Basket Nba, bufera su proprietario Clippers: "No neri alle partite". Obama: "Razzista e ignorante"

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Messaggio Da Verci il Dom Apr 27, 2014 8:16 am

Finisce online una conversazione telefonica tra Donald Sterling e la fidanzata: "Non voglio neanche foto con Magic Johnson". Il presidente: "Incredibilmente offensivo". La Nba apre un'inchiesta e i giocatori della squadra di Los Angeles pensano allo sciopero. Magnate in campo immobiliare, è già stato in passato accusato di discriminazione.

LOS ANGELES - Bufera razzismo sul proprietario dei Los Angeles Clippers, Donald Sterling. Il sito TMZ ha pubblicato il file audio di una conversazione telefonica del 9 aprile scorso nella quale Sterling dice alla fidanzata: "Non portare persone di colore alle partite. Nemmeno Magic Johnson". I commenti contenuti nella conversazione, apertamente razzisti, destano l'ira del presidente afroamericano Barack Obama, che li definisce "incredibilmente offensivi e razzisti" e si augura che il commissario della Nba Adam Silver intervenga. "Quando gente ignorante vuole pubblicizzare la propria ignoranza non c'è molto che si possa fare, lasciali parlare", notando però come per gli Usa la battaglia contro l'eredità del razzismo, della schiavitù e della discriminazione non sia mai finita. Gli americani devono essere "fermi e chiari" nella denuncia della discriminazione".

Uno degli interlocutori, che il sito identifica come l'ottantenne proprietario dei Clippers, mostra tutta la sua disapprovazione per i comportamenti della giovane compagna. "Perché ti fai fotografare con le minoranze? Non capisci, c'è una cultura. Gli ispanici provano certe cose per i neri, i neri provano certe cose verso altri gruppi. Storicamente è così e sarà sempre così. Io vivo in un ambiente e devo adattarmi, è così", dice. "Forse non lo sai, forse sei stupida. Dovresti essere una piacevole ragazza bianca e latina. Perché devi fare tutto questo pubblicamente? Perché devi portare persone di colore alle mie partite? Puoi fare quello che vuoi, ti chiedo solo di non portare queste persone alle mie partite... Abbiamo un grosso problema", aggiunge.

A nulla servono le parole della donna che, oltretutto, evidenzia le proprie origini: "Sono messicana e nera, che ti piaccia o no". Nella discussione viene coinvolto addirittura Magic Johnson, la stella che ha scritto pagine di storia con la maglia dei Los Angeles Lakers. "Ammiro Magic Johnson. Ha fatto tanto per la comunità, per il mondo, per la gente, per le minoranze. Mi sono fatta fotografare con una persona che ammiro", dice la ragazza. "Puoi ammirarlo in privato, puoi dargli da mangiare. Ma non mettere la foto su Instagram e non portarlo alle mie partite", è la replica stizzita.

Il caso è destinato a monopolizzare l'attenzione nel momento chiave della stagione Nba e rischia di trasformarsi in una bomba nello spogliatoio dei Clippers. La formazione allenata da coach Doc Rivers è impegnata al primo turno dei playoff contro i Golden State Warriors e sta conducendo per 2-1 nella sfida tutta californiana. Ma ora i giocatori stanno valutando la possibilità di scioperare già da domani. La Nba, intanto, monitora da vicino la vicenda: il portavoce della Lega, Mike Bass, ha già preso posizione definendo "sgradevoli e offensive" le parole contenute nella registrazione. La Nba ora vuole verificare l'autenticità della registrazione.

Anche i Los Angeles Clippers hanno aperto una loro indagine. "Abbiamo ascoltato la registrazione di Tmz. Non sappiamo se sia legittima o sia stata ritoccata. Sappiamo che la donna nell'audio, che riteniamo sia colei che ha dato la registrazione a Tmz, è accusata in un'azione legale dalla famiglia Sterling per una presunta appropriazione indebita di 1,8 milioni di dollari" afferma il presidente della squadra Andy Roeser, sottolineando che la donna aveva già detto a Sterling che si sarebbe vendicata. "Sterling ritiene che quanto contenuto nella registrazione non rifletta il suo punto di vista, né quello in cui crede. E' inoltre rattristato per le parole che gli sono state attribuite su Magic Johnson, che considera un amico che merita rispetto e ammirazione".

Magic Johnson, intanto, sceglie Twitter per prendere posizione in maniera categorica. "Secondo quanto riferisce TMZ il proprietario dei Clippers, Donald Sterling, non vuole me o altri afroamericani alle partite dei Clippers. Non andrò a nessuna partita dei Clippers fino a quando Sterling sarà il proprietario - scrive Magic - Mi dispiace per i miei amici, coach Doc Rivers e Chris Paul. Devono lavorare per un uomo che prova certe cose per gli afroamericani. Le parole di Sterling sono una macchia per la Nba".

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Ultima modifica di Verci il Mer Apr 30, 2014 12:25 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Verci il Mer Apr 30, 2014 12:14 am

La decisione della lega pro americana di basket è annunciata dal commissario Adam Silver: "Frasi offensive e dannose, contrarie allo spirito multiculturale della nostra lega". Il commissioner chiederà agli altri proprietari anche la sua rimozione.

NEW YORK[color=#2b465c][font=AdelleSemiBold] - La Nba ha sospeso a vita il proprietario dei Los Angeles Clippers, Donald Sterling per le sue frasi razziste. Lo ha anticipato la 'Nbc' pochi minuti prima dell'annuncio ufficiale da parte del 'commissioner' della Nba, Adam Silver. Sterling, che quindi non potrà mai più assistere a partite del campionato, sarà anche multato con 2,5 milioni di dollari. Le frasi razziste di Sterling "sono profondamente offensive e dannose", nonché "contrarie al principio di inclusione e allo spirito multiculturale della nostra lega": così Silver, che ha confermato come fosse proprio la voce di Sterling quella della registrazione, ha commentato le sanzioni decise nei confronti del proprietario dei Clippers, chiedendo anche scusa all'ex stella del basket Usa Magic Johnson al centro della telefonata che ha scatenato il caso.

Ma queste sanzioni potrebbero essere soltanto il primo passo della Nba nei confronti dell'ottantenne miliardario: "I proprietari hanno il potere di rimuoverlo, a patto di avere il 75% dei voti e chiederò al board Nba di costringere Sterling a vendere i Los Angeles Clippers", ha aggiunto Silver, che ha poi concluso sottolineando come proprio Magic Johnson sarebbe il benvenuto come proprietario della franchigia californiana. Il commissario della Nba non ha neanche dimenticato la questione sponsor: "Farò del mio meglio per riportare indietro gli sponsor persi dai Clippers", ha detto. Poco dopo la notizia Virgin Atlantic, Kia, Red Bull e molti altri avevano abbandonato il team risolvendo contratti da milioni di dollari.

L'indagine della Nba è giunta alla conclusione che sia stato proprio Sterling in persona, come ammesso da lui stesso, a pronunciare quelle frasi incriminate, ma senza chiedere scusa o dare segni di pentimento. "Siamo tutti uniti nel condannare il punto di vista di Sterling - ha aggiunto Silver - Semplicemente non hanno posto nell'Nba. Questa lega è molto più grande di qualsiasi proprietario, allenatore o giocatore". Il patron dei Clippers è stato così escluso con effetto immediato dal partecipare a qualsiasi gara o attività commerciale che abbia a che fare con la franchigia californiana. Inoltre non potrà farsi trovare fisicamente in alcun ufficio o struttura della franchigia di Los Angeles. L'ammenda di 2,5 milioni sarà devoluta ad organizzazioni che si dedicano alla lotta contro la discriminazione che saranno selezionate dalla lega e dal sindacato dei giocatori.

A incastrare Sterling è stata una telefonata alla fidanzata V.Stiviano, una modella afro-americana di origini messicane, divulgata dal sito di gossip Tmz. Tutto nasce da alcune foto che la ragazza ha pubblicato sul suo account Instagram, in cui appare accanto a persone di colore, fra cui l'ex stella dei Lakers Magic Johnson. "Perché ti fai foto con le minoranze? Perché? Mi mette a disagio che tu voglia apparire con persone di colore. Ci puoi andare a letto, ci puoi fare quello che vuoi ma non pubblicamente e non portarli alle mie partite. Non mettere Magic Johnson su Instagram perché il mondo lo veda e poi tutti mi chiamano. E non portarlo alle partite" le parole di Sterling al telefono.

Grande la soddisfazione per la decisione della Nba: "Questa vicenda riguarda Los Angeles e la sua tradizione di tolleranza, ospitalità e di rispetto dei diritti civili", ha commentato il sindaco Eric Garcetti. Un 'grazie' ai vertici della Nba è stato 'twittato' da LeBron JAmes, ma anche da tanti altri campioni di oggi e del passato, come Abdul Jabbar o Magic Johnson. Anche i Clippers hanno diffuso un comunicato in cui sostengono la decisione della Nba: "Ora inizia il processo di riconciliazione".


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