Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

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Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Verci il Mer Lug 15, 2015 4:48 am

Adesso anche l'Italia ha paura. Perché l'incubo, che stanno vivendo in questi giorni i greci, potrebbe essere vissuto anche dagli italiani. 

L'ultimo allarme arriva dall'ennesima impennata del nostro debito pubblico. Nel mese di maggio ha toccato, in valore assoluto, i 2.218,2 miliardi. Dall'inizio dell'anno il balzo in avanti è stato di ben 83,3 miliardi di ben, pari al 3,9%. Cifre che allarmano non poco i tecnici della Banca d'Italia.

"Il debito era a quota 2.134,9 miliardi a fine 2014 - si legge nel supplemento finanza pubblica al bollettino statistico dell'istituto di via Nazionale - e raggiunge i 2.218,2 miliardi alla fine di maggio 2015". Nel solo mese di maggio il debito è cresciuto di 23,4 miliardi, oltre il fabbisogno (4,3 miliardi) per un aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, ma anche per il calo dell’euro e le condizioni di mercato sui bond (indicizzazioni ed emissioni). I dati pubblicati dalla Banca d'Italia non fanno dormire sonni tranquilli a Matteo Renzi che, mentre l'Unione europea si sgretola in Grecia, è volato in Africa. "Quello che stanno facendo con la Grecia, che è meno della Lombardia - lo avverte il leader della Lega Nord, Matteo Salvini - un domani lo faranno all’Italia, che non è la Grecia, cha ha un’industria ben più sviluppata, un artigianato ben più sviluppato, che ha dei beni preziosi come Enel, Eni, Fincantieri, Finmeccanica, che a qualcuno fanno gola".

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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Epoch il Mer Lug 15, 2015 8:25 am

Mah....
Renzi ha detto "Popolo Italiano! Stai sereno!"

Io intanto mi sto grattando...
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Mastro Titta il Mer Lug 15, 2015 8:55 am

Riporto senza commenti quanto scrive il Financial Times e compendiato nel "Messaggero" di oggi 15 luglio:

"L'euro ha funzionato bene per la Germania, ma per l'Italia è stato un disastro economico totale. Se il Paese (l'Italia) é nell'eurozona non è certo per i benefici economici, bensì per poter essere parte del progetto più ambizioso di integrazione europea intrapreso fino ad oggi. E' quanto scrive Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times in un duro pezzo di commento sull'accordo raggiunto sulla Grecia in cui sottolinea come questo abbia "demolito l'idea di un'unione monetaria come passo verso un'unione politica". La zona Euro è diventata "un sistema tossico di cambio fisso" gestito "nell'interesse della Germania" attraverso le minacce "a coloro che sfidano l'ordine prevalente", come dimostrato dal fatto che nel fine settimana è stato ipotizzato un meccanismo di uscita temporanea dall'euro, una "proposta pazza" che tornerà sul tavolo per chiunque violi le regole. La stessa dinamica si era già verificata negli anni '90 con lo SME, diventato una "coalizione di paesi desiderosi di aggiustare le loro economie a quella della Germania" da cui Italia e Gran Bretagna uscirono. Ma l'euro come "progetto utilitaristico" non funzionerà. L'Italia, secondo Munchau, "non ha visto pressoché alcuna crescita della produttività dalla nascita dell'euro nel 1999. Se fosse solo per l'assenza di riforme strutturali, come mai prima cresceva?
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Condor il Gio Lug 16, 2015 8:06 pm

Mastro Titta ha scritto:Riporto senza commenti quanto scrive il Financial Times e compendiato nel "Messaggero" di oggi 15 luglio:

"L'euro ha funzionato bene per la Germania, ma per l'Italia è stato un disastro economico totale. Se il Paese (l'Italia) é nell'eurozona non è certo per i benefici economici, bensì per poter essere parte del progetto più ambizioso di integrazione europea intrapreso fino ad oggi. E' quanto scrive Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times in un duro pezzo di commento sull'accordo raggiunto sulla Grecia in cui sottolinea come questo abbia "demolito l'idea di un'unione monetaria come passo verso un'unione politica". La zona Euro è diventata "un sistema tossico di cambio fisso" gestito "nell'interesse della Germania" attraverso le minacce "a coloro che sfidano l'ordine prevalente", come dimostrato dal fatto che nel fine settimana è stato ipotizzato un meccanismo di uscita temporanea dall'euro, una "proposta pazza" che tornerà sul tavolo per chiunque violi le regole. La stessa dinamica si era già verificata negli anni '90 con lo SME, diventato una "coalizione di paesi desiderosi di aggiustare le loro economie a quella della Germania" da cui Italia e Gran Bretagna uscirono. Ma l'euro come "progetto utilitaristico" non funzionerà. L'Italia, secondo Munchau, "non ha visto pressoché alcuna crescita della produttività dalla nascita dell'euro nel 1999. Se fosse solo per l'assenza di riforme strutturali, come mai prima cresceva?
Cristiana Marconi, il "Messaggero" di Roma
Le aziende italiane o pagano imposte (per aggiustare i conti delle banche in difficoltà, soprattutto tedesche e francesi) o creano investimenti e sviluppo, quindi quella tanto sbandierata crescita.
La Germania se n'è infischiata della crescita dell'Italia e ha obbligato al servo dei teutonici: Napolitano, la nomina al governo di un ubbidiente Mario Monti che ha imposto perfino l'IMU sui macchinari necessari alle aziende per le produzioni.
L'Italia è crollata sotto il peso della tassazione, giustificata come lotta all'evasione fiscale.
Se la tassazione continua a impoverire il nostro paese e non si intraprende una discussione in ambito UE di armonizzare le politiche fiscali e finanziarie, uniche e uguali per tutti gli stati dell'Unione, io, se referendum per l'uscita dall'Euro ci sarà, voterò per l'uscita dell'Italia dalla moneta unica.
Meglio affrontare subito il peggio, poi vedremo se anche i tedeschi e i francesi non ne usciranno con qualche osso rotto.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Epoch il Ven Lug 17, 2015 7:46 am

Se il problema dell'Italia è la tassazione, uscendo dall'Euro, solo uno sprovveduto può pensare che la cosa migliorerà...
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Mastro Titta il Ven Lug 17, 2015 9:46 am

Epoch ha scritto:Se il problema dell'Italia è la tassazione, uscendo dall'Euro, solo uno sprovveduto può pensare che la cosa migliorerà...

Parlare di avveduti o sprovveduti, in realtà, non ha molto senso. In definitiva, infatti, nessuno sa con esattezza cosa accadrebbe da una uscita dall'euro. Uno dei motivi per cui non lo sappiamo è che un provvedimento quale l'uscita dalla eurozona non può assolutamente verificarsi in modo isolato. Quali altri elementi lo accompagnerebbero? Saperlo non è secondario....
In primo luogo, a mio parere (che non è detto sia quello del popolo italiano), una uscita dall'euro sarebbe inutile o perfino dannosa senza una denuncia del debito. Il debito pubblico aumenta costantemente nonostante la politica di austerità perché il suo incremento non ha origine nei comportamenti degli italiani spendaccioni (come anche molti nostri connazionali vanno stupidamente ripetendo) ma perché siamo costretti a pagare tassi usurai di interesse. Uscire dall'euro e mantenere in euro i nostri debiti, sarebbe una follia. Una eventuale uscita non potrebbe che essere accompagnata da un disconoscimento del debito o, quanto meno, ad una sua conversione in lire italiane. Il debito è il vero problema. Il resto sono chiacchiere.
Inutile poi dire che non è possibile uscire dall'euro senza contestualmente nazionalizzare le banche: gli usurai, che controllano il credito internazionale, ci stritolerebbero. Come hanno (quasi) fatto con la Grecia, appena resi pubblici i risultati del referendum. Ma nazionalizzare le banche (e temo non solo le banche) ci porterebbe fuori non solo dall'euro ma anche dalla U.E. Insomma, è una strada difficile. Per questo gli usurai godono. Sanno che cedere e pagare è molto più facile che ribellarsi.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Epoch il Ven Lug 17, 2015 9:51 am

L'unica vera strada da percorrere è quella che deve portare alla Federazione.
Moneta Unica, Leggi Uniche, Europa Unica.

Perché purtroppo l'Italia di risorse sue non ne ha, e se si percorre la strada di passare alla "lira", disconoscere in parte o in toto il debito, convertire quello che si vuole in "lire", prima o poi con l'estero ci devi a che fare.

Acquisto di Petrolio prima di tutto. Gas Naturale, materie prime.

Una volta eravamo i ferraioli dell'Europa, raccattavamo i rottami di ferro per tutta europa e con le acciaierie ne producevamo di nuovo... Io mi ricordo i treni carichi di rottami che entravano dalla Francia, decine e decine di treni al gg. Materia prima in cambio di altra materia prima in uscita, acquistata come le noccioline e rivenduta come tartufi.


Oggi non è più così...

Per questo credo che non sarebbe una saggia scelta.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Condor il Ven Lug 17, 2015 5:16 pm

Epoch ha scritto:Se il problema dell'Italia è la tassazione, uscendo dall'Euro, solo uno sprovveduto può pensare che la cosa migliorerà...
Uno sprovveduto non avrebbe concluso il proprio messaggio con: Meglio affrontare subito il peggio; ciò implica che si è perfettamente coscienti di cosa potrebbe accadere a uno Stato che decidesse l'uscita dall'Eurozona, ma neanche si può essere accecati da fondamentalismo euratico e non vedere che la copertura del debito pubblico è assoggettata a un interesse usuraio solamente per alcuni stati dell'Eurozona, interessi che famiglie e imprese pagano con imposizioni fiscali che inesorabilmente portano all'impoverimento dell'intero sistema economico. 
Se abbiamo una bandiera europea di un unico colore per tutti gli stati, quella delle politiche fiscali e finanziarie non può essere un arcobaleno di colori.

Se la tassazione continua a impoverire il nostro paese e non si intraprende una discussione in ambito UE di armonizzare le politiche fiscali e finanziarie, uniche e uguali per tutti gli stati dell'Unione, io, se referendum per l'uscita dall'Euro ci sarà, voterò per l'uscita dell'Italia dalla moneta unica.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Rossoverde il Sab Lug 18, 2015 3:43 pm

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/07/15/grecia-alexis-tsipras-alla-prova-in-parlamento.-europa-ue_3e6ec9c1-e0c6-4446-b69c-5eb69e8f3a08.html

...Intanto una certezza c'è già: il prestito ponte da 7 miliardi di euro è cosa fatta, quindi Atene riuscirà a rimborsare sia gli arretrati del Fmi che la scadenza di 4,2 miliardi alla Bce lunedì...

e come si vede quasi un 8% , 7 mld di euro, già se ne vanno per pagare arretrati...
non so se veramente alla fine i greci riusciranno a venirne fuori.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Verci il Sab Lug 18, 2015 9:42 pm

Rossoverde ha scritto:http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/07/15/grecia-alexis-tsipras-alla-prova-in-parlamento.-europa-ue_3e6ec9c1-e0c6-4446-b69c-5eb69e8f3a08.html

...Intanto una certezza c'è già: il prestito ponte da 7 miliardi di euro è cosa fatta, quindi Atene riuscirà a rimborsare sia gli arretrati del Fmi che la scadenza di 4,2 miliardi alla Bce lunedì...

e come si vede quasi un 8% , 7 mld di euro, già se ne vanno per pagare arretrati...
non so se veramente alla fine i greci riusciranno a venirne fuori.
Pagare debiti facendo nuovi debiti.... E' chiaro che prima o poi ci dovrà essere una cancellazione parziale del debito...
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Epoch il Lun Lug 20, 2015 7:52 pm

Intanto noi In italia possiamo permetterci di cancellare delle tasse. Vedi l'IMU...

Però questa notizia (Iva sulle Accise) devo dire che non mi dispiace troppo... 

Anche sencono me, la "tassa sulle tasse", cioé l'iva sulle Accise, è una delle più grandi bestialità che possano esistere. Dove sta il "valore aggiunto" delle tasse??

Certo è che eliminare qualsiasi entrata ora, con le "uscite" che aumentano al passo di carica è molto difficile.

Per questo Bisogna fare di tutto per avere un mercato ed una legislazione economico-finanziaria davvero comune a tutti.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da ART- il Mer Lug 29, 2015 11:57 pm

Condor ha scritto:Uno sprovveduto non avrebbe concluso il proprio messaggio con: Meglio affrontare subito il peggio; ciò implica che si è perfettamente coscienti di cosa potrebbe accadere a uno Stato che decidesse l'uscita dall'Eurozona, ma neanche si può essere accecati da fondamentalismo euratico e non vedere che la copertura del debito pubblico è assoggettata a un interesse usuraio solamente per alcuni stati dell'Eurozona, interessi che famiglie e imprese pagano con imposizioni fiscali che inesorabilmente portano all'impoverimento dell'intero sistema economico. 
Se abbiamo una bandiera europea di un unico colore per tutti gli stati, quella delle politiche fiscali e finanziarie non può essere un arcobaleno di colori.

Se
la tassazione continua a impoverire il nostro paese e non si intraprende una discussione in ambito UE di armonizzare le politiche fiscali e finanziarie, uniche e uguali per tutti gli stati dell'Unione, io, se referendum per l'uscita dall'Euro ci sarà, voterò per l'uscita dell'Italia dalla moneta unica.

A parte che il problema non è la tassazione in sè ma come sei arrivato ad avere una tassazione e un debito pubblico così assurdi come quelli italiani (non certo decisi dall'Euro o dall' "Europa") e come funziona il tuo sistema economico e amministrativo (quello italiano fa vomitare non certo per colpa dell'Euro o dell' "Europa", o sbaglio?) è un po' come dire che se pensi di non riuscire a salvarti amputandoti un braccio allora forse ti salverai "affrontando il peggio" e amputandoti tutta la parte inferiore del corpo, dividendoti in due pezzi.

Ma vedo che addirittura siamo arrivati alle accuse di "fondamentalismo euratico"... pensa un po'. No, è semplice applicazione della logica: pensare che fuori dall'unione monetaria staremo se non bene almeno meglio di prima pur senza le armonizzazioni fiscali e finanziarie che tu stesso citi è (scusa la volgarità) una caxxata totale: non so se hai mai fatto caso a questo piccolo particolare, ma l'uscita dall'unione monetaria come presunta soluzione ai problemi è esattamente quello che sostengono a tutta forza i Salvini e le Le Pen  ( ) in giro per l'Europa. Che strana coincidenza, eh??
In realtà non è affatto una coincidenza: non bisogna essere dei geni per capire che quella è la strada per arrivare alla LORO Europa: ecco cosa ci aspetta in caso di fallimento !


Ultima modifica di ART- il Gio Lug 30, 2015 1:31 am, modificato 2 volte
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da ART- il Gio Lug 30, 2015 1:14 am

Verci ha scritto:"Quello che stanno facendo con la Grecia, che è meno della Lombardia - lo avverte il leader della Lega Nord, Matteo Salvini - un domani lo faranno all’Italia, che non è la Grecia, cha ha un’industria ben più sviluppata, un artigianato ben più sviluppato, che ha dei beni preziosi come Enel, Eni, Fincantieri, Finmeccanica, che a qualcuno fanno gola".

Purtroppo per il nostro *********** la Grecia per ora resiste, in Italia sta cominciando un po' di ripresa economica, in Spagna la ripresa è già ben avviata anche se la disoccupazione rimane alta: per rastrellare voti con catastrofi e terrorismo psicologico resta solo l'immigrazione. Sarà dura ma i camerati non demordono. SIEG HEIL!


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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da ART- il Dom Ago 02, 2015 6:22 pm

Mastro Titta ha scritto:Riporto senza commenti quanto scrive il Financial Times e compendiato nel "Messaggero" di oggi 15 luglio:

"L'euro ha funzionato bene per la Germania, ma per l'Italia è stato un disastro economico totale. Se il Paese (l'Italia) é nell'eurozona non è certo per i benefici economici, bensì per poter essere parte del progetto più ambizioso di integrazione europea intrapreso fino ad oggi. E' quanto scrive Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times in un duro pezzo di commento sull'accordo raggiunto sulla Grecia in cui sottolinea come questo abbia "demolito l'idea di un'unione monetaria come passo verso un'unione politica". La zona Euro è diventata "un sistema tossico di cambio fisso" gestito "nell'interesse della Germania" attraverso le minacce "a coloro che sfidano l'ordine prevalente", come dimostrato dal fatto che nel fine settimana è stato ipotizzato un meccanismo di uscita temporanea dall'euro, una "proposta pazza" che tornerà sul tavolo per chiunque violi le regole. La stessa dinamica si era già verificata negli anni '90 con lo SME, diventato una "coalizione di paesi desiderosi di aggiustare le loro economie a quella della Germania" da cui Italia e Gran Bretagna uscirono. Ma l'euro come "progetto utilitaristico" non funzionerà. L'Italia, secondo Munchau, "non ha visto pressoché alcuna crescita della produttività dalla nascita dell'euro nel 1999. Se fosse solo per l'assenza di riforme strutturali, come mai prima cresceva?
Cristiana Marconi, il "Messaggero" di Roma

Munchau si scorda di sottoliniare come la produttività italiana fosse in calo costante, e da ben prima del 1999... ma per il solito articolino della serie "l'Euro è un disastro economico totale e tutto è colpa dell'Euro" va bene anche questo giochetto sporco, con buona pace di tutte le motivazioni politiche ed economiche che hanno fattori simili.

http://www.forexinfo.it/Crisi-in-Italia-produttivita-in

Come molti altri Munchau sembra non aver afferrato che l'unione monetaria non è "un passo verso un'unione politica" ma un fattore che costringe l'Europa a decidere se quel passo vuole farlo o meno, invece di rimanere a marcire fingendo di essere unita. Che l'Europa tutto facesse tranne che marciare automaticamente e infallibilmente verso un'unione politica era già chiaro negli anni '50, dopo il fallimento della CED... ma evidentemente queste sono sottigliezze note  solo a chi in passato si è preso la briga di capire seriamente qualcosa in fatto d'integrazione europea.


Ultima modifica di ART- il Lun Ago 03, 2015 12:21 am, modificato 2 volte
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da ART- il Dom Ago 02, 2015 8:53 pm

Mastro Titta ha scritto:
Il debito pubblico aumenta costantemente nonostante la politica di austerità perché il suo incremento non ha origine nei comportamenti degli italiani spendaccioni (come anche molti nostri connazionali vanno stupidamente ripetendo) ma perché siamo costretti a pagare tassi usurai di interesse.

Così il debito aumenta perchè gli interessi sono usurai, dici. Affermazione piuttosto discutibile, ma il punto è un'altro: il debito su cui si pagano quegli interessi chi l'ha generato, e perchè? Qualcuno ci ha costretti?
Qualcuno da fuori ci ha costretti ad avere la politica economica assurda dei tempi di Craxi, De Mita, Goria e Andreotti? Qualcuno ci ha costretti a far esplodere il debito dagli anni '70 ai '90? Qualcuno ci ha costretti a mettere in piedi un sistema di gestione dello stato e della sua periferia che quanto ad efficienza e flessibilità ricorda l'Unione Sovietica? Qualcuno ci ha costretti ad avere per vent'anni un fottuto criminale come Berlusconi alla guida del paese?
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Mastro Titta il Gio Ago 06, 2015 3:01 pm

Il debito pubblico è alto in tutti i paesi democratici mentre è basso in Russia (6% del PIL) e sostanzialmente inesistente in Cina. Non è difficile comprenderne i motivi chiarissimi per chi ha figli da mantenere e non schiavi e servi muti da sfruttare. I figli chiedono (e talvolta giustamente pretendono) e loro genitori diventano debitori, chi ha schiavi non ha bisogno o voglia di spendere nulla per loro e i  padroni sono spesso creditori di chi ha figli. Non di rado usurai. E' naturalmente una metafora, ma mi sembra chiara.
Affermare che il debito pubblico è una "colpa" di noi italiani spendaccioni e mal governati è una menzogna (ovviamente è vero che siamo stati mal governati e che siamo mediamente spendaccioni col denaro pubblico, ma non è questo il principale motivo del nostro debito pubblico). Se fosse colpa degli italiani, il fenomeno sarebbe italiano. Ma è così? Vediamo cosa è accaduto nella vicina, civile e laboriosa Francia (che ha, tra l'altro, la migliore classe burocratica d'Europa). In Francia, nel 1980, il debito pubblico rappresentava solo il 20,7% del PIL, ovvero l'equivalente di 92,2 miliardi di euro; nel 2007 aveva già raggiunto il 64,3% (1211 miliardi di euro), nel 2014 ammontava all'85,3% (1688 miliardi di euro) e continua ad aumentare al ritmo di un 30% ogni quattro anni. Quando chiedi ad un francese il motivo del loro indebitamento progressivo, non ti rispondono che la colpa è della DC o della Mafia (che non hanno e hanno mai avuto) ma che, solo di interessi per prestiti sottoscritti giunti a scadenza, devono pagare èpoco meno di 50 milardi di euro all'anno che rappresenta ben l'87% di quanto ottengano dall'imposte sul reddito delle persone fisiche. Molto difficilmente la Francia riuscirà a far dimunire il prossimo debito pubblico ed è quasi impossibile che riesca a ricondurlo nei limiti nel 60% del PIL, così come assurdamente richiedono i trattati.
Questa è la Francia. Per l'Italia dico solo che stiamo molto peggio. Stiamo peggio perchè siamo peggiori da quasi tutti i punti di vista, è vero. Ma, anche se fossimo molto più virtuosi, mi sembra chiaro che la nostra fine sarebbe comunque vicina. Il problema è il debito che è un debito usuraio. I Paesi debitori dovrebbero denunciarlo e rifiutarsi di pagarlo e se l'Europa fosse quella comunità solidale che molti di noi hanno sognato, in ogni Paese membro ci dovrebbe essere un forte movimento di opinione in piazza per la "cancellazione del debito". Ma da questa Europa di ragionieri e dipendenti della Goldman Sachs, non c'è da aspettarsi troppo.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da ART- il Dom Ago 09, 2015 6:05 pm

Mastro Titta ha scritto:
Affermare che il debito pubblico è una "colpa" di noi italiani spendaccioni e mal governati è una menzogna (ovviamente è vero che siamo stati mal governati e che siamo mediamente spendaccioni col denaro pubblico, ma non è questo il principale motivo del nostro debito pubblico).

Il problema è il debito che è un debito usuraio. I Paesi debitori dovrebbero denunciarlo e rifiutarsi di pagarlo e se l'Europa fosse quella comunità solidale che molti di noi hanno sognato, in ogni Paese membro ci dovrebbe essere un forte movimento di opinione in piazza per la "cancellazione del debito". Ma da questa Europa di ragionieri e dipendenti della Goldman Sachs, non c'è da aspettarsi troppo.

Non ho mai detto che il debito pubblico è colpa esclusiva di noi italiani in quanto "spendaccioni" nè che sia una caratteristica solo italiana: dico che è assurdo attribuire tutto il suo fardello complessivo solo agli interessi, perchè gli interessi, usurai o meno, diventano comunque un vero problema all'aumentare eccessivo della massa di debito in quanto tale. Indebitarsi oltremisura e per scopi diversi dal gestire bene le finanze statali è sempre stato il metodo preferito dalla classe dirigente italiana (non solo quella, intendiamoci) per far credere che tutto andasse bene quando bene non andava proprio. Ancora oggi più d'uno che conosco esalta i mitici anni '80, quelli in cui si stava così tanto bene mentre zio Bettino & c. avevano già provveduto a piazzarci una non indifferente bomba di debito sotto i sederini schierati sulle spiagge in estate, il tutto ad interessi calcolati con la stessa procedura di oggi, e continuavano con zelo su quella strada. Ma nessuno aveva niente da ridire, perchè fra debito facile e "svalutazioni competitive" a tutta birra si era riuscito a creare un benessere basato sulla fuffa, impossibile da reggere a lungo termine ma comodo per il regime in carica.
Voglio dire che è stato troppo comodo far esplodere il debito sapendo che conseguenze avrebbe avuto, per poi arrivare ad oggi e lamentarsi del bel lavoro degli artificieri che tutti votavano perchè faceva comodo. Quando i nodi vengono al pettine si può sempre tirare in mezzo "questa Europa di ragionieri e dipendenti della Goldman Sachs", o qualche altro slogan demenziale simile diventato termine comune di discorso, invece delle classi dirigenti responsabili di questi disastri... che come Grecia insegna con Goldman Sachs ci hanno a che fare ben più dei "ragionieri" europei alle loro dipendenze.
Spero di essermi spiegato bene e non ritrovarmi accusato di "fondamentalismo euratico" o qualche altra idiozia del genere.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Mastro Titta il Lun Ago 10, 2015 6:30 pm

Noi italiani abbiamo un difetto (tra i tenti). Quando siamo di fronte ad un problema, non ci domandiamo quale sia la soluzione ma di chi sia la colpa. Una volta trovato il "colpevole" (il governo, i politici, i capitalisti, i sindacati e chi più ne ha più ne metta) pensiamo che il tutto sia fatto. Ma non è fatto un bel niente. Diciamolo con chiarezza: non me ne fo... importa nulla di chi sia la colpa: mi interessa la soluzione e purtroppo ne vedo solo una, seppur dolorosa. Io non ho nulla contro l'Europa, in quanto tale. L'UE poteva essere una soluzione ma si rifiuta di esserlo, anzi aggrava il problema. Sarebbe bastato, ad esempio, accettare di monetizzare il debito, attribuendo alla BCE il ruolo di prestatore di ultima istanza (peraltro, in un Europa federalista ciò dovrebbe essere ovvio) ma la Germania (che rappresenta il 99% del potere decisionale europeo) si rifiuta, per ovvi motivi di egoismo nazionalistico. L'UE e la Germania sono la stessa cosa, mi spiace per ART che, in buona fede, crede di lavorare per l'Europa e invece lavora per gli speculatori tedeschi. Dare più potere all'Europa oggi significa solo dare più potere a Berlino. Non solo questa prospettiva non è bella ma non risolverebbe - anzi - il problema del nostro debito.
Cari amici forumisti che leggete (ammesso che ci siate) mettiamoci in testa un fatto: il problema è il debito e questo debito (che è usuraio, ma adesso questo non importa nel ragionamento) noi non riusciremo MAI a ridurlo perchè gli interessi sono troppo gravosi e non riusciamo neppure a pagarli tutti. Smettiamola di perdere tempo a pensare di chi sia la colpa, non serve a nulla a questo punto; pensiamo piuttosto alla soluzione. Ed esiste una sola soluzione: la cancellazione del debito o, quanto meno, il suo consolidamento. Nel 2011, il Togo l'ottenne dall'Europa senza che la notizia meritasse più di un trafiletto di giornale, ma all'Italia non la concederanno con altrettanta facilità. Non è una soluzione "facile", al contrario, gli speculatori internazionali ce la farebbero pagare cara ma se si riuscisse a formare un fronte dei paesi indebitati e si cercasse una sponda anche dagli USA (che non scherza in fatto di debito) potremmo farcela.
Detto questo, chiudo definitivamente il discorso e non scriverò più su questo forum. Non è polemica con l'amico ART, sia chiaro, lui crede ancora in cose in cui io non credo più da molti anni ma questa non è una colpa. Gli auguro ogni bene. Tuttavia, mi accorgo di scrivere sempre le stesse cose e comincio ad annoiare anche me stesso. Mi piacerebbe postare i miei racconti e scrivere di narrativa invece che di usura internazionale ma questi sono tempi terribili e quelli futuri, temo, non saranno migliori. Difficile parlare di sentimenti, di amore, di significato della vita, in queste condizioni. Peccato.
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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da afam il Lun Ago 10, 2015 9:29 pm

Mastro Titta ha scritto:
Detto questo, chiudo definitivamente il discorso e non scriverò più su questo forum. Non è polemica con l'amico ART, sia chiaro, lui crede ancora in cose in cui io non credo più da molti anni ma questa non è una colpa. Gli auguro ogni bene. Tuttavia, mi accorgo di scrivere sempre le stesse cose e comincio ad annoiare anche me stesso. Mi piacerebbe postare i miei racconti e scrivere di narrativa invece che di usura internazionale ma questi sono tempi terribili e quelli futuri, temo, non saranno migliori. Difficile parlare di sentimenti, di amore, di significato della vita, in queste condizioni. Peccato.
No!!! Ti prego "Mastro Titta"! Non ci lasciare! Leggo sempre con molto interesse ciò che scrivi! Perché non ci parli dei tuoi racconti? E del tuo "pensare"? Con affetto e con speranza. Aurelia

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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Mastro Titta il Mar Ago 11, 2015 9:14 am

Cara Afam, non facciamola così grave. Qui nessuno "lascia" nessuno. Semplicemente smetto di scrivere su argomenti sui quali ormai ho scritto abbastanza e comincio a ripetermi. Per quanto riguarda i racconti, se mi mandi un indirizzo (anni fa lo hai fatto ma non lo ritrovo) ti spedisco il secondo libro (che, peraltro, è meglio del primo). Un abbraccio. MT
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Mastro Titta

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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

Messaggio Da Condor il Sab Ago 15, 2015 10:55 am

Mastro Titta ha scritto: ...Mi piacerebbe postare i miei racconti e scrivere di narrativa invece che di usura internazionale ma questi sono tempi terribili e quelli futuri, temo, non saranno migliori. Difficile parlare di sentimenti, di amore, di significato della vita, in queste condizioni. Peccato.

Caro Mastro Titta,
i tuoi racconti sono stati sempre apprezzati dai molti utenti dei forum sui quali hai scritto.
Sicuramente un commento di approvazione da parte dei forumisti, ai tuoi racconti, produrrebbe uno stimolo nel prosieguo a postare i tuoi capolavori. Per quel che riguarda me, ammetto che la natura non mi ha gratificato della virtù dell'esternazione del complimento, talvolta indispensabile come rigenerante di ottimismo in chi ci ascolta. Sappi, ora, che i tuoi racconti sono stati sempre da me letti e molto apprezzati, anche se allora non te l'ho mai detto; mi è sembrato cosa scontata non esternare immediatamente apprezzamento per le tue proposte. Mi accorgo di avere sbagliato.

Dici che è difficile parlare di amore, di significato della vita... Beh, su questo non sono d'accordo!
E quando se non in questi momenti occorre parlare di ciò per cui tu dimostri arrendevolezza?
Anche quando il mondo tracima di amore e altruismo occorrerebbe mettere in risalto questi nobili valori, se non altro per non contribuire ad affievolirne il calore.
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Condor

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Re: Dopo la Grecia, trema l'Italia: il debito vola a 2.218 miliardi Nel 2015 è cresciuto del 3,9%

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