Erasmus il Ven Ago 02, 2019 6:13 pm

Matteo Salvini – spocchioso come sempre – esige che l'italiano nella nuova Commissione Europea (che sarà presieduta da Ursula von der Leyen a partire dal 1° novembre 2019) sia un "politico" e che sia un "poltico della Lega".
Lo dice con la motivazione –o meglio: con una frase che nel contesto delle sue parole suona come motivazione della sua richiesta-diktat– : :«I tempi dei Monti sono finiti».
Ovviamente Salvini dicendo ciò intende dare un giudizio negativo sull'operato di Monti in Commissione Europea e comunicare che non ritiene Monti sia un vero "politico".
Vorrei allora ricordare agli smemorati che Mario Monti è stato quel Commissario alla concorrenza [nella Commissione Europea presieduta da Prodi e nominato su proposta dell'allora primo ministro italiano Silvio Berluscon] che ha multato la Microsoft di Bill Gate con una multa di un miliardo abbondante di Euro: multa che Bill Gate non voleva pagare ma che alla fine, dopo una battaglia legale durata un paio d'anni, ha dovuto pagare (e anche con gli interessi di "mora"!) se no doveva abbandonare il ricco mercato dell'UE (che ha un giro d'affari annuo ben maggiore di un miliardo di euro!). Monti è stato Commissario alla Concorrenza anche nelle Commissioni Europee "Barroso 1" e "Barroso 2" (2004-2009 e 2009 -2014) che precedettero quella ora in scadenza presieduta da Jean Caude Juncker. Era ancora in carica nella "Barroso 2" quando cadde l'ultimo governo Berlusconi (estate 2011) e Giorgo Napolitano pensò di conferire l'incarico di primo ministro proprio a Mario Monti.
Insisto su questi fatti storici (inconfutabili):
• Monti è stato proposto in Commissine Europea (presieduta da Prodi, uomo di centro-sinistra) da Berlusconi (uomo di centro-destra).
• Monti è stato confermato commissario alla concorrenza in entrambe le commissioni Barroso.
• Monti è stato accettato da tutti i governi dell'UE e da tre successivi Parlamenti Europei nel posto forse più prestigioso della Commissione Europea: Commissaio alla Concorrenza.
• Monti è stato prima nominato senatore a vita e subito dopo incaricato di formare un nuovo governo da Giorgio Napolitano, uomo di sinistra proveniente dal PCI.
Insisto su questi eventi storici (e quindi assolutamente certi) per sottolineare come le competenze di Monti siano state positivamente stimate sia da destra che da sinistra.
Vorrei anche ricordare che, amara o no che sia stata la medicina somministrata agli italiani dal Governo Monti, è stato quel governo ad interrompere la crescita spropositata dello "spread" evitando che l'Italia cadesse sotto la "troika" dell'UE (come invece è accaduto alla Spagna del governo Zapatero).
E' vero: i tempi di Monti sono finiti (da un bel po'. Disgraziatamente il popolo bue italiano è caduto sotto un provvisorio governo del "Grande Ignorante" che è Di Maio e del "picolo Hitler" che è Salvini.
Constatiamo tutti quanto poco simpatico sia l'attuale governo ai governi dell'UE (di qualunquen colore siano questi!).
Un proverbio veronese recita: «Mal che se vol no'l dol!» (= "Male che si vuole non duole"). Ma il significato del proverbio è l,o stesso di quello italiano: «Chi è causa del suo male pianga sé stesso!»
E anche di quest'altro: «Hai voluto la bicicletta? E allora PEDALA!»

Tra quel che esige Salvini e quello che accadrà mi pare che, come "tra il dire e il fare", ci sia di mezzo il mare!
Salvini è bravo ad infinocchiare , a far andare il discorso e l'attenzione di chi lo ascolta su argomenti fuorvianti!
La cruda realtà è che perfino i governi che lui vanta quali "amici" – i governi degli stati del cosiddetto "gruppo di Visigrad", (dei quali quello più in vista è il governo ungherese di Vilkor Orbán) – a livello europeo non sono affatto in accordo con la Lega di Salvini!
Ed un uomo italiano – per giunta della Lega! – alla "concorrenza" non credo che possa ricevere l'incarico dalla von der Layen; e, se per assurdo, invece lo ricevesse, non credo che verrebbe accettato dal Consiglio.
E – sempre per assurdo – ancorché fosse accettato dai governi dell'UE, verrebbe poi bocciato dal Parlamento Europeo (dove si è costituita una maggioranza magari poco coerente su molte questioni, ma certamente solidale nell'osteggiare i leghisti di Salvini!)
I discorsi di Salvini sono da ormai più di un anno di aperta "guerra politica" all'UE e alle sue istituzioni. Come pretende che gli altri governi gli diano retta?
Eppure riesce ancora ad infinocchiare la parte popolo bue degli italiani! Per esempio: proprio ieri, (giovedì 01 agosto 2019) in una sua dichiarazione in qualità di ministro degli Interni, Salvini ha detto che occorre rivedere l'accordo di Dublino (secondo il quale l'accoglienza dei migranti da parte di uno stato-membro dell'UE è "volontaria" e quindi competenza esclusiva delle autorità nazionali, con precisa esclusione di competenze a livello di Unione Europea). Ma quando in Parlamento Europeo è stata messa ai voti la risoluzione che diceva che era necessario modificare quell'accordo in direzione di una effettiva solidarietà dei governi degli stati-membri, sia TUTTI gli eurodeputati del M5S che TUTTI quelli della Lega hanno votato contro (assieme ai "sovranisti") motivando che quella risoluzione sarebbe stata lesiva della sovranità dei singoli stati-membri dell'UE. E Matteo Salvini era allora appunto un eurodeputato della Lega; anzi: il capogruppo dei leghisti in PE.
Bella coerenza, non c'è che dire!
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La mia opinione è che già dal colloquio che oggi stesso Ursula von der Layen ha col nostro primo ministro Giuseppe Conte uscirà la prospettiva che l'Italia in Commissione Europea si dovrà accontentare di un "portafoglio" di poco conto.
Ovviamente posso sbagliarmi! Staremo a vedere.
Forse già domani si potrà sapere, anche se la presidenza di Juncker durerà ancora tre mesi (perché scadrà il 31 ottobre, quando l'uscita dell'UK dall'UE sarà finalmente avvenuta!).
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Sull'argomento «quale italiano in Commissione Europeae con quale "portafoglio"» vi propongo, intanto, la lettura di un articolo uscito oggi (venerdì 02/08/2019) su "Il Sole 24 ore" (e da me ricevuto per e.mail).
NB: Non c'è in Internet. Sta nella prima pagina dell'edizione "cartacea":
V, ––> "Il Sole 24 0re", venerdì 2 agosto 2019

Nomine Ue, Conte incontra von der Leyen
Spunta Garavaglia

Venerdì 02/08/2019

Gerardo Pelosi

ROMA

Anche la questione del commissario italiano all'Unione europea si va ad aggiungere al lungo elenco dei dossier che stanno dividendo i due azionisti di maggioranza del Governo, Lega e Cinque stelle. Se fino a qualche settimana fa lo stesso premier, Giuseppe Conte, poteva annunciare che il risultato delle ultime elezioni europee metteva il nome del commissario italiano tutto in mano alla Lega, le ultime vicende che hanno portato alla luce rapporti poco trasparenti tra Lega e Federazione russa e le fibrillazioni su dossier caldi come la TAV e la giustizia hanno riaperto i giochi e allungato i tempi di una decisione che comunque andrà presa entro il 26 agosto. Il presidente del Consiglio è pienamente consapevole dei rischi che l'Italia corre nel deteriorare ulteriormente i rapporti già complicati con Bruxelles e ne ha parlato nei giorni scorsi con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha condiviso le stesse preoccupazioni. Ieri Conte avrebbe messo alle strette i suoi due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, perché ci sia un accordo sul nome (anzi i nomi, un uomo e una donna) da presentare questa mattina alla nuova presidente della Commissione, la tedesca Ursula von der Leyen che sarà a Roma per incontrare per la prima volta il premier italiano.
Salvini ha annunciato ieri che il nome del candidato lo farà al premier Conte prima dell'incontro con la von der Leyen. Si tratterà, ha annunciato Salvini di un «politico della Lega» (come chiesto peraltro anche dal M5S) perché, ha aggiunto «i tempi dei Monti sono finiti». Resta ancora da capire se la Lega intende proporre un nome perché abbia qualche possibilità di avere il disco verde dal Parlamento europeo (a maggioranza antisovranista) oppure un nome di rottura presentato per essere bocciato utilizzando lo scontro con il parlamento come nuova benzina per la prossima campagna elettorale. Fino a ieri sera questa domanda di fondo rimaneva senza risposta ma il nome che circolava con maggiore insistenza era quello del viceministro
dell'Economia Massimo Garavaglia, un leghista che si è sempre distinto per posizioni tutto sommato equilibrate e molto collaborativo con il titolare del suo dicastero Giovanni Tria. 
Con la nuova presidenza della Commissione Conte dovrà affrontare anche i temi al centro del discorso programmatico della von der Leyen: dalla crescita alle nuove regole europee per l'immigrazione. Non è escluso che nel colloquio possa trovare anche posto la necessità di coprire quanto prima la posizione di rappresentante dell'ufficio per l'Italia della Commissione, una nomina che secondo Conte dovrebbe
però ricadere nella responsabilità della nuova Commissione e non di quella uscente. Un altro tema al centro dell'incontro di oggi tra Conte e la nuova presidente della Commissione sarà quello della Brexit
Ieri Conte ne ha parlato in un colloquio telefonico con il Primo Ministro del Regno Unito, Boris Johnson. Conte si è detto pronto a lavorare insieme per rafforzare ulteriormente le già eccellenti relazioni tra l'Italia e il Regno Unito. Johnson ha confermato il suo impegno per tutelare i diritti dei cittadini italiani che vivono nel Regno Unito e il suo obiettivo di uscire dall'Unione europea in ogni caso il 31 ottobre
2019. La sua preferenza resta per un'uscita con accordo, che tuttavia non preveda il cosiddetto "backstop" sul confine irlandese.

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Messaggio Da Erasmus il Mer Ago 14, 2019 3:41 pm

Altro che incarico importante in Commissiuone Europea!
Si conferma sempre più quello che Verhofstadt rimproverava in PE a Conte: che con questo governo (più di "coincidentia oppositorum" Lega-M5S già destinata a deflagrare prima o poi in aperta rottura che di sostegno al premier Conte) l'Italia si colloca nel posto di Cenerentola dell'UE.
Adesso, mentre non è ancora formalizzata la crisi di governo – e Salvini dice che bisogna andare subito alle urne ma intanto, invece di dimettersi, continua ad imperversare come ministro degli interni usurpando pure il posto di altri ministri e dello stesso premier – della richiesta di Conte (ed esigenza di Salvini) che in Commissione Europea un italiano abbia un "portafoglio" importante (come quanto, nella Commissione Prodi, era Mario Monti commissario alla concorrenza, posto ora occupato da Moscovici fino ad ottobre) tutti sembrano essersi dimenticati!

E figuriamoci allora se la Ursula von der Layen si sentirà in dovere di prendersi un [l]legaiolo[/i] (come diceva di [u]esigere/u] Salvini) o un qualsiasi altro politicante italiano in un posto importante!
Per la prossima Commissione Europea l'Italia si è già bruciata ogni possibilità di avere una qualche importanza. Anzi: sarà considerata come un peso ingombrante e fastidioso.
Ma il popolo bue italiano non lo sa (e non ci pensa nemmeno)! Adesso è tenuto sotto incantato dall'incanta-serpenti che è Salvini, dalla sceneggiata delle oscene esibizioni di Salvini e non solo delle sue!
Ieri il comportamento in Senato di Salvini (e anche di altri senatori) e la precedente intervista a Renzie(e) mi hanno davvero disgustato al massimo.
Che schifo!
O i nostri senatiori e Salvini stesso nkn conoscono affatto la Costituzione Italiana o barano spudoratamente approfittando dell'ignoranza del popolo bue italico[(i] !
Mentre i giornalisti (direttori di quotidiani) rilevavano subitto la pacchiana contraddizione di [i]"tagliare 315 parlamentari e andare subito alle urne"
(commentando, secondo le regole in vigore, che l'eventuale voto favorevole al taglio del numero di parlamentari avrebbe comportato un ritardo delle elezioni politiche (che slitterebbero, ad essere ottimisti, alla primavera inoltrata dell'anno prossimo), i senatori insistevano in stupide polemiche (perfino sulle abbronzature da vacanze balneari).
Lo schifo di ieri per me è stato davvero insopportabile!
E orrenda è stata anche la finta battaglia tra Salvini e Renzi! Apparentemente si attaccano l'un l'altro senza piertà ma oggettivamente il loro mutuo attaccarsi è una propaganta uno in favore dell'altro. Salvini ha interesse che il peso Renzi cresca fino a dilaniare di nuovo il PD; e Renzi ha interesse che il peso di Salvini appaia sempre più grande in modo da apparire come l'uomp che, coagulando le opposizioni alla Lega, sia l'unico in grado di arrestare lo strapotere di Salvini.
E il povero Zingaretti si sbraca invano nel predicare la necessità della coesione per salvare l'Italia dall'abisso in cui precipiterà di sicuro se non la si ferma subito.
Se Salvini è un grande voltgabbana (oltre che un incantatore di serpenti capace di distrarre dalle sue ripetute mega-galattiche contraddizioni e mancanza di parola), Renzi è poco da meno!
Al tempo del governo lìLetta, lui che manco era parlamentare, la settimana dopo aver dichiarato che il governn Letta doveva restare in carica almeno un anno ne ha provocato la caduta. Il segretari del partito di maggioranza ha imposto ai parlamentari del suo partito di revocare la fiducia ad un governo voluto dal suo partito il cui premier e la cui maggioranza di ministri erano del suo partito! A che scopo? Allo scopo di diventare lui premier.
Ancora;prima del referendum (voluto da Renzi) della fine del 2016, Renzxi sbraitava dicendo che se la sua proposta non passava il referendum (che tra l'altro era solo consultivo!) si sarebbe ritirato dalla politica. Perso il refeerendum, si è sì dimesso da premier, ma non si è affatto riitirato dalla politica!
Dopo le elezione del 2018, mentre ancora non si sapeva quale tipo di maggioranza sarebbe emerso, invece di rispettare il parere che fosse emerso dalla maggioranza della direzione nazionale del PD, Renzi(e) ha di fatto tagliato fuori il PD da ogni chance di partecipare ad un nuovo governo con quella intervista in cui bruciava la possibilità di governo PD-M5S.
E adesso ha fatto tutto il contrario di allora! Ancora come allora va a farsi interrvistare come fosse lui il leader del PD (ma dice di parlare come ex-premier) e prospetta una specie di alleanza tra PD e M5S (in netta diversità dalle posizioni emerse dalla maggioranza della direzione nazionale del PD favorevole al rinnovo del Parlamento).
Insomma: anche Renzi(e), in fatto di coerenza è italicamente esemplare!
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Essendo io italiano e residente in Italia (che rischia di fare la fine del Venezuela ... e la farà davvero se non si scongiura l'ascesa a premier del piccolo Hitler che è Salvini) il comportamento dei nostri politicanti mi fa non solo schifo ma anche paura ...
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