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La Riforma – Lutero e Melantone.

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Messaggio Da Decuius Sab Giu 25, 2022 12:11 pm

Da “Primi scritti”, parte 3 – Doni spirituali – vol. 1:

La riforma.

Nonostante la persecuzione nei confronti dei giusti, i testimoni fedeli della verità di Dio erano presenti ovunque. Gli angeli del Signore svolgevano l'opera che era stata loro affidata; agivano anche nei luoghi più oscuri e sceglievano gli uomini che avevano un animo onesto. Erano come sepolti sotto il peccato, ma Dio li chiamava, come aveva fatto con Saulo, per farne dei messaggeri della verità e far sentire la loro voce, che si opponeva ai peccati di coloro che professavano di essere il suo popolo. Gli angeli di Dio agirono sui cuori di Martin Lutero, Melantone e altri in vari luoghi, e fecero in modo che fossero assetati della testimonianza vivente della Parola di Dio. Il nemico era piombato sulla chiesa come fiume in piena e l'ideale cristiano doveva essere innalzato per contrastarlo. Lutero venne scelto per placare la tempesta, opporsi all'ira della chiesa apostata e incoraggiare i pochi che erano rimasti fedeli alla loro professione di fede. Lutero viveva nel timore continuo di offendere Dio; tentò di ottenere il suo favore tramite le buone opere, ma non fu soddisfatto fino a quando un raggio di luce scese dal cielo per dissipare le tenebre del suo spirito e gli ridiede fiducia, non nelle opere, ma nei meriti del sangue di Cristo. Allora riuscì a rivolgersi a Dio personalmente, senza la mediazione di papi o confessori, ma solo tramite Gesù Cristo. {PS 202,1}
Come era preziosa per Lutero questa nuova e gloriosa luce, che aveva illuminato l'oscurità della sua mente e aveva allontanato la sua superstizione. Era più preziosa di tutti i tesori del mondo. La Parola di Dio era qualcosa di nuovo per lui. Tutto cambiò. Il libro che aveva suscitato in lui un profondo timore, perché non poteva afferrarne la bellezza, ora rappresentava per lui una fonte di vita, la vita eterna; era la sua gioia, la sua consolazione, il suo maestro. Niente gli avrebbe fatto abbandonare lo studio della Parola. Aveva temuto la morte, ma con la lettura della Bibbia tutti i suoi timori erano svaniti; apprezzò il carattere di Dio e lo amò. Esaminò le Scritture prima per se stesso, nutrendosi dei tesori che contenevano, poi per la chiesa. Era disgustato dei peccati di coloro in cui aveva confidato per la sua salvezza e vedendo che molti vivevano nella stessa oscurità, in cui lui era sprofondato, cercò con entusiasmo l'opportunità per far conoscere loro l'Agnello di Dio, l'unico che avrebbe eliminato il peccato dal mondo. {PS 202,2}
Parlando contro i peccati e gli errori della chiesa papale, si sforzò di spezzare le catene dell'oscurità, che limitavano migliaia di persone, facendole confidare nelle opere per la propria salvezza. Desiderava avere la capacità di aprire le loro menti alla comprensione delle vere ricchezze della grazia di Dio e all'eccellenza della salvezza, ottenuta tramite Gesù Cristo. {PS 203,1}
Tramite l'influsso dello Spirito Santo, rivelò i peccati dei capi della chiesa, e quando incontrava la violenta opposizione dei sacerdoti, il suo coraggio non si affievoliva, perché confidava fermamente in Dio, come sostegno per la vittoria. A mano a mano che la lotta si faceva più dura, la collera dei sacerdoti si accendeva contro di lui. Non volevano essere riformati; scelsero di rimanere legati agli agi, ai piaceri, alla malvagità, e desideravano che anche la chiesa restasse nell'oscurità. {PS 203,2}
Mi fu mostrato che Lutero era un uomo convinto e zelante, coraggioso e sincero nel rimproverare il peccato e nel difendere la verità. Non temeva gli uomini malvagi o i demoni, perché sapeva che con lui c'era qualcuno più forte di tutti loro. Ma Lutero, a volte, rischiava di estremizzare. E Dio chiamò Melantone, che era proprio l'opposto come carattere, per aiutare Lutero a portare avanti l'opera della Riforma. Melantone era timido, timoroso, cauto e aveva una grande pazienza. Era molto amato da Dio. La sua conoscenza delle Scritture era profonda, la sua capacità di giudizio e la sua saggezza eccellenti. Il suo amore per la causa di Dio era come quello di Lutero. {PS 203,3}
Il Signore unì gli intenti di questi uomini e diventarono amici inseparabili. Lutero sosteneva Melantone, quando egli rischiava di essere eccessivamente cauto e lento, e Melantone a sua volta era di grande aiuto a Lutero, quando quest'ultimo era troppo impulsivo. La prudenza di Melantone spesso evitò delle difficoltà, che sarebbero sorte se fosse stato lasciato tutto in mano a Lutero, e viceversa l'opera sarebbe stata rallentata, se fosse stata affidata solo a Melantone. La scelta di questi due uomini per portare avanti l'opera della Riforma manifestava la saggezza di Dio. {PS 203,4}
Poi fui condotta al periodo apostolico e vidi che Dio aveva scelto come collaboratori un Pietro battagliero e zelante e un Giovanni mite e paziente. A volte Pietro si comportava impulsivamente e spesso l'altro discepolo lo equilibrava. Dopo aver rinnegato Gesù, Pietro si pentì e si convertì, e la prudenza di Giovanni fu sufficiente a controllare il suo ardore e il suo zelo. L'opera di Cristo avrebbe spesso sofferto, se fosse stata affidata solo a Giovanni. Lo zelo di Pietro era necessario; il suo coraggio e la sua forza spesso lo aiutavano a risolvere le difficoltà e ridurre i nemici al silenzio. Giovanni aveva una personalità accattivante; aveva portato alla conversione molti con la sua pazienza e la sua profonda devozione. {PS 203,5}
Dio scelse degli uomini per denunciare i peccati della chiesa papale e far trionfare la Riforma. Satana tentava di distruggere questi testimoni fedeli, ma il Signore li proteggeva. Ad alcuni, per glorificare il suo nome, fu permesso di suggellare con il sangue la loro testimonianza, ma altri uomini forti, come Lutero e Melantone, avrebbero glorificato Dio, continuando a denunciare i peccati dei sacerdoti, dei papi e dei re, che tremavano alla sola voce di Lutero e dei suoi collaboratori. Grazie a questi uomini, dei raggi di luce iniziarono a dissipare le tenebre e molti accettarono con gioia questo messaggio e lo seguirono. Quando veniva ucciso un testimone, due o più prendevano il suo posto. {PS 204,1}
Ma Satana non era soddisfatto. Aveva potere solo sui loro corpi, ma non riusciva a indurre i credenti ad abbandonare la fede e la speranza. Anche nella morte essi trionfavano nella prospettiva dell'immortalità, al momento della risurrezione dei giusti. Il loro coraggio era sovrumano. Non osavano lasciarsi andare neanche per un momento, indossavano sempre l'armatura del cristiano, pronti per il combattimento, non solo contro i loro nemici spirituali, ma contro l'avversario che si incarnava in uomini, che gridavano continuamente: "Abbandonate la vostra fede o morirete". {PS 204,2}
Questi cristiani erano forti grazie a Dio e più preziosi ai suoi occhi della metà di un mondo che portava il nome di Cristo, ma era codardo nell'impegno per la sua opera. Mentre la chiesa era perseguitata, i suoi membri erano uniti, pieni d'amore e forti in Dio. Ai peccatori non fu permesso di unirsi alla chiesa; solo quelli che erano disposti ad abbandonare tutto per Cristo potevano essere suoi discepoli. Essi amavano la povertà, l'umiltà e desideravano assomigliare al Salvatore. {PS 204,3}.
Decuius
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