La patria europea demolita dal sovranismo degli europeisti

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Messaggio Da Condor il Ven Feb 01, 2019 7:45 pm

La patria europea demolita dal sovranismo degli europeisti

Dunque, la Germania al posto dell’Europa nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il franco francese anziché l’euro nei paesi africani. L’accordo economico-politico bilaterale tra Macron e la Merkel sulla testa dell’Europa e dei suoi accordi. Lo sfondamento dei limiti europei del debito da parte dei francesi, col placet dei tedeschi. La conquista dell’economia italiana soprattutto da parte di aziende francesi. Lo sfaldarsi di ogni piano comune europeo per affrontare i flussi migratori, e il deliberato sfilarsi di Germania e Francia dalle responsabilità che loro competono. E si potrebbe ancora continuare. Come giudicare complessivamente questi fattori, dove portano? Alla dichiarazione di fallimento dell’Europa, anzi all’autocertificazione, al prevalere degli interessi nazionali sugli interessi europei, all’egemonia delle potenze nazional-coloniali sull’unione tra Stati membri. In una parola, chi affossa l’Europa non sono coloro che escono, come i britannici; e nemmeno chi tuona, a volte in modo greve, contro chi comanda in Europa, come fanno gli italiani grilloleghisti. Ma sono proprio loro, i presunti padroni di casa.

Sono loro, quelli di Aquisgrana, quelli dell’asse carolingio, i franco-tedeschi, a uscire dall’Europa. O se preferite, si sentono i genitori d’Europa e considerano gli altri Stati come minorenni; loro possono uscire di casa e rientrare, loro possono avere le Macron e Merkel chiavi di casa, loro possono concedersi libertà che agli altri sono negate. Quando sento il solito refrain sugli amici e i nemici dell’Europa, la solita condanna dei nazionalismi e dei sovranismi, mi chiedo: e questi due sarebbero i garanti dell’Europa? Non sono loro i primi fautori di nazionalismo e sovranismo, con l’aberrante precisazione che lo sono a prescindere dai loro popoli, puro kratos senza demos, nonostante siano in palese, schiacciante minoranza nei loro paesi? Simbolicamente grave è l’accordo tra Macron e Merkel per chiedere che il seggio assegnato all’Europa nel Consiglio di Sicurezza venga invece dato alla Germania. È la sconfessione dell’Unione Europea, l’abdicazione dell’Unione, la vanificazione della rappresentanza europea nel mondo, nel timore che nuovi equilibri, nuove ondate “sovraniste” possano nominare rappresentati dell’Europa non conformi e non graditi all’establishment dominante.

Ora non si tratta d’inventarsi nuove crociate antifrancesi o antitedesche, né si tratta di alimentare la guerra civile europea e l’Eurexit, cioè l’uscita dell’Europa da se stessa, come se fosse posseduta da un demonio. Niente toni scomposti, nessuna caccia al nemico come capro espiatorio delle difficoltà interne. Si tratta prima di ricomporsi e poi di ricomporre, ovvero di assumere un contegno adeguato e poi puntare a una rigenerazione del patto europeo, una ridefinizione. Si tratta di pensare a una cosa: c’è bisogno d’inventarsi un sovranismo europeo, fondato su un patriottismo europeo. Cioè su un sentire comune, su un’appartenenza condivisa ad una civiltà. L’Europa di oggi, proprio come il governo Salvini-Di Maio, regge su un contratto. Ovvero su un patto economico-finanziario, sulla firma di un accordo e di alcuni obblighi legati a quell’accordo. Ma non c’è, e si Marcello Veneziani vede a occhio nudo, nessun afflato europeo, nessun fervore identitario comune, nessuna percezione di vivere in una casa comune. Sarebbe quello il salto di qualità da compiere a questo punto.

Un patriottismo europeo, come un sovranismo europeo, non sostituirebbe il patriottismo e la sovranità delle nazioni, ma ne sarebbe in qualche modo la sintesi, il garante dei singoli Stati e dei loro patriottismi nazionali. Un patriottismo europeo, un sovranismo europeo, dovrebbe esercitarsi rispetto al mondo esterno prima che sugli Stati membri, e dovrebbe occuparsi della concorrenza commerciale esterna, della comune difesa europea, dell’egemonia planetaria delle superpotenze, dei flussi migratori e delle minacce all’Europa e agli europei. Insomma dovrebbe essere proiettato sull’esterno, più che essere vessatorio e oppressivo al suo interno. Dovrebbe proteggere i popoli europei più che sottometterli ai diktat economico-finanziari o ai dogmi dell’accoglienza. Ci sono tre patriottismi, uno dentro l’altro come matrioska e come cerchi concentrici: il patriottismo locale, vorrei dire a chilometro zero, quello del territorio più prossimo, della provincia e del proprio habitat; il patriottismo nazionale, fondato sulla storia, la lingua, gli Stati e le tradizioni nazionali; il patriottismo europeo, inteso come patriottismo delle civiltà europea e dei suoi confini verso l’esterno. Non si può pensare di sopprimere uno senza poi sopprimere o vanificare gli altri. E se il compito dei nostri giorni, paradossale ma non troppo, sia quello di difendere l’Europa dagli europeisti?

(Marcello Veneziani, “Francia e Germania contro l’Europa”, da “La Verità” del 25 gennaio 2019; articolo ripreso sul blog di Veneziani).


http://www.libreidee.org/2019/01/la-patria-europea-demolita-dal-sovranismo-degli-europeisti/
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Messaggio Da Verci il Sab Feb 02, 2019 4:51 pm

Non vorrei sbagliare, ma mi sembra che la decisione di indicare la Germania quale membro non permanente del Consiglio di  sicurezza dell'ONU, risalga al giugno dello scorso anno, con voto dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per il resto, leggo quanto segue:

Parigi, 28 nov. (askanews) - La Germania propone che il seggio permanente della Francia al Consiglio di sicurezza Onu sia trasformato in seggio europeo, in modo che l'Ue "parli con una sola voce"."Se noi prendiamo sul serio l'Unione europea, l'Ue dovrebbe al contempo parlare con una sola voce in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha detto Olaf Scholz, che è vice-cancelliere e ministro delle Finanze tedesco, "a medio termine, il seggio della Francia potrebbe essere trasformato in seggio europeo".Scholz ha tenuto oggi un discorso a Berlino sul futuro dell'Europa e ha ipotizzato che, come controparte, il capo della delegazione europea presso l'Onu possa essere in modo permanente un francese.Il dibattito in Germania sul seggio europeo in Consiglio di Sicurezza non è nuovo, ma il ragionamento del ministro delle Finanze lo rilancia con forza. Il vice-cancelliere ha ammesso che comunque non sarà facile far passare l'idea a Parigi. "Sono ben cosciente che c'è ancora un bel po' di lavoro da fare per convincere Parigi", ha affermato, "la Francia e la Germania agiscono ormai all'unisono in quel contesto", ma un seggio europeo permetterebbe una svolta in senso europeo. (fonte afp)

28 novembre 2018

Ora, questa sembrerebbe essere una palese contraddizione con quanto scritto da Veneziani.
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Messaggio Da ART- il Dom Feb 03, 2019 3:04 am

E' un classico esempio di confusione attentamente ricercata dove si cerca con escamotage di far passare il nero per bianco e il bianco per nero, giocando col generico termine "europeismo". Tipico di questi tempi confusionari in cui stiamo totalmente perdendo la testa (come società) e quindi anche operazioni del genere risultano facili da condurre.
Fossi in questo Veneziani invece di polemizzare sugli europeisti veri o presunti guarderei più a cos'hanno in mente di fare gli antieuropeisti, fra cui spicca la peggior feccia estremista d'Europa.

Servirebbe invece una discussione seria sulle cose, seria e un minimo informata sull'argomento che affronta. Ad esempio, circa la recente polemica demenziale di Di Maio ideata per distrarre, Veneziani non sa che i franchi CFA (le valute sono due diverse, per due diversi gruppi di paesi) sono ancorati da cambio fisso all'euro. O magari lo sa, se si è preoccupato di dare uno sguardo a wikipedia per giocare all'esperto, ma ne ha approfittato lo stesso per seminare più confusione possibile approfittando anche di questo assist.


Ultima modifica di ART- il Dom Feb 03, 2019 3:28 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Erasmus il Lun Feb 04, 2019 4:57 am

Condor ha scritto:(Marcello Veneziani, “Francia e Germania contro l’Europa”, da “La Verità” del 25 gennaio 2019; articolo ripreso sul blog di Veneziani).
http://www.libreidee.org/2019/01/la-patria-europea-demolita-dal-sovranismo-degli-europeisti/
Non capisco l'annotazione «da "La Verità" del 25 gennaio 2019»! Vedo che l'articolo sta nella pagina "IDEE" del sito "LIBRE" (quello di indirizzo URL http://www.libreidee.org/).
Vedo che nell'articolo di Veneziani trascritto da Condor ci stanno anche balle colossali (e quindi sospetto che "La Verità" sia da intendere come ironia!).
In particolare:
Condor ha scritto: [...] "Dunque, la Germania al posto dell’Europa nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite."
Qua un lettore capisce che la Germania ha un posto stabile nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU, cioè che la Germania ne è un "membro permanente".
Ma non è così!
Trascrivo da Wikipedia:
Membri
Il Consiglio [di Sicurezza] è composto da cinque membri permanenti e dieci membri non-permanenti eletti in rappresentanza dei paesi membri delle Nazioni Unite. L'Assemblea Generale elegge i dieci membri non-permanenti (cinque all'anno) con un mandato di due anni a partire dal 1º gennaio. I membri sono scelti dai Gruppi Regionali e confermati dall'Assemblea Generale. Un rappresentante di ogni Paese membro deve essere costantemente presente presso la sede in modo che il consiglio possa riunirsi in ogni momento.
[...]
I membri permanenti del Consiglio sono cinque degli Stati vincitori della seconda guerra mondiale, ossia:
Cina (fino al 1971 Taiwan)
Francia
Regno Unito
Russia (fino al 1991 URSS)
Stati Uniti [...]

E' noto che i 5 "membri permanenti" (detti a volte anche "i 5 b Grandi") hanno pure il "diritto di veto" (che gli altri 10 membri temporanei non hanno!
Aggiungo qualcosa che dovrebbe essere arcinoto a chiunque si mette a scrivere qualcosa che riguarda l'UE.
Le Nazioni Unite sono una associazione di STATI (sovrani ed indipendenti). Si dà il caso che i federalisti europei fin dai tempi di Spinelli-Rossi-Colorni ("confinati" a Ventotene come antifascisti) si battono per far nascere un'unione federale europea (diciamola pure "Stati Uniti d'Europa") ma che, purtroppo, l'Unione Europea è ancora ben lontana dal diventare "STATO" (nel senso di territorio governeto da un apparato con potere al di sopra di ogni altro potere sull'intero territorio). Oddio: meglio questa UE "confederale" (coacervo di stati formalmente rimasti "sovrani") che niente, ossia: meglio questa UE (che, ad esere pignoli, vera "unione" non è affatto) che l'insieme di stati europei slegati (o legati in più alleanze contrapposte con scopi di competizione per l'egemonia politica). Sto dicendo banalità arcinote: la CECA/CEE/UE, con tutte le schifezze che possiamo vederci, ha garantito pace e prosperità all'Europa per settantanni (mentre in precedenza, anche se alcuni paesi europei dominavano più di mezzo mondo, tutta l'Europa – compresi i paesi con tante colonie – era sede di perpetuo pauperismo e teatro di guerre micidiali). Ma oltre al fatto che questo sistema resta "precariio" (ossia: può regredire, dissolversi, e far risorgere "le vecchie assurdità" – per usare parole di Spinelli –), è ormai evidente che per affronrtare davvero i problemi attuali (per esempio: quello dei migranti) occorrerebbe un vero governo europeo [ossia un apparato scelto democraticamente dotato del potere di affrontare problemi "indeterminati per numero e per qualità" (per usare le parole con cui il Rescigno qualificava lo Stato), mentre la Commissione Europea (che è l'esecutivo dell'UE) non è affatto un vero governo; ed il Parlamento Europeo non ha i pieni poteri che competono ai parlamenti degli stati sovrani ma è in secondo grado rispetto al Consiglio (che è la congrega dei governi dei paesi membri, i quali continuano nel pretendere d'essere riconosciuti "sovrani ed indipendenti"). Gli organi istituzionali dell'UE non possono perseguire "scopi indeterminati per qualità", dovendo restare dentro i trattati (stipulati da ciascuno stato membro con ciascun atro, ossia con una caterva di trattati rismasti sotto-sotto " bilaterali")
Insomma: l'UE in Assemblea Generale non ha nemmeno la paerola (per bocca ovviamente di un suo rappresentante)!
Che la Germaia possa essere scelta (a maggioranza in Assemblea Generale) come membro temporaneo del Consiglio di Sicurezza – l'incarico dura due anni – non deve scandalizzare nessuno! Ci sono 10 membri non permanenti e, se la maggioranza dei 193 stati membri dell'ONU per un certo biennio tra i dieci stati NON PERMANENTI ha scelto anche la Germania ... non capisco che c'entra il sovranismo degli europeisti!
Se vogliamo criticare la struttura dell'ONU ... in me trovate uno che dell'ONU – come è strutturata e come ha funzionato nei suoi 73 anni di vita – ha detto (e continua a pensare) "peste e corna"!

Vedo che Verci ha riportato qualcosa di interessante a riguardo della richiesta di far entrare l'UE come tale nell'ONU.
Purtroppo, però, questo non può assolutamente succedere (a meno di radicale riforma della stessa struttura dell'ONU).
E non può succedere proprio perché l'UE non è "STATO" mentre l'ONU è una associazione di STATI.
L'UE fino a qualche anno fa non aveva nemmeno "personalità giuridica"!]
Mi permetto di segnalare un articoletto di qualche anno fa, quando (con l'occasione che spettava al Belgio sia la presidenza semestrale dell'UE sia la presidenza occasionale dell'Assemblea Generale dell'ONU) pareva che venisse accettata la presenza dell'UE con diritto di parolla (ma non ancora con diritto di voto). Leggetelo perché in pratica è ancora così come è detto in quell'articoletto!
––> All'ONU l'Unione Europea conta meno del Suriname!

Ancora in particolare (ossia: altra balla colossale!):
Condor ha scritto: [...] "Il franco francese anziché l’euro nei paesi africani. "
Questa è davvero madornale!
Le cose sono un po' diverse!
Il "franco" usato come moneta in molti paesi africani (ex colonie francesi, ma non solo francesi) non è il "franco francese", bensì il Franco CFA . [Il Franco Francese ha cessato di esistere asiieme alla Lira, al Marco Tedesco e altre 8 monete nazionali europee all'inizio del 1999, pur restando in circolazione (come particolare "divisa" dell'Euro) assieme alle altre monete dell'Eurozona) fino all'inizio del 2002.
La settimana scorsa (o forse due settimane fa) il "grillino" Di Battista è stato alla trasmissione "Che tempo che fa" (condotta da Fabio Fazio) a raccontare un sacco di balle ... alle quali forse Di Battista crede – dato che probabilmente anche lui è ignorante come Di Maio. In particolare Di Battista ha fatto passare il fatto che le banconote del Franco CFA sono stampate in Francia come totale controllo francese del franco CFA (e addirittura emissione della Baca di Francia!) e come completo asservimento dell'economia di 14 paesi africali alla Francia (ossia come forma di autentico e totale neocolonialismo!) .
In realtà l'emissione e il controllo del franco CFA è compito delle banche dei paesi della Comunità Finanziaria Africana (ossia dei paesi che l'hanno adottato come propria moneta) le quali si sono "associate" con particolari accordi reciproci proprio per creare un "board" direttivo (in ambito monetario, analogo a quello della BCE) al di sopra dei singoli stati (dai governi dei quali è indipendente).
Da quando esiste l'Euro il Franco CFA è stabilmente agganciato all'Euro (e a garantire la costanza del cambio in Euro) non è la BCE ma la Banca di Francia, che in ciò ha da un lato il rischio di possibili notevoli costi – in caso di tendenza all'inflazione delle economie dei paesi della CFA – ma dall'altro il diritto di intervento nell'indirizzare la politica monetaria della stessa CFA.
Però, anche se quanto ha detto Di Battista sul Franco CFA è senza ombra di dubbio una sfilza di balle, penso che un sacco di elettori italiani le abbia bevute come autentiche "verità"! Di Battista ha in pratica fatto passare la Francia come sfruttatrice (quasi "schiavista") di ben 14 stati africani; e quindi come massimo responsabile dell'emigrazione da quei paesi verso l'Europa.
Ora, che ci siano compagnie e imprese europee (ma non solo europee, bensì anche statunitensi, russe e soprattutto cinesi) che concorrono a "devastare" l'Africa (attraverso monocolture, sbancamenti di vaste aree per ricerca di diamanti, metalli preziosi, uranio ... ecc. ) è un fatto inconfutabile. Non sono qua a difendere gli europei! Ma confondere questo (che è l'aspetto peggiore della "globalizzazione capitalistica") con una forma di colonialismo dei singoli stati europei (e soprattutto della Francia) col fatto che storicamente il Franco CFA è nato nelle colonie francesi e le sue banconote vengono stampate in Francia significa stravolgere la realtà.
–––––––––––––––
Quello, però, che io considero grave non è il fatto che un giornalista (o un qualche abile "blogger") racconti balle (o perché "venduto" ad una corrente politica o, addirittura, perché anche lui le crede verità).
Per me è grave che Condor riporti articoli come questo (basati appunto su precise "balle") perché vuol dire che anche lui – che un tempo era europeista sincero, (nel senso che sperava nel progresso dell'inttegrazione anche politica dell'UE) – è passato dalla parte di chi vorrebbe che l'UE si disfacesse, che si ritornasse alla formale indipendenza e "sovranità" (anche dei mercati... il che sarebbe invece qualcosa di terribilmente deleterio).
Certo! E' vero che il politico che esibisce d'essere europeista, molto spesso – magari inconsciamente – è rimasto "nazionalista" e quindi cerca di conservare (o anche riconquistare) quanto più "sovranità" gli è possibile arraffare!
Ma un conto è criticare questo europeismo che non giova al processo di integrazione dell'Europa (che non sarà mai sufficiente se non sarà anche integrazione politica) e un altro è condire le critiche con "balle" madornali!
Mi domando: “Condor ci fa o ci è?"
Mi pare impossibile che possa dar credito ad articoli come quello che ha "postato" qui ...
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