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La conferma che la Bibbia canonica non ha subito alterazioni sensibili.

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Messaggio Da Decuius Sab Giu 18, 2022 12:38 pm

Da “Primi scritti”, parte 3 – Doni spirituali – vol. 1:

La morte non è un tormento eterno.

Vidi che Dio aveva preservato la Bibbia in un modo particolare, tuttavia quando non era ancora molto diffusa, alcuni studiosi avevano cambiato delle parole, pensando di rendere più chiaro il suo significato; in realtà stavano mistificando ciò che era già chiaro, orientandola verso le loro concezioni, ispirate dalla tradizione. Ma vidi che la Parola di Dio, nel suo insieme, forma una catena perfetta, e un brano spiega l'altro. I ricercatori sinceri della verità non potranno sbagliarsi, in quanto non solo la Parola di Dio è semplice e chiara, ma lo Spirito Santo rappresenta la guida per capire la strada per la vita, che è stata rivelata. {PS 200,1}
Vidi che gli angeli di Dio non controllano mai la volontà umana. Dio mette davanti all'uomo la vita e la morte, ed egli è libero di fare la sua scelta. Molti desiderano la vita, ma continuano a camminare nella strada larga. Scelgono di ribellarsi alla volontà di Dio, nonostante la sua grande misericordia e compassione nell'aver offerto il Figlio, perché morisse per loro. Chi sceglie di non accettare la salvezza, ottenuta grazie a un tale amore, deve essere punito. {PS 200,2}
Mi fu mostrato che Dio non li getterà nell'inferno, perché vivano nei tormenti eterni; non li porterà neanche in cielo, perché dovendo vivere in compagnia di esseri puri e santi, sarebbero infelici; alla fine li distruggerà completamente e sarà come se non fossero mai esistiti. Così la sua giustizia sarà soddisfatta. Aveva formato l'uomo dalla polvere della terra e quindi i disubbidienti e gli empi, consumati dal fuoco, ritorneranno alla polvere. Vidi che la bontà e la compassione di Dio dovrebbero indurre tutti gli uomini ad ammirare il suo carattere e a glorificare il suo santo nome. Dopo la distruzione dei malvagi, tutti gli angeli diranno: "Amen!". {PS 200,3}
Satana considera con soddisfazione coloro che professano il nome di Cristo, ma si lasciano coinvolgere dai suoi inganni. È sempre all'opera per inventare nuove forme di seduzione, e il suo potere e le sue capacità aumenteranno costantemente. Ha condotto i suoi rappresentanti, papi e sacerdoti, all'autoesaltazione e all'istigazione delle masse, affinché perseguitino e distruggano tutti coloro che non accettano i suoi inganni. {PS 200,4}

Al paragrafo PS 200,3 viene detto che chi sceglie di non accettare la salvezza, grazie al sacrificio di Gesù, verrà distrutto completamente e sarà come se non fosse mai esistito. Consumato dal fuoco, tornerà alla polvere.
Ciò conferma altre Scritture, ma deve essere interpretato correttamente.
Intanto, il fuoco è rappresentato dalle parole divine di condanna, che bruciano i colpevoli e tutte le loro menzogne. Alla fine, a non esistere più saranno le menzogne, che velano la verità, nascondendola. Coloro che vissero di menzogne e crimini, non potendo più sussistere su quelle basi, sarà come se scomparissero, non potranno più seminare il loro prodotto diabolico. Ciò in cui credevano sarà distrutto, non avendo una propria realtà.
I corpi saranno già ritornati alla terra più volte, per i più sviati. Diciamola tutta: a essere colpevoli sono i corpi o le anime che li guidano? I corpi sono solo strumenti delle anime.
Certamente i corpi possono indurre in tentazione, a causa della loro debolezza e fragilità, e anche effettive necessità materiali, ma sono sottoposti alla mente, all'anima.
Quindi si arriva alla cessazione della morte dei corpi, che in se stessi non sono colpevoli, ma sono sottoposti all'uso che ne vogliamo fare. Non saranno più i corpi a ritornare alla polvere, ma tutti gli errori umani di cui furono strumenti. Certamente la consapevolezza degli errori, delle debolezze, dei crimini commessi brucerà l'anima degli autori.
Come abbiamo visto in “Dottrina e alleanze”, dopo il giudizio finale, ciascuno sarà assegnato al regno di appartenenza, in base al suo comportamento, e lì rimarrà fino al compimento della “ricompensa” in bene o in male che avrà meritato.
Decuius
Decuius

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