Quantitative Easing: Il 'bazooka' che può far nascere gli 'Eurobond'

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Messaggio Da Erasmus il Sab Gen 24, 2015 8:10 pm

Domani elezioni in Grecia ... e Tsipras ripete di non essere anti-europeista, ed invece di volere per l'UE un "New Deal".
Da 9 mesi ormai è "online" l'ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) lanciata dai federalisti con lo slogan "New Deal for Europe".
-–-> "New Deal 4 Europe" ...
A proposito di "New Deal 4 Europe",  avete già sottoscritto l'ICE?
E' necessario che l'Iniziativa sia sottoscritta da almeno un milione di cittadini dell'UE di almeno 7 diversi paesi (e anche con un certo quorum per paese)!
Se non l'avete ancora fatto, fatelo subito ONLINE!  [Ci sono le istruzioni in rete, in tutte le lingue!]
Non rimandate, se no rischiate di dimenticarvi.
Meglio ancora se invitate amici e conoscenti a sottoscrivere ... ovviamente a ragion veduta.
Non so quanto i pochi lettori di questo forum conoscano Civati ... magari dissidente rispetto al capataz  Renzie, ma certamente "piddino DOC".
 [Lo dico per i "piddini", dato che io non tifo per alcuna squadra (anche se osservo con interesse  il gioco e valuto pure le squadre!]
Badando alla sostanza (ai contenuti e non alle etichette), appoggio Civati che incontra sostanzialmente le mie stesse istanze politiche: più Europa, solidarietà intereuropea, meno partitocrazia (in Italia e in Europa), più partecipazione della gente ... che significa starla ad ascoltare e anche tener maggior conto dei bisogni della gente  incominciando dal buon esempio di rinunciare a troppi privilegi.

[A proposito di Civati ... proprio ieri ho ricevuto una mail (che però ho letto oggi) con la sibillina frase «Presidente della Repubblica NN», che poi si capiva significare: «Non [nel patto del] Nazareno»!
E come farei a non essere con Civati in ciò, dopo quello che ho scritto ieri?]

Orbene: Civati non solo ha sottoscritto l'ICE lanciata dai federalisti, ma ha invitato tutti quelli che ha potuto raggiungere a sottoscrivere quest'ICE.

Ma veniamo al "topic" di questo thread.
Inutile che stia qua a parlare di Draghi e della sua politica monetaria (pardon: politica della BCE sotto la presidenza Draghi).

Lascio dunque la parola ad un editorialista del Sole 24 Ore certamente più competente di me (ricordando, però, che gli "eurobond" sono – assieme alla Tobin Tax –  un a richiesta ... da sempre dei federalisti , richiesta che è anche parte integrante dell'ICE di cui ho appena detto)

Fonte ––> Il Sole 24 Ore, (sabato 24\01\2015)

Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2015
Il bazooka può creare l’embrione degli eurobond
di Alberto Quadrio Curzio

Le misure di Quantitative easing europeo della Bce segnano sotto vari 
profili una svolta storica dell’Eurozona la cui banca centrale assume 
un potere e una responsabilità crescenti. Ciò dimostra, purtroppo e nel 
contempo, che le altre istituzioni europee, dove anche gli Stati membri 
sono presenti, non hanno saputo svolgere il loro ruolo per portare l’
Europa unita verso un assetto che sia quanto meno confederale. Per 
questo, a fianco della rassicurazione proveniente dal Qe, non si può 
nascondere, la preoccupazione sul futuro dell’Europa e perciò bisogna 
incalzare i responsabili politici affinché adempiano pienamente al loro 
ruolo. A tal fine due aspetti del Qe meritano di essere considerati, 
oltre a quello monetario-finanziario già molto commentato, per 
supportare (o per smentire) questa tesi: quello politico, quello 
economico.

Profilo politico. Draghi, sia pure con una straordinaria capacità 
professionale, ha dovuto svolgere un ruolo politico trattando in 
anticipo le misure con la cancelliera Merkel e aprendo una problematica 
che potrebbe avere strascichi anche giudiziari considerata soprattutto 
l’inclinazione al proposito dei tedeschi. È ben vero che Draghi ha 
ottenuto l’unanimità dentro il consiglio delle Bce nella valutazione 
che le misure di Qe sono di politica monetaria per combattere la 
deflazione. Ma poi ci sono stati dei distinguo (che si colgono nella 
complessità del comunicato e delle risposte di Draghi) sulla 
opportunità di agire ora, nella misura scelta, nelle modalità 
attuative. In ogni caso il Comitato esecutivo e il Consiglio della Bce 
avranno un ruolo centrale nel far funzionare una politica molto 
complessa nell’acquisto dei titoli di Stato, dei titoli delle 
istituzioni europee (Esm, Bei, ecc.), di covered bond e asset baked 
securities e di altro ancora. Infine il Qe può andare ben al di là del 
calcolo iniziale di 1.100 miliardi di intervento raggiungibili fino a 
settembre 2016 in quanto la misura resta aperta. Infatti Draghi ha 
detto che l’intervento proseguirà finché la dinamica dei prezzi non si 
sarà ricollocata su un sentiero che tende al 2%. Con l’inflazione 
prevista nei prossimi anni, questo potrebbe portare addirittura ad un 
raddoppio dell’intervento! 

Draghi è stato costretto a queste scelte dalle carenze della politica. 
La gradualità con la quale ha agito dall’inizio del suo mandato nel 
novembre 2011 non è dovuta solo ai freni tedeschi ma anche al fatto che 
ogni misura da un lato seguiva ad un inadempimento di altre istituzioni 
europee e dall’altro si rendeva necessaria per evitare danni 
irreparabili come quello della rottura dell’euro corso nel 2012. Nel 
contempo Draghi ha cercato di incalzare le istituzioni europee a fare 
la loro parte. Lo dimostrano vari eventi dove spicca il documento 
programmatico “Verso un’autentica Unione economica e monetaria”, 
elaborato dai presidenti del Consiglio europeo, della Commissione 
europea, dell’Eurogruppo e della Bce a partire dal giugno del 2012 
(cioè poco prima del famoso discorso londinese di Draghi nel quale egli 
affermo che la Bce avrebbe fatto «tutto quanto necessario» per salvare 
l’euro). Un progetto approvato in tutte le sedi istituzionali europee 
che procede troppo lentamente soprattutto per quanto riguarda un’
adeguata capacità di bilancio per la Uem nell’ambito di un quadro di 
meccanismi di bilancio integrati tra gli Stati membri e di accordi 
contrattuali con le istituzioni Ue per la realizzazione delle riforme 
interne.

Profilo economico. Da questo punto di vista la domanda principale è se 
il Qe rilancerà la crescita economica e l’occupazione. Tutti speriamo 
che la sequenza degli eventi sia quella che sottotraccia ha indicato 
Draghi. Ovvero che l’acquisto di titoli di Stato sotto la direzione del 
Sistema europeo di Banche centrali e con il rischio per l’80% gravante 
su ogni singola banca centrale nazionale, dovrebbe liberare risorse 
presso le banche commerciali che in tal modo dovrebbero aumentare il 
credito a economia, imprese e famiglie. A tal fine dovrebbe contribuire 
anche la riduzione dello spread applicato alle prossime sei immissioni 
di liquidità previste nel programma (Tltro) di prestiti alle banche a 
condizione che le stesse li girano all’economia. Draghi nella sua 
presentazione ha fatto una valutazione complessiva della situazione 
economica dell’Eurozona rilevando come il miglioramento delle 
condizioni di finanziamento dell’economia con una prospettiva temporale 
lunga, il basso prezzo del petrolio e la ripresa dell’economia mondiale 
dovrebbero favorire la ripresa europea che tuttavia sconta ancora la 
necessità di aggiustamenti fiscali e strutturali nei singoli Paesi con 
riferimento ai quali non ci devono essere rallentamenti. Molto 
indiretto è invece il riferimento all’effetto di aumento della 
competitività internazionale europea per l’indebolimento dell’euro che 
è sceso ai livelli del 2003 e che, se continua così, arriverà presto 
alla parità con il dollaro. Non è poco per un area dove la domanda 
interna è fiacca. 

In altre parole Draghi intravede la ripresa europea ma smorza gli 
entusiasmi che al tal fine bastino le misure della Bce. Concordiamo e 
quindi rinnoviamo la nostra istanza che si dia corso al più presto al 
programma Juncker (al quale si è riferito anche Draghi segnalando l’
urgenza di attuazione) per varare davvero tre nuovi “compact”: quello 
industriale, quello infrastrutturale, quello tecnoscientifico. L’
acquisto da parte della Bce e delle Banche centrali nazionali di titoli 
di istituzioni europee (Esm ed Eib) e di titoli di stato limitatamente 
al 20% del totale con solidarietà nel rischio condivisa è stato visto 
dai più come un vulnus all’unità del Sistema europeo di Banche 
centrali. Potrebbe però essere letto anche come una premessa per il 
varo di quegli eurobond senza i quali l’Eurozona non potrà mai fare una 
politica fiscale, di bilancio e di investimenti (pubblici) che è 
essenziale per l’integrazione sia politica che dell’economia reale. 
Cosa impedirebbe infatti in prospettiva alla Bce di aumentare gli 
acquisti di obbligazioni dello Esm e della Bei per finanziare 
massicciamente loro tramite (se avessero più coraggio innovativo) i 
grandi progetti di investimenti europei? A tali fini ci vorrebbe però 
un ritorno in campo di una politica europea vera e forte che, se 
rimarrà assente, si assumerà anche la responsabilità di una eventuale 
sindrome giapponese nella quale l’Eurozona potrebbe cadere.
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Ultima modifica di Erasmus il Sab Gen 31, 2015 8:47 pm, modificato 4 volte

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Messaggio Da freg53 il Dom Gen 25, 2015 6:29 am

Caro erasmus ma sei sicuro per civati? Non lo conosci evidentemente,era collega mio nel consiglio nazionale del pd , stessa matrice, Ignazio Marino, era un narciso, ma come sono bello , ma come sono bravo,non conosce le regole di convivenza per stare in un partito ,ma perché non se  ne va e ne forma uno? Semplice , perché incassare ogni mese 12.000 euro senza fare niente e pontificare sul nulla è una attività da non disprezzare.
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Messaggio Da Verci il Dom Gen 25, 2015 11:14 am

Egregio Freg, ce ne sono diversi nel PD (e in diversi altri partiti) che incassano la stessa cifra, in quanto fedeli ed assoluti servitori del reggente di turno. Forza Italia ha creato la moda, inserendo al suo interno diverse donne, alcune delle quali sembra siano state ben disponibili nei confronti del capo, altre di un'insipienza assoluta e, nonostante ciò, arrivate addirittura a ricoprire la carica  di ministri altrettanto insipienti della Repubblica. I nomi di Gelmini e Carfagna ti dovrebbero suggerire qualcosa. 

Se andiamo a vedere l'equivalente renziano delle scelte berlusconiane, non possiamo non osservare altrettanta insipienza. Una Pinotti ministro della difesa, con chissà quale esperienza nello specifico campo, fa solamente sorridere. Sentita qualche giorno affrontare su Radio Anch'io una discussione sugli F35 ed altre questioni, ha dimostrato di non saper reggere il confronto con alcune obiezioni, rispondendo in modo che, a definire scolastico, sarebbe fin troppo generoso. Meglio non parlare poi delle fedelissime Lorenzin e Madia, e delle relative competenze, perchè resteremmo non meno che esterrefatti. Nel vicentino sta spopolando Alessandra Moretti, ex-bersaniana, giudicata arrivista spregiudicata e passata disinvoltamente dal Parlamento nazionale a quello europeo per diventare, ora, candidata alla Presidenza della regione Veneto nelle prossime elezioni. Con grande irritazione di suoi moltissimi elettori, sentitisi leteralmente presi per i fondelli da questa vera e prorpia saltimbanca. Ma al sior Renzi, evidentemente, vanno bene così. L'importante è essere yes men o yes women. Funziona così dai tempi di Berlusconi e a lui, finora, è sempre andata bene, come andrà bene a Renzi. Fitto a parte, naturalmente. Ovvero il Civati della destra.
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Messaggio Da freg53 il Dom Gen 25, 2015 12:06 pm

il personale politico italiano riflette la società italiana, molti mediocri ed arrivisti. IL problema è uno solo . se quelli che sono capaci se ne stanno con le mani in tasca che cosa ci possiamo fare.? Nel mio piccolo ,nel 2009, da solo ed in un  mese , ho dimostrato che tutti possono fare politica , sfidai la nomenclatura bersaniana , tre onerevoli in lista e quella franceschiniana, ed ottenni un risultato clamoroso, 1.121 voti, che mi permisero di partecipare, per 4 anni, al grande circo della politica, il consiglio nazionale del PD.Poi capi che con BERSANI non avremmo mai vinto, ora c'è  questo giovane, aspettiamo i risultati , ma di meglio non ne abbiamo


Ultima modifica di freg53 il Dom Gen 25, 2015 7:00 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Rossoverde il Dom Gen 25, 2015 3:09 pm

ho paura che il bazooka di draghi spari solo cartucce a salve, del resto non lo so, ma forse è pure giusto che sia così.
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Messaggio Da ART- il Dom Gen 25, 2015 8:04 pm

Questo "bazooka" (anche se non è del tutto esatto definirlo così) ha un'importanza non indifferente dal punto di vista più geopolitico: nonostante le limitazioni a cui è stato sottoposto rappresenta un'azione quasi impensabile fino a qualche anno fa, un chiaro segno d'indipendenza della BCE dalle paturnie nazionalistoidi che vorrebbero limitare e imporre i comodi loro.
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Messaggio Da Erasmus il Lun Gen 26, 2015 5:52 am

freg53 ha scritto:Caro erasmus ma sei sicuro per civati? Non lo conosci evidentemente,era collega mio nel consiglio nazionale del pd , stessa matrice, Ignazio Marino, era un narciso, ma come sono bello , ma come sono bravo,non conosce le regole di convivenza per stare in un partito ,ma perché non se  ne va e ne forma uno? Semplice , perché incassare ogni mese 12.000 euro senza fare niente e pontificare sul nulla è una attività da non disprezzare.
Scusa, freg53: ma questa tua risposta non mi piace per niente.
Specialmente nella parte finale.
Premesso (anzi: ribadito, dato che non si contano le volte che l'ho ripetuto) che io non tifo per nessuna squadra o sotto-squadra, che il sentirmi dire che sono di sinistra o che sono di destra lo percepisco quasi come una offesa, che bado ai contenuti e non alle correnti partitocratiche, in che cosa Civati sarebbe colpevole nell'incassare come gli altri parlamentari gli emolumenti non da lui stabiliti?
 Non mi risulta che Civati abbia mai fatto parte del Governo (al quale spetta l'iniziativa); né che in Parlamento sia stato Presidente o capogruppo: insomma che sia potuto dipendere da lui almeno un tantino la troppo lauta retribuzione dei nostri parlamentari (e dei nostri ministri, e dei nostri assessori ... per non parlare dei pezzi grossi della magistratura ... e di altri politicanti o funzionari, se no staremo qua a scrivere un elenco più lungo dell'elenco telefonico!).
Al contrario: Civati ha un attivismo formidabile, quasi frenetico, anche dove non ci guadagna nulla.
 Non so dove risieda attualmente Civati: fatto sta che dalle mie parti (provincia di Verona) ci è venuto spesso. L'anno scorso so che ha partecipato ad un sacco di incontri, anche dove c'era poca gente e dove senz'altro non ha preso un soldo per la sua partecipazione.
Ma a Montecitorio Civati è forse un assenteista?
E' automaticamente più meritevole chi sta buono e si limita a votare secondo le indicazioni del segretario del partito?
Ma lo sai quanta altra gentaglia prende gli emolumenti da parlamentare e invece di fare politica fa altri mestieri ?(Mestieri ben remunerati: magari la docenza universitaria o l'avvocatura, ... ma anche la speculazione edilizia, il traffico finaziario, ecc. ecc).

Ma veniamo ai contenuti.
a) Civati era tra i "rottamatori" (asieme a Renzi).
Rottamare certa gentaglia  opportunista.... 
A me viene in mente Cofferati, che prima dice di non candidarsi (al PE) per dover restare accanto alla sua gente, ma poi fiuta la possibilità di intascare "anche" lo stipendio di parlamentare europeo, si candida e si giustifica – udite udite! – dicendo che l'impegno a Bruxelles e a Strasburgo non è così pesante da poterlo distogliere dagli impegni presso la sua gente! Cofferati che chiede ed ottiene di far parte de "Gruppo Spinelli", ma poi si rifiuta di firmare  l'ICE dei federalisti (firmata e propagandata dai fondatori del "Gruppo Spinelli", a cominciare da Verhofstadt), similmente a qualche anno prima (a Genova), quando dopo essersi sbracato a definirsi europeista, rifiutò di sottoscrivere l'impegno, se fosse diventato parlamentare (italiano o europeo) a promuovere l'integrazione politica dell'UE.
b) Contrario alle "larghe intese", si oppose alla politica di Enrico Letta di collaborazione con gente del Popolo della Libertà.
Ma una volta che Letta formò il governo, come deputato lo soistenne lealmente (secondo le indicazioni del PD).
Amico personale di Renzi al  tempo dei "rottamatori" (per esempio nel raduno Leopolda di Firenze), non gli risparmiò le critiche quando Renzi, in sede di direzione nazionale PD, si propose di sostituire Letta. In particolare presentò una mozione tendente a fermare quella di Renzi che di fatto condannava a morte precoce il governo Letta.
[Ricordo d'aver udito io stesso Renzi a proclamare la sua lealtà al governo Letta pochi giorni prima di quella mozione in Direzione Nazionale PD, dove fu deciso (approvando appunto la mozione di Renzi e bocciando quella di Civati) l'abbattimento del governo di Enrico Letta]. Da notare che la mozione di Renzi fu approvata con "voti contrari 0" (e un sacco di astensioni). Ossia: Civati e chi era con lui, persa la battaglia in direzione PD, restarono fondamentalmente "leali" nel senso che non votarono contro con lo scopo di evitare l'impressione di voler spaccare il  partito. Ma ... quanti rospi propinati dal duumvirato Renzie/Berlusca deve ingoiare chi, giustamente, vorrebbe  un po' più di "etica", incominciando dall'ignorare (tout court e per sempre) Berlusconi?
c) Ogni volta che ne ha avuto l'ocasione, Civati ha sostenuto non solo la necessità di più Europa, ma è sceso anche nei dettagli (immigrazione, Tobin tax, Eurobond, riduzione delle decisioni all'unanimità in Consiglio, favore alla moneta unica Euro, ecc., ecc.
Insomma: una piena concordanza con le mie posizioni di federalista europeo.
Dovrei forse cambiare idea proprio adesso che in politica Italiana Civati  è in sintonia con le mie posizioni? [Disconoscere una volta per sempre Berlusconi e tutto ciò in cui politicamente c'entrasse ancora Berlusconi].
E dovrei fare questo perché tu lo conosci personalmente e mi confidi che è un narcisista?
Ma dai, freg, siamo un tantino più seri. 

Ho sentito oggi che anche Civati si oppone ad eventuale candidatura di Amato mentre è favorevole all'eventuale recupero di Prodi. E anche su questo mi trova d'accordo.
Vedi freg53: io non vengo "catturato" da questo o da quel politico! Quando critico negativamente o invece esprimo apprezzamenti lo faccio perché scopro ... "a posteriori" che quel politico la pensa contrariamente a quel che penso io o invece la pensa come me!  Quantitative Easing: Il 'bazooka' che può far nascere gli 'Eurobond' 2640052933
 Dammi pure del presuntuoso: ma è così!


[Pensa che fino all'ottobre 1964 non sapevo né chi fosse Altiero Spinelli né che esistesse un Movimento Federalista Europeo. Ma quando mia moglie (sposina ancora studentessa) mi portò a casa il foglio  della Gioventù Federalista Europea col quale era stata "volantinata" nel cortile di facoltà [Giurisprudenza, Statale di Milano], dopo averlo letto esclamai: “Toh: della gente che la pensa come me!».

[Da sempre ... (o meglio: fin da bambino) ho vagheggiato gli "Stati Uniti d'Europa". Ho "combattuto" per la CEE dal '53 al '54 (ovviamente contro i "tavarish", allora tutti ancora stalinisti); ho quasi pianto quando, rinviata sine die la ratifica in Francia, il mio quartiere fu inondato dalla scritta «EVVIVA! LA CEE E' MORTA!» che i "compagni"  dipingevano sui muri, sull'asfalto, sui portoni ... ovunque, festeggiando l'evento come una vittoria dei comunisti (ed in effetti i deputati Comunisti francesi votarono in Assemblée d'accordo con i Gaullisti in quello che io ho più volte definito "pactum sceleris"). Arrivato al potere De Gaulle (estate 1958), da me considerato pressoché  fascista (a modo suo), palesemente troppo nazionalista per consentire il minimo progresso dell'integrazione politica europea, vagheggiavo l'uscita dalla CEE della Francia e sognavo l'ingresso (allora impossibile!) dell'Austria per ricostruire una continuità territoriale in quell'area che io volevo diventasse "Stati Uniti d'Europa". L'unico merito che ho riconosciuto a De Gaulle era indiretto: con la sua pretesa di superiorità della "nazione francese" ha impedito, col veto francese, l'ingresso in CEE dell'UK fino a quando non è uscito di scena (1969. Immediato l'avvio dei negoziati conb l'UK per l'accesso alla CEE. L'ingresso ufficiale di UK, Eire e DK è il 1° gennaio 1973).
Da quel giorno che ho scoperto che c'erano organizzazioni politiche specifiche il cui proposito era proprio l'unificazione federale dell'Europa occidentale non ho mai smesso di essere "militante" anch'io (e mai tornato sull'idea giovanile di militanza in movimenti o partiti dediti alla politica nazionale). Ho compiuto dunque l'ottobre scorso il 50° anniversario della mia personale "discesa in campo" per l'avvento degli Stati Uniti d'Europa.
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L'ho fatta lunga.
Ma la morale è breve.

Tu, freg53, militi in un partito ... e magari ti senti tenuto all'obbedienza alla linea politica della segreteria nazionale e alla sua difesa "sempre, ovunque e comunque".
Io invece,  libero da impegni politici qualsiasi, scelgo in piena libertà di continuare ....ad "evangelizzare" il popolo sulla convenienza dell'unione federale europea.


Pensa che già da 14 anni mi sono ritirato da ogni incarico all'interno del MFE (iniziando col dare le dimissioni dal "Comitato Centrale" [italiano]) e da una decina d'anni non sono nemmeno più tessarato. E tuttavia non ho mai smesso la "militanza" federalista,  considerandomi però un  "irregolare", (come i "partigiani"), che continua a combattere a modo suo per la stessa causa: Stati Uniti d'Europa.

Ciao a tutti
–––––––

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