Homo semper novus sed in more maiorum.

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Messaggio Da Athos il Dom Apr 03, 2016 9:13 am

C'è un interessante editoriale, sulla Repubblica di oggi, di un Eugenio Scalfari sempre più ecumenico, che tuttavia non si sottrae alla necessità di dare giudizi.
http://www.repubblica.it/politica/2016/04/03/news/il_fiammifero_della_guidi_e_l_incendio_che_ora_divampa-136788761/?ref=HRER2-1


Due mi sono sembrati gli argomenti, ovviamnte connessi tra loro, che emergono dal suo articolo.


Il primo.

Il tema della democrazia è stato più volte riproposto da quando Renzi ha preso il potere nel 2013 come segretario del Pd prima e di presidente del Consiglio poi. Da allora Renzi comanda da solo con il suo cerchio magico composto da suoi più fedeli collaboratori. Ho più volte criticato questa tendenza autoritaria...
...ho invece rivisto la mia contrarietà al comando solitario. L'ho rivista per due ragioni: la prima riguarda l'estrema complessità dei problemi che oggi ogni governo deve fronteggiare nel proprio Paese, in Europa e nel mondo. La seconda sta nella constatazione che una società globale complica ancor più la complessità dei problemi e la maggiore rapidità necessaria per risolverli.


Il secondo.
C'è un altro tema che mi sono posto: a chi somiglia veramente Renzi? Non sono certo il primo a porre questa domanda. Molti hanno scritto che somiglia a Berlusconi, altri addirittura a Craxi. Anch'io ho colto alcuni tratti di somiglianza a Berlusconi e qualcuno anche con Craxi. Ma il vero personaggio cui somiglia molto credo che Renzi non lo sappia: si chiama Giovanni Giolitti.
... La sua posizione era ispirata genericamente ad un liberalismo progressista e la maggioranza di cui dispose alla Camera fu quasi sempre molto elevata. Per mantenerla tale cambiò spesso le sue alleanze...Nel Mezzogiorno appoggiò clientele e proprietari terrieri guadagnandosi l'insulto politico di Salvemini che chiamò il suo governo "ministero della malavita" ed "ascari" i suoi sostenitori meridionali.
Quando il Partito socialista e le organizzazioni sindacali operaie sentirono sempre più un orientamento di sinistra, soreliano, massimalista e rivoluzionario, Giolitti si alleò con il primo gruppo di cattolici democratici gestito da Gentiloni.

...Fece sgombrare D'Annunzio da Fiume ma tollerò le violenze degli squadristi fascisti sperando di poterli assorbire gradualmente nella sua maggioranza politica. A questo fine favorì l'ingresso alla Camera nella sua maggioranza dei trenta deputati fascisti nel 1921.
...In conclusione un partito giolittiano fu un vero e proprio partito della Nazione, che oscillava tra una destra e una sinistra moderate, con ancoraggio sostanzialmente centrista e un Capo unico che era lui.



Lasciamo da parte il fatto - sebbene rilevante - di quanto e come lo stesso Scalfari abbia contribuito, con innocenza tutta liberale, all'affermazione di questa politica dell'Homo Novus riciclato da un mos maiorum ineluttabilmente democristiano.


Primo problema: l'inefficienza della democrazia e l'efficienza autoritaria.
La storia moderna mostra ciclicamnte che i sistemi autoritari sono più efficienti, per rapidità e nettezza decisionista.
E mostra anche, però, che questo è valido nell'immediato: a gioco lungo, ogni regime autoritario ha dovuto cedere di fronte a quelli democratici.
Ciclicamnte, dicevamo, si pone questo problema, della "complessità che si governa con il decisionismo", e la complessità stessa viene ogni volta vissuta come se fosse un attributo sorprendentemente nuovo, piombato da chissà dove sul palcoscenico dell'attualità.
Nel momento in cui lo scontro avviene sul piano della violenza militare, o dei suoi antefatti, può darsi che un decisionismo autoritario possa servire: pro tempore, e comunque non più di quanto siua richiesto dai meccanismi del confronto bellico.
Ma la crisi della democrazia si affronta con più democrazia, non con una sua limitazione.


Secondo problema: gli inquietanti antefatti di ogni fascismo.
Governi " della Nazione", che hanno tentato di rappresentare tutto e il contrario di tutto, favorendo di fatto gli interessi forti e prendendo le distanze dalla sinistra, sono la premessa dei vari fascismi andati al potere tramite il consenso popolare, sebbene tale consenso fosse accompagnato da azioni violente e intimidatrici.
Questo è stato il caso, macroscopico, dell'Italia e della Germania.
Il caso dell'Italia attuale si spinge ancora più in là.
Adesso abbiamo, infatti, tutti partiti che sono "della Nazione", che cioè vogliono tenere dentro tutto e il contrario di tutto, e per questo devono abolire ogni confronto interno, che sarebbe distruttivo: non è la "fine della politica", intesa come prassi, ma è certamnte la "fine della coscienza politica", anzi della possibilità di formarsi una coscienza politica, sia pure schematica, da parte dell'elettorato democratico.
I partiti sono fatti solo di vertici e di nomenklatura, nella cittadinanza ci sono soltanto differenze antropologiche.


E' interessante notare che lo stesso Giolitti, l'antesignano del Partito della Nazione, questo pensava dei partitoni "a vocazione maggioritaria", come ama definirsi il PD prima veltroninano, e ora renziano - diceva Giolitti: Il governo rappresentativo non può procedere regolarmente senza partiti organizzati con programmi chiari e precisi. Mancando questa condizione, il governo è costretto ad appoggiarsi successivamente a mutevoli maggioranze, le quali non si possono tenere riunite se non in nome di interessi speciali e locali.
Amen.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da tessa il Mar Apr 05, 2016 2:12 am

Caro Athos,
ti ringrazio per il tuo post stupendo, forse troppo impegnativo per una domanica mattina, quando gli italiani sono in fila per la colazione e la Santa Messa,e tu non potresti essere piu' leggero e un po' mediocre?Sai, dopo l'editorialie di Scalfari, che non migliora con gli anni, gli Italiani devono leggere anche l'editoriale di Athos, per tornare poi stanchi ed arrabbiati dalla messa domenicale a causa di qualche predica inutile e inconcludente dell'ultimo parroco che non sa coniugare i verbi e ne' conosce la consecutio temporum.

Non condivido la mesta conclusione di Athos su queste maggioranze variabili e accroccate che ci governano, non avevamo i voti sufficienti per governare, per tutta la mia famiglia, le elezioni del 2013, sono state una botta tremenda, che non ci aspettavamo, quindi è inutile prendersela con Renzi, visto che i voti non li aveva, se tradiscono operai e impiegati non combineremo mai niente, altro che giustizia sociale.Ora la situazione a Roma, per quanto riguarda l'emergenza abitativa, va esplodendo, gli uffici sono stati chiusi per tafferugli e liti per paura dell'assegnazione delle case agli zingari e ai migranti,che nessuno vuole, la destra trionfera', altro che aiuto ai piu'deboli.Con la migrazione dei popoli ci troviamo sempre peggio, muri, fili spinati, ciascuno si racchiude in sè stesso, e nel proprio piccolo campo,  tutta l'Europa ex comunista spostata a destra, l'altra Europa di un liberismo sfrenato,è veramente una situazione che non mi aspettavo di vedere, fili spinati, i bambini con i cartelli contro i border (i confini), e un caos che regna sovrano.
ciao
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Rossoverde il Mar Apr 05, 2016 7:06 am

quindi è inutile prendersela con Renzi..
non ho letto il pregevole athos per mancanza di tempo e me ne scuso,  e concordo con tessa , è perfettamente inutile prendersela con renzi, renzi quello era, e quello è, e quello rimarrà, un democristiano a tutti gli effetti , gli errori vengono da sx , o meglio, dalla svolta , dalla conversione di un partito di sx che man mano s'è spostato al centro fino ad occupare la dx nei fatti,  e vie d'uscita finchè non ci sarà nella sostanza una nuova forza di sx capace di coaugolare  l'elettorato di sx non ce ne saranno. saluti  a tutti
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Mastro Titta il Mar Apr 05, 2016 7:51 am

Concordo sul fatto che esistano momenti, nella storia di un popolo, in cui non sia possibile rispettare i complessi rituali della democrazia e che sia necessario che le decisioni siano rapide e di immediata efficacia. Queste ipotesi, in qualche misura, sono già previste negli ordinamenti: i Decreti Legge, ad esempio, servono a consentire al governo di decidere subito rinviando a poi la discussione parlamentare sulla conversione o meno in legge di quanto deciso. Anche il voto di fiducia, se ben interpretato, ha questo scopo: la legge serve oggi e serve senza modifiche, o siete d'accordo o mandatemi a casa! Quando un governo usa il voto di fiducia in questo modo ne fa un uso rispettabile.
Le democrazie hanno già nel loro interno i rimedi per le situazioni emergenziali. Questi rimedi non bastano? Se ne possono ipotizzare di nuovi, purchè rientrino nella "logica" democratica. Non c'è alcun bisogno, a mio parere, di partiti della Nazione o di uomini soli al comando.
Renzi come Giolitti? Glielo auguro. Giolitti fu, nel suo genere, uno statista. Ebbe tuttavia consapevolezza che la sua Italia era ancora una Italietta e non fece mai il passo più lungo della gamba. Se Renzi gli somiglia, lo deciderà la storia.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Mar Apr 05, 2016 4:54 pm

Tessa.
Sul tema della mediocrità ego te absolvo, te la lascio correre, a patto che non insisti troppo.
Se dessi retta a te, non c'è mai un orario giusto, o una stagione giusta, per leggere quattro righe: o è domenica, o è notte, o siamo al ritorno dal lavoro, o stiamo partendo per le vacanze, o è pronta la cena ...
E poi, da qualche tempo vedo che ogni messaggio a me indirizzato comincia sempre con una contestazione del mio post, della sua legittimità, o della sua collocazione oraria, o della lunghezza in millimetri della sua misura, insomma una contestazione ad ogni costo.

Io non "me la prendo" con Renzi, ma con chi gli sta vicino e non lo butta di sotto - perdonami la citazione di Petrolini, di domenica mattina.
Renzi, come persona quello è, un ragazzotto tracotante e paffutello, con la faccia facciosa e le giacchette striminzite.
Per il resto, mi sembra che in sostanza sei d'accordo col mio post.

Titta.
Sì, le istituzioni già prevederebbero strumenti per decisioni rapide.
Ma evidentemnte non bastano, o si ha interesse a dire che non bastano.
C'è in realtà una netta svolta a destra, in tutte le democrazie occidentali, non solo e non tanto a livello di istituzioni e di legislazione, ma - questo l'aspetto più grave - a livello di pubblica opinione, che si sta convincendo o rassegnando a una sorta di "restaurazione", mascherata da "modernizzazione" - anche questo travestimento, per altro, è cosa vecchia, già vista e rivista.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Mastro Titta il Mar Apr 05, 2016 5:30 pm

Athos ha scritto:
Titta.
Sì, le istituzioni già prevederebbero strumenti per decisioni rapide.
Ma evidentemnte non bastano, o si ha interesse a dire che non bastano.
C'è in realtà una netta svolta a destra, in tutte le democrazie occidentali, non solo e non tanto a livello di istituzioni e di legislazione, ma - questo l'aspetto più grave - a livello di pubblica opinione, che si sta convincendo o rassegnando a una sorta di "restaurazione", mascherata da "modernizzazione" - anche questo travestimento, per altro, è cosa vecchia, già vista e rivista.
Non credo che ci sia in atto una "svolta a destra" (che, peraltro, se fosse quella destra postunitaria che ha nome di destra storia, ne sarei lieto e compiaciuto). Quello a cui assistiamo altro non è che un esempio sociologico della nota legge fisica "ad ogni azione corrisponde...". In Italia e in alcuni altri paesi europei abbiamo una tassazione sul reddito molto alta. Chi può, si difende evadendo, chi non può, maledicendo i governi e le spese pubbliche, tutte parassitarie per definizione. Abbiamo debiti pubblici altissimi (in Italia il terzo del mondo!) e ciò determina meno stato sociale ma anche più insofferenza per la spesa pubblica, sempre fonte, secondo i luoghi comuni giornalistici, di corrutela e sperpero. Si alimenta sempre più la paura che le pensioni (anche quelle già erogate) non siano più sostenibili e che la colpa sia delle troppe pensioni a carattere assistenziale, date a chi "non ha mai lavorato o non ha mai versato un contributo in vita sua". Dell'immigrazione non parlo, perchè la paura che essa provoca è talmente elevata che io stesso ne sono tutt'altro che esente. I popoli tassati, impoveriti e spaventati votano a destra. Questo è un fatto assolutamente fisiologico. Si cerca l'uomo "forte" che possa, senza perdersi in chiacchiere e filosofiche distinzioni, risolvere subito e totalmente la situazione. Ma non è una svolta ideologica, semmai è una svolta ...psicologica.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Mar Apr 05, 2016 7:56 pm

Caro Titta, il tuo post sarebbe un'ottima premessa per una discussione politica, che necessariamente sarebbe molto complessa, per chi non non condive ciò che hai detto, come nel mio caso.
Ma, dopo l'obiezione della nostra amica Tessa, non mi sembra opportuno.
Anche perché mi è completamente passata la voglia di ogni genere di discussione.
Mi dispiace, devi scusarmi.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Mastro Titta il Mer Apr 06, 2016 9:31 am

Caro Athos,
io mi sono chiesto spesso perchè la gente (sempre meno, in verità) scriva sui forum. Al quesito posso, ovviamente, rispondere solo per me: io scrivo perchè mi diverto e perchè mi tengo in allenamento a ragionare in un mondo che ragiona poco. Quando trovo forumisti come ART (che è una brava persona ma che negherebbe qualsiasi cosa io scrivessi) mi diverto e ricordo a me stesso che questo è solo un simpatico gioco e non una cosa seria; quando invece trovo forumisti come te mi diverto meno ma mi alleno di più, perchè con te bisogna ragionare sia per leggerti sia per contrapporre argomenti. Quindi, mi spiace ma non ti scuso: ho posto una questione e voglio una risposta. Sii lungo e prolisso, mi raccomando M.T.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Mer Apr 06, 2016 2:09 pm

Illustrissimo amico Titta, adesso ho poco tempo per dilungarmi quanto la mia natura logorroica mi indurrebbe a fare, e dunque preferisco semmai rimandare a stasera la trattazione politica.
Due parole, invece, sulla questione forum.

Parlare del concetto-forum è possibile ovunque - giornali, confessionali, blog, lettere alla mamma - ma non sui forum.
Ci si può provare, questo sì, ma non viene bene, e poi ben subito sopraggiunge la scontentezza dell'Admin di turno, che giudica tale discussione provocatoria e sintomo di "contestazione".
Non viene bene, dicevo, soprattutto per il fatto che si è costretti a una chiara auto-censura, in quanto si devono attenuare o evitare del tutto molti giudizi, o certi esempi tratti dal forum stesso, che pure sarebbero necessari per la migliore comprensione delle proprie idee.

Io, comunque, ci ho sempre provato a fare nei forum riflessioni sui forum stessi, perché ritengo che sia un argomento molto interessante e anche divertente.

Tu dici: ragionare.
Certo, il forum sarebbe uno spazio ecellente per ragionare, visto che è "scritto", e dunque anche "letto" - due participi di verbi che richiamano proprio la possibilità di riflettere, sia pure velocemente, non è detto che si debba per forza riflettere coi gomiti appoggiati sul tavolo tenendosi la testa tra le mani.
Ragionare, per altro, non è un esercizio che escluda sia il divertimento, sia il gioco: la maggior parte dei giochi, come anche molti sport e altre attività piacevoli (per esempio, stare con una donna o con i propri figli)richiedono ragionamento e intelligenza.

Ma, per qualche misterioso motivo, vige nei forum - e in molti luoghi del web - una curiosa indiosincrasia verso tutto ciò che supera "un tot" di righe: gente capace di leggersi per intero le istruzioni in giapponese arcaico del lettore CD o le tre pagine di Gente, in corpo 8, su Belen, sembra che rimanga tramortita da un post di trenta righe, solo per il fatto che queste trenta righe compaiono in un forum.
Che vuoi ragiona', allora?
O meglio, sì, si può: ragionare per capire i gusti di quello e di quell'altro, divertisri a provocare uno e ad accontentare quell'altro, come si fa in spiaggia, o alle feste, e magari trovarsi qualche volta a conversare in un angolo con un vecchio amico o con una donna - angoletto magico, dove le misure e le diplomazie sono abolite, e ragionare non è più una provocazione, anzi succede che si ragiona e manco ce ne accogiamo, dato che ragionare è un processo naturale che non produce scorie e non fa nemmneo fumo.

Scaduto il mio tempo - ho fatto quanto potevo per riempirlo con un sacco di righe, spero che nessuno se n'abbia a male
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La sintesi è un dono. Tuttavia...

Messaggio Da Mastro Titta il Mer Apr 06, 2016 5:05 pm

Athos ha scritto:

Ma, per qualche misterioso motivo, vige nei forum - e in molti luoghi del web - una curiosa indiosincrasia verso tutto ciò che supera "un tot" di righe: gente capace di leggersi per intero le istruzioni in giapponese arcaico del lettore CD o le tre pagine di Gente, in corpo 8, su Belen, sembra che rimanga tramortita da un post di trenta righe, solo per il fatto che queste trenta righe compaiono in un forum.
Che vuoi ragiona', allora?

Confesso di aderire anch'io alla scuola di pensiero de "i post non devono essere troppo lunghi". Lo faccio sia perchè convinto che la sintesi sia un dono sia perchè sono consapevole di quanto pigra sia la categoria del "lettore" (di quasi cosa). Ti aggiungo che - così dicono gli esperti - il mondo occidentale è in preda ad una perniciosa ignoranza di ritorno che si manifesta, tra l'altro, nell'incapacità di concentrearsi per più di dieci righe (se il testo è facile). Più scriviamo, più è facile che nessuno ci legga. Questo è un fatto.  Ma, se quello che scriviamo vale la pena di essere scritto e non vi è modo di renderlo più sintetico, il fondo ...cosa ce ne importa? Chi è veramente interessato, leggerà sino in fondo; degli altri, pazienza...tanto non avrebbero apprezzato egualmente.
Sii sereno...e scrivi di politica ...dovo lo trovo un avversario di sinistra convinto, in questo mondo di agnostici, celebrolesi, progressisti da salotto che mi tocca affrontare nella quotidianità non forumistica? M.T.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da tessa il Mer Apr 06, 2016 7:24 pm

c


Ultima modifica di tessa il Gio Apr 07, 2016 2:34 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Mastro Titta il Mer Apr 06, 2016 7:42 pm

tessa ha scritto:Mastro Titta

Caro Mastro Titta, mi hai dato dell'agnostica e della cerebrolesa, sono cattolica praticante e non sono crebrolesa, vabbè, è la giornata degli insulti, Gasparri ha scritto :"Curatevi...anche se siete senza speranza".
L'unica accusa che ti faccio, tessa mia, è di non leggere con attenzione quello che scrivo. Mi sono infatti lamentato degli agnostici e cerebrolesi che "mi tocca affrontare nella mia vita quotidiana non forumistica". Mi risulta che i nostri rapporti siano esclusivamente forumistici, quindi non comprendo come tu possa pensare che mi riferissi a te. Il mondo è grande, tessa, e tu (ed io) siamo così piccoli.
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Messaggio Da tessa il Mer Apr 06, 2016 7:55 pm

Mastro Titta

Caro Mastro Titta, non pensavo di far parte della tua realta' forumistica, in quanto ci siamo incontrati pochissime volte.
Il mondo e l'universo tutto non sono piu'grandi di noi.
Ciao
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Gio Apr 07, 2016 1:42 am

Mastro Titta ha scritto:Confesso di aderire anch'io alla scuola di pensiero de "i post non devono essere troppo lunghi". Lo faccio sia perchè convinto che la sintesi sia un dono sia perchè sono consapevole di quanto pigra sia la categoria del "lettore" (di quasi cosa). Ti aggiungo che - così dicono gli esperti - il mondo occidentale è in preda ad una perniciosa ignoranza di ritorno che si manifesta, tra l'altro, nell'incapacità di concentrearsi per più di dieci righe (se il testo è facile). Più scriviamo, più è facile che nessuno ci legga. Questo è un fatto.  Ma, se quello che scriviamo vale la pena di essere scritto e non vi è modo di renderlo più sintetico, il fondo ...cosa ce ne importa? Chi è veramente interessato, leggerà sino in fondo; degli altri, pazienza...tanto non avrebbero apprezzato egualmente.
Sii sereno...e scrivi di politica ...dovo lo trovo un avversario di sinistra convinto, in questo mondo di agnostici, celebrolesi, progressisti da salotto che mi tocca affrontare nella quotidianità non forumistica?

Avevo scritto una riposta, due ore fa, che ho incautamnte lasciato lì in attesa di farmi un caffè e di altre piccole incmbenze, e quando sono venuto a inviarla mi ha chiesto di nuovo il login, e buonanotte.
Adesso non è il caso di riscrivere tutto daccapo. Solo due righe.

Ammettiamolo, caro Titta: dire "ci vuole la sintesi" è come dire "bisogna essere più buoni".
Io da sempre lavoro sui testi, li scrivo e li elaboro, quando sono testi di altri, ed è un'attività che mi piace.
Quindi mi butterei volentieri in un lungo e complesso discorso sul tema.
Ma lo sintetizzo.
La sintesi può significare tutto e niente.
Per chi scrive, quello che conta è la "giusta misura".

Sintesi numero 2.
Se un lettore se ne frega dell'argomento, anche tre righe sono troppe.
Se il lettore ha interesse, dopo dieci pagine ne desidera altre dieci.
Per il resto, contro la stupidità, nemmeno gli dei possono nulla - a meno che ricorrano alla sintesi estrema usata da Zot, il dio del fulmine.

Per la politica ripasso domani.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da tessa il Gio Apr 07, 2016 5:01 am

Athos.

Mio caro Athos, la settimana sta per finire e noi non abbiamo combinato niente.
Ma analiso-sintesi sono i due metodi fondamentali e complementari della conoscenza, regolarmente associati e contrapposti nella filosofia moderne da Cartesio in poi.
Direi che non essendo questo un forum specialistico di Diritto Romano, Procedura Penale, Procedura Civile, Flosofia del Diritto,Chimica Biologica, Analisi matematica I e II, direi, appunto, di essere sintetici,e poi chi ha interesse andra' in forum specifici o comprera' la cara e vecchia Enciclopedia Britannica,- non so se si venda ancora- come si diceva un tempo, per acculturarsi. Anche le lettere a un quotidiano o a una rivista sono necessariamente brevi , 1) perchè sennò non le legge nessuno, 2) per mancanza di spazio.La necessità di sintesi non riguarda solo i forum, ma anche i giornali, come vedi.Molti giornali on-line specificano di quante lettere, al massimo, deve essere formato un post, sennò non riescono a pubblicarli tutti, e dalle 23 alle 7 chiudono e quindi è ancora peggio di qui.La domenica poi i coniugi non lavorano e spazzano la casa, hanno tanti lavori in arretrato, l'orto, il giardino, il cane, e certo 10 paginoni di forum non invogliano. I piu' giovani , la domenica, studiano Dante, o leggono i commenti del Fubini, taluni vanno dal parrucchiere, come vedi le incombenze sono tante, cerchiamo di essere brevi, ce lo diceva anche Cesare.
Ciao.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Mastro Titta il Gio Apr 07, 2016 11:24 am

A me questa storia della tesi, antitesi e sintesi ricorda troppo Hegel, il più antipatico tra i filosofi (ancor più di Nietzsche che, almeno, essendo pazzo e dominato da una sorella protonazista, un po' di simpatia riesce a strapparmela). Ma "bando alle ciance!" come diceva Agostino, e parliamo di cose serie. Volevo andare a Milano per vedere il cenacolo leonardiano. Non ci crederete, ma ci sono prenotazioni sino a settembre! Impossibile avvicinarsi al capolavoro reso famoso da Dan Brown e dal suo codice (confessate, prima del libro, anzi prima di aver visto il film, chi di voi conosceva Leonardo?). Incredibile: l'ignoranza ancora non spadroneggia nel mondo! Esistono ancora malconsigliati figuri che vanno alle mostre, frequentano nottetempo i teatri e spacciano libri, spesso persino puri e non tagliati da insulse illustrazioni e, sopratutto ...si prenotano ai musei. La malapianta della cultura ancora alligna tra di noi e la totale liberazione non appare prossima. Eppure, la scuola è stata emendata: trovare ancora un insegnante che abbia una qualche vaga idea di quello che insegna è rarissimo; di solito passano il loro tempo a scambiarsi vicendevolmente allievi da tenere a lezione privata, ovviamente senza ricevuta fiscale. La scuola, pertanto, non è responsabile. Chi diavolo diffonderà ancora cultura? La chiesa ormai diffonde solo scandali e Papa Francesco è certamente il migliore di tutti ma parla, giustamente, come mangia: attentissimo a non sembrare un teologo o un professore universitario (di quelli di una volta). La famiglia? Ma non era stata abolita? Ormai, tutto è "famiglia". Due uomini, due donne, un uomo e una donna, un uomo e due donne, due suocere e un genero, una donna, tre bambini e un cane, insomma le combinazioni sono infinite. Non credo proprio che sia la famiglia la responsabile di questo rigurgito di cultura.

Ormai, più ci penso e più mi convinco che la cultura italiana sia stata salvata dalla Scuola di Formazione Quadri del Partito Democratico e, in particolare, dalla sua versione fiorentina della Leopolda. Così mi hanno ordinato di scrivere e così scrivo.  So bene che Athos non sarà d'accordo ma aspetta che Renzi diventi finalmente "l'uomo solo al comando" e vedrai poi come lo metto in riga!
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Messaggio Da Athos il Gio Apr 07, 2016 2:06 pm

tessa ha scritto: Anche le lettere a un quotidiano o a una rivista sono necessariamente brevi , 1) perchè sennò non le legge nessuno, 2) per mancanza di spazio.La necessità di sintesi non riguarda solo i forum, ma anche i giornali, come vedi.Molti giornali on-line specificano di quante lettere, al massimo, deve essere formato un post, sennò non riescono a pubblicarli tutti, e dalle 23 alle 7 chiudono e quindi è ancora peggio di qui.La domenica poi i coniugi non lavorano e spazzano la casa, hanno tanti lavori in arretrato, l'orto, il giardino, il cane, e certo 10 paginoni di forum non invogliano.

Sull'argomento  "brevità nei forum" preferisco non calcare la mano in chiave polemica, e tu sai bene perché.

E' vero, in molti luoghi del web si fissano misure piuttosto ristrette per gli interventi del cosiddetto "pubblico".
Anche nei moduli dell'anagrafe e in quelli bancari lo spazio riservato per scrivere è abbastanza ridotto: per gli "utenti" è meglio non avere doppi nomi di battesimo o cognomi fantozziani, come Ludovica Mazzanti Vien dal Mare o Linda Splendore Zoccoletti Fraschi, e non abitare a Castellammare di Stabia -Frazione Case Nuove.


Ma appunto per questo esistono tipi diversi di luoghi telematici; twitter non è Facebook, e un forum non è né twitter, né FB, né un modulo bancario.
Chi intende un forum come una chat, meglio che s'iscriva a una chat.
Se le coppie sposate la domenica fanno giardinaggio, non si collegano al forum, quindi non c'è ragione di considerarle - e tanto meno considerarle come parametri di misura per i nostri post.
Mi risulta, per altro, che molte persone che curano l'orto, spaccano la legna e spulciano il cane, traggono da queste loro attività interessantissimi spunti per scrivere i loro post più avvincenti sui forum, che noi tutti leggiamo con avidità e gratitudine.
Nei casi più fortunati, i lavori agricoli e domestici procurano strappi muscolari, ferite e fratture, e la partecipazione forumistica diventa allora quanto mai densa di pathos.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Gio Apr 07, 2016 2:42 pm

Mastro Titta ha scritto:Sii sereno...e scrivi di politica ...dovo lo trovo un avversario di sinistra convinto, in questo mondo di agnostici, celebrolesi, progressisti da salotto che mi tocca affrontare nella quotidianità non forumistica?

Ormai, più ci penso e più mi convinco che la cultura italiana sia stata salvata dalla Scuola di Formazione Quadri del Partito Democratico e, in particolare, dalla sua versione fiorentina della Leopolda. Così mi hanno ordinato di scrivere e così scrivo.

In attsea di una (improbabile) trattazione storico-politica su destra e sinistra, mi limito a questa osservazione, che ha il sapore di una premessa.

Come nella più classica delle tradizioni vigenti da ormai vent'anni di epoca berlusconiana, tu parli come se l'Italia sia stata e fosse tuttora dominata e caratterizzata dalla sinistra, sia da un punto di vista elettorale, sia soprattutto nella cultura diffusa, sociale e individuale.
Il nostro era un paese intimamente fascista, ancora prima che il regime mussoliniano ne coagulasse alcune caratteristiche e le facesse diventare istituzionali.
Il nostro è anche il paese della mafia e della camorra, della mancanza di etica pubblica, del capitalismo familistico e di relazione, e del clericalismo bigotto.
Questo paese è stato governato, nella sua versione repubblicana, da una DC che ha ereditato la gran parte di quel popolo (elettore) che aveva sostenuto Mussolini e il suo regime.
L'ipocrisia, il disinteresse per la politica, l'agnosticismo etico della maggioranza degli italiani è tipicamente fascio-popolare e democristiano.

E' vero, alcuni di questi italiani voltagabbana, spocchiosi, violenti, hanno militato anche nella sinistra - quella del PCI e PSI, attratti dalla connotazione autoritaria che proveniva dal cominternismo stalinista - fascio-stalinisti essi stessi personalmente, ne ho conosciuti diversi nel PCI.
Ma non è questa la sinistra che, in Italia e in Europa, ha costruito le moderne democrazie, e le ha difese.

L'Italia è un paese di destra.
Questa Italia che tanto non ti piace, caro Titta, è un paese di destra.
Io di cerebrolesi di sinistra, socialisti e comunisti del PCI, non ne ho mai conosciuti: molti degni di critica, ma mai nessuno degno di questa definizione spregiativa.

Tuttavia, il mondo - e l'Italia con esso - è cambiato nei tempi più recenti.
La sinistra è stata sostituita da un partito che a mano a mano è andato cambiando i suoi connotati, e di sinistra non è più: il PD di Renzi è (e vuole essere) una nuova DC, e di conseguenza sta attirando sempre di più gente simile al vecchio elettorato DC, mentre si erode, si sfalda e scappa quello che è rimasto del "popolo intelligente" della sinistra, così definito da Pasolini.


Ultima modifica di Athos il Gio Apr 07, 2016 4:14 pm, modificato 1 volta
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da tessa il Gio Apr 07, 2016 3:15 pm

Mastro Titta

Caro MTitta,il tuo post ironico è difficile da gestire.

Dici che tesi ,antitesi, sintesi non ti piacciono, ma io ho parlato solo di analisi e sintesi.La sintesi è il metodo proprio della matematica, l'analisi della filosofia, anche se non sempre è cosi', col calcolo differenziale e integrale è sorta , alla fine del 600, l'analisi matematica.

Nietzsche non era pazzo, aveva solo la congiuntivite cronica, che allora non si curava, e che attacca cornea, iride, dicono fosse innamorato della sorella.Ne' la sorella e nè lui erano protonazisti, Nietzsche non aveva niente del nazista.

Io vidi il Cenacolo a Milano in un gelido novembre, si moriva dal freddo, prima di Dan Brown.La Galleria Borghese a Roma ha prenotazioni di un anno.

Una nota:neanche a me, come ad Athos , è piaciuta la definizione orrenda di cerebroleso, sia questi di sinistra, di destra, di centro, del nord e del sud del mondo. Molti di noi, in famiglia, abbiamo avuto cerebrolesi, dopo un ictus, e sappiamo cosa significhi e quanto si soffra.
Ciao
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Mastro Titta il Gio Apr 07, 2016 5:43 pm

Athos ha scritto:

L'Italia è un paese di destra.
Questa Italia che tanto non ti piace, caro Titta, è un paese di destra.
Allora non mi piace la destra. Non ne faccio una questione di collocazione ideologica. Un cretino per me è un cretino e lo rimane persino se, per coincidenza, su qualche punto la dovesse pensare esattamente come me. M.T.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Gio Apr 07, 2016 10:02 pm

Mastro Titta ha scritto:Allora non mi piace la destra. Non ne faccio una questione di collocazione ideologica. Un cretino per me è un cretino e lo rimane persino se, per coincidenza, su qualche punto la dovesse pensare esattamente come me.

Certo è apprezzabile questa scarsa condiscendenza verso la categoria dei cretini, e la vigilanza contro il rischio che inavvertitamnte la cretinaggine possa lambire la tua stessa persona: la battuta che circolava, non ricordo chi ne fosse l'autore, nel momento più fiero del berlusconismo, era "non temo tanto Berlusconi in sé, quanto il Berlusconi che è in me".
Una cautela che sarebbe salutare per tutti noi.
Un'attenzione questa che mi ha, per altro, sempre aiutato a capire la psicologia della gente di destra, riconoscendone i segni anche dentro me stesso.

Però, se si parla di politica - come in effetti noi stavamo parlando, sia pure con leggerezza - bisogna evadere dal piano della psicologia, senza per questo accedere necessariamnte a quello dell'ideologia: proprio per rimanere nella leggerezza, possiamo parlare dei giudizi e dei comportamenti visibili, e dei pensieri espressi in forma ordinaria nell'ambito sociale, lavorativo, familiare, e delle scelte elettorali, e delle obiezioni di coscienza di fronte alle diverse evenienze che la cronaca ci propone.
La politica, vista al livello dell'individuo, come noi ci stavamo predisponendo a fare, appartiene allo stesso ambito dei sentimenti e dei comportamenti: derivano dal profondo e hanno effetti nel pratico, ma non si identificano né con l'uno, né con l'altro.
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da tessa il Ven Apr 08, 2016 12:19 am

Rom, MT.

Vedo che siete molto interessati al cretinismo.In clinica per cretinismo intendiamo gli effetti della mancanza di iodio in un organismo in via di sviluppo, esso si associa al gozzo e come ci insegnava il professore, tutti i gozzuti sono cretini, ma purtroppo non tutti i cretini sono gozzuti. Il meccanismo di formazione del gozzo in un ipotiroideo è complesso, è dovuto a una iperstimolazione da parte del TSH (ormone che stimola la tiroide) su una ghiandola che riesce a captare poco iodio perchè non ve ne è a sufficienza nel sangue, per cui si ipertrofizza. Ora nei rubinetti di Roma sciolgono fin troppo iodio
.
Cretino inoltre deriva da cristiano, che un tempo appariva imbelle con questo sorriso angelico sul volto perennemente stampato. Abbiamo accettato, senza replicare, questo gentile epiteto.

Uno dei piu' grandi scrittori in lingua romanza d'oil- altro che cretino, anche se si chiamava Cristiano-  fu Chretien de Troyes che scrisse il Perceval e Yvan au le chevalier au Lion.E' il piu' grande poeta del ciclo bretone che tratta le leggende di Brettagna, e possiamo dire concluso con lui il medioevo in Europa.

Sento dire che da qualche anno c'è una grande ignoranza di ritorno, ma noi ignoranti non lo siamo mai stati, noi coi trittici di Gentile da Fabriano, e il Decameron,  e gli affreschi del Cavallini ignoranti non potevamo esserlo, forse questo momento è l'inizio dell'ignoranza in Italia.

Si finisce inevitabilmente di parlare di politica, di democrazia, politica da politikos( che appartiene al cittadino) ,democrazia da demos, che significa 1) popolo ( e questo lo sanno tutti) e 2) una piccola suddivisione del territorio antico dell'Attica, governato dal comarca( e questo lo so solo io e qualche altro iniziato, mi spiace per voi...), mentre la polis è retta dagli Arconti, Arconte Basileus, Arconte Eponimo, Arconte Polemarco.L'Attica non è comunque molto estesa, la' sotto l'Eubea, non è il Peloponneso. Alla lotta politica pensero' domani.
 Signori...
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Re: Homo semper novus sed in more maiorum.

Messaggio Da Athos il Ven Apr 08, 2016 9:45 am

tessa ha scritto:Rom, MT.
Vedo che siete molto interessati al cretinismo.

Grazie di avermi dato del Rom

Confesso, però, di non avere tutto questo interesse verso questa categoria, i cretini, ammesso che sia una vera e propria categoria.
E penso che anche MT non sia tanto interessato: ha soltanto usato quella parola, io ho raccolto il suo discorso nel modo più semplice, senza obiettare sui termini.

Tu, che termine suggerisci, per descrivere quel certo tipo di persone?
Un termine da usare, ovviamnte, nel parlare corrente, non in quello specialistico, che tuttavia identifichi un tipo umano non particolarmente intelligente, e che a questo limite intellettuale (che in sé non sarebbe gravissimo, e poi anche arbitrario da affibbiare) aggiunge però un insopprimibile desiderio di intervenire fuori tempo e fuori luogo, specialmente su quello che non sa.
Ti voglio complicare il compito, però: dovresti escogitare un termine che sia valido anche per il sottotipo silenzioso - più furbo o solo più pigro - che interviene poco, ma quando lo fa si svela impacabilemnte nella sua vera natura.
Te lo voglio complicare ancora di una tacca: dev'essere una parola italiana - cioè, il caso vuole che questo 3D ce lo stiamo palleggiando tra romani, quindi avremmo una vasta gamma nella quale scegliere: troppo facile.
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Messaggio Da tessa il Ven Apr 08, 2016 3:21 pm

Mio caro Athos,
non mi sognerei mai di dare del cretino a qualcuno, a me non è concesso, me lo proibisce il Vangelo.
Ciao
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Messaggio Da Athos il Ven Apr 08, 2016 3:51 pm

tessa ha scritto:Mio caro Athos,
non mi sognerei mai di dare del cretino a qualcuno, a me non è concesso, me lo proibisce il Vangelo.
Ciao
Eh no, però.
Se il cretinismo è una questione di mancanza di jodio, non credo che c'entri il Vangelo.

Io ti chiedevo un aiuto, per me e anche per Titta, quando mi e ci capitasse di avere a che fare con persone del genere che ho descritto nel mio post: come si può chiamarle, con quale parola?
Tu, lo so - lo sanno tutti coloro che ti conoscono nei forum da qualche anno - sei molto più educata e più buona di me, e persone di quel genere le tratti con ammirevole pazienza e con evangelica delicatezza, cercando di incoraggiare invisibili possibilità di redenzione.

Io mi limito alla pazienza, e spesso al silenzio, nella maggior parte dei casi, sia nei forum, sia nella vita quotidiana.
Ma qualche volta è inevitabile usare un appellativo, sia pure senza cattiveria.
E la parola "cretino" non è un granché, ha un quid di infantile, e in certi casi rischia di mostrare soltanto la nostra (sacrosanta) irritazione.
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