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Interpretazione del capitolo 11 dell’Apocalisse da parte di ‘Abdu’l-Bahà. II parte.

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Messaggio Da Decuius Gio Nov 05, 2020 7:03 pm

Da Le lezioni di San Giovanni d’Acri:

11 Commento all’undicesimo capitolo della rivelazione di S. Giovanni. (Testo completo).

E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro e ne
faranno festa e si manderanno presenti gli uni agli altri,
poiché questi due profeti avranno tormentato gli abitanti
della terra”. “Gli abitanti della terra” sta per le altre
nazioni e le altre razze, quali i popoli d’Europa e dell’estrema
Asia, i quali, quando videro che il carattere
dell’Islám era interamente cambiato, che la legge di Dio
era stata abbandonata, che le virtù, lo zelo e l’onore si
erano allontanati da esso e che le sue qualità erano decadute,
furono felici e si rallegrarono che la corruzione dei
costumi avesse contagiato i popoli dell’Islám, i quali di
conseguenza sarebbero stati sopraffatti da altre nazioni.
Così è avvenuto - Vedete costoro, che avevano raggiunto
l’apice del potere, come sono ora degradati e calpestati.
Le altre nazioni “Si manderanno presenti gli uni agli altri”
significa che si aiuteranno “poiché questi due
profeti avevano tormentato gli abitanti della terra”, cioè
essi avevano vinto le altre nazioni e gli altri popoli, e li
avevano sottomessi.
E in capo a tre giorni e mezzo, lo Spirito della vita
procedente da Dio entrò in loro e si rizzarono in piedi, e
grande spavento cadde sopra quelli che li videro”. Tre
giorni e mezzo ossia, come abbiamo già detto, 1260 anni.
Queste due persone, i cui corpi giacevano privi di spirito,
sono gli insegnamenti e la legge stabiliti da Muḥammad
e promulgati da ‘Alí, dai quali, però, era scomparsa la
verità ed era rimasta soltanto la forma. Lo spirito ritornò
in loro significa che quei fondamenti e quegli insegnamenti
vennero di nuovo stabiliti. In altre parole, la spiritualità
della Religione di Dio si era mutata in materialismo
e le virtù in vizi: l’amore di Dio si era cambiato in
odio, la luce in tenebre, le qualità divine in sataniche, la
giustizia in tirannide, la misericordia in inimicizia, la
sincerità in ipocrisia, la salvezza in perdizione e la purezza
in sensualità. Poi, dopo tre giorni e mezzo, ossia
secondo la terminologia dei Sacri Libri, dopo 1260 anni,
questi insegnamenti divini, queste virtù celestiali, queste
perfezioni e queste munificenze spirituali vennero rinnovati
dalla manifestazione del Báb e dalla devozione di
Janáb-i Quddús [Hájí Muhammad ‘Alí Bárfurúshí, uno dei principali discepoli del Báb e
una delle diciannove Lettere del Vivente].
Le sante brezze si diffusero, la luce della verità splendette,
la primavera feconda giunse e l’alba della salvezza
spuntò. Questi due corpi esanimi ritornarono vivi e questi
due grandi - uno, il fondatore, l’altro, il promulgatore
- sorsero e furono simili a due candelieri, poiché illuminarono
il mondo con la luce della verità.
Ed essi udirono una gran voce dal cielo che disse loro:
salite qua. Ed essi salirono in cielo” e cioè, dal cielo
invisibile essi udirono la voce di Dio che diceva: Voi avete
seguito tutto ciò che era conveniente e, propagando
gli insegnamenti e le buone novelle, voi avete trasmesso
il mio messaggio agli uomini e avete proclamato la Parola
di Dio e avete compiuto il vostro dovere. Adesso, come
Cristo, dovete sacrificare la vostra vita per il Beneamato
e divenire martiri. E quel Sole della Verità e quella
Luna della Salvezza, tutti e due come il Cristo tramontarono
all’orizzonte del supremo martirio e ascesero al
Regno di Dio. “E i loro nemici li videro”, cioè molti dei
loro nemici, dopo essere stati testimoni del loro martirio,
si accorsero del loro carattere sublime e dell’eccellenza
della loro virtù e testimoniarono la loro grandezza e la
loro perfezione.
E in quell’ora si fece un gran terremoto e la decima
parte della città cadde e settemila persone furono uccise
in quel terremoto”.
Questo terremoto si produsse in Shíráz, dopo il martirio
del Báb. La città fu in scompiglio e molti perirono.
Una grande perturbazione ebbe luogo in seguito a malattie,
al colera, alla carestia, alla indigenza, alla scarsità
di viveri, ad afflizioni tali come mai prima si erano avute.
E il rimanente fu spaventato e diede gloria all’Iddio
del cielo”. Quando il terremoto ebbe luogo nel Fárs, i sopravvissuti
si lamentarono e piansero giorno e notte, intenti
solo a glorificare e a pregare Dio. Erano così afflitti
e spaventati che la notte non potevano trovare riposo né
sonno.
La seconda afflizione è passata; ed ecco, tosto verrà
la terza”. La prima afflizione è l’apparizione del Profeta
Muḥammad, figlio di ‘Abdu’lláh - pace su Lui! La seconda
afflizione è quella del Báb - su Lui gloria e lode!
La terza è il grande giorno della manifestazione del Signore
degli Eserciti e la radiosità della Bellezza del
Promesso. La spiegazione della parola “afflizione” si
trova nel capitolo XXX di Ezechiele, versetti 2 e 3 in cui
è detto: “La parola del Signore mi fu ancora indirizzata,
dicendo: Figliuol d’uomo, profetizza e di’: Così ha detto
il Signore Iddio: - Urlate e dite: Ohimè lasso! Quel giorno
è questo! Poiché vicino è il giorno, vicino è il giorno
del Signore! -”.
È dunque evidente che il giorno dell’afflizione è il
giorno del Signore; poiché quel giorno è di afflizione per
i negligenti, per i peccatori, per gli ignoranti. “La seconda
afflizione è passata; ed ecco, tosto verrà la terza”, ossia
il giorno della manifestazione di Bahá’u’lláh, il giorno
di Dio, ed è prossimo al giorno della manifestazione
del Báb.
Poi il settimo angelo suonò e si fecero gran voci nel
cielo, che dicevano: - Il regno del mondo è venuto ad esser
del Signor nostro e del suo Cristo, ed egli regnerà nei
secoli dei secoli -”. Il settimo angelo è un uomo adorno di
attributi celesti, che sorgerà con qualità e caratteristiche
angeliche. S’innalzeranno voci, cosicché l’apparizione
della divina Manifestazione verrà proclamata e divulgata.
Nel giorno della manifestazione del Signore degli Eserciti,
all’epoca del ciclo divino dell’Onnipotente, quale
è stato promesso in tutti i libri e scritti dei Profeti - in
quel giorno di Dio verrà fondato il Regno spirituale e divino
ed il mondo si rinnoverà; un nuovo spirito verrà alitato
nel corpo della creazione, la divina primavera giungerà,
le nubi della misericordia la lasceranno discendere,
il sole della verità splenderà, la brezza fecondatrice spirerà,
il mondo umano si ammanterà di una nuova veste,
la terra diverrà un paradiso sublime, l’umanità verrà educata,
le guerre, le dispute, i conflitti e la cattiveria
scompariranno, mentre brilleranno la sincerità, la rettitudine,
l’onestà e l’amore di Dio. L’unione, l’amore e la
fraternità avvolgeranno il mondo e Dio regnerà per sempre;
il Regno dello Spirito sarà istituito. Tale è il giorno
di Dio, poiché tutti i giorni che sono venuti e passati erano
i giorni di Abramo, di Mosè e di Cristo o di altri Profeti,
ma questo è il giorno di Dio, poiché il Sole della
Realtà vi si leverà con tutto il suo calore e il suo splendore.
E i ventiquattro anziani che sedevano al cospetto di
Dio sui loro troni si prostrarono e adorarono Iddio, dicendo: -
Noi ti ringraziamo, o Signore Onnipotente, che
sei, che eri, e che hai da venire; poiché Tu hai assunta la tua
potenza e ti sei messo a regnare -”. In ogni ciclo gli eletti e
i santi sono stati dodici. Così Giacobbe ebbe dodici figli;
al tempo di Mosè vi erano dodici capi tribù, al tempo di
Cristo si ebbero dodici Apostoli ed al tempo di
Muḥammad vi furono dodici Imám. Ma in questa gloriosa
Manifestazione ve ne sono ventiquattro, cifra doppia
delle precedenti, poiché la grandezza di questa Manifestazione
lo esige. Queste anime sono alla presenza di
Dio assise sui loro troni; regnano cioè eternamente.
Questi ventiquattro eletti, benché assisi sui troni del potere
eterno, adorano l’apparizione della manifestazione universale,
sono umili e sottomessi, e dicono: “Noi ti ringraziamo,
o Signore Iddio Onnipotente, che sei, che eri e che
hai da Venire; poiché tu hai assunta la tua potenza e ti sei messo
a regnare”. Il ché significa: Tu elargirai i tuoi insegnamenti,
riunirai tutte le creature alla tua ombra, porterai tutti
gli uomini all’ombra di una sola tenda. E benché sia
l’Eterno Regno di Dio, ed Egli abbia avuto ed abbia sempre
un Regno, qui “Regno” significa la Manifestazione di
Dio stesso [la Sua più perfetta Manifestazione]
e il fatto che Egli emanerà tutte le leggi e gli insegnamenti
che costituiscono lo spirito dell’umanità e della
vita eterna. E questa Manifestazione universale sottometterà
il mondo col potere spirituale, non con la guerra e le
battaglie; lo farà in pace e tranquillità, non con la spada né
le armi; stabilirà il suo Regno divino per mezzo dell’amore
e non con la forza. Diffonderà questi insegnamenti divini
con la gentilezza e la giustizia e non con le armi e la violenza.
Educherà in tal modo le nazioni e i popoli che
nonostante le loro diverse condizioni, le loro diverse
usanze e caratteristiche, religioni e razze, essi costituiranno
un solo gregge, com’è detto nella Bibbia, come il lupo con
l’agnello, il leopardo con il capretto, il lattante con il
serpente, e diverranno amici e compagni. I conflitti dovuti
alle diversità di razza e di religione, nonché le barriere fra
le nazioni, saranno completamente abolite e sarà raggiunta
la perfezione, la unione e la riconciliazione all’ombra
dell’Albero Benedetto.
E le genti si sono adirate”, poiché i Tuoi insegnamenti
erano contrari alle passioni degli altri popoli,
ma l’ira Tua è Venuta”; cioè, tutti saranno colpiti da
grave perdita, perché non seguendo i tuoi precetti, i Tuoi
consigli e i Tuoi insegnamenti, rimarranno privi della
grazia eterna e separati come da un velo dalla luce del
Sole della Verità. “E il tempo dei morti, nel quale conviene
ch’essi siano giudicati” significa: è venuto il tempo
in cui i morti, cioè coloro che sono privi dello spirito
dell’amore di Dio e non posseggono parte della vita eterna,
verranno giudicati con giustizia, intendendo con
ciò che riceveranno, ciò che meritano. E sarà evidente la
realtà dei loro segreti, dimostrando quale basso livello essi
occupino nel mondo dell’esistenza, perché in realtà essi
sono sotto il governo della morte.
... E che tu dia il premio ai tuoi servitori, profeti e santi,
e a coloro che temono il tuo nome, piccoli e grandi”. Cioè a
dire: Dio premierà i giusti con munificenza infinita, facendoli
risplendere sull’orizzonte dell’onore eterno, come le
stelle del cielo. Egli li assisterà, dotandoli di buona condotta
e di azioni, che sono la luce dell’umanità, la causa della salvezza
e i mezzi della vita eterna nel Regno Divino.
E che tu distrugga coloro che distruggono la terra”
significa che Dio castigherà severamente i negligenti,
poiché la cecità dei ciechi sarà manifesta e la vista dei
veggenti diverrà evidente; l’ignoranza e la mancanza di
conoscenza di coloro che vivono nell’errore saranno riconosciute,
e la sapienza e la saviezza di coloro che sono
ispirati appariranno chiare; di conseguenza, coloro che
distruggono saranno distrutti.
E il tempio di Dio venne aperto nel cielo” significa che
la divina Gerusalemme è stata trovata e che il Santo dei
Santi è visibile. Il Santo dei Santi, secondo la terminologia
dei saggi, è l’essenza della Legge Divina, degli insegnamenti
celestiali e veritieri del Signore, che - come già detto
- non sono mutati in alcun ciclo profetico. Il santuario di
Gerusalemme è la realtà della Legge di Dio, che costituisce
il Santo dei Santi; e tutte le leggi, le convenzioni, i riti e gli
ordinamenti materiali sono la città di Gerusalemme - per
questo essa viene chiamata la Gerusalemme celeste. In
breve, dato che in questo ciclo il Sole della Verità farà brillare
la luce di Dio col massimo splendore, l’essenza degli
insegnamenti di Dio si realizzerà nel mondo dell’esistenza
e le tenebre dell’ignoranza e la mancanza di conoscenza saranno
dissipate. Il mondo diverrà un mondo nuovo e la luce
prevarrà. Così apparirà il Santo dei Santi.
E il Tempio di Dio fu aperto nel cielo” significa pure
che con la diffusione degli insegnamenti divini,
l’apparizione di questi celesti misteri, e con il sorgere del
Sole della Verità, si apriranno le porte del successo e
della prosperità in tutte le direzioni, e i segni della bontà
e delle benedizioni celesti diverranno chiari.
E il tempio di Dio fu aperto nel cielo e apparve l’arco
del patto” vuol dire: il Libro del suo Testamento apparirà
nella sua Gerusalemme, l’Epistola del Patto sarà redatta e il
significato del Testamento e del Patto diverrà evidente. La
fama di Dio invaderà l’oriente e l’occidente, e la proclamazione
della Causa di Dio riempirà il mondo. I violatori del
Patto saranno degradati e dispersi, e i fedeli verranno trattati
amorevolmente e glorificati, perché si attengono al Libro
del Testamento e restano fermi e saldi nel Patto.
...E si fecero folgori e suoni e tuoni e terremoto e
gragnuola grande”. Dopo l’apparizione del Libro del Testamento,
si avrà forte uragano e i fulmini dell’ira e della
collera di Dio baleneranno, sopravverranno il frastuono
del tuono della violazione del Patto e il terremoto dei
dubbi; la gragnuola dei tormenti si abbatterà sui violatori
del Patto e anche coloro che professano la fede dovranno
affrontare prove e cadere in tentazioni.
Decuius
Decuius

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