"Mala tempora currunt"!

Andare in basso

"Mala tempora currunt"!

Messaggio Da Erasmus il Dom Giu 03, 2018 3:46 am

"Brutti tempi quelli attuali!"
E' questo il senso della famosa frase latina "mala tempora currunt" (presa da una "catilinaria" di Cicerone, ma non so più da quale).
Abbiamo Salvini – segretario nazionale della Lega – ministro dell'Intern! Ed è in combutta con Di Maio, leader del M5S presentatosi alle elezioni del 4 marzo 2018 come candidato alla presidenza del Consiglio.

Se volete sapere qualcosa delle "affinità politiche" e della stima reciproca tra la Lega di Salvini e il M5S guardatevi questo video:
––> Cosa si dicevano Movimento 5 Stelle e Lega prima delle elezioni

Lascio perdere le tragicomiche vicissitudini dei tre mesi "post-elezioni" (che gli eventuali miei lettori probabilmente conoscono meglio di me).
Di Di Maio ... non c'è storia se non recentissima. [Altrove dicevo che è una "nullità", scelto da Grillo-Casaleggio forse perché ha una bella faccia "fotogenica").
Ma di Salvini c'è una lunga storia politica! Una storia intrisa di carrierismo sfrontato, una storia di numerosi "volta-gabbana", una storia di comportmenti a dir poco "schifosi"!

Ora quel che sembra legare politicamente M5S e Lega è il dir male dell'Europa (ossia: dell'Unione Europea)
La nuova maggioranza parlamentare sembra dunque poggiare sul rifiuto dell'Europa Comunitaria (quasi come se l'Italia fosse una specie di protettorato di una potenza straniera che si è data il nome di Unione Europea ma, sotto–sotto, non fosse che un coacervo ibrido in cui spadroneggia di fatto la Germania).
[Ricordo, en passant. che Paolo Savona– l'uomo che Salvini e Di Maio volevano a tutti i costi Ministro dell'Economia – dice che l'Euro è una «gabbia tedesca» e che «La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l’idea di imporla militarmente»]

Ho scritto in altro forum che razza di "galantuomo" è Salvini!
Abbiamo per ministro degli Interni uno che è stato il fondatore dei "Comunisti padani", che poi per anni ha predicato il secessionismo della Padania, che ha usato più volte l'espressione "Italia di merda" (anche parlando alla radio della Padania; ed una volta, mentre Salvini era sul palco – a Pontida – –ad arringare il popolo leghista, ben visibile e ... "grandioso" sventolava lo striscione proprio con la scritta "Italia di merda".
–––> Pontida: i leghisti espongono lo striscione "Italia di merda" (YouTube)

Mi permetto di trascrivere anche qui un paio di interventi che ho fatto la settimana scorsa su un altro forum. [...] Salvini è quello che, assieme a Borghezio, interruppe al PE il Presidente della Repubblica Italiana Ciampi gridando, tra l'altro "Italia di merda!" [sic!]
Allora era l'epoca di "Roma Ladrona" e del propugnato "secessionismo" della Padania (che aveva perfino un "parlamento" a Mantova!).
Borghezio, Salvini ed un terzo leghista (di cui non ricordo più il nome) furono espulsi "di forza" dal PE.
Successivamente Borghezio e Slvini dissero di aver interrotto Ciampi quando si è messo ad intessere gli elogi dell'Euro. Ma questo dissero mentendo spudoratamente! Io avevo la registrazione completa del discorso di Ciampi al PE: e gli schiamazzi leghisti con l'interruzione del suo discorso sono avvenuti quando Ciampi non aveva ancora nominato l'Euro (al quale è arrivato diversi minuti dopo la ripresa del suo discorso successiva all'espulsione dei tre disturbatori).
Era invece successo che alla mattina il PE aveva negato a Bossi – non presente in PE ma ancora eurodeputato perché in Italia non c'era ancora l'icompatibilità tra l'essere europdeputato e l'essere parlamentare italiano – l'immunità parlamentare da lui chiesta per evitare un processo in Italia (con l'imputazione di resitenza alle forze dell'ordine pupplico e loro vilipendio).
Allora Salvini predicava la scissione dell'Italia in tre, salvando così la "Padania" dal latrocinio di "Roma ladrona" e dal parassitismo dei "terroni"!
Adesso, invece, la Lega di Salvini si è coalizzata con la destra nazionalista, comprendente addirittura i fascistoidi "Fratelli d'Italia" (fautori della sacralità dell'integrità (monolitica) dell'Italia).
A proposito di coerenza e di onestà intellettuale!
–––––––––
Ho scritto già due volte (in questo threa\d) che Salvini è un "losco individuo" – e questo è un mio parere personale che però sarei pronto a documentare all'occorrenza – e che fu espulso dal Parlamento Europeo assieme a Borghezio e ad un terzo leghista mentre gridava "Italia di merda" interrompendo volutamente Ciampi allora Presidente della Repubblica Italiana.
Il terzo uomo era Speroni.
Ho cercato in rete conferma del fatto che Salvini avesse gridato proprio (tra l'altro) anche quelle precise parole "Italia di merda", ma non ho trovato conferma.
La gazzarra inscenata dai leghisti è datata 5 luglio 2005 ed è stata ricordata dal Corriere della sera in occasione della morte di Carlo Azeglio Ciampi con le seguenti parole:
«È accaduto il 5 luglio 2005 nell’aula del Parlamento europeo, con l’incresciosa sceneggiata di Borghezio, Speroni e Salvini, i quali interruppero il suo discorso urlando: «Basta euro. Padania libera. Italia vaffanculo... Ciampi è il presidente di tutti gli italiani, tranne di quelli che vogliono secedere dall’Italia».
Eppure io ho un preciso ricordo che Salvini abbia gridato tra l'altro proprio "Italia di merda".
Oddio: non è che "Italia vaffanculo" sia più educato di "Italia di merda".
Ma nel mio ricordo ci sono properio queste due parle!
Sono allora andato a cercare con Google |Salvini "Italia di merda"| ... scoprendo che l'espressione è stata usata da Salvini in più di una occasione in date successive a quel 5 luglio 2005. Una volta almeno (in una manifestazione rituale a Pontida") quelle due parole furono anche esposte su uno striscione. Un'altra volta Salvini disse le due parole parlando alla radio della Padania
Potete provare anche voi!
––> Salvini, "Italia di merda" (ricerca con Google)


------------------
Ho ricevuto (forse ieri o il giorno prima) una e.mail con il testo di un articolo preso da "Il Messaggero" del 1° giugno 2018 scritto – in forma di "Lettera al Direttore" – da Carlo Calenda (ministro del governo Gentiloni e prima del governo Renzi).
Trascrivo anche questo articolo perché credo che meriti di essere letto (anche se, secondo me, quel che propone non sarà affatto realizzato).
[Il "Piano Calenda" – diciamolo così nel senso che propone una intesa tra tutti quelli cui non va affatto il governo Conte sostenuto da M5S e Lega (di Salvini, tutt'altro dalla Lega-Nord di Bossi/Maroni) – in fondo non è altro che quello che intendeva Grasso (con ingenua fidducia, direi anche "infantile" nonostante Grasso abbia 73 anni suonati!) nel suo mettere in piedi la lista "Liberi ed Uguali": un fronte democratico inter-ideologico, una specie di listone di "unità nazionale" per salvare questa Italia, mai tanto in pericolo come ora nei suoi 72 anni di Repubblica. Ma ... a\bbiamo visto cosa vota (in maggioranza) l'italico "popolo bue"!
E "popolo bue" non è solo quello italico! [ Sto pnnsando all'Ungheria di Orban, alla Polonia di KaczYnski, al successo del Front National (di Marine Le Pen molto di più di quello che fu il successo di suo padre Jen-Marie), alle sbandate dell'Olande con Wilderrs, dell'Autria con il FPÖ ... e della stessa Germnaia con Afd, ...]


Un'allenza repubblicana è l'unica alternativa al sovranismo

di Carlo Calenda

Caro Direttore, l'editoriale del Presidente Prodi di due giorni fa
descrive in modo impeccabile i termini della situazione politica. La
nascita di un Governo Lega-M5S rimetterà in gioco dopo 70 anni il
collocamento dell'Italia nel mondo e il nostro modello di democrazia.

È evidente infatti che al di là di tutte le smentite di circostanza di
Salvini e Di Maio, il programma economico di M5S e Lega e il loro
rapporto con le istituzioni italiane e internazionali renderanno alla
lunga incompatibile questa alleanza con la nostra permanenza in Europa
e con l'attuale assetto istituzionale. Non è un caso che la Pravda,
citata da Prodi, abbia criticato, sia pure indirettamente, le scelte
del Presidente della Repubblica, e che Salvini in occasione della
visita di Mattarella al parlamento europeo abbia dichiarato, indossando
una maglietta con la faccia di Putin: «Darei indietro due Mattarella
per mezzo Putin». La Lega non ha niente a che fare con il nazionalismo.
Nessun patriota degno di questo nome insulterebbe le proprie
istituzioni all'estero. Il modello della Lega di Salvini è chiaro: una
forma di populismo semi-democratico che guarda al modello russo e
ungherese.

Il patto di Governo Lega-M5S è dunque all'insegna di un sovranismo
anarcoide pericolosissimo per la stabilità democratica, la tenuta
finanziaria e la sicurezza dell'Italia. Prova ne è che a furia di bozze
di contratto di governo contenenti deliranti programmi di spesa (100
miliardi), farneticanti ipotesi di cancellazione di debito (250
miliardi) e riferimenti sull'uscita dall'Euro, ci siamo autoinflitti
una nuova impennata dello spread in un momento di totale tranquillità
dei mercati. E per seguire il surreale ragionamento di Salvini su
popolo ed élite surreale perché proveniente da una persona che ha
guadagnato 20.000 euro al mese negli ultimi 3 anni per andare a
lavorare a Bruxelles il meno possibile nel caso di una crisi
finanziaria non sarebbero le élite a perdere soldi ma il popolo che ben
difficilmente può trovare vie di fuga per i suoi risparmi.

Che si formi o meno il Governo giallo-verde, l'Italia che lavora,
produce e non vuole veder bruciate tre generazioni di sacrifici e
conquiste deve organizzare il campo dell'opposizione e preparare le
elezioni. Un fronte o alleanza repubblicana che vada oltre i partiti e
aggreghi i mondi della rappresentanza sociale, economica, del terzo
settore, delle professioni in preparazione di un'unica lista
elettorale. Non si tratta di chiudere il Pd ma di comprendere che il Pd
non può più essere da solo lo strumento per salvare la Repubblica e
proporre un'alternativa ai sovranisti. Abbiamo bisogno di offrire uno
strumento di mobilitazione ai cittadini che non sia solo una somma di
partiti in oggettiva difficoltà e che abbia un programma che non si
esaurisca nel pur fondamentale obiettivo di salvare la Repubblica.
Le priorità di questo programma dovrebbero essere:

1) Tenere in sicurezza l'Italia. Sotto il profilo economico e
finanziario proseguendo la riduzione del deficit e del debito e
tutelando così i risparmi dei cittadini. Sotto il profilo della
gestione dei flussi migratori, continuando il lavoro portato avanti dal
Ministro Minniti per fermare gli sbarchi (diminuiti dell'80% nei primi
cinque mesi dell'anno rispetto ad analogo periodo dell'anno precedente)
e accelerare il lavoro sugli accordi di riammissione per rimpatriare i
migranti, con risorse europee e nazionali. Sotto il profilo degli asset
produttivi, applicando in modo assertivo le regole varate dal Governo
Gentiloni per respingere le acquisizioni predatorie di imprese
strategiche. Infine riaffermare senza tentennamenti il collocamento
dell'Italia in Occidente e l'appartenenza all'alleanza atlantica.

2) Proteggere gli sconfitti. Rafforzando gli strumenti come il reddito
di inclusione, gli ammortizzatori sociali, le politiche attive e
l'apparato di gestione delle crisi aziendali, in particolare quando
causate dalla concorrenza sleale di paesi (leggi Europa dell'Est) che
usano fondi europei e i vantaggi derivanti da un diverso grado di
sviluppo per sottrarci posti di lavoro. Varare una legge, sul modello
di quella francese, per imporre obblighi e responsabilità a chi vuole
delocalizzare un investimento. Approvare il salario minimo per chi non
è protetto da contratti nazionali o aziendali. Allargare ad altri
settori fragili il modello del protocollo sui call-center per
responsabilizzare le aziende e impegnarle su salari e a non
delocalizzare.

3) Investire. Su infrastrutture materiali e immateriali (università,
scuola e ricerca). In particolare continuare il piano impresa 4.0 e
portare a 100.000 i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori.
Implementare la Strategia Energetica Nazionale e velocizzare la spesa
dei 150 miliardi di euro previsti per raggiungere i target ambientali
di CoP21. Aumentare la dotazione dei contratti di sviluppo e del fondo
centrale di Garanzia per ricostituire al Sud la base industriale che
serve per rilanciarlo. Rivedere il codice degli appalti per velocizzare
gare e procedure. Mantenere l'impegno sulla legge annuale per la
concorrenza ma adottando un approccio settoriale. Prevedere un
meccanismo automatico di destinazione dei proventi della lotta
all'evasione fiscale alla diminuzione delle tasse, partendo da quelle
sul lavoro e sulle imprese.

4) Promuovere l'interesse nazionale nella Ue e nel mondo. Riconoscendo
che non esistono le condizioni storiche per superare l'idea di nazione.
Al contrario abbiamo bisogno di un forte senso della patria per stare
nel mondo e in Ue. Partecipando al processo di costruzione di una
Unione più forte tra il nucleo dei membri storici e ribadendo la
contrarietà all'inserimento del fiscal compact nei trattati europei e
all'irrigidimento delle regole sulle banche. Promuovere la rimozione
dei limiti temporali sulla flessibilità sul deficit legata a riforme e
investimenti approvata sotto la presidenza italiana della Ue. Sostenere
nel commercio internazionale la conclusione di accordi di libero
scambio per aprire nuovi mercati al nostro export, ma mantenere una
posizione intransigente sul dumping rafforzando clausole sociali e
ambientali nei trattati. Chiusura del mercato degli appalti europei a
quei paesi che fanno lo stesso con noi. Web tax sul fatturato dei
grandi player internet e convergenza dell'aliquota sulle tasse alle
imprese (un processo in atto tra Francia e Germania).

5) Conoscere. Piano shock contro analfabetismo funzionale a partire
dalla definizione di aree di crisi sociale complessa. Estensione del
tempo pieno a tutte le scuole. Programmi di avvio alla lettura, lingue,
educazione civica, sport per bambini e ragazzi. Utilizzo del patrimonio
culturale per introdurre i bambini e i ragazzi all'idea, non solo
estetica, di bellezza e cultura.

Ovviamente quelli che ho esposto sono punti cardine di una proposta
aperta a contributi e integrazioni. Il crocevia della storia che stiamo
vivendo alimenta paure che non sono irrazionali o sintomo di ignoranza.
Abbiamo davanti domande epocali a cui nessuno può pensare di dare
risposte assolute e allo stesso tempo credibili. La tecnologia rimarrà
uno strumento dell'uomo o farà dell'uomo un suo strumento, lo
spostamento di potere conseguente alla globalizzazione innescherà una
guerra o avverrà, per la prima volta nella storia, pacificamente? Le
nostre società sono destinate a una stagnazione secolare?

Occorre affermare con forza che la paura ha diritto di cittadinanza.
Rifondare su questo principio l'idea che compito della politica è
rappresentare, anche e soprattutto, le attuali insicurezze dei
cittadini. La competenza non può sostituire la rappresentanza come
l'inesperienza non può essere confusa con la purezza. Questo vuol dire
prendersi cura del presente e gestire le transizioni e non idealizzare
il futuro, esorcizzando le paure e affidandosi alla teoria economica e
alla pura meccanica del mercato e dell'innovazione tecnologica come
processi naturali che rendono ogni azione di Governo inutile e ogni
processo dirompente inevitabile.

Per fare tutto ciò occorre tornare ad avere uno Stato forte, ma non
invasivo e un'architettura istituzionale che coniughi l'autonomia delle
regioni con una clausola di supremazia dell'interesse nazionale che
consenta di superare i veti locali.

Esiste un altro nemico da battere, persino più insidioso di Lega e M5S,
ed è il cinismo e l'apatia di una larga parte della classe dirigente
italiana. Dai media alla politica, dalle associazioni di rappresentanza
agli intellettuali l'idea che non si possa fare nulla, che ogni
passione civile sia spenta e che si possa contemplare Roma che brucia
con la lira in mano godendosi lo spettacolo, è diventata una posa tanto
diffusa quanto insopportabile. La battaglia che abbiamo di fronte la
vinciamo solo se sconfiggiamo questo cinismo e mobilitiamo la passione
nei cittadini. Io sono fiducioso. L'Italia è più forte di chi la vuole
debole.

–––––––


Ultima modifica di Erasmus il Lun Giu 04, 2018 11:48 am, modificato 2 volte

_________________
avatar
Erasmus

Messaggi : 594
Data d'iscrizione : 30.07.13

Torna in alto Andare in basso

Re: "Mala tempora currunt"!

Messaggio Da Epoch il Lun Giu 04, 2018 10:28 am

Ciao Erasmus,
ho seguito i tuoi interventi nell'altro forum e seguo con apprensione anche io l'evolversi della situazione politica.
Un Ministro dell'Interno che fa campagna elettorale con toni molto forti di giorno e smentisce (da Ministro) di notte.

Anche un suo compagno di partito, ex Ministro, guarda caso all'interno (Maroni), gli ha consigliato di Moderare i toni...

Il che è tutto detto.

Io spero solo che non facciano scattare le clausole di salvaguardia con l'aumento dell'IVA (al 25%), solo per il vezzo di avere un po' di risorse per Flat Tax e reddito di cittadinanza.

Sarebbe un modo per colpire duramente anche chi già adesso ha poco (lavoro saltuario). Perché costui non riceverebbe il "regalo" di cittadinanza ma pagherebbe tutto di più. Anche chi ha un lavoro appena decente sarebbe doppiamente vessato, potrebbe pagare di più per la flat tax e pagherebbe di più il resto.

L'aumento che più mi preoccupa, causato dall'IVA è relativo ad Energia e Carburanti.
Vorrà dire che andrò a lavorare in Treno + Bici, raddoppiando i tempi di percorrenza e con tempi più stretti per eventuali straordinari.

Però ne gioverei in allenamento, di questo dovrei ringraziare.

Proprio un  bel regalo!!
avatar
Epoch

Messaggi : 659
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Re: "Mala tempora currunt"!

Messaggio Da ART- il Lun Lug 02, 2018 2:06 am

Il programma di Calenda è inquietante all'inizio del punto 4), dove dice:


4) Promuovere l'interesse nazionale nella Ue e nel mondo. Riconoscendo
che non esistono le condizioni storiche per superare l'idea di nazione.
Al contrario abbiamo bisogno di un forte senso della patria per stare
nel mondo e in Ue.



In pratica, anche se con discrezione sta dicendo che dovremmo gettare la spugna con l'unificazione europea e far finta di niente mentre ci mettiamo d'impegno a "promuovere l'interesse nazionale" con "forte senso della patria". Ho capito. Auguro al sig. Calenda buona fortuna per la sua lotta patriottica con la mobilitazione della "passione dei cittadini". Secondo me invece il problema da porsi ora è questo:

http://areaforum.forumattivo.it/t1177-cosa-fare

Perchè l'egregio Calenda forse non ha ancora capito che "il cinismo e l'apatia" di cui parla alla fine del suo discorso non è solo della classe dirigente ma sta diventando anche quello di molti comuni cittadini, che ne hanno un po' pieni i xxxxxxxx dell'intero sistema italiano e i fin troppi eroi di turno che credono di avere in tasca la soluzione.
avatar
ART-

Messaggi : 435
Data d'iscrizione : 08.09.13

Torna in alto Andare in basso

Re: "Mala tempora currunt"!

Messaggio Da Epoch il Lun Lug 02, 2018 11:42 am

Diciamo anche che il livello zero di comunicazione da parte del CSX, ma anche da gran parte del CDX non aiuta.
A parte Salvini ed una spruzzata di altri (in parte Di Maio, ma solo in parte), nei telegiornali non si sente più nessuno. Conte non esite, verrebbe da dire, come Renzi anni fa: "Conte, chi?".
Il che è preoccupante.
Però è in linea con l'amico del cuore Putin.
avatar
Epoch

Messaggi : 659
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Re: "Mala tempora currunt"!

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum