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Messaggio Da Verci il Dom Nov 03, 2013 8:22 am

Di Eugenio Scalfari

GRILLO e l’Europa. Mi sembra questo il tema di maggiore attualità: la campagna elettorale che il proprietario e leader del Movimento 5 Stelle ha già aperto in vista delle elezioni europee del maggio 2014 e di quelle italiane che egli si augura e fa di tutto per provocare il più presto possibile.

Si tratta di una campagna di destra, una destra xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti (tutti i partiti, nessuno escluso) e contro le istituzioni, dal capo dello Stato al presidente del Consiglio ai ministri (tutti i ministri) e contro la magistratura e la Corte costituzionale.

Non è più anti-politico il Movimento 5 Stelle poiché ora una politica ce l’ha, l’ha scelta. È a suo modo una politica rivoluzionaria perché vuole abbattere tutta l’architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua. Il movimento di popolo che le sue parole d’ordine indicano con chiarezza fa leva sui sacrifici, le speranze frustrate e la rabbia che ne deriva, ormai molto diffusa, che gli italiani sentono con sempre maggiore acutezza.

Di chi è la colpa, chi ne sono i responsabili, stando alle indicazioni di Grillo? I partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l’establishment economico, i sindacati, l’Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare.

Quando questa opera di lunga lena sarà compiuta lui si ritirerà. Ovviamente sarà celebrato nei libri di storia come quello che...

Da qualche settimana l’Europa così come è fatta oggi e l’euro che la Banca europea stampa sono diventati i nemici principali e rappresentano i bersagli sui quali sparare per primi. La stessa strategia è quella usata dal Fronte nazionale francese della Le Pen, dal movimento anti-europeo di Germania (dove però non hanno neppure superato la soglia per entrare in Parlamento), in Grecia, in Danimarca, in Olanda.

Grillo ha anche in mente una sua politica economica. Non è mai andato a scuola di economia e conosce per sentito dire le scuole di Cambridge, di Vienna e del Mit degli Usa; ma sa interpretare e semplificare quello che molta gente pensa: ridurre le tasse, combattere evasione e corruzione, infischiarsene del debito pubblico, spendere per creare posti di lavoro senza preoccuparsi delle coperture, rispondere a pernacchie alle direttive europee e mandare per aria l’euro. Chi se ne frega dell’euro. Meglio una moneta nazionale stampata in Italia in quantità capaci a fare star meglio la gente, i giovani, gli anziani, tutti.

L’Europa non reggerà il colpo. Anche la sua architettura attuale crollerà e i movimenti che l’hanno distrutta la ricostruiranno a modo loro. E poiché il movimento principale sarà il 5 Stelle, che guiderà il Paese con il debito più alto di tutti gli altri, sarà dunque il 5 Stelle — cioè lui — a guidare la ricostruzione.

Questo pensa Grillo, lo dice e lo diffonde. Ormai è un Verbo, naturalmente incarnato. Ma non è il solo poiché anche a destra c’è qualcuno che — in modi appena più sfumati nella forma ma identici nella sostanza — dice cose analoghe. Finora erano due populismi di segno contrario, adesso sono due nazionalismi entrambi di estrema destra, entrambi demagogici, entrambi irresponsabili ed entrambi visti con favore da alcuni milioni di elettori.

Mi direte che questa è una visione pessimistica. Me lo auguro, naturalmente. Di solito tendo all’ottimismo della volontà e della ragione, che unifica la dicotomia di Gramsci. Ma ora, avendo alquanto approfondito il problema, molti dubbi mi hanno assalito. Alcuni li ho già manifestati due domeniche fa discutendo le caratteristiche del circuito mediatico. Oggi torno su questo tema e su quello delle tecnologie che da vent’anni hanno preso il governo del mondo.

Molti amici che illustrano la filosofia italiana, tra i quali nomino qui Severino e Galimberti, hanno già affrontato questo tema; ma a me pare che sia venuto il momento di trarne alcune conclusioni che influenzano direttamente l’assetto della società globale nel quale vive ormai l’intero pianeta.

da: La Repubblica
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Messaggio Da Epoch il Mar Dic 03, 2013 10:12 am

Verci, non nascondo che le scorse elezioni ho dato il mio voto al M5S. Non nascondo neppure che speravo in una piega diversa da quella che invece a preso e sta sempre più prendendo.
Di movimenti "contro" l'europa ce ne sono a bizzeffe, non c'è stato europeo che non ne abbia almeno uno (in Italia sono 2 anzi 3, dopo la (ri)nascita di FI).
Ma cosa ha fatto/fa/farà l'Europa per contrastarli? Se devo essere sincero, credo faccia molto poco. Anche se il parlamento europeo stesse già attuando delle contromisure la sensazione a livello della gente è il vuoto completo. E' troppo complicato e faragginoso il meccanismo che mette in comunicazione l'europa e le persone, tra l'altro passa attraverso la classe politica che lo usa e dosa a proprio uso e consumo.
L'Europa sta morendo di se stessa. La mia convinzione è che l'unica cura possibile e unirla il più presto possibile, ma ho i miei dubbi che si possa effettuare nel prossimo lustro.

Quanto al M5S, potrebbe davvero vincere alle prossime elezioni. Tutto dipende dalla legge elettorare che arrabatteranno non appena la Consulta cancellerà il Porcellum. Sicuramente escogiteranno un bel premio di maggoranza di coalizione.

Così facendo il detto "Divide et Impera" varrà di nuovo e il Centro-destra diviso tra nuovo, vecchio, Lega ed altri, riuniti sotto il "Capo", varrà molto di più di quello che potrebbero valere se fosse un partito unico e quindi il futuro descritto da Scalfari non potrà avverarsi...
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Messaggio Da Verci il Mer Dic 04, 2013 7:20 am

Caro Epoch, come prima cosa ti dò il benvenuto su Areaforum. Se vince Grillo, paese a rotoli 1326021764 


In risposta al tuo intervento, non posso nascondere la mia profonda delusione, che è anche al contempo insofferenza e rassegnazione, per come stanno andando le cose nel nostro bel Paese. La Consulta deciderà oggi sul "porcellum" e, se la risposta sarà - come prevedibile - di anticostituzionalità, totale o parziale che sia,il Parlamento dovrà definire le nuove regole. Si vocifera di eliminazione del Senato e, per la Camera, di doppio turno alla francese. Accordo che sembra comprenda tutti gli attuali protagonisti di questa sgangherata coalizione, compreso il segretario in pectore del PD, Renzi. Tutto questo, nell'attesa di trainare il Governo fino alla primavera 2015 e - nel frattempo - fare chissà quali riforme per rimettere in moto l'economia.

La mia idea è che i giochi della politica e la tendenza all'autoconservazione e al mantenimento della casta prevalgano - more solito - sui problemi di disoccupazione e di grave crisi economica che affliggono l'Italia. Letta sembra esprimere una pacata speranza di uscire dalla crisi, ma non dà soluzioni  e gli auspici, come sappiamo, non muovono l'economia. 

Il successo di Grillo, che aveva suscitato anche in me qualche aspettativa, si è rivelato sterile e - come del resto egli stesso aveva preannunciato - il suo è un movimento antisistema. Se così è non può collaborare con il sistema che combatte e quindi, qualsiasi proposta di coinvolgere il M5S nella formazione di coalizioni o anche solo in un appoggio esterno, si sapeva bene che non poteva - nonostante gli intenti del buon Bersani - portare a nulla.

L'Europa? Un'Europa cresciuta troppo in fretta e male. Un'Europa che ha inglobato al suo interno economie povere ma concorrenziali, in grado di competere con le nostre sul piano del costo del lavoro e, grazie alla fuga di imprese nostrane all'estero, anche sul piano tecnologico. 
Il costo del lavoro eccessivo, per l'eccessiva tassazione, e la furbizia del sistema bancario che riceve dalla BCE miliardi di € a tasso vicino allo zero e, anzichè utilizzarli per finanziare le imprese in crisi di liquidità, acquista BOT speculando sul debito dello Stato. Una Germania padrona dell'economia, che dimostra quotidianamente come non intenda rinunciare a nulla per mantenere il proprio dominio in Europa. Insomma, un'Unione Europa sempre meno in grado di dimostrarsi tale, ma che appare sempre più come un coacervo di Stati che non sa procedere oltre nell'integrazione economica perchè ritiene la situazione ormai consolidata e, come tale, non più emendabile. 

Cosa fare? In un altro thread, Condor invoca la liberazione dell'Italia e la fine di un regime che - come giustamente scrive -  sta distruggendo l'economia del paese, mettendo sul lastrico milioni di famiglie, di milioni di disoccupati, sottoccupati e precari, e di tanti lavoratori autonomi colpiti dalla crisi, dagli effetti della globalizzazione capitalistica e dalle politiche europee e governative.

Come non dargli ragione, ma allo stesso tempo riconoscere che queste manifestazioni non andranno oltre una generica sensibilizzazione delle gente? Che è già un obiettivo, ma che da solo  non basta. V'è necessità di pragmatismo e non di chiacchere, ma la politica e gli elettori che dovrebbero governarla, in realtà ne restano schiavi e vittime al contempo, poichè non riescono a staccarsi da schemi e ruoli ormai consolidati da decenni di assuefazione.
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Messaggio Da Epoch il Mer Dic 04, 2013 11:18 am

Ciao Verci,
ringrazio per il benvenuto...
Mi accrogo solo ora, dopo alcuni messaggi, che c'era anche una sezione apposta per le presentazioni, ma ho fatto a sbocconcelli nei vai interventi.

Ieri avevo capito che la Consulta aveva deciso di rimandare la decisione a Gennaio, e la cosa mi aveva infastidito.
Oggi ho sentito su RaiNews24, che seguo  con piacere al mattino perché nella mezz'ora che dedico alla colazione oltre a qualche titolo di giornale c'è anche un divertente collegamento con i personaggi di CaterpillarAM, che la consulta sarebbe entrata in camera di consiglio alle 9,30 per decidere sul Porcellum.... Mi sono perso un passaggio.

Vedremo cosa succederà, ma non mi aspetto nulla, perché non voglio illudermi.
Sulla bocciatura del porcellum, così come sulla ipotetica bocciatura delle leggi sul finanziamento della politica mi sono chiesto più volte.
Ma se la legge è anticostituzionale, è anche anticostituzionale il parlamento elletto oppure in virtù della non retroattività facciamo finta di nulla? La cosa mi inqueta e spero che non inquieti anche i fior di giudici chiamati a decidere...

In Italia poi il problema di base è la scarsissima conoscenza di "come funziona lo Stato" che pervade moltissime persone.
Basta già solo pensare all'inganno dello scrivere il nome del candidato "Primo Ministro" sul logo, cosa che con le nostre leggi non centra una fava...
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