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Messaggio Da ART- il Lun Lug 02, 2018 1:35 am

Ho l'impressione che l'Italia abbia definitivamente imboccato quella strada senza uscita che già da un po' sospettavo essere inevitabile. Non credo che ci sia più niente da fare, perchè l'indignazione pur presente nella massa viene efficacemente incanalata verso le solite false piste e falsi bersagli. Soprattutto per mano dei gran rivoluzionari a 5 stelle dei miei cxxxxxxi e il nuovo duce Salvini verso "le banche", "l'Europa", la grande invasione degli immigrati e chi più ne ha più ne metta: il centro del dibattito riguarda definitivamente tutto tranne che le questioni strategiche, con la sola eccezione che tutti sembrano essere d'accordo nel lecchinaggio di Putin per sostenere le esportazioni in Russia (con buona pace di tutto ciò che questo implica geopoliticamente).

Inoltre e soprattutto, andiamo credo inevitabilmente verso nuove elezioni che vedranno assurgere il ducetto pippetto a presidente del Consiglio (magari in coalizione col cadavere di Arcore e/o i camerati fratelli d'Italia) che quindi, per la gioia anche della speculazione finanziaria internazionale, avrà mano libera nel tentativo di realizzare tutte le sue fantasie malate da estremista.

Insomma, a mio parere l'Italia è definitivamente e forse irrimediabilmente fregata: se in futuro si riprenderà (buona fortuna) non lo farà che fra molti anni a prezzo di grandi fatiche e lotte, questo sempre ammesso che nel frattempo non crolli tutto il sistema europeo.
Ora, ad essere sinceri io non avrei molta voglia di passare il resto della mia vita in conflitti continui in un ambiente che sempre meno mi piace, per ottenere forse magari qualche risultato quando sarà ormai arrivata ora di trasferirmi in ospizio, quindi chiedo ai superstiti di questo forum che la pensano come me (ovviamente non certo quelli che pensano che siamo all'inizio di una nuova fantastica era, a cui auguro buon divertimento): cosa è meglio fare secondo voi?

Ce ne freghiamo e facciamo finta di niente?
Trasformiamo le nostre case in bunker autosufficienti dove possiamo sbattercene di cosa avviene fuori?
Vediamo se possiamo andarcene da qualche altra parte dove si potrà campare tranquilli?

O che altro?


Ultima modifica di ART- il Mer Nov 07, 2018 9:07 pm, modificato 8 volte
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da Epoch il Lun Lug 02, 2018 7:39 am

Caro Art,
è proprio il caso di dire che "mi hai tolto le parole di bocca (o dalla tastiera)".
Anche io come te sono terrorizzato dalla china che sta prendendo non solo il nostro Paese, ma l'europa Intera.

Però devo ammettere purtroppo che gran parte della colpa è da attribuire a chi ha preceduto, che non è stata in grado, per ragioni personali prima di tutto, a finire quello che era stato cominciato, con un'Europa unita per davvero.

Ora forse non lo sarà mai più, anzi spero solo che non finisca in guerra. Altro che "lega delle leghe", provi ad andare dai vari Orbán, Seehofer, Kurz, Le Pen a dirgli di unire le leghe...

Il sovranismo non è unione, ognuno cercherà di turare l'acqua al sui mulino e finirà malissimo.

Cosa fare? Non lo so, al momento, perché se continua così non saprei nemmeno dove andare. La destinazione perfetta sarebbe Marte.
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Sab Ott 13, 2018 7:30 pm

Epoch ha scritto:
Cosa fare? Non lo so, al momento, perché se continua così non saprei nemmeno dove andare. La destinazione perfetta sarebbe Marte.

No, non è necessario andare così lontano.

Era luglio quando ho scritto questo post... sono sempre più convinto che sbattersi per l'Italia ormai non serve a niente. Fatica sprecata.
Sarebbe invece molto più sensato lasciare Salvini, Di Maio e tutto il codazzo annesso di post-nazifascisti, nazionalisti e paranoidi vari a divertirsi con le loro balle e cominciare a prendere provvedimenti per mettersi al riparo dai loro grandi progetti, a cominciare dal trasferimento dei propri risparmi fuori dallo stato, per chi ne ha. (*)


Il passo successivo dipende da come continueranno a buttare le cose non solo in Italia ma anche in generale in Europa: nel primo caso salvo improbabili imprevisti andiamo verso Salvini futuro presidente del Consiglio, e con questo abbiamo già detto (e capito) tutto. Se dovesse crollarci in testa l'intero sistema europeo, in conseguenza dei piani dei Salvini, Le Pen, Orbàn e sterco vario in giro per un'Europa sempre più paralizzata e impaurita, direi che ci sarebbe poco da scegliere: o stare a subire o trasferirsi in un altro continente.

Spero di essere troppo pessimista, ma storia insegna che quando estremisti ed eurofobi cominciano a festeggiare è segno che bisogna cominciare a correre ai ripari.

_______________

(*) Il motivo è anche più strettamente tecnico: la maggioranza della popolazione italiana è contraria all'uscita dall'unione monetaria, ma con fanatici come questi al potere, dalle tendenze autoritarie e liberticide, non si può avere la certezza che in futuro non tenteranno qualcuno dei loro gran piani segreti per forzare l'uscita anche contro la volontà del popolo.
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Sab Nov 03, 2018 2:20 am

Nell'ipotesi peggiore, quella di essere costretti a lasciare l'intero continente europeo, uno dei posti che più mi pare adatto è il Canada.

Svantaggi:

- parecchio restrittivo sull'immigrazione
- 36,5 milioni di abitanti, geopoliticamente piccolo e militarmente debole
- lo scioglimento dell'Artico favorisce mire espansioniste e attività russe in zona

Vantaggi:

- lontano dalla massa continentale eurasiatico-africana, confini terrestri con i soli USA
- ricco e con livello d'istruzione altissimo (poco più di metà della popolazione è laureata)
- democratico e politicamente molto stabile (il secessionismo quebecchese è quasi scomparso, i partiti neofascisti, neocomunisti, grilloidi & feccia varia sono a percentuali bassissime)
- tecnologicamente (*) avanzato, nei limiti delle capacità di paesi di quelle dimensioni, ed energeticamente autosufficiente




Questo schematicamente, ma morale della favola è che riusciendo a metter piede in un posto simile si può fare una vita eccellente, relativamente spensierata, a patto naturalmente di avere un buon lavoro o poter campare di rendita. Il territorio è immenso rispetto alla popolazione, molto allo stato selvaggio, con grandi metropoli dall'anima internazionale (quali le ben note Toronto e Montréal) e tanti altri posti meno rinomati ma non per questo meno interessanti.

https://www.canada.ca/en/services/immigration-citizenship.html

----------------
(*) Per "tecnologia" non s'intendono le applicazioni negli oggetti di uso e consumo comune (automobili, telefoni, domotica & balle varie) ma la capacità di produrre apparecchiature tecnologicamente all'avanguardia, in campo civile e militare, ed in generale di produrre innovazione utile in tutti i campi.
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Dom Nov 04, 2018 4:12 am

Passiamo ora a un altro candidato interessante, l'Australia.

Svantaggi:

- parecchio restrittivo sull'immigrazione
- 24,6 milioni di abitanti, geopoliticamente piccolo e militarmente debole

Vantaggi:

- lontano dalla massa continentale eurasiatico-africana, nessun confine terrestre
- ricco e con livello d'istruzione altissimo (poco più del 40% della popolazione è laureata)
- democratico e politicamente molto stabile (i partiti neofascisti, neocomunisti, pentastelloidi & feccia varia sono a percentuali bassissime)
- energeticamente autosufficiente




In generale vale lo stesso discorso del Canada, ma la posizione geografica è teoricamente anche migliore: escludendo la vicinanza all'Indonesia e alla Papua Nuova Guinea si tratta di un paese-continente, parecchio lontano dalla turbolenta massa asiatica. I rapporti con l'Indonesia, popolosa ma tranquilla dal punto di vista delle relazioni estere, sono buone nonostante una contesa sul territorio di Ashmore e Isole Cartier. Quello che spaventa gli australiani è l'espansionismo politico e militare cinese. L'Australia possiede alcune dipendenze (isole abitate e territori marini disabitati) e formalmente anche due belle fette dell'Antartide. 

https://www.australia.gov.au/information-and-services/immigration-and-visas
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Dom Nov 04, 2018 11:54 pm

Per la Nuova Zelanda, in posizione geografica ancor più defilata, valgono le stesse considerazioni generali dell'Australia, con la differenza che è molto più piccola (4,5 milioni di abitanti) e de facto quasi priva di forze armate (quelle di terra hanno circa 6500 soldati fra regolari e riservisti, la forza aerea non ha caccia nè bombardieri e la componente da combattimento della marina è di due fregate).
Anche la Nuova Zelanda ha delle dipendenze, più una fetta di Antartide, e non ha alcuna contesa territoriale.

https://www.newzealandnow.govt.nz/node/475?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=337208077&utm_term=new%20zealand%20immigration&gclid=EAIaIQobChMI54mdnOm73gIV47ztCh2YHw5_EAAYASAAEgKAwPD_BwE&gclsrc=aw.ds
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Messaggio Da ART- il Mer Nov 07, 2018 9:33 pm

Molto considerato è anche il Giappone.

Svantaggi:

- vicino alla massa continentale asiatica, in particolare a Corea del nord, Russia e Cina
- coinvolto in diverse contese territoriali
- soggetto spesso a catastrofi naturali o causate dall'uomo
- presenza di forte criminalità organizzata e corruzione politica


Vantaggi:

- relativamente aperto all'immigrazione
- 126,8 milioni di abitanti, geopoliticamente grande e con forze armate potenti
- ricco e altamente tecnologico in campo civile
- criminalità comune fra le più basse al mondo e standard di vita elevato




Il Giappone ha una cultura affascinante, benchè non sia facile adattarsi alla differenza piuttosto marcata con l'Europa e l'occidente in generale. E' il paese col più alto tasso al mondo d'invecchiamento della popolazione, per questo non fa troppo lo schizzinoso sull'immigrazione a patto che si parli discretamente la lingua locale: nonostante l'inglese venga insegnato a scuola in pochi sono in grado di capirlo e parlarlo bene, quindi per rimanerci senza problemi è necessario almeno comprendere bene il giapponese. 
Il paese si trova in una posizione geografica poco invidiabile, soggetto anche al rischio di attacchi missilistici della Corea del nord, ma al contrario di quanto sostengono diffuse, grottesche leggende (secondo cui sarebbe disarmato o fortemente limitato nell'acquisto di armamenti) ha forze armate piuttosto grosse e capaci. E' notoriamente un grande produttore di tecnologia, anche se scarseggia ancora in quella militare. Geopoliticamente è molto legato agli USA, di cui ospita diverse grandi basi e rilevanti unità militari, ed ha contese territoriali su alcune isole con Cina, Russia e Corea del sud.

http://www.immi-moj.go.jp/english/
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da Samael il Gio Nov 08, 2018 6:32 am

Interessantissimo questo tuo topic ART-, veramente.
Vedo che anche tu come me o altri stai prendendo in seria considerazione il "trasferirti" in zone più salubri.
Io avrei pensato all'Islanda, mi ci sento portato. Per sentito dire, non ci sono mai stato, ma credo sarebbe una meta che forse anelo da tempo.
Tu ne sai qualcosa di più in merito? (A parte il solito discorso sul clima che credo non mi creerebbe problemi).
Tipo che lavoro è richiesto, quali lingue si devono conoscere, o altro.
Non le solite cose che si trovano in Internet, o dalle Agenzie V.T.
Nel senso hai esperienze personali?
Ti ringrazio se avrai la cortesia di rispondere, e ancora complimenti per l'iniziativa.

P.S.
Anche la Finlandia non sarebbe male...
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Lun Nov 12, 2018 2:41 am

Mi dispiace, purtroppo in generale non ne so molto più di quanto si trovi su Internet.
Ma se vuoi un'opinione personale non mi sembra una soluzione molto adatta: nonostante i suoi pregi parliamo di un paese minuscolo, 340.000 abitanti, che per la sua difesa dipende totalmente dalla NATO (anche perchè privo di forze armate), e come si è visto specialmente fra il 2008 e il 2011 piuttosto vulnerabile in campo economico. Come già saprai sull'immigrazione per noi non ci sono problermi particolari, visto che fanno parte dello Spazio Economico Europeo e sono anche uno dei paesi non-UE che aderiscono a Schengen, ma che io sappia hanno bisogno più che altro di manodopera a basso costo. In generale ho l'impressione che non sia affatto quel piccolo paradiso che si descrive di solito, e che la corruzione politica sia anche molto più alta di quanto immaginiamo.

In Finlandia ci sono stato ad agosto e mi è piaciuto parecchio, ma nell'ottica di questo thread ha lo svantaggio fondamentale di far parte del sistema europeo a rischio crollo.
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Mar Dic 18, 2018 1:20 am

Il questo thread ho volutamente saltato gli USA, che si conoscono abbastanza bene nei pregi e nei difetti.

Hanno lo svantaggio fondamentale di essere un po' troppo turbolenti, troppo al centro dell'attenzione, con troppe responsabilità.
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Re: Cosa fare?

Messaggio Da ART- il Mer Dic 19, 2018 8:32 pm

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