Boldrini: «Dobbiamo arrivare ad un'Europa 2.0 che si chiama Stati Uniti d'Europa»

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Boldrini: «Dobbiamo arrivare ad un'Europa 2.0 che si chiama Stati Uniti d'Europa»

Messaggio Da Erasmus il Gio Set 03, 2015 3:51 am

Trascrivo più sotto l'e.mai (dalla mailing-list del MFE) che segnala i commenti della presidente della Camera Laura Boldrini da New York (dove, in ONU, sono in corso i lavori su "Unione Interparlamentare delle Nazioni Unite") alle drammatiche notizie sui migranti (ed in particolare sul blocco del loro ingresso in Ungheria provenendo dalla Serbia e sulle posizioni inglesi tendenti a discriminare i cittadini dell'UE negando a taluni sì e ad altri no il diritto di soggiorno in UK).
[Inciso: Ricordo che la Boldrini è stata portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i  rifugiati dal 1998 al 2012.]

La e.mail porta il link dell'articolo dedicato da "La Stampa" a tali commenti della Boldrini ed il link di un libro federalista del 2010. Questo  perché la Boldrini ha detto testualmente «Dobbiamo arrivare ad un'Europa 2.0 che si chiama Stati Uniti d'Europa» e  l'epiteto "Europa 2.0" per intendere il salto di qualità tra questa UE conferale e la sperata federazione europea viene proprio da quel libro nel quale, tra l'altro si dice:
«[...] I cittadini europei si trovano davanti ad una scelta: da una parte la chiusura identitaria e nazionalista che porta alla inevitabile decadenza della civiltà europea; dall'altra l'apertura cosmopolita e federalista che conduce al progetto di un'Europa "libera e unita" indicata nel Manifesto di Ventotene. Così come l’avvento dei blog, del web partecipato e dei social networks ha rivoluzionato la realtà e la stessa struttura di Internet – tanto da far parlare di un Web 2.0 –, allo stesso modo una rinnovata partecipazione dei cittadini e dei movimenti alla costruzione europea può rilanciare su nuove basi quel progetto di pace che è stato l’integrazione economica e politica del Vecchio continente. Si tratta dunque di ricomporre la “grande narrazione” dell’unità europea, questa volta partendo dal basso, attraverso una riflessione ed un impegno di nuovo tipo, che contribuisca a costruire una vera e propria Europa 2.0.»


Ecco il testo della detta e.mail: 
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«- Boldrini sui migranti: “Con i muri non si risolvono i problemi”, Editoriale de La Stampa, 1 settembre 2015

[...] Soluzione «Europa 2.0» 
 
La presidente della Camera rivolge quindi un appello ai partner europei, affinché facciano il necessario salto di qualità: «Dobbiamo arrivare ad una Europa 2.0 che si chiama Stati uniti d’Europa» dove il tema dell’immigrazione possa essere la cartina tornasole che ci porterà ad una nuova dimensione». In questo quadro è necessario che il mutato atteggiamento porti a una «condivisione reale del diritto di asilo». [...] 

Fonte: http://www.lastampa.it/2015/09/01/esteri/boldrini-sui-migranti-con-i-muri-non-si-risolvono-i-problemi-4BMriCDf8mygVWSgEn21sJ/pagina.html

- Quarta di copertina di "Europa 2.0 prospettive ed evoluzioni del sogno europeo", Nicola Vallinoto, Simone Vannuccini (a cura di) ombre corte, Verona 2010

[...] I cittadini europei si trovano davanti ad una scelta: da una parte la chiusura identitaria e nazionalista che porta alla inevitabile decadenza della civiltà europea; dall'altra l'apertura cosmopolita e federalista che conduce al progetto di un'Europa "libera e unita" indicata nel Manifesto di Ventotene. Così come l’avvento dei blog, del web partecipato e dei social networks ha rivoluzionato la realtà e la stessa struttura di Internet – tanto da far parlare di un Web 2.0 –, allo stesso modo una rinnovata partecipazione dei cittadini e dei movimenti alla costruzione europea può rilanciare su nuove basi quel progetto di pace che è stato l’integrazione economica e politica del Vecchio continente. Si tratta dunque di ricomporre la “grande narrazione” dell’unità europea, questa volta partendo dal basso, attraverso una riflessione ed un impegno di nuovo tipo, che contribuisca a costruire una vera e propria Europa 2.0.

Fonte: https://books.google.it/books?id=wXx_6wIKzD4C&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false »
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Ecco il testo dell'articolo di "La Stampa" sui commenti della Boldrini da New York.

Boldrini sui migranti: “Con i muri non si risolvono i problemi”
La presidente della Camera a New York per i lavori dell’Unione Interparlamentare delle Nazioni Unite ha parlato dell’emergenza profughi e del nodo immigrazione nella Ue




Francesco Semprini
NEW YORK
«Con i muri non si risolvono i problemi. L’Europa è un continente di riferimento, non perché ha costruito muri ma perché è stata patria del diritto, del rispetto della persona, e dell’economia sociale, e questo è il suo grande patrimonio». Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, commenta da New York la decisione dell’Ungheria di bloccare al confine con la Serbia il flusso di immigrati. E in merito alle istanze della Gran Bretagna sul nodo immigrazione avverte: «Si tratta di una proposta che mostra tutti i suoi limiti, perché se si è parte di un’Unione europea, ma si mette in discussione il diritto di soggiorno degli stessi europei, diventa tutto assai problematico».  
 
L’iniziativa Onu
Il tema dei migranti torna di prepotenza al Palazzo di Vetro, con l’accelerare della crisi dall’altra parte dell’Atlantico, e trova una sponda nella convocazione da parte del segretario generale, Ban Ki-moon, di una riunione di capi di Stato e di governo - prevista il 30 settembre, nell’ambito dei lavori della 70 esima Assemblea generale Onu - per trovare un approccio comune al dramma in atto. «E’ un segnale positivo, un segnale di attenzione da parte di Ban - prosegue Boldini a margine dei lavori della Conferenza Mondiale dei Presidenti dei Parlamenti, in cui rappresenta l’Italia -. E’ più utile essere uniti ed elaborare una politica condivisa non dimentichiamo che ad oggi la metà delle circa 400 mila domande di asilo sono state fatte in un solo Paese, la Germania». 
 
oluzione «Europa 2.0»  
La presidente della Camera rivolge quindi un appello ai partner europei, affinché facciano il necessario salto di qualità: «Dobbiamo arrivare ad una Europa 2.0 che si chiama Stati uniti d’Europa» dove il tema dell’immigrazione possa essere la cartina tornasole che ci porterà ad una nuova dimensione». In questo quadro è necessario che il mutato atteggiamento porti a una «condivisione reale del diritto di asilo». 
 
Omicidio di Catania
A chi le chiede un commento sull’omicidio dei coniugi in provincia di Catania, di cui il principale sospettato è un migrante ivoriano, dice: «Intanto esprimo il mio più profondo cordoglio per quello che è accaduto. Chi commette atti violenti deve risponderne davanti alla Giustizia, chiunque esso sia, la responsabilità penale è individuale». Al contempo però Boldrini sottolinea come «ci sono migranti che per sventare le rapine si fanno ammazzare», in relazione all’uccisione del cittadino ucraino mentre tentativo di fermare dei rapinatori in provincia di Napoli. «Anche questo va riconosciuto, dunque non la metterei sul piano della nazionalità». 
 
Nobel a Lampedusa
«Io penso che Lampedusa abbia fatto veramente tanto, tutto quello che poteva per accogliere e dare delle risposte, - avverte Boldrini commentando la proposta di conferire il Nobel per la pace all’isola e ai suoi abitanti -. La sindaca Giusi Nicolini è una donna che si è tanto spesa, e con lei tutti i cittadini, quindi mi sembra che deve essere dato loro un riconoscimento importante per quello che hanno fatto».  

La Casa Bianca chiede all’Ue una stretta sui trafficanti. 
 
«I trafficanti di esseri umani non sono in Europa, sono fuori, quindi ci vogliono accordi internazionali su vari livelli. avverte la presidente - Il punto è che quando in un Paese ci sono più autorità, come in Libia, il problema diventa molto più difficile. Ci auguriamo tutti che il lavoro dell’inviato Onu, Bernardino Leon porti ai risultati sperati». E sul rischio di infiltrazioni terroristiche, Boldrini conclude: «Non si deve escludere nulla a priori, bisogna essere vigili, avere la capacità di controllare. Dopodiché, se una persona vuole fare un atto terroristico, punta ad arrivare con certezza. Per mare questa certezza non ce l’ha».
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Messaggio Da Erasmus il Lun Set 14, 2015 6:28 pm

Non conosco il seguito di eventuali iniziative della presidente della Camera Laura Boldrin (dopo quella esternazione da New York) per spingere verso una vera federazione europea (che non potrà certo comprendere da subito tutta l'UE).
Ma che non sia rimasta con le mani in mano dopo quella sua dichiarazione da fwederalista europea lo si può immaginare da quel che sta succedendo alla Camera.
Ci sono ora 4 presidenti di Camere Parlamentari di quattro stati (dei Sei della CECA e prima CEE) sintonizzati sullo spingere verso una vera federazione europea:
• Laura Boldrin, presidente della Camera dei Deputati (Italia)
• Norbert Lammert, presidente del Budestag (Germania)
• Claude Bartolone, presidente dell'Assemblée Nationale (Francia)
• Mars Di Bartolomeo, presidente della Chambre des Députés (Lussemburgo).
I quattro hanno emesso una dichiarazione congiunta per un forte impegno per realizzare  realizzare davvero e finalmente gli "Stati Uniti d'Europa".
E il loro appello  (rivolto ovviamente a tutti i big della politica europea) parte da una solenne cerimonia a Montecitorio (segno della ... "primogenitura della Boldrin" nel mettere assieme i colleghi).

Inutile che prosegua io a commentare la notizia ed informare sui particolari.
Meglio leggere l'email (che ho ricevuto dalla Mailing-List del MFE) a proposito di questo evento.
La trascrivo di seguito.
[NB: il primo link rinvia al testo in italiano della dichiarazione congiunta.]
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http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/shadow_mostra/file_pdfs/000/024/057/Rome_Conference_on_Europe_Declaration_IT.pdf

Europa: impegno per un’Unione federale di Stati – il 14 alla Camera 
cerimonia per dichiarazione comune “Più integrazione europea: la strada 
da percorrere”. 

Un forte impegno a dare nuovo slancio all'integrazione politica 
europea, che potrebbe condurre ad una unione federale di Stati. E' 
questo il senso della Dichiarazione congiunta della Presidente della 
Camera dei deputati Laura Boldrini, del Presidente del Bundestag 
tedesco Norbert Lammert, del Presidente dell'Assemblée nationale 
francese Claude Bartolone e del Presidente della Chambre des Députés 
lussemburghese Mars Di Bartolomeo.

Il documento è stato sottoscritto dai quattro Presidenti in una 
cerimonia che si è tenuta oggi a partire dalle 12,40 a Roma, alla 
Camera dei deputati. Appena prima i firmatari erano stati ricevuti al 
Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale 
hanno illustrato la Dichiarazione.

A Palazzo Montecitorio, nella Sala della Regina, i Presidenti delle 
quattro Assemblee hanno letto - ciascuno nella propria lingua - parti 
della Dichiarazione che poihanno firmat. Gli interventi dei Presidenti 
sono stati intervallati dalla lettura di alcuni brani, da parte di 
studenti universitari, tratti dagli scritti di alcuni dei padri 
fondatori dell'Ue: Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer e 
Joseph Bech.

Ad aprire la cerimonia, il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa 
Cecilia che ha eseguito l'"Inno alla gioia" dalla Nona sinfonia di 
Beethoven. In chiusura, la pianista Gilda Buttà ha eseguito nuovamente 
l'Inno europeo nella trascrizione per solo pianoforte di Franz Liszt.

L'evento è stato trasmesso in diretta, a partire dalle ore 12.40, su 
Raitre e sulla webtv della Camera.

L'hastag dell'evento è #AllWeNeedIsMoreEu
http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/shadow_mostra/altro_file_pdfs/000/024/057/Rome_Conference_on_Europe_Declaration_EN.pdf

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Re: Boldrini: «Dobbiamo arrivare ad un'Europa 2.0 che si chiama Stati Uniti d'Europa»

Messaggio Da Epoch il Lun Set 14, 2015 10:34 pm

Ho già commentato altrove, ma ripeto anche qui: "Spero non rimangano belle parole scritte su fogli che svolazzano al vento".

Avevo già espresso il pensiero che la crisi che l'Europa sta vivendo, tra Paesi che innalzano muraglie ed altri che si trovano a dover decidere se salvare delle vite, infischiarsene totalmente o addirittura sparare per cacciare la gente serva almeno a far capire che non si può continuare ad andare in ordine sparso cone un gregge di pecore.

Spero davvero che qualche cosa cambi.

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Re: Boldrini: «Dobbiamo arrivare ad un'Europa 2.0 che si chiama Stati Uniti d'Europa»

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