C'era una volta ...

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Messaggio Da Athos il Lun Mar 14, 2016 11:23 am

C'era una volta una generazione che, dopo la guerra più devastante della storia, si chiedeva come fosse stato possibile che un'Europa civilissima avesse potuto arrivare a quel punto.
Una generazione che sui banchi di scuola leggeva di Goethe e di Voltaire, di Balzac e di Mazzini, anche se aveva solo pochi accenni a Gramsci e Russell, a Pound e a Pavese, vedeva bene che l'800 e i primi anni del XX secolo avevano dato una coscienza storica diffusa, mai esistita prima.
"Coscienza critica" e non più soltanto "conoscenza erudita", patrimonio di classi privilegiate: questo era stato il ruolo e la conseguenza più importante dellla sinistra, sia liberale, sia soprattutto socialista.
Com'erano stati possibili Weimar e il nazismo, e le leggi razziali mussoliniane, e il franchismo, nella civilissima Europa, si chiedeva quella generazione.
Si chiedeva anche come fosse stato possibile che il nazismo, e i suoi derivati, avessero trovato ascolto e simpatie, e miope acquiescienza, anche in quei paesi, come gli USA e la Gran Bretagna, la Francia e l'Olanda, la Svezia e la Norvegia, che sarebbero diventati poi i suoi nemici: c'era la risposta, di matrice marxista, imperniata sul capitalismo e l'imperialismo, certo, che però si soffermava sul "cosa" e assi meno sul "come" e sul "quanto", che venivano derubricati nella categoria delle umane pulsioni e della sovrastruttura culturale. Un limite permanente della sinistra, ormai lo sappiamo.

Oggi abbiamo la possibilità di vedere in diretta come possa succedere, e ripetersi, lo stesso fenomeno, apparentemente inspiegabile. Anzi, ancora più inspiegabile, in un mondo che ha conoscenza e coscienza a portata di Wiki, basta un click.
Di nuovo fili spinati, lager, pogrom, violenze e genocidi, nell'indifferenza generale, con l'accompagnamento della realpolitik, mentre nel salone delle feste del Titanic si balla e nelle cabine si fa l'amore, come segno di libertà.
Anche oggi sono i giovani cuori ardenti, o almeno pulsanti, quelli che si lasciano attrarre dal fascino delle croci e delle mezzelune uncinate, e dall'uso più perverso di un pronome per altri versi bellissimo: noi - Gott mit uns.



Domenica, 1° settembre del '39, i berlinesi che passeggiavano per le strade piene di sole, videro passare le trupppe dirette verso il confine polacco. Sorrisero, si guardarono incuriositi, poi continuarono a entrare ed uscire dalle botteghe di delicatessen.

Athos

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da tessa il Lun Mar 14, 2016 1:54 pm

Athos.

E perchè non ce lo dici tu, come cio' sia stato possibile nell'Europa di Kant e di Voltaire?Quasi tutti i giorni in TV chiamano storici per spiegare il perchè del razzismo,ma non spiegano il perchè, fanno un riassunto storico, io non ne so granchè, come tu spesso mi deridi ho i mei vezzosi (perchè lo chiamo vezzosi?)studi scientifici alle spalle. Quasi noi tutti abbiamo avuto amici ebrei al ginnasio, al liceo, all'università, li abbiamo trovati moto garbati e colti.Nei loro ambulatori e negozi si chiude il venerdi' 2 ore prima del tramonto perchè devono trovarsi a casa per il Shabbat,e noi non abbiamo riti , i supermercati aperti la domenica, la Pasqua e il Natale ridotti a un'abbuffata pazzesca, non so se sia questo lo stato laico. Ho notato ancora molto antisemitismo in giro, tuttora, i preti che frequento sono avvelenati con le alte gerarchie che propugnano l'ecumenismo, e poi con con l'ingresso del musulmani in Italia, con la nostra societa' liquida e liquefatta e soprattutto per il riavvicinamento del Papa agli Ebrei che lo costrigono a rivedere le impostazioni teologiche della chiesa,perchè fino al tempo della Shoah la chiesa diceva che gli ebrei non avrebbero avuto mai una madrepatria , e avrebbero errato sempre, perchè colpevoli dell'uccisione di Cristo. Ma ora hanno una madrepatria e devono spiegare teologicamente come cio' sia possibile.L'antisemitismo è ancora forte nella Chiesa cattolica.
Ma qui ci stiamo chiedendo come sia potuto accadere cio' in un'Europa civile.C'è chi cita Nietzsche con le sue idee sul super-uomo, ma no, il filosofo parla solo di arete' greca,qui.
Tutto il '900 andrebbe scisso in settori,e dovremmo discutere su ognuno di essi, in poche righe non si può dire tutto.
Caro Athos, spiegacelo tu , che hai aperto il 3D, da dove cominciamo?
Ciao
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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Athos il Lun Mar 14, 2016 5:25 pm

Intanto, cara Tessa, ti ringrazio di aver fatto la fatica di leggere e commentare il mio post.
Tuttavia, io non devo spiegare niente, non è questo il compito che si pone oggi a chi scrive qualcosa sulla storia del '900, specialmente in un contesto come questo, nel quale tutti conoscono bene sia i fatti, sia le tante e tante cose che sono state dette su quegli avvenimenti.
E se mai sarebbe stato il caso di chiedermelo senza fare riferimento ai "vezzosi" studi scientifici, che fu una definizione scherzosa da non prendere tanto sul serio, e che certo non impedirebbero comunque di elaborare risposte approfondite ed esaurienti su qualunque argomento.

Credo anche io di aver avuto molti compagni e amici ebrei, ma non sono sicuro della loro identità, perché non mi sono mai curato di chiedermi di quale etnia o religione fossero le persone che frequentavo. Escludo, comunque, che fossero tutti colti e garbati, in modo speciale.

Il mio accenno ai fatti del secolo scorso non si riferiva alla questione ebraica soltanto, ma tutta la serie di violenze, di eccidi e di discriminazioni che sono avvenuti nell'indifferenza generale.
Anzi, diciamo che di quel periodo intendevo soltanto ricordare i tratti generali ed essenziali, perché l'oggetto del mio post era il presente, e in particolare la tendenza del presente a sottovalutare o ignorare il "cuore di tenebra" che pervade le cronache.

Io preferisco non "dire" sempre e tutto per esteso, non sono un predicatore.
Io mi limito a suggerire, confidando nella riflessione di chi legge: il mondo, le situazioni della storia, sono troppo complessi per essere rinchiusi in una "tesi", e spesso una tesi viene rifiutata perché c'è un dettaglio, uno solo, che appare sgradito.

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da tessa il Lun Mar 14, 2016 7:26 pm

Athos.

Non si sottovaluta" il cuore di tenebra" che pervade le cronache, si sposta, si rimuove, perchè si è stanchi per la crisi economica, per le lotte politiche, si ha paura per il futuro dei figli per i quali non si vede un avvenire, e tutto cio' che accade viene spostato, negato per i motivi che ho detto prima.
La ripresa dell'antisemitismo è un fatto grave, e come puoi dire che non sapevi di che etnia fossero i tuoi amici?Un amico ebreo si riconosce, anche uno musulmano.
Ciao


Ultima modifica di tessa il Gio Mar 17, 2016 7:55 pm, modificato 1 volta
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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da afam il Lun Mar 14, 2016 8:42 pm

Direi che siamo di fronte ad un gravissimo "passo" all'indietro.

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Mastro Titta il Lun Mar 14, 2016 10:30 pm

Athos ha scritto:
Di nuovo fili spinati, lager, pogrom, violenze e genocidi, nell'indifferenza generale, con l'accompagnamento della realpolitik, mentre nel salone delle feste del Titanic si balla e nelle cabine si fa l'amore, come segno di libertà.
Le analogie storiche sono suggestive ma spesso fuorvianti. Credo che le situazioni odierne abbiano poche cose in comune con i drammi del "secolo breve". Ricondurre, ad esempio, le crescenti simpatie montanti in Europa verso il c.d. "populismo" più o meno destroide rischia di non far capire assolutamente nulla di quello che sta succedendo. In Germania, ad esempio, gli esperti del settore sostengono che i flussi elettorali che hanno fatto esplodere il movimento "Alternativa per la Germania" siano provenienti prevalentemente dalla classe operaia e dai ceti meno abbienti, i più preoccupati dal possibile espandersi della crisi economica e dalla presunta "invasione" di clandestini. Limitarsi a pensare queste posizioni in chiave ideologica ( "sta tornando il nazismo, possibile che non abbiamo imparato niente?") può risultare più anacronistico di voler scrivere con la penna d'oca.
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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Athos il Lun Mar 14, 2016 10:46 pm

tessa ha scritto:
Non si sottovaluta" il cuore di tenebra" che pervade le cronache, si sposta, si rimuove, perchè si è stanchi per la crisi economica, per le lotte politiche, si ha paura per il futuro dei figli per i quali non si vede un'avvenire, e tutto cio' che accade viene spostato, negato per i motivi che ho detto prima.
La ripresa dell'antisemitismo è un fatto grave, e come puoi dire che non sapevi di che etnia fossero i tuoi amici?Un amico ebreo si riconosce, anche uno musulmano.
Ciao

Un ebreo non si riconosce, io almeno non lo riconosco: se ha dei tratti distintivi, io non so quali siano, e se anche lo so, non ci penso e non me ne importa niente.
Tra l'altro, siamo in Italia, cioè un paese che ha una grande varietà di tratti somatici in comune sia coi celti sia con gli arabi e le etnie nordafricane e mediorientali, oltre ai normanni, i longobardi, gli albanesi e macedoni, e gli spagnoli.
Non vorrei apparire malizioso, ma sarebbe forse stato più facile e probabilmente inevitabile un riconoscimento, se fossi stato una donna.

Si sposta, si rimuove, si sottovaluta, è più o meno lo stesso.
Negli anni '20 e '30 la situazione di vita non era affatto migliore di quella attuale.
Io non ho detto che tutti "dovevano" vedere e prevedere: ho detto soltanto che non hanno visto e non hanno saputo giudicare.
C'è sempre un buon motivo per non riuscire a vedere o per vedere ciò che torna più comodo.

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Athos il Lun Mar 14, 2016 11:01 pm

Mastro Titta ha scritto:Le analogie storiche sono suggestive ma spesso fuorvianti. Credo che le situazioni odierne abbiano poche cose in comune con i drammi del "secolo breve". Ricondurre, ad esempio, le crescenti simpatie montanti in Europa verso il c.d. "populismo" più o meno destroide rischia di non far capire assolutamente nulla di quello che sta succedendo. In Germania, ad esempio, gli esperti del settore sostengono che i flussi elettorali che hanno fatto esplodere il movimento "Alternativa per la Germania" siano provenienti prevalentemente dalla classe operaia e dai ceti meno abbienti, i più preoccupati dal possibile espandersi della crisi economica e dalla presunta "invasione" di clandestini. Limitarsi a pensare queste posizioni in chiave ideologica ( "sta tornando il nazismo, possibile che non abbiamo imparato niente?") può risultare più anacronistico di voler scrivere con la penna d'oca.

L'ascesa e la vittoria elettorale del nazismo si basò principalmente sui malesseri dei ceti meno abbienti, oltre che sull'appoggio surrettizio dei grandi proprietari prussiani.
Anche il fascismo ebbe una sua base popolare, e non parlo di quella successiva, dovuta alla propaganda di regime.

In quello che io suggerisco come riflessione non c'è nulla, assolutamente nulla, di ideologico, se con questo termine si intende - come si usa intendere in tempi recenti - un atteggiamento mentale preconcettuoso, pronto ad affibbiare etichette a casaccio.
Trovo anzi che sia un preconcetto ideologico proprio l'uso indiscriminato delle etichette "chiave ideologica" e "anacronistico", che mi ricordano i renziani "gufi" e "rosiconi", che servono soltanto a scansare il merito del discorso.

Esauriti i convenevoli, faccio notare che nel mio post di apertura non si dice che si prospetta un ritorno del nazismo, con tanto di caporali coi baffetti, e pallidi Himmler capaci di organizare uno sterminio dietro l'altro, e di svenire quando capita di vederne di persona l'effetto: questo già succede, da quando esistono gli Stati Maggiori e gli Uffici Studio su base industriale, che fanno progetti in cui la vita umana e animale sono niente più che variabili da immettere nelle formule della "massima efficienza ed efficacia". 
Il senso del post era la coesistenza di civiltà e orrori, e l'incapacità sociale di leggere politicamente questi orrori e di vederli inconciliabili con il livello di civiltà che si crede di aver raggiunto.

La storia non si ripete mai uguale, e l'attualità in ogni tempo è sempre fatta di generali bravissimi a vincere la guerra precedente.

In materia di orrori e di assurdità socio-politiche, l'opinione pubblica attuale è condizionata dallo schematismo con il quale si è tramandata la storia del '900, che ha finito per essere rappresentata come una sorta di versione dark di Sturmtruppen: si tende a immaginare l'Europa degli anni '20 e '30 come una caserma in cui risuonano scarponi marcianti, e strade in bianco e nero dove sgattaiolano persone spaurite, e tribune dalle quali si lanciano orrende minacce contro l'umanità.
Una rappresentazione falsissima.
Fino a poco prima di dare inizio alla guerra, nel Reichstag i discorsi del Fuhrer erano un modello di buon senso pacifista.
Le strade erano a colori, ebbene sì, e la gioventù europea per le vie si spande e in cor s'allegra - a parte il periodo di crisi economica nera, ma insomma si canta e si suona anche a stomaco vuoto, carpe diem, com'è bella giovinezza che si fugge tuttavia.
Questo non significa che quando si canta e balla, subito dopo deve arrivare un ometto coi baffi che si mette a costruire lager col filo spinato.

Cosa significa, allora?
Ognuno può avere la propria idea, in merito.
Io, diciamo così, non ho simpatia per i muri e per i fili spinati, e per i lager.
I discorsi approfonditi seguono con l'intendenza

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Mastro Titta il Mar Mar 15, 2016 5:41 pm



Esauriti i convenevoli, faccio notare che nel mio post di apertura non si dice che si prospetta un ritorno del nazismo, con tanto di caporali coi baffetti
Il senso del post era....

Il forumismo è un modo del tutto particolare di dialogare. Un post vuole esprimere molti concetti, anche diversi, indicare direzioni ove condurre la discussione, suggerire alcune riflessioni e non altre...poi accade tutto il contrario. Perchè i post, una volta pubblicati, non ci appartengono più e ognuno può legittimamente farsi "prendere" da un profilo del nostro discorso che noi avevamo considerato irrilevante e non considerare affatto questioni che a noi apparivano essenziali.
Questo può indisporre, me ne rendo conto. Pertanto, se ti ho indisposto, caro Athos, mi spiace, non era la mia intenzione. Ma non posso garantirti che non accadrà più, perchè purtroppo o per fortuna ti garantisco il contrario; non può non riaccadere.
Approfitto delle poche righe che mi restano prima che un lettore medio di forum sospenda la lettura, per assicurarti che il mio concetto di visione ideologica è molto banale e simila a quello di Giorgio Gaber, espresso nella nota canzone che terminava con "basta"!
Con simpatia.
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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Athos il Mar Mar 15, 2016 10:54 pm

Mastro Titta ha scritto:Questo può indisporre, me ne rendo conto. Pertanto, se ti ho indisposto, caro Athos, mi spiace, non era la mia intenzione. Ma non posso garantirti che non accadrà più, perchè purtroppo o per fortuna ti garantisco il contrario; non può non riaccadere.
Approfitto delle poche righe che mi restano prima che un lettore medio di forum sospenda la lettura, per assicurarti che il mio concetto di visione ideologica è molto banale e simila a quello di Giorgio Gaber, espresso nella nota canzone che terminava con "basta"!

Ma va', Titta, macché indisposto.
Finalmente un po' di vita e di aria mossa, a me non piacciono i minuetti.
Se non fosse contrario al bon ton, da rispettare nei forum, sai bene che tante volte verrebbe da usare amichevolmente il termine "cazzata", per manifestare un nostro vicendevole, tiepido disappunto.
Che ci vogliamo formalizzzare per così poco?
Poi, tutto dipende: ci sono persone, forumisti, dai quali non sopporterei nemmeno un sospiro fuori ordinanza, e altri coi quali mi piace litigare.
Per esempio, Gaber: lo stimavo molto, un artista intelligente, ma quella canzone non mi ha mai convinto, sebbene manifestasse una mente da uomo libero e da acuto osservatore dei tempi.
Adesso che abbiamo rotto il ghiaccio, spero che potremo litigare sul serio, in una prossima volta.

Athos

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Re: C'era una volta ...

Messaggio Da Mastro Titta il Mer Mar 16, 2016 12:04 pm

Athos ha scritto:
Per esempio, Gaber: lo stimavo molto, un artista intelligente, ma quella canzone non mi ha mai convinto, sebbene manifestasse una mente da uomo libero e da acuto osservatore dei tempi.

Quella canzone manifestava un disagio comune a molte "persone libere". Non potevi mettere un certo capo d'abbigliamento per "non passare per compagno"; non potevi mettere un certo tipo di scarpe o di occhiali "per non passare per fascio", non potevi definirti "teista", senza passare per democristiano o, nel migliore dei casi, per nemico del caffè espresso. Insomma, un tormento. Diceva un grande giornalista: "E' inutile che tu decida di non interessarti di politica, è la politica che si interessa a te!". Appunto. Non è ora che cominci a farsi gli affari suoi?
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