Il nostro futuro

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Messaggio Da ART- il Dom Giu 14, 2015 7:44 pm

Ok, ormai è evidente che siamo quasi ai "titoli di coda" della faccenda Grecia: al massimo a fine mese, se non prima, si saprà come finisce il film. In questo thread si potrà discutere di come sarà il futuro dopo questo mese.
Intanto faccio qualche considerazione sintetica e senza troppe pretese su quello a cui secondo me siamo di fronte.

Premessa fondamentale: da più parti si continua a ripetere l'equazione Grecia in default = uscita della Grecia dall'unione monetaria [= guai per tutti]. La prima parte dell'equazione è falsa, perchè non esiste nessun automatismo fra l'andare in default e la permanenza nell'unione monetaria. E' ovvio che si può andare in bancarotta con qualunque valuta: come sappiamo quando ciò accade la valuta tracolla provocando una svalutazione repentina e generalmente molto alta, tanto più alta quanto più grave è la situazione (se dovesse andare in fallimento almeno questo la Grecia con l'Euro se lo risparmierebbe, come ben sanno i suoi abitanti). Non sta scritto da nessuna parte che chi va in default deve uscire dall'Euro e non esistono nè procedure prestabilite per l'espulsione dall'unione monetaria nè procedure prestabilite per il ritiro volontario dall'unione monetaria.
Una simile ipotesi, se veramente si verificasse, sarebbe una decisione esclusivamente politica e un fantastico regalo a squali della finanza, eurofobi, neonazisti, turbocomunisti e tutto il resto del circo nazionalista/estremista europeo, che si vedrebbe aprire nuove possibilità per gettare all'aria il processo d'integrazione e tornare ai "bei tempi" che si vivevano prima che l'Europaccia demoniaca governata dai folletti del bosco incantato venisse a fermare guerre e tensioni perenni fra i suoi membri. Naturalmente la linea tenuta dal circo nella sua azione politica è che la colpa di quello che non va è tutta dell'Euraccio malvagio, da cui bisogna assolutamente uscire, non certo del sistema politico a dir poco demenziale che ci sta dietro: per sperare di vincere bisogna tenere il più possibile lontana l'attenzione dal vero problema, la totale inadeguatezza del sistema europeo per com'è (dis)organizzato ora.

- 1a ipotesi: tutto questo tira e molla infinito con paventati rischi di uscita dall'unione monetaria è un bluff che serve a strappare più concessioni possibili alla Grecia, come alla Grecia da parte sua per negoziare con la massima forza possibile, ma alla fine l'accordo si trova e la situazione si sblocca (sperando che poi si cambi metodo).

- 2a ipotesi: tutto questo è una finta servita ad Angela Merkel per tirare più tardi possibile, in modo che l'esposizione della banche tedesche sui titoli greci diminuisse il più possibile, ma la nostra ha già deciso che siccome il debito greco è insostenibile la Grecia va lasciata andare in default, oppure che vada ristrutturato il debito spalmandolo su una ventina d'anni (cioè sostanzialmente un default de facto mascherato da dilazione).

- 3a ipotesi: come la seconda, ma la nostra si è ficcata nella sua testolina di xxxxx, pensante in modo esclusivamente nazionalistoide, anche di buttare fuori la Grecia dall'Euro (per dare una lezione agli altri, facendo passare il messaggio che "chi non ci sta a queste regole se ne deve andare", o chissà che altro), ma gli altri si oppongono e bloccano questa follia.

- 4a ipotesi: come la terza, ma gli altri se ne stanno buoni e zitti e lasciano fare alla nostra testolina quello che vuole.



Dalla miglior ipotesi alla più catastrofica, ecco secondo me quali sono le possibilità in campo. Non c'è bisogno di dire che o l'Europa si dà una bella svegliata oppure rischiamo di finire tutti quanti male, come se non fosse già fin troppo evidente e come se noi federalisti europei non cercassimo di portare il problema in primo piano già da decenni.

E' comunque chiaro che siamo ad un bivio storico che determinerà il nostro futuro per i decenni a venire: io non posso che sperare che nel peggiore dei casi non si vada oltre la seconda ipotesi, mal che vada al massimo la terza. Spero di essere troppo pessimista, spero di sbagliarmi sulla quarta.
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Mastro Titta il Lun Giu 15, 2015 1:23 pm

Io spero che la Grecia esca sia dall'Euro che dalla U.E.
Tuttavia, non credo affatto che ciò accadrà. La Grecia oggi, infatti, non uscirebbe ancora perché non può pagare più (per essersi spogliata di tutto) ma perché ha deciso di non pagare più (proprio per evitare di doversi spogliare di tutto).
Non credo che i creditori lo possano consentire.
Sarebbe un pessimo esempio. Molti potrebbero decidere di imitarlo. Che fine farebbero le speculazioni internazionali?
Inoltre questa famosa Grexit darebbe finalmente concretezza sperimentale a tutte le chiacchiere che si sono fatte negli anni sul "dramma" dell'uscita dall'euro. Vedremo se poi effettivamente ad Atene la gente non avrà più nulla da mangiare, se non ci sarà più una goccia di benzina ne altro prodotto proveniente dall'estero, se l'inflazione sarà del 100% annuo e altre amenità che si sono lette in questi lunghi anni di terrorismo psicologico.
Vedremo. Chi vivrà vedrà.
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 15, 2015 3:57 pm

Mastro Titta ha scritto:Io spero che la Grecia esca sia dall'Euro che dalla U.E.
Tuttavia, non credo affatto che ciò accadrà.
Ciao, Mastro Titta, vecchia conoscenza.
Frequentavamo POL.com (amministrato da Luca Montresor) negli ultimi anni '90.
Matteo Renzi era un giovane studente universitario.
Ti ricordi il "Forum dei senescenti" moderato da "Ulan"(piuttosto ... destrorso), e [molto] frequentato da Valentino Pupetta e Cirno di Polipao?
E ti ricordi della truppa di "repubblicani" guidati da "Nuvola Rossa"(Enzo Baccioli)?
C'era anche il "Forum sull'Unione Europea" (moderato prima da pirla e poi – dopo le improvvise dimissioni di costui – da me, fino alla definitiva chiusura di POL.com nel gennaio 2002). Ne è passata di acqua sotto i ponti, eh?
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Io non ci credo che la Grecia uscirà dall'Eurozona ... e sono ben contento che sia così!

Non ho capito perché tu, invece, preferiresti che la Grecia uscisse dall'Eurozona e anche  dall'Unione Europea.
Una tale eventualità non incontrerebbe le preferenze della stragrande maggioranza dei greci.
[Questo è un dato statistico oggettivo].
Credo che nuocerebbe non solo all'economia greca, ma anche (specie a lungo andare) alla stessa "cultura"  del paese "Grecia". [E questa è una idea mia].

Non succederà, stiamo parlando di una ipotesi ... dell'impossibilità.
Non sono "colorito" come ART:  ma sulla storia del "Grexit" sono pienamente d'accordo con lui.

Per lento (e ormai arrugginito) che sia il processo di integrazione europea, e per quanto in pericolo sia la stessa presenza da attore importante (se non, ormai, da protagonista) dell'Europa sulla scena mondiale, resto convinto dell'eccezionalità storica dell'avvento della CEE/UE e dell'enormità dei vantaggi avuti dagli europei con tale evento ,
[Vantaggi non solo in termini economici,  ma (e soprattutto) in termini di pace, di avvicinamento tra cittadini di stati con culture "nazionali" contrapposte, di vera emancipazione culturale).

Continuo a non capire come ci possa essere gente che, invece di auspicare (e darsi da fare per promuovere) quel salto di qualità che finalmente leghi politicamente (ed irreversibilmente) i paesi europei, spera nel regresso dell'UE verso il ritorno agli stati "nazionali" (che poi a noi sembrano qualcosa di ben consolidato e definitivo, ma nella storia umana occupano un tempo molto limitato!).

Mastro-Titta, dammi pure del presuntuoso (e magari anche dell'obsoleto!): ma io continuo a pensarla in quel modo il cui succo ultimo è ben espresso da quel brano del "Manifesto di Ventotene" più volte citato: progressista o reazionario non è più chi, dall'interno dello Stato, si batte per maggiore "socialismo" o maggiore "liberalesimo" o combatte dalla sponda opposta.  Reazionario è chi cerca il potere ancora a livello nazionale e lavora per impedire o frenare l'unione politiica dell'Europa. Progressista è chi la promuove e addirittura subordina la conquista del potere in patria alla prospettiva di usarlo per l'unità europea.

Meglio sarebbe stato che la Grecia (ma non solo essa: che tutta la pletora di stati venuti dopo dei Sei) foisse rimasta alla finestra fino al consolidamento politico di una autentica federazione europea. Ma ormai che è andata così, occorre non mollare e battersi per un continuo progresso dell'integrazione politica. La questione della moneta unica è molto prima politica, e solo molto dopo anche economica!

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Ultima modifica di Erasmus il Lun Giu 15, 2015 10:05 pm, modificato 1 volta

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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Mastro Titta il Lun Giu 15, 2015 7:39 pm

Caro Erasmus,
la Grecia ha fatto molti sacrifici per realizzare quel "salto di qualità" d'integrazione europea che tu auspichi. Possiamo dire con realismo che sinora i risultati sono stati disastrosi (dal punto di vista dei greci)? L'Italia stessa ha fatto sacrifici e, come saprai, il debito pubblico, invece di diminuire, continua ad aumentare inesorabilmente.
Il fatto è che il debito ha la pessima caratteristica di "autoalimentarsi". Si tratta di una caratteristica che rende felici i creditori che, come ovvio, si arricchiscono solo facendo passare il tempo. I creditori del nostro Belpaese, ad esempio, riscuotono ogni anno 85 miliardi di euro dei nostri soldi, senza fare nulla tranne che rinnovare il prestito. Un nostro fallimento sarebbe una iattura, per noi forse, per loro certamente.
Come vedi, in questo discorso l'Europa non c'entra nulla. Non c'entra nulla perchè l'U.E non conta nulla e probabilmente non esiste. Se esistesse l'Europa, il debito (almeno quello intereuropeo) sarebbe una sorta di "partita di giro" e in Paesi in difficoltà sarebbero invitati a non pagarlo. Ma l'Europa non esiste (e chi dice il contrario evidentemente si rifiuta, ad esempio, di accettare le notizie che vengono da Ventimiglia) e se io ne parlo è solo perchè sembra impossibile il consolidamento o rifiuto del debito senza "pagar scotto" nei confronti della partecipazione all'Eurozona. Ebbene, se quello è il prezzo da pagare, magari è conveniente pagarlo, non so.
La Grecia, nonostante l'ovvia simpatia per quel popolo, mi interessa sopratutto per motivi egoistici. Il suo fallimento e correlata uscita dalla Eurozona (o addirittura dalla U.E.) sarebbe un "esperimento" che ci consentirebbe di guardare con maggiore cognizione di causa al nostro futuro e magari studiare qualche utile accorgimento per evitare qualche impatto doloroso. Perchè, ci piaccia o no, dopo la Grecia c'è l'Italia.
Ciao Vecchio Forumista.
P.S. Speriamo che non mi legga l'amico Valentino Pupetta, ma l'antico Forum dei Senescenti era veramente brutto!
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Condor il Mar Giu 16, 2015 11:43 pm

L'analisi di Art, con relative sue ipotesi sulla situazione UE-BCE-FMI vs Grecia (vs perché è proprio uno squallido confronto da ring di lotta libera), mi trova pienamente d'accordo.
Qualche tempo fa parlavo della possibilità di costruire l'unità politica della UE a piccoli passi. Penso che ora sia giunto il momento per i vertici della UE di dimostrare agli europei - ed europeisti in particolare - di voler riprendere a camminare lungo quel percorso tracciato dai padri fondatori dell'Unione, i quali mai avrebbero immaginato che uno stato membro sarebbe stato messo alla porta perché non in linea con i parametri di bilancio imposti da chi, a tavolino, ha costruito un meccanismo diabolico per prodursi cospicue fortune ai danni di chi ha peccato d'ingenuità e fanciullesca furbizia, tanta quanta è stata l'astuzia dei "calcolatori" della malefica finanza planetaria, ed europea in particolar modo.
Mai come ora è necessario fare un piccolo passo verso una politica fiscale e finanziaria unitaria. Lavorare affinché l'interesse sul debito contratto sia comune a tutti gli stati e costruito su un riferimento unitario di PIL europeo, altrimenti non avrebbe senso parlare ancora di moneta unica in uno scenario di innumerevoli spread distinti per singoli stati dell'eurozona.
Solamente se si ha una volontà in tal senso, coadiuvata da politiche fiscali unitarie che non siano eccessivamente vessatorie per gli stati dell'eurozona, si potrà affrontare un discorso più ampio di ristrutturazione dei debiti contratti da quegli stati che hanno peccato di fanciullesca furbizia; favorendo oltretutto una politica di programmazione industriale favorevole agli stati caduti in depressione economica.
Ma pare che di discorsi di unitarietà fiscale e finanziaria europea non se ne veda luce all'orizzonte; i motivi, è inutile ripeterli, sono divenuti ben noti a tutti.
In tal caso è bene prepararsi al peggio, perché la Grecia spalancherà le porte alla Russia che non le impone di aumentare l'età pensionabile e l'IVA sui prodotti (anche la Germania e la Francia farebbero lo stesso se si trovassero nelle stesse condizioni della Grecia con 11.000 suicidi per crisi economica negli ultimi quattro anni); la finanza mondiale che manovra gli indici di rating piloterà al rialzo gli spread per quegli stati prossimi al collasso - dopo la Grecia - per metterli in guardia dal seguire gli ellenici in un ammorbidimento politico ed economico verso la Russia.
In una simile situazione, francamente, io la vedrei come Sansone che si trascinò nella tomba anche i Filistei, e sarei per l'uscita dall'Euro anche per l'Italia (malgrado abbia sempre creduto nella forza dell'Unione).
Mi rendo conto che in tal modo avrei fatto il gioco degli americani, ma prima di me lo avranno sicuramente fatto i vari Schauble, Merkel, Hollande, Olli Rehn ed altri egocentrici pseudo-europeisti.
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Messaggio Da Mastro Titta il Mer Giu 17, 2015 9:12 am

Condor ha scritto:Penso che ora sia giunto il momento per i vertici della UE di dimostrare agli europei - ed europeisti in particolare - di voler riprendere a camminare lungo quel percorso tracciato dai padri fondatori dell'Unione, i quali mai avrebbero immaginato che uno stato membro sarebbe stato messo alla porta perché non in linea con i parametri di bilancio imposti da chi, a tavolino, ha costruito un meccanismo diabolico per prodursi cospicue fortune ai danni di chi ha peccato d'ingenuità ...(...)
Mai come ora è necessario (...) lavorare affinché l'interesse sul debito contratto sia comune a tutti gli stati e costruito su un riferimento unitario di PIL europeo, altrimenti non avrebbe senso parlare ancora di moneta unica in uno scenario di innumerevoli spread distinti per singoli stati dell'eurozona.
(...) politiche fiscali unitarie che non siano eccessivamente vessatorie per gli stati dell'eurozona, si potrà affrontare un discorso più ampio di ristrutturazione dei debiti contratti  (...)
Caro Condor,
sono d'accordo su tutto quello che scrivi.
Ma manca qualcosa. Tu dici "...tocca ai vertici della UE dimostrare..."
E se non lo fanno?
Se non gliene frega proprio nulla di fare tutto ciò? Qual è l'alternativa?
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Erasmus il Mer Giu 17, 2015 1:54 pm

Mastro Titta ha scritto: Tu dici "...tocca ai vertici della UE dimostrare..."
E se non lo fanno?
Se non gliene frega proprio nulla di fare tutto ciò? Qual è l'alternativa?
Le idee ... "culturalmente" rivoluzionarie fanno fatica ad affermarsi! 
[Ho scoperto l'acqua calda, dato che di ciò parla precisamente Machiavelli nel "Principe"]
A volte ci riescono solo con vere rivoluzioni "violente".
Ci vollero un paio di secoli perché l'idea dello "stato di diritto" (e della democrazia rappresentativa) prendesse piede!

Se "[ai vertici della UE] non gliene frega proprio nulla" l'alternativa sta nella diffusione della presa di coscienza degli europei ed una conseguente loro rivendicazione di "democrazia europea" (maggiore di quella attuale, un po' misera!).

E' anche ovvio che i "politicanti" molto spesso non fanno il mestiere in cui eccellono per competenza, ma lo fanno per convenienza. [E non solo per convenienza economicamente! Pensa che un proverbio napoletano  – così mi hanno assicurato – recita: "Comandare è meglio che fottere"!].

Insomma: come diceva Spinelli: «L'Europa non cade dal cielo!»
Occorre volerla, volerla molto e volerla  in tanti!

La sfida è proprio questa: novità assoluta in fatto di "cambiamento" politico senza che questo sia prodotto dall'esito di un guerrone o da una rivoluzione violenta (come è sempre successo, tranne rare eccezioni, tra le quali merita un grandissimo posto il "salto di qualità" da Confederazione a Federazione fatto dalla "Confederatio Helvetica"  nel 1848.
Oddio: la Svizzera non usciva in quell'anno né da un "guerrone" né da una rivoluzione, ma nei suoi dintorni il '48 non è stato certo un anno tranquillo!

Ecco: come ho ripetuto spesso, le difficoltà possono favorire quella auspicabile presa di coscienza che serve a pretendere che i "rappresentanti" lavorino per il bene dei rappresentati.

Si dice anche che «la difficoltà aguzza l'ingegno». E io dicevo (in veronese): «Quando l'aqua la te riva al col te impari a ogar!» [="Quando l'acqua t'arriva al collo impari a nuotare"]. Ma aggiungevo: "se sei più veloce tu ad imparare dell'acqua ad annegarti!".
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Condor il Mer Giu 17, 2015 10:20 pm

Mastro Titta ha scritto:Caro Condor,
sono d'accordo su tutto quello che scrivi.
Ma manca qualcosa. Tu dici "...tocca ai vertici della UE dimostrare..."
E se non lo fanno?
Se non gliene frega proprio nulla di fare tutto ciò? Qual è l'alternativa?
Carissimo Mastro Titta,
che tu fossi persona arguta lo avevo capito dallo stile dei tuoi interventi in Spazio Forum, ma che avessi una elefantiaca memoria, beh, questo proprio non me lo sarei mai immaginato.

Non pagare i debiti ci esporrebe all'ennesima figuraccia, tipicamente italiana.

Forse ti è venuto in mente quel periodo da me scritto in SF, e con eleganza - a distanza di tempo - mi hai presentato il "conto".
Preso atto dell'evoluzione degli eventi in ambito eurozona, sicuramente l'alternativa per indurre i vertici della UE a un'accelerazione verso l'unità politica dell'Europa, è di usare come arma la non onorabilità del debito ai creditori.
Perché quando la Merkel, Juncker e altri, da mesi ripetono che il tempo per la Grecia sta scadendo e che la loro pazienza è al limite, allora l'insolvenza  appare idoneo mezzo per raggiungere lo scopo in merito alle sollecitazioni ad aprire il diaologo sulla necessità di unità europea in tema di fisco e finanza. 
Col senno di poi, ammetto che avevi ragione.
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Messaggio Da Epoch il Gio Giu 18, 2015 8:06 am

Io spero solo che il futuro dell'Europa non siano Muri e reticolati.
Ne abbiamo già avuto abbastanza.
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Erasmus il Gio Giu 18, 2015 8:32 am

Epoch ha scritto:Io spero solo che il futuro dell'Europa non siano Muri e reticolati.
Ne abbiamo già avuto abbastanza.
Suppongo che anche tu sei venuto a sapere in questi giorni dell'intenzione del governo ungherese di Orban di costruire una barriera (forse un vero muro) lunga 175 km e alta 4 m  lungo tutto il confine tra Ungheria e Serbia allo scopo di impedire l'ingresso clandestino di migranti e terroristi. [Così almeno dice il ministro degli interni ungherese che si è fatto carico personale del progetto di tale barriera].
Il governo ungherese dice di non poter più attendere la soluzione europea del problema che si fa troppo aspettare!
Ma se è un problema europeo, dovrebbe esserci competenza europea "al di sopra degli stati" e, naturalmente, risorse adeguate a livello europeo per gestire il problema.
Siamo sempre lì: o si fa 'sto salto di qualità da confederazione a federazione o non se ne viene fuori assolutamente!
Ieri stavo pensando al fatto del blocco francese dei migranti al confine di Ventimiglia.
La Tv aveva detto esplicitamente "sospensione degli accordi di Schengen", In realtà non è così: la Francia ha respinto migranti senza documenti validi e senza il riconoscimento di asilo politico. 
Ma io stavo pensando: metti che messicani e centroamericani arrivino in massa in Florida e di lì vogliano andare in altro stato degli USA, mettiamo la confinante Georgia. Certamente non è la polizia della Georgia che decide, su ordine del governo della Georgia, cosa fare! Senz'altro il problema verrebbe trattato dalla polizia federale.
Tanto meno penso che il governo della Georgia abbia facoltà di decidere l'eezione di barriere con la Florida per impedire l'immigrazione di chichessia!
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da Epoch il Gio Giu 18, 2015 10:35 am

@Erasmus.
Sfondi, con me, una porta aperta...
Purtroppo vedo sempre più una chiusura a riccio di tutti, non solo dei governi, tutti a richiudersi su se stessi.

La competizione, soprattutto economica, non si potrà più fare in futuro con paesini, scusate il termine come l'Italia, la Grecia o la Francia.
Ci sono, dall'altra parte dei giganti!
Cina e U.S.A. Sopra tutto.

Con capitali da muovere enormi. Io continuo ad essere convinto che solo un'Europa unita a tutti i livelli possa vincere.

Però non è solo questo. Il campanilismo è un tarlo pericoloso. Cominci con un muretto da una parte e poi ne fai uno dall'altra. alla fine ti ritrovi peggio che ad inizio del secolo scorso. Piano Piano, senza che il popolino se ne accorga.

Ci sono un mucchio di persone, di seconda o terza generazione, figli di emigrati dal sud al Nord, quando ancora Torino=FIAT=Lavoro era un'equazione funzionante. Queste persone hanno dimenticato cosa urlava la Lega solo 5-6 anni fa...
Queste persone "Voto Salvini perché gli extracomunitari mi hanno rotto...".

Per alcuni Romeno è ancora Extracomunitario... Hanno una visione talmente piccola ed una memoria talmente corta che non si ricordano o non vogliono ricordare i cartelli "Non si affitta ai terroni".

Se si continua così si torna indietro. Si comincia con i "clandestini" del  "nord africa", poi quando finiranno, il confine salirà di nuovo. Perché la campana diventerà sempre più piccola.

anonimo ha scritto:
Quando sono venuti a prendere gli ebrei
Sono rimasto in silenzio perché non ero ebreo
Quando sono venuti a prendere gli omosessuali
Sono rimasto in silenzio perché non ero omosessuale
Quando sono venuti a prendere i comunisti
Sono rimasto in silenzio perché non ero comunista
Quando sono venuti a prendere gli zingari
Sono rimasto in silenzio perché non ero zingaro

Quando sono venuti a prendere me,
non c'era più nessuno che potesse parlare per difendermi.
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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da afam il Gio Giu 18, 2015 12:47 pm

Epoch! Sei un grande!

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Re: Il nostro futuro

Messaggio Da ART- il Sab Giu 20, 2015 1:37 am

Mastro Titta ha scritto:
Inoltre questa famosa Grexit darebbe finalmente concretezza sperimentale a tutte le chiacchiere che si sono fatte negli anni sul "dramma" dell'uscita dall'euro. Vedremo se poi effettivamente ad Atene la gente non avrà più nulla da mangiare, se non ci sarà più una goccia di benzina ne altro prodotto proveniente dall'estero, se l'inflazione sarà del 100% annuo e altre amenità che si sono lette in questi lunghi anni di terrorismo psicologico.

Già, perchè notoriamente i disastri accaduti in tutti i paesi in giro per il mondo andati in fallimento sono un'invenzione giornalistica, nient'altro che "terrorismo psicologico" dei cattivoni europeisti.
[*]

Tanto bene qualcuno ha lavorato che vi hanno ficcato in testa che tutti i nostri problemi nascono dall'Euro e dalla permanenza nell'unione monetaria (non magari dalle fantastiche trovate dei nazionalistoidi che oggi goverano l'Europa? Ma nooo, che vado a pensare... Merkel dico-che-ci-vuole-"più-Europa"-ma-faccio-il-contrario, Hollande sto-fermo-e-zitto-fa-tutto-Merkel e Cameron referendum-uscita-dall'UE sono così brave e coscenziose persone, filo-europee al 100%).
E i greci sono ormai tutti completamente rincoglioniti e masochisti, infatti vogliono quasi tutti che la Grecia rimanga nell'Euraccio cattivo fonte di ogni male, da cui dobbiamo sperare di uscire perchè è quella la causa di tutti i nostri problemi e fuori troveremo un periodo d'oro e di sviluppo forsennato: lo dicono anche i disinteressati espertoni della finanza mondiale e i nazi. E' vero, meglio per la Grecia andare in fallimento e uscire dall'Euro, così poi non avranno più neanche il problema di governarsi da soli: la sede del governo sarà direttamente a Mosca e il ministero dell'economia a Pechino.

Ma è anche probabile che mi sbagli, nel senso che non è questione di essere condizionati dalle balle raccontate sull'Euro: in anni di discussioni sulle faccende europee mi è capitato molto spesso di vedere chi mascherava la pura e semplice opposizione al concetto stesso di unità europea dietro alle difficoltà che il processo d'integrazione incontra.

Mastro Titta ha scritto:
Come vedi, in questo discorso l'Europa non c'entra nulla. Non c'entra nulla perchè l'U.E non conta nulla e probabilmente non esiste. Se esistesse l'Europa, il debito (almeno quello intereuropeo) sarebbe una sorta di "partita di giro" e in Paesi in difficoltà sarebbero invitati a non pagarlo. Ma l'Europa non esiste (e chi dice il contrario evidentemente si rifiuta, ad esempio, di accettare le notizie che vengono da Ventimiglia) e se io ne parlo è solo perchè sembra impossibile il consolidamento o rifiuto del debito senza "pagar scotto" nei confronti della partecipazione all'Eurozona. Ebbene, se quello è il prezzo da pagare, magari è conveniente pagarlo, non so.

Ma ci siamo chiesti cos'abbiamo fatto noi per far esistere e contare l'Europa, oltre che lamentarci e auspicare follie come l'uscita di questo o quello stato dall'unione monetaria, se non addirittura dall'UE? Non sarebbe magari più intelligente sfruttare momenti come questi per alzare la testa e far capire ai nostri stimati governanti che le cose devono cambiare? No, ovviamente no, meglio mandare tutto allo sfascio: tanto chi se ne frega, gli effetti dell'uscita dall'unione monetaria sono solo "terrorismo psicologico" ed essere parte dell'UE non è importante e non avrebbe effetti rilevanti uscirne, anzi, saremmo messi bene più che mai così isolati e sganciati dal sistema economico con cui siamo interdipendenti. Per il resto non c'è problema, possiamo mendicare agli americani o a Putin.

L'impossibilità di consolidamento o rifiuto del debito (che prima di questa crisi nessuno aveva costretto nè la Grecia nè noi a far esplodere, particolare spesso dimenticato) senza "pagar scotto" nei confronti della partecipazione all'Eurozona è una cazzata, ma si sa che questo giochetto di associare l'unione monetaria ai problemi generati dal debito paga bene per chi sta tentando di manadre tutto all'aria.





[*]

Un paio di esempi delle balle raccontate dagli europeistacci malvagi che vogliono mantenere i paesi all'interno dell'unione monetaria per impedire che falliscano, scappino dal demonio Euro e trovino finalmente il paradiso. Ma si sa che è tutto "terrorismo psicologico": per la Grecia sarebbe certamente diverso perchè l'Islanda è piccolissima, e poi la Grecia ha il turismo e poi che sarà mai un tracollo della valuta e BLABLABLABLABLABLABLABLA:

Estratti da wikipedia, voce Crisi finanziaria islandese del 2008-2011
https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_finanziaria_islandese_del_2008-2011


La corona islandese

La corona islandese ha perso oltre il 35% del suo valore contro l'euro fra gennaio e settembre 2008,[10] l'inflazione era salita al 14%[11] ed il tasso d'interesse nazionale era stato alzato fino al 15,5% per contrastare l'elevata inflazione[23]


Per facilitare il commercio estero il 15 ottobre la Banca centrale mise in piedi un sistema temporaneo di aste quotidiane di moneta, in cui domanda e offerta determinavano il valore della corona.[17] La prima di queste aste vendette 25 milioni di euro ad un cambio di 150 corone.[18] Il cambio delle corone islandesi all'esterno del paese ricominciò il 28 ottobre ad un cambio di 240 contro euro, dopo l'innalzamento del tasso d'interesse islandese fino al 18%.[19]

A novembre il cambio reale (calcolato cioè scontando l'inflazione) della corona, come riportato dalla Banca centrale islandese, era circa un terzo più basso del cambio medio del periodo 1980 - 2008, e il 20% in meno del minimo storico nello stesso periodo;[20] il cambio riportato dalla Banca centrale europea era ancora peggiore.[16] Il 28 novembre la Banca centrale islandese cambiava la corona a 182,5 contro l'euro,[10] mentre la Banca centrale europea la cambiava a 280.[16] Quello stesso giorno la banca centrale ed il Ministero dell'economia modificarono la regolamentazione imposta dalla Banca centrale all'inizio della crisi.[21][22] Venivano così vietati i movimenti da e verso l'Islanda senza un'esplicita autorizzazione da parte della banca centrale. Si stima che gli investitori stranieri possedessero circa 2,9 miliardi in titoli in corone, soprannominati glacier bond.[24]

Le nuove regole obbligavano inoltre la popolazione islandese a depositare ogni somma in valuta straniera in una banca islandese.[23], anche se vi sono prove riguardanti operazioni effettuate da esportatori islandesi sui mercati esteri, che cambiavano corone islandesi contro euro e sterline al di fuori del controllo della Banca centrale islandese e svuotando così il mercato interno di valuta estera.[25] La Banca centrale dovette quindi vendere 124 milioni di euro di proprie riserve valutarie per compensare la differenza,[18] paragonato ad un avanzo commerciale stimato in 13,9 milioni di euro.[26]

L'ultima asta si tenne il 3 dicembre 2008. Il giorno seguente il mercato interno interbancario dei cambi riaprì con tre intermediari finanziari, tutti di proprietà pubblica.[27] Nei primi due giorni di contrattazioni, la corona perse circa il 22% del proprio valore contro l'euro (stabilito durante l'ultima asta monetaria), salendo fino a 153,3.




Estratto da: Il caso Islanda: l’occhio del ciclone della crisi finanziaria
del 2008

http://infoscienza.blogspot.it/2008/11/il-caso-islanda-locchio-del-ciclone.html


Per quel che riguarda gli approvvigionamenti di beni di prima necessità, la diffidenza dei fornitori ad consegnare merci senza farsi pagare in anticipo e, sopratutto, l’inconvertibilià della valuta locale sta causando una penuria di generi alimentari e svuotando gli scaffali dei supermercati. Quello che aspetta l’isola sarà un brutale ritorno a terra o meglio al passato, ci sarà da aspettarsi nei ristoranti alla moda di Reykjavik meno vino dell’Alsazia e più Vodka islandese filtrata nella roccia lavica, meno Brie e piú pinna di foca rancida o carne di squalo putrefatta, senza contare una leccornia tipica della capitale, i testicoli di montone marinati nel siero di latte.
Il 28 Ottobre, all’indomani del prestito concesso del FMI, la valuta islandese messa sotto pressione dalle posizioni short – al ribasso - degli hedge funds, ha riaperto le contrattazioni lasciando sul terreno più 50% del valore – a 240 Euro -, la Banca Centrale ha portato i tassi d’interessi al 18%, dal 12% del giorno prima, bloccando di nuovo la convertibilità della valuta.


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Messaggio Da ART- il Sab Giu 20, 2015 3:32 am

Epoch ha scritto:
Purtroppo vedo sempre più una chiusura a riccio di tutti, non solo dei governi, tutti a richiudersi su se stessi.

La competizione, soprattutto economica, non si potrà più fare in futuro con paesini, scusate il termine come l'Italia, la Grecia o la Francia.
Ci sono, dall'altra parte dei giganti!
Cina e U.S.A. Sopra tutto.

Con capitali da muovere enormi. Io continuo ad essere convinto che solo un'Europa unita a tutti i livelli possa vincere.

E' fin troppo palese, Epoch, ma purtroppo la situazione attuale fa comodo a troppi: puoi galleggiare e mettere toppe in continuazione, rimandare, ignorare o fingere di affrontare i problemi buttando tutta la colpa sull'Euro o su "Bruxelles". Puoi mascherare facilmente la nullità o quasi nullità che sono gli stati singolarmente presi... finchè i problemi diventano talmente gravi che devi affrontarli per forza, e ti ritrovi senza i mezzi per farlo.

Epoch ha scritto:Però non è solo questo. Il campanilismo è un tarlo pericoloso. Cominci con un muretto da una parte e poi ne fai uno dall'altra. alla fine ti ritrovi peggio che ad inizio del secolo scorso.

Qui però bisogna fare una distinzione.
Per quanto riguarda l'immigrazione, attualmente in UE ci sono due muri: quello fra Spagna e Marocco (nelle exclavi di Ceuta e Melilla) e quello fra Bulgaria-Grecia e Turchia: questi sono ai confini esterni dell'UE e stante la situazione era inevitabile che fossero costruiti, perchè la pressione dell'immigrazione clandestina in queste aree è fortissima. E' una realtà con cui dobbiamo fare i conti, qualunque sia la soluzione che vorremo (se lo vorremo) adottare a livello europeo per affrontare la questione. Se è sbagliato affrontarla "alla nazionalista" è anche inevitabile che dei confini ci siano, quelli fra UE ed esterno, anche se fosse per qualche demente di muri se ne alzerebbero pure all'interno dell'UE.
Anche in questo caso si torna al discorso del mio intervento precedente: la libertà di circolazione all'interno dell'UE non sta scomoda solo ai nazionalisti e ai fascisti stile Salvini, ma anche a chi non vuole affrontare il problema immigrazione perchè sa benissimo che l'unico livello a cui si può sperare di farlo con successo è quello europeo: di conseguenza a loro va bene finchè si può stare tranquilli a far niente buttando la colpa su Schengen, sull' "Europa" o sugli altri stati... e i neonazisti vanno al 20%.
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Messaggio Da ART- il Sab Giu 27, 2015 1:59 pm

Questo doveva essere il "giorno decisivo", ma Tsipras ha deciso di prolungare ulteriormente la questione indicendo un referendum il 5 luglio sull'accettazione del programma. In sostanza teoricamente si prende altre 2 settimane di tempo per sistemare la faccenda, ovvero il tempo che secondo le regole del FMI passa fra l'intimazione del pagamento della somma dovuta alla scadenza e la dichiarazione dello stato come inadempiente.
Si ipotizza da qualche parte che in realtà lo faccia per contrastare l'opposizione interna del partito all'accordo, sfruttando quello che è un elemento chiaro a lui e all' 80-85% della popolazione greca: uscire dall'unione monetaria per la Grecia sarebbe un disastro.

P.S. Io non so più cosa pensare, anche perchè il cosidetto "piano di rafforzamento per l'unione monetaria in caso di uscita della Grecia" è una mezza cavolata che di problemi ne risolverà pochi, se non altro perchè rimanda alle calende greche gli elementi che sarebbero davvero importanti per un rafforzamento reale dell'unione monetaria.
In caso di disastro in Grecia non so proprio come potremmo uscire da una situazione del genere, anche perchè come ho già detto nel primo post non è difficile capire che il clima che si verrebbe a creare sarebbe un'occasione storica per i vari Le Pen e Salvini in giro per l'Europa per cominciare a farsi strada nei governi europei, appoggiati dal loro amicone e collega a Mosca: normalmente non avrebbero vita facile, ma con l'apparato propagandistico martellante che hanno dietro e coi governanti del xxxxx che ci ritroviamo oggi al potere in tutti i principali stati dell'UE in un contesto del genere sarà facile tentare di sfasciare definitivamente tutto.

In ogni caso la nostra disgrazia è l'avere al potere le persone sbagliate al momento sbagliato: quel serpente schifoso della Merkel in Germania e due nullità complete come Hollande e Renzi in Francia e Italia: Merkel ha avuto gioco facile ad imporre la sua linea nazionalistoide e a far passare lei e i suoi scagnozzi come i poveracci che tanto volevano aiutare la Grecia ma non ci sono riusciti. Hanno applicato di nuovo con estrema perizia il solito giochetto sporco del decidere le loro pazzie e dirottare tutta la colpa delle conseguenze su BCE, FMI, Commissione, "Europa", "Bruxelles" e chi più ne ha più ne metta dei personaggi che nell'immaginario collettivo di nazisti e talebani comunisti è il governo dell'UE.

Perchè è fin troppo evidente che fra i principali che lavorano per sbattere fuori la Grecia ci sono proprio loro, Merkel e il suo amato ministro Schauble, il cosiddetto "falco", e col peso che hanno (anche per colpa dell'inerzia degli altri) contrastarli non è facile. Tutto questo ferme restando le responsabilità della Grecia, che la propaganda eurofoba ha tentato di dipingere come la povera vittima costretta dall' "Europa" a fare cazzate e mandarsi in rovina da sola, fingendo di dimenticare da dov'è saltato fuori il problema. Elevare la Grecia a eroina che combatte contro il mostro "Europa" è il cavallo di battaglia di questo periodo, salvo poi lasciarla tranquillamente crepare se davvero dovessero riuscire a buttarla fuori dall'unione monetaria... complimenti per l'onestà e la sensibilità dei signori combattiamo-il-demonio-europeo-per-il-trionfo-del-bene. Farlo parandosi col culo degli altri è proprio una nobile impresa, complimenti!
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Messaggio Da Erasmus il Dom Giu 28, 2015 4:05 am

ART- ha scritto: ... la nostra disgrazia è l'avere al potere le persone sbagliate al momento sbagliato: quel serpente schifoso della Merkel in Germania e due nullità complete come Hollande e Renzi in Francia e Italia: Merkel ha avuto gioco facile ad imporre la sua linea nazionalistoide e a far passare lei e i suoi scagnozzi come i poveracci che tanto volevano aiutare la Grecia ma non ci sono riusciti. Hanno applicato di nuovo con estrema perizia il solito giochetto sporco del decidere le loro pazzie e dirottare tutta la colpa delle conseguenze su BCE, FMI, Commissione, "Europa", "Bruxelles" e chi più ne ha più ne metta dei personaggi che nell'immaginario collettivo di nazisti e talebani comunisti è il governo dell'UE.

Perchè è fin troppo evidente che fra i principali che lavorano per sbattere fuori la Grecia ci sono proprio loro, Merkel e il suo amato ministro Schauble, il cosiddetto "falco", e col peso che hanno (anche per colpa dell'inerzia degli altri) contrastarli non è facile.
No, ART, non è così come dici!
Occhio a non cadere anche tu in pregiudizi analoghi a quelli di chi incolpa di tutto burocrati, banchieri, Bilderberg ... e affini.
Data anche l'ora non dico nulla di più.
Guarda che Schäuble all'integrità dell'Eurozona ci tiene perché, in gran parte, l'Euro è anche una sua "creatura"!
[Schäuble e Lamers erano i due uomini di fiducia di Kohl].
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Ultima modifica di Erasmus il Lun Lug 06, 2015 7:01 pm, modificato 1 volta

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Messaggio Da ART- il Dom Giu 28, 2015 4:42 am

Non so, Erasmus, a me pare che le cose non stiano proprio così.
Se Schäuble ci tenesse davvero all'integrità dell'Eurozona non avrebbe permesso di arrivare a questo punto. Avrebbero preso atto che la Grecia non può ripagare i debiti in queste condizioni e avrebbero dilazionato a lungo termine invece di tirare la corda fino a questo punto, facendoci fare una figura da imbecilli nei confronti di mezzo mondo e mettendo a repentaglio quel poco che siamo riusciti a realizzare fin'ora a fatica in fatto di unità europea seria. Probabilmente Schäuble non è più quello che era ai tempi di Kohl, se no non avrebbe permesso un casino del genere.
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Messaggio Da ART- il Dom Giu 28, 2015 12:20 pm

Ecco che rischiamo di tirarci una martellata nei coglioni che avrebbe chiari e negativi influssi per decenni interi. Questo non per il default della Grecia, eventualità sempre possibile, ma perchè il default verrà sfruttato come "cavallo di Troia" per cercare di sbattere la Grecia fuori dall'UME, per far passare il concetto che l'unione monetaria non è irreversibile, che l'Europa può e deve tranquillamente rimanere quello che è ora senza neanche sognarsi di progredire verso un'unione seria. Quest'ultima avrebbe risolto nel giro di cinque minuti con meccanismi automatici il caso di questo "fastidioso piccolo paese" che si è intrufolato nell'Euro camuffando i suoi conti pubblici e ha una gestione dello stato e delle finanze da incubo, con un'evasione fiscale da sempre più alta anche di quella italiana. Ma l'Europa attuale non è certo una federazione che reagisce ai problemi interni al suo sistema, è una comunità di stati che fanno finta di essere indipendenti a livello miondiale e non si vogliono prendere carico di troppi problemi... perchè tutto va ben così, madama la marchesa: per loro a tenere sufficientemente compatta la baracca bastano l'interdipendenza economica e la NATO. E se va bene (per loro) si riuscirebbe anche a spingere fuori altri paesi problematici.

E' questo il vero obiettivo della manovra, e si capiva fin dall'inizio che saremmo arrivati a questo punto anche perchè da subito si è partiti con questo giochetto sporco di associare il default all'uscita dall'unione monetaria, come se fra questi ci fosse una connessione automatica. L'Euro è uno dei pochissimi elementi federali dell'Europa di oggi, e come sappiamo questo fa venire il prurito a molti (sia nella classe politica che ovviamente in tutti quelli che fuori hanno interesse a un'Europa divisa e debole): in sostanza secondo me siamo davanti a un tentativo di correzione dell' "errore" nella struttura europea puramente intergovenativa, che per queste categorie con l'Euro è arrivata a una compattezza un po' troppo spinta.

L'unione monetaria è un elemento che "rischia" di spingere a lungo termine l'Europa verso un'unione anche politica, contrastando con la sua essenza unitaria le politiche nazionali degli stati, quindi la Grecia (uno stato che ha pochissimo peso economico in UE) è un'occasione d'oro da sfruttare senza contraccolpi economici eccessivi per cercare di neutralizzare la spinta verso una gestione unitaria anche della politica, indesiderata alle categorie che ben conosciamo. Il problema dello spingere la Grecia verso la Russia fascistoide di Putin evidentemente non è considerato un vero problema: finchè esiste la NATO comunque gli USA provvederanno con il loro peso a tenere lontano Putin da quei confini che gli staterelli finti indipendenti non possono neanche sognarsi di gestire da soli, Grecia o non Grecia.

La vera partita si comincia a giocare adesso e come andrà a finire è tutto da vedere.
Giorni da incubo.
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Messaggio Da ART- il Dom Lug 05, 2015 9:09 pm

Ok, al referendum ha vinto il no. Ora ci sarà la solita strumentalizzazione di massa, specialmente da parte degli estremisti che parleranno di "schiaffo all'Europa", "schiaffo all'Euro" e tutta la solita trafila di cazzate-slogan. Salvini ha già cominciato a farlo, con tutto il codazzo di camerati in giro per l'Europa.
Ma non è questo che c'interessa, bensì come si svilupperà adesso la faccenda: bisogna sperare che questo risultato serva a qualcosa, e in particolare che non venga usato come pretesto per attuare (presunti) piani per buttare fuori la Grecia dall'UME.
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Messaggio Da Erasmus il Lun Lug 06, 2015 7:08 am

ART- ha scritto: ... bisogna sperare che questo risultato serva a qualcosa, e in particolare che non venga usato come pretesto per attuare (presunti) piani per buttare fuori la Grecia dall'UME.
Ciao, ART.
Sai come la penso.
Non ci sono procedure per l'uscita dall'Eurozona.
Ma ci sono quelle per l'uscita dall'UE.
Se così piacesse ai greci, piacerebbe anche a me! 
La Grecia si accomodi pure fuori dell'UE. Un piccolo impedimento di meno (veramente piccolo) verso la Federazione.
Ma nessuno mi accontenterà!
-----------------------
E nessun governo vuole davvero una Europa federata.
---------------------
Giusto (in ambito confederale dove ogni governo cerca il massimo di soddisfazione dei suoi interessi) che Tsipras tiri la corda in modo da ristrutturare il debito al minimo livello possibile. 
Occhio, però, a non tirarla troppo: la corda si può anche rompere!
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Messaggio Da Epoch il Lun Lug 06, 2015 8:01 am

Ieri sera ascoltavo la "maratona" di Mentana... (quando ci penso mi viene da ridere perché penso a Crozza)

C'era Cofferati in collegamento, non era in studio con gli altri. Ad un certo punto ha detto una cosa che non mi sare mai aspettato, tranne una piccola parte (a volte ritornano).

Alle 20 la vittoria del NO era praticamente certa, ha parlato 2 minuti e secondo me ha detto più dei discorsi fatti dalle altre persone in studio che hanno parlato per ore.
Ha detto che è ora di fare un bel passo avanti, di finirla con i governi nazionali, che se l'europa vuole funzionare ci va una finanza unica e comune. Con soli "Eurobond", un governo Europeo e delle leggi Economiche uguali per tutte che coprendano "una tassa sulle transazioni finanziarie" (a volte ritornano).

Ecco, se tolgo il corsivo è l'unico discorso serio che ho sentito in un'ora di ciarle...
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Messaggio Da Erasmus il Lun Lug 06, 2015 6:13 pm

Epoch ha scritto: Cofferati
[...] se tolgo il corsivo è l'unico discorso serio che ho sentito in un'ora di ciarle...
Peccato che siano soltanto parole!
Cofferati, da bravo ex-sindacalista, come parolaio è un "maestro" invidiabile.
Ma proviamo un po' a cercare,  nei lunghi anni della sua "militanza a sinistra",  quali "azioni" ha fatto in favore dell'integrazione politica europea ... 
Cerca che ti cerca, non se ne trova nemmeno una! 
Ha persino rifiutato, come candidato al Parlamento Europeo, di sottoscrivere l'impegno che, se eletto, avrebbe sostenuto la causa dell'ìintegrazione politica dell'UE in direzione  federale.
Poi, per mettersi in mostra, ha chiesto ed ottenuto di far parte del "Gruppo Spinelli" (pilotato da Verhofstadt), disinteressandosi però di quantoil "gruppo" andava proponendo.
[Controllare le firme in calce ai comunicati-stampa del "Gruppo Spinelli", please]

Sarei ben felice di essere smentito ...
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Messaggio Da Epoch il Mar Lug 07, 2015 10:43 am

Purtroppo quando gli animi e le situazioni politico/finanziarie "bollono" come in questo periodo, di Parole se ne dicono tante e troppe, da parte di tutti.
Muoversi però non lo fa nessuno.
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Messaggio Da ART- il Dom Lug 12, 2015 11:17 am

Un articolo di Tonia Mastrobuoni, inviata di La Stampa a Bruxelles, che spiega bene la situaizone ad ora. Questa giornalista si è rivelata a mio avviso una delle fonti giornalistiche più competenti sulla questione (che sono poche), insieme anche ad Adriana Cerretelli del Sole 24 Ore.


http://www.lastampa.it/2015/07/12/economia/grecia-scontro-schubledraghi-D7aSqYUEguQfF6GYZAHXVO/pagina.html
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Messaggio Da ART- il Mer Lug 29, 2015 10:31 pm

E' quasi impressionante, tutto sta andando esattamente com'era fin troppo facile prevedere. Le manovre di Schauble e Merkel con la Grecia hanno creato un casino totale, aprendo la strada ad accuse all'Euro da parte di speculatori, economisti ed eurofobi di professione assorititi: l'Euro non è irreversibile, l'Euro è stato un errore, l'Euro è una mostruosità, l'Euro è il disastro, l'Euro è il male, l'Euro è il nemico, l'Euro è il demonio.
Tutto sta andando come si era immaginato, non certo nel senso di "catastrofe calcolata e auspicata" tanto caro al carnevale paranoide eurofobo, ma della previsione dei problemi impliciti nella divisione europea durante la sua lenta e non certo scontata marcia verso l'unificazione: l'Euro sta facendo egregiamente il suo mestriere perchè ha messo completamente a nudo l'incapacità di un'Europa divisa politicamente di reagire ai problemi: la bastonata negli zebedei che "l'Europa delle nazioni" si è presa è stata sonora e potente. Per questo ci costringerà a smettere di far finta che tutto vada bene così e scegliere se dobbiamo essere delle nullità in declino raggruppate in un'alleanza militare a direzione esterna, finchè durerà, o dobbiamo almeno provare a stabilizzarci in un'elemento geopolitico saldo al suo interno e realmente sovrano nel mondo.

E dato che la lingua batte dove il dente duole,  se la "metà nazionalista" d'Europa è ben lungi dall'essere sconfitta però urla: reagisce al pericolo sbraitando contro l'elemento che l'ha costretta ad uscire allo scoperto in tutta la sua marcescenza, l'Euro, cercando di spostare su di esso tutta l'attenzione e le colpe. Ora da più parti si parla di necessità di parlamenti dell'eurozona e bilanci dell'eurozona, svegliandosi o facendo finta di svegliarsi nel 2015 a dichiarare che sarebbe ora di cominciare a fare quanto andava fatto come minimo negli anni '90. La battaglia si combatterà anche su questo fronte... ma con la sfiducia causata dal caso Grecia sarà arduo uscirne: è fin troppo facile prevedere quali accuse saranno mosse a un tentativo di creare una specie di ministero europeo dell'economia che gestisca un bilancio comune, questo sempre ammesso che ci si provi sul serio. Eppure è proprio così che era stato previsto, anche da Jean Monnet stesso: avanti a bruschi risvegli dal mondo dei sogni, nella speranza che l'Europa sia abbastanza forte da reagire al colpo di turno e progredire verso l'unica via d'uscita dal suo destino di decadenza e sfascio graduale, o almeno avere la possibilità di tentarci, con l'unità politica.
Da notare che alcuni degli antieuropesti o euroscettici che siano sono ben consapevoli del significato non solo economico ma anche e soprattuto politico dell'unione monetaria, infatti cercano di attaccarla anche su questo lato, rendendosi conto che pure lì si sposterà lo scontro.

Non so come andrà a finire, veramente non so più cosa pensare, ma è certo che stiamo assistendo ad eventi storici. Non so che strada prenderà il nostro futuro, ma comunque vada a finire non avrò nessun rimpianto: ho sempre fatto tutto il possibile perchè la mia patria, l'Europa, si trasformi da un'accozzaglia di staterelli sempre in bilico fra collaborazione e conflitto, poco o per nulla influenti nel mondo se singolarmente presi, in un paese unito, il più possibile libero, forte e democratico.
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