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Un approfondimento sul sacrificio di Gesù.

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Messaggio Da Decuius Mer Mag 25, 2022 11:09 am

Da “Primi scritti” di sorella White:

Il dono di Dio all'uomo. Il piano della salvezza.

Mi sono stati mostrati il grande amore e la bontà di Dio nel dare suo Figlio, perché l'uomo potesse essere perdonato e vivere. {PS 128,1}
Ho visto Adamo ed Eva, che avevano avuto il privilegio di ammirare la straordinaria bellezza del giardino dell'Eden e ai quali era stato permesso di mangiare il frutto di tutti gli alberi del giardino, eccetto uno. Ma il serpente aveva tentato Eva, che a sua volta aveva tentato Adamo, ed entrambi avevano mangiato il frutto dell'albero proibito. Avevano disubbidito all'ordine di Dio ed erano diventati peccatori. {PS 128,2}
La notizia si diffuse subito in cielo e ogni arpa fu fatta tacere. Gli angeli furono profondamente rattristati e avevano paura che Adamo ed Eva potessero mangiare il frutto dell'albero della vita e diventassero peccatori immortali. Ma Dio disse che avrebbe scacciato i trasgressori dal giardino e che un cherubino con una spada infuocata avrebbe fatto la guardia all'albero della vita, in modo che l'uomo non potesse avvicinarvisi e mangiarne il frutto, che dona l'immortalità. {PS 128,3}
Quando fu chiaro che l'uomo era perduto, la tristezza si diffuse in cielo: il mondo che Dio aveva creato si sarebbe popolato di esseri mortali, votati alla miseria, alla malattia e alla morte. Nessuno poteva sfuggire a questo destino. Tutta la famiglia di Adamo doveva morire. {PS 128,4}
Poi vidi l'amorevole Gesù. Sul suo viso si leggeva un'espressione di simpatia e di dispiacere: si avvicinò alla luce abbagliante che circondava il Padre. L'angelo che mi accompagnava disse: "Sta avendo una conversazione segreta con il Padre". L'ansia degli angeli sembrava essere intensa, mentre Gesù discuteva con il Padre. Per tre volte fu avvolto dalla luce gloriosa del Padre e la terza volta che ritornò riuscimmo a vedere la sua persona. {PS 128,5}
Il suo volto era sereno, non manifestava nessun dubbio e turbamento, ed esprimeva una bontà, che le parole non possono descrivere. A questo punto fece sapere agli angeli che c'era una soluzione per l'uomo perduto, che egli aveva implorato il Padre e ottenuto il permesso di offrire la propria vita come riscatto per l'umanità, di portare i loro peccati e accettare la sentenza di morte su di sé, aprendo così una strada per la quale, tramite i meriti del suo sangue, potesse ottenere il perdono per le trasgressioni passate e, tramite l'ubbidienza, ritornare nel giardino, dal quale l'uomo e la donna erano stati allontanati. {PS 128,6}
In questo modo avrebbero avuto nuovamente accesso al frutto dell'albero della vita, che era stato loro proibito. {PS 129,1}

Inizialmente gli angeli non riuscirono a rallegrarsi; il loro Capo non aveva nascosto nulla e aveva comunicato loro il piano della salvezza. Gesù aveva detto che si sarebbe interposto tra l'ira di Dio e la colpevolezza dell'uomo, che avrebbe sopportato la malvagità e la derisione, e solo alcuni lo avrebbero accettato come Figlio di Dio. Quasi tutti lo avrebbero odiato e rifiutato. {PS 144,4}
Avrebbe rinunciato alla sua gloria, si sarebbe incarnato come un uomo, si sarebbe umiliato come un uomo, sarebbe stato tentato come un uomo, per poter aiutare tutti coloro che a loro volta sarebbero stati tentati; e infine, dopo aver adempiuto la sua missione, si sarebbe ritrovato nelle mani degli uomini e avrebbe sperimentato quasi tutte le crudeltà e le sofferenze, che Satana e i suoi angeli avrebbero ispirato ai malvagi di infliggergli. {PS 144,5}
Sarebbe morto della condanna più crudele, appeso tra il cielo e la terra come un peccatore colpevole; avrebbe sofferto per ore di una terribile agonia, tanto che gli angeli stessi si sarebbero coperti il volto, perché nemmeno loro sarebbero riusciti a guardare quella scena. Non avrebbe dovuto affrontare solo un'agonia fisica, ma anche un'agonia mentale, molto peggiore di qualsiasi sofferenza del corpo. Avrebbe dovuto sopportare il peso dei peccati di tutto il mondo. Disse loro che sarebbe morto e risuscitato il terzo giorno e poi sarebbe ritornato in cielo, per intercedere presso il Padre per l'uomo colpevole. {PS 144,6}
Gli angeli si inchinarono davanti a lui e offrirono la propria vita. Gesù disse loro che tramite la sua morte avrebbe salvato dei peccatori, il cui debito non poteva essere pagato con la vita di un angelo. Il Padre poteva accettare solo la sua vita come riscatto per l'uomo. {PS 145,1}
Gesù disse che anche loro avevano un compito: quando avrebbe assunto la natura dell'uomo caduto e la sua forza non sarebbe stata uguale nemmeno a quella di un angelo, avrebbero dovuto assisterlo in varie occasioni. Sarebbero stati testimoni della sua umiliazione e del suo dolore. Avrebbero visto le sue sofferenze e l'odio degli uomini nei suoi confronti, sperimentando un profondo dolore. Motivati dal loro amore, avrebbero desiderato salvarlo e liberarlo dai suoi assassini, ma non avrebbero dovuto interferire in nessun caso. Avrebbero avuto, però, una parte attiva alla sua risurrezione. Il piano della salvezza era stato deciso e suo Padre lo aveva accettato. {PS 145,2}
Nonostante la loro tristezza, Gesù incoraggiò e consolò gli angeli, informandoli che tutti i redenti un giorno sarebbero vissuti con lui; tramite la sua morte ne avrebbe riscattati molti, distruggendo colui che aveva il potere sulla morte. Il Padre gli avrebbe ridato la sua potenza e avrebbe regnato per sempre su tutti i regni che si estendono sotto i cieli. Satana e i peccatori sarebbero stati distrutti e non avrebbero mai più turbato né il cielo né la nuova terra purificata. {PS 145,3}
Gesù invitò gli angeli ad adeguarsi, ad adottare il piano della salvezza che il Padre aveva accettato e a gioire, perché attraverso la sua morte l'uomo caduto sarebbe stato innalzato, per ottenere nuovamente il favore divino e accedere al cielo. {PS 145,4}

Allora una gioia inesprimibile si diffuse in cielo e il coro degli angeli cantò un inno di lode e di adorazione. Fecero risuonare le loro arpe e intonarono una nota più alta di quelle che avevano suonato prima, a motivo della grande misericordia e bontà di Dio, che aveva permesso che il suo amato Figlio morisse per una razza di ribelli. Poi la lode e l'adorazione furono innalzate, per celebrare l'abnegazione e il sacrificio di Gesù, che aveva accettato di lasciare il Padre per una vita di sofferenza e angoscia, per una morte infamante e per offrire la sua vita agli altri. {PS 129,2}
L'angelo disse: "Pensate forse che il Padre abbia acconsentito di lasciare il suo amato Figlio senza difficoltà? No, no". In realtà è stato difficile anche per il Dio dei cieli decidere se lasciar morire gli uomini colpevoli oppure permettere che suo Figlio morisse per loro. Gli angeli erano così interessati alla salvezza dell'uomo che sarebbe stato possibile trovarne uno disposto a rinunciare alla sua gloria e a sacrificare la sua vita per l'uomo perduto. {PS 129,3}
"Ma" disse l'angelo che mi accompagnava "tutto questo non sarebbe servito a nulla". La trasgressione era così grande che la vita di un angelo non poteva pagare il debito. Solo la morte e l'intercessione del Figlio di Dio avrebbero pagato il debito e salvato l'uomo perduto da un dolore e da una miseria senza speranza. {PS 129,4}
Agli angeli fu assegnato il compito di scendere e risalire al cielo, per offrire conforto e alleviare il Figlio di Dio nella sua vita di sofferenza. Essi si occupavano quindi di Gesù. Ma avevano anche il compito di vigilare e proteggere i beneficiari della grazia divina dall'influsso degli angeli malvagi e dalle tenebre, di cui Satana li circondava. {PS 129,5}
Vidi che era impossibile per il Signore cambiare la sua legge per salvare i peccatori e per questo fu costretto a fare la scelta sofferta di inviare il suo amato Figlio a morire per le trasgressioni dell'uomo. {PS 129,6}

Satana si rallegrò ancora una volta con i suoi angeli: grazie alla caduta dell'uomo, aveva costretto il Figlio di Dio ad abbandonare la sua posizione.
Disse ai suoi angeli che se Gesù avesse preso la natura dell'uomo decaduto, sarebbe stato facile per lui avere il sopravvento, ostacolando così il piano della salvezza. {PS 146,3}
Mi fu mostrato che Satana un tempo era un angelo di rango elevato e viveva felice in cielo. Poi vidi qual era la situazione attuale: aveva ancora un'apparenza regale, i suoi tratti erano nobili, nonostante fosse un angelo decaduto. Ma l'espressione del volto era carica di tensione, di preoccupazione, di infelicità, di malizia, di odio, d'inganno, di cattiveria e di ogni manifestazione della malvagità. Notai in particolare che la sua fronte, un tempo così nobile, era diventata sfuggente. Il suo continuo contatto con il male aveva degradato tutte le sue qualità e si erano sviluppati i tratti più negativi. I suoi occhi erano astuti, furbi e penetranti. La sua figura era imponente, ma i muscoli del viso erano privi di tono e la pelle delle mani cadente. Quando lo vidi, aveva il mento appoggiato alla mano sinistra e sembrava molto pensieroso. Sul suo viso c'era un sorriso che mi fece tremare, perché esprimeva malizia e furbizia satanica. Questo è il suo sorriso quando sta per accanirsi sulla sua vittima. E quando poi è caduta nella sua trappola, il sorriso diventa orribile. {PS 146,4}
Decuius
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