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Lettere al Partito democratico e conseguenze.

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Lettere al Partito democratico e conseguenze. Empty Lettere al Partito democratico e conseguenze.

Messaggio Da Decuius Sab Ago 01, 2020 9:52 am

Il 24 aprile 2012 inviai una lettera al Partito democratico, intitolata “Cattivi tecnici e buona politica ovvero se ci fosse un solo credente nel pd, cosa farebbe?”. 
L’inizio della lettera era il seguente:

Poiché la “Lettera aperta” che inviai circa due anni fa ha avuto come conseguenza l’input a Fini per far cadere il governo Berlusconi, anche se non era quello lo scopo, provo a gettare un altro sasso nello stagno per vedere se sortisce qualche altro buon effetto.
Lo scopo di quella lettera era di evitare che la predicazione errata del Papa potesse far cadere altri governi di centrosinistra, influenzando gente ignorante come Mastella. Qualcuno, poi, deve aver mostrato la lettera a Fini, che ha tratto quelle conseguenze, parlando di leggi che devono essere laiche e precetti umani imposti dalla Chiesa Cattolica.”

Fini disse anche che la sua ambizione non era quella di diventare capo di governo in Italia, ma segretario dell’O.N.U. Per diventare segretario dell’O.N.U. occorre una visione certamente più ampia della legge Bossi-Fini sull’immigrazione.
In quest’ultima lettera ho citato le discussioni “Essere eguali” e “Liete novelle”, oltre a parlare di molti temi di attualità politica e socio-economica.
Ciò che mi preme far capire è che l’aver inviato due lettere a un partito politico ha permesso la diffusione del messaggio divino a molti, mentre l’aver inviato sette lettere a sette Chiese non produsse risultato alcuno, fu come aver imbucato quelle lettere nel wc.
Ultimamente ho sentito Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, pronunciare la parola contezza, riferita a Fornero, che non ha avuto contezza degli esodati. Questa parola non l’avevo mai udita né letta, prima di leggerla nelle “Tavole di Bahà’u’llàh”, che contengono il testo di “Liete novelle”. Nella citazione che ho fatta di “Liete novelle” la parola non compare, mentre compare più volte nelle “Tavole”, riferita a Dio, che ha contezza (ha il conto) di tutto ciò che ha creato. Tutto questo significa una sola cosa: Belpietro, nonostante sia alle dipendenze di Berlusconi, è venuto a conoscenza della mia lettera e ha voluto controllare la mia citazione sull’intero testo delle “Tavole”.
Quanto alla prima lettera, intitolata “Lettera aperta ai parlamentari pseudocristiani del Pd”, in realtà spedita il 24/02/09, iniziava così:

Un vero cristiano che volesse “scendere in campo” effettivamente in politica, dovrebbe avere delle regole morali alle quali obbedire, altrimenti si chiamerebbe… Silvio Berlusconi, il quale è convinto, anche se non lo ammetterà mai, che in amore, in guerra, negli affari e in politica tutto sia permesso.
Qual è la prima cosa di cui dovrebbe occuparsi un politico cristiano? Ovviamente del suo prossimo, inteso come persone umane.
Qual è la seconda cosa? Nel libro della “Genesi” (2:15) si legge: “Jahve Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse.”
E’ vero, non ci troviamo più nel giardino dell’Eden, ma ciò non toglie che il lavoro primario dell’uomo, oltre che coltivare la terra, consiste nel custodirla. Quindi, invece di criticare i Verdi, perché troppo di sinistra, non sarebbe bene che faceste un’autocritica?”

Il testo conteneva, tra le altre cose, la confutazione di alcune crociate lanciate da Giovanni Paolo II e altri Papi: famiglia (matrimonio), figli, eutanasia, radici cristiane e pornografia.
Decuius
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