Occhio ai falsi europeisti

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Messaggio Da Erasmus il Ven Dic 06, 2013 3:14 am

«La migliore difesa è l'attacco», si dice.
Ecco allora spuntare una nuova specie di nemici dell'Europa.
Questi non propugnano affatto l'uscita dall'Euro, tanto meno dall'UE.
No: essi si presentano, invece, come paladini del corretto europeismo, preoccupati che il "populismo di destra e di sinistra" spogli il dibattito sull'Europa Comunitaria (proprio ora che si avvicinano le elezioni europee) di ciò che conta, riducendolo alle posizioni estreme e contrarie: "Federazione" da una parte e "Area di libero scambio" dall'altra.
E naturalmente partono all'attacco non di entrambe le idee ma solo della prima: quella della Federazione, quella degli Stati Uniti d'Europa.

Questo mi pare il caso di Paul Scheffer, filosofo olandese, docente all'università di Amsterdam. 

Ho ricevuto per e.mail [dalla mailing list del MFE] la trascrizione di un articolo di Presseurop.eu a firma di questo professorone.

Leggete anche voi questo [breve] articolo ... e tornate a leggere quel che segue qui
=> Piantiamola con gli Stati Uniti d'Europa
http://www.presseurop.eu/it/content/article/4380401-piantiamola-con-gli-stati-uniti-d-europa

Trascrivo qui la e.mail inviata da parte mia alla mailing-list del MFE
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Mi pare che questo Scheffer non abbia capito granché di federalismo.
Dice per esempio: 
«L’Europa deve cercare di diventare una  federazione oppure gli stati nazionali devono conservare la loro importanza fondamentale?».
Leggo quell'«oppure» come un "aut ..., aut". 
Ma che intende il nostro per "importanza fondamentale"? .
Forse non sa che "fondamentale"  in ogni federazione (per essere tale) è che l'autorevolezza delle istituzioni degli "stati federati"  è  originaria (e non delegata).

L'incipit è orripilante! Non merita ulteriore commento.
Orripilante è anche l'ultimo paragrafo del punto 3. che recita:
«In altre parole: abbiamo bisogno di una costituzione per l’Europa nella quale le competenze dell’Unione siano definite in modo circoscritto. Ciò non esclude  che in futuro l’integrazione prosegua, ma in abbinamento a una scelta costituzionale consapevole. Soltanto quando questa stabilità sarà ottenuta all’interno delle frontiere interne, le frontiere esterne comuni potranno beneficiare della dovuta attenzione.» 
Da questo brano mi pare che il nostro avrebbe bisogno di ritornare ... tabula rasa (raschiando via certe brutte incrostazioni) per poter poi partire da capo con una erudizione corretta.

Per non farla troppo lunga, prendiamo, a titolo di esempio, il passo seguente:


Bisogna dirlo forte e chiaro: un’Unione europea con gli attuali ventotto stati membri non potrà mai diventare gli Stati Uniti d’Europa. E tantomeno deve auspicare di diventarlo. L’Unione non ha lo scopo di mettere fine agli stati nazione, ma al contrario di mantenere tali stati nella loro specificità di democrazie, di stati di diritto, di stati assistenziali vivibili. E noi dobbiamo sottrarci alla scelta semplicistica a cui alcune persone vorrebbero  ridurre ogni riflessione sull’Europa, ovvero quella di uno stato federale o una  zona di libero scambio e basta.
Se ne evince che l'autore considera una federazione alla stregua di uno stato unitario. 
Mi sta bene dove dice : «L’Unione non ha lo scopo di mettere fine agli stati  nazione, ma al contrario di mantenere tali stati nella loro specificità di democrazie, di stati di diritto, di stati assistenziali vivibili». 
Ma resto ... costernato nel constatare che questo è posto dall'autore in antitesi alla possibile Federazione Europea.
Ecco allora il sospetto che il nostro di federalismo non abbia capito un acca!

Veniamo al sodo.
Divenisse l'UE la migliore e più autentica Federazione del mondo, sarebbe sempre una federazione "sui generis". Mica si ripeterebbero le situazioni del Nord America di fine '700 o quelle della Svizzera post-napoleonica!
Non buttiamo, però, alle ortiche ciò che è e resta peculiare del federalismo americano e di quello svizzero.
Ma Scheffer lo sa che nella Costituzione Svizzera del 1848 sono elencate le competenze riservate alla federazione e si dice espressamente che tutti i poteri "residui" restano ai Cantoni?
Ha mai cercato di afferrare il concetto di "sussidiarietà" ?

Come potrà l'Unione Europea conservare nazionalità, tradizioni, diversità culturali ecc. (in poche parole: essere e restare «unita nella diversità»  – come recita il "motto" dell'UE – ) se non avocando a strutture (istituzioni) federali quelle competenze che, lasciate agli stati, si sono dimostrate  fittizie,  e spesso anche ... "centrifughe", dannose, foriere di sperequazione, ecc.?
Come potrà l'UE essere trattata da UNIONE dagli altri stati, dai nuovi colossi (emergenti ... o già emersi, come Cina, India, Brasile , ...) ,  dai colossi storici (USA e Russia)?
Non è sotto gli occhi di tutti che la progressiva "americanizzazione" sta distruggendo le "diversità" (che dovrebbero restare il "sale" della cultura europea e dell'«europeità»)?
 [Chiedo scuso per questo orrendo vocabolo che fabbrico al momento. Non posso dire "europeismo" come  vorrei – e come sarebbe giusto dire – dato che questa parola ha assunto ormai quel significato che tutti conosciamo.]
Come potrà l'Unione conservare le "buone diversità" e preservare i suoi stati-membri dall'evoluzione verso altre "cattive diversità", quelle che (esasperazioni delle prime) porteranno strisciantemente gli stati di nuovo "un contro l'altro armato"?
Come potrà progredire l'UE, proprio come Unione e proprio come attore nella storia contemporanea, mantenendo ad ogni stato-membro il diritto di veto in Consiglio? 
Non è abbastanza chiaro che , come sempre è successo in ogni confederazione, il diritto di veto dello stato debole può essere comperato dallo stato forte (sia nell'usarlo che nel non usarlo, a seconda del caso)?
E  per dirla in soldoni: Come potrà esercitare le proprie competenze ("circoscritte" fin che si vuole, come dice Scheffer, ma mica fasulle, ridotte a mere finzioni, si spera!) con un budget dell'1% del PIL? 

Oh: le mie domande sono ovviamente retoriche.
No: un'Unione che non diventa Federazione – chiamiamola pure "federazione di stati nazionali", come disse una volta Delors, senza però tradire il profondo significato del suo pensiero, perché sta proprio qui l'idea di "federazione SUI GENERIS" – un'Unione che non diventa Stato, (per leggero che sia), resterà sempre non solo precaria, ma sempre in balìa della contingente situazione. 
[Per esempio, ora come ora, in balìa dei cosiddetti "poteri forti" dell'alta finanza internazionale].

Quel budget dell'1% è lo specchio dell'idiota presunzione dei governi nazionali (dalla pretesa assurda  – assurda in quanto spocchiosa nella forma ma fasulla nella sostanza – di mantenere la TOTALE sovranità).  (*)

Chi non capisce questo, fosse anche un luminare della politica, è un ignorante! 
E se lo capisce ma, dissimulando, lo ignora è un fottutissimo nemico dell'Europa.

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(*) Non è certo questa sovranità (solo formale) ad impedire la perdita delle "diversità",  il globale loro appiattimento verso il basso, l'evaporazione delle diversità più specifiche (come la padronanza della propria lingua,  il  poter dire tutto e con la massima perfezione delle distinzioni nella propria lingua-madre). Al contrario: si constata quasi la scomparsa delle proprie peculiarità negli staterelli formalmente sovrani ma di fatto neo-colonie culturali (oltre che commerciali) dei grandi attori del momento.

Ciao a tutti
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Ultima modifica di Erasmus il Mer Mar 26, 2014 1:34 am, modificato 1 volta

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Messaggio Da Epoch il Ven Dic 06, 2013 9:22 am

Mi chiedo anche un'altra cosa. Marginale ma fino ad un certo punto.
Ci sono se non ricordo male, due seggi permanenti nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Uk e Francia).
Può questo essere un altro ostacolo dato che una volta creata la "Nazione Europa" dato che sarebbe singolare che mantenesse tutti e due i seggi?

L'Europeismo ha tanti nemici, sempre basati sugli interessi dei singoli.
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Messaggio Da ART- il Sab Dic 07, 2013 1:18 am

Epoch ha scritto:
Può questo essere un altro ostacolo dato che una volta creata la "Nazione Europa" dato che sarebbe singolare che mantenesse tutti e due i seggi?
Secondo me si, è un fattore che conta anche se non dei più grossi.
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