UE: Il ripetersi dell'impasse del Consiglio Europeo è la palese dsebolezza del sistema "confederale"

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Messaggio Da Erasmus il Dom Giu 23, 2019 2:14 pm

Con questo titolo voglio dire:
O si fa il salto di qualità (promuovendo una vera Unione Europea federale o dall'impasse sulle cose importanti no ci si libererà mai (con la probabile conseguenza del declino definitivo dell'Europa e la perdita di un suo degno posto nella futura storia geo-politica).

Ieri alla TV ho sentito il premier Conte che diceva che l'ultimo Consiglio Europeo (giovedì e venerdì scorsi 20-21 giugno a Bruxelles) è stato "franco e costruttivo"!
"Franco" forse sì, ma "costruttivo" è una balla spudorata!
In realtà quel vertice dei capi di stato e di governo è stato un totale fallimento!
Credo di più a EUobserver.com che a Conte! Ecco a proposito un paio di link ad EUobserver.
–––> No agreement on top jobs, EU leaders to meet again on 30 June (EUobserver 20.06.19)
«EU leaders discussed the new leadership positions in secrecy, but no white smoke emerged from the meeting as no lead candidate secured a majority neither in parliament, nor among leaders»
–––> Deja vu as top EU jobs summit dominates again-This WEEK (EUobserver 22.06.19)
«Brussels will host yet another summit on Sunday (30 June) as leaders from across the 28 EU member states return, after Thursday's failed initial bid to nominate people to take on the presidencies of the major EU institutions»

In agenda c'erano le nomine degli alti funzionari delle istituzioni europee, cioè:
• la nomina del successore di Draghi (il cui mandato come presidente della BCE scadrà alla fine di ottobre);
• la proposta del successore di Juncker (il cui mandato come presidente della Commissione Europea scadrà con la nomina del successore e la sua cnferma da parte del PE previste entro settembre);
• la nomina del successore di Tusk (il cui mandato come presidente della Consiglio è pure in scadenza) o la sua riconferma;
• la nomina del successore della Mogherini (attuale "alto rappresentante" della Politica Estera e di Sicurezza Comuni – PESC –) o la sua riconferma in tale incarico.
Ma in NESSUNO di questi capitoli dell'agenda s'è trovato accordo! E nemmeno una "maggioranza qualificata" (come previsto dai trattati in vigore perché una decisione del Consiglio diventi "effettiva").
Tant'è che ci sarà un apposito ulteriore Consiglio Europeo domenica prossima 30 giugno (ultimo giorno della presidenza di turno della Romania).
Inoltre: l'accordo non c'è stato tra chi dialogava e discuteva ... ignorando completamente il governo italiano (come nemmeno Conte fosse presente!)
L'ultima circostanza è dovuta al fatto che i vari governi, in base ai partiti maggioritari nei rispettivi stati ed in base ai gruppi maggiori nei guali confluiscono i nuovi parlamentari europei, hanno preventivamente formato in Consiglio una "maggioranza" ed una "opposizione", da entrambe le quali è escluso il governo italiano (perché sostenuto dai due partiti con i cui parlamentari europei dicono di non poter collaborare i parlamentari europei dei quattro gruppi più numerosi - PPE, S & D, Renew Europe (ex-ALDE) e Verdi/ALE – e nemmeno quelli di altri gruppi che si professano euro-scettici).
L'aspetto comico (dell'effettiva esclusione dell'Italia dal dialogo sull'immediato futuro dell'UE) è che Conte, intervistato subito dopo il fallimentare Consiglio Europeo di giovedì scorso, si è profuso negli elogi di Juncker – che ha detto di stimare molto e col quale Conte ha detto di avere "rapporti amicali" (SIC!) – .
Ah così? Conte stima molto Juncker e dice che lui e Juncker sono anche amici, e tuttavia ancora non sconfessa il suo vice Salvini – o almeno prende le distanze da costui – che anche recentemente ha dicchiarato che Juncker è la rovina dell'Europa e dell'Italia (e nell'ultimo suo intervento al Parlamento Europeo aveva attaccato Juncker dicendogli che la sua Europa – quella di Juncker! – "è l'Europa dei banchieri, dei lobbisti, dei massoni e delle multinazionali", che è "la rovina dei sogno europeo" (che è anche il suo, di Salvini) cioè "dell'Europa dei lavoratori e dei cittadini".
––> Salvini attacca Juncker
[Un attacco più "da sinistra" di questo non avrebbe saputo farlo nemmeno Bertinotti nei suoi giorni migliori! UE: Il ripetersi dell'impasse del Consiglio Europeo è la  palese dsebolezza del sistema "confederale" Biggrin].

Ma usciamo un momento dal triste (e angusto) quadro italiano, torniamo al quadro europeo.
I governi che si dicono "europeisti" e si oppongono (a parole!) al "sovranismo" (che in PE, pur essendo cresciuto, resta ancora decisamente minoritario) si sono sì preventivamente "alleati"! Ma i fatti, non le parole, dimostrano che in fondo essi pure sono "sovranisti", nel senso che, messi alle strette, tornano a mostrare con la massima evidenza la ricerca non del meglio per l'intera UE bensì quella del maggior vantaggio (o minore svantaggio) per il proprio governo. Ovviamente in casa propria! E l'eventuale successo a lvello europeo (o anche a livello internazionale ed extra-europeo) viene usato per corroborare quello in patria!
Insomma: mi pare ovvio che in un sistema "confederale", quando c'è da prendere qualche comune decisione davvero importante si rischia sempre l'impasse (perché ogni governo partecipa al meeting col dichiarato (in patria!) intento di "curare gli interessi della sua NAZIONE"!
E i giganti, mentre litigano, possono anche ignorare un nano che vorrebbe intromettersi nel litigio cercando un suo tornaconto a dispetto dei giganti in litigio!
Il "nano" attualmente" è il governo Conte nei confronti degli attuali "giganti" che in Consiglio sono ancora la Germania e la Francia (ovviamente ciascuna col proprio "corteo" di staterelli "scudieri"!). In Consiglio la Germania e la Francia dovrebbero essere "alleatI" (per precedenti accordi bilaterali). Ma quando si arriva a proporre i massimi vertici delle istituzioni europei, ecco che ciascuno si rivela "Cicero pro domo sua"!
Il tragi-comico è che i governi della "maggioranza" in Consiglio (cioè Francia e Germania con rispettivi governi "corifei") continuano a ripetere che vogliono una maggiore integrazione europea. In realtà nessun governo è disposto a promuovere davvero l'integrazione politica dell'UE (che vorrebbe dire la rinuncia definitiva, irreversibile, alla "totale sovranità" degli stati membri). La rinuncia vera (anche formale) della sovranità totale è necessaria! Se no, l'impasse è sempre alle porte! Ma nessuno la sta promuovendo davvero.Eecco allora che il bel castello dell'UE rischia davvero di franare.

Invito i lettori a meditare sulla mia "signature" (qui sottostante). UE: Il ripetersi dell'impasse del Consiglio Europeo è la  palese dsebolezza del sistema "confederale" Wink
Quel che vorrei io (ossia: quello che chiede ai "politici" da 76 anni il federalismo europeo) magari non avverrà mai!
Ma sul fatto che sia giusto (e necessario se si vuole che l'Europa continui ad avere un posto nella futura storia geo-politica) non ci piove!
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