La guerra libica

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Messaggio Da tessa il Dom Feb 15, 2015 3:19 pm

Caro Freg, quindi inizia la Guerra Libica, hai l'Isis ad appena 350 km dalle tue terre di Acireale, dal tuo vulcano Etna, dai tuoi vigneti e uliveti ed agrumeti, dalle tue ville, insomma sono molto spaventata, tu che ti intendi di politica interna ed estera ci puoi spiegare qualcosa?
Grazie.
Ciao

P.S. Volevo pensare con te ad una Ferrari Testarossa e invece devo pensare all'Isis, che palle,  spiegami qualcosa, io sto a Roma, sui Sette Colli, che succederà? Mi trasferisco in una tribu' in Nuova Zelanda?
Ciao.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da freg53 il Dom Feb 15, 2015 3:29 pm

tessa ha scritto:Caro Freg, quindi inizia la Guerra Libica, hai l'Isis ad appena 350 km dalle tue terre di Acireale, dal tuo vulcano Etna, dai tuoi vigneti e uliveti ed agrumeti, dalle tue ville, insomma sono molto spaventata, tu che ti intendi di politica interna ed estera ci puoi spiegare qualcosa?
Grazie.
Ciao

P.S. Volevo pensare con te ad una Ferrari Testarossa e invece devo pensare all'Isis, che palle,  spiegami qualcosa, io sto a Roma, sui Sette Colli, che succederà? Mi trasferisco in una tribu' in Nuova Zelanda?
Ciao.
No,tranquilla, io sono mezzo libico e non succederà niente, se tutto precipita andremo in una grotta naturale costruita dalla lava del 394 avanti cristo, in questa  grotta si rifugio mia madre  nell'agosto del 43 quando un battaglione tedesco occupo Villafreg, è una storia che ho raccontato nel mio profilo Facebook, e se poi le cose dovessero precipitare andremo a dormire dentro una botte, oggi inutilizzata, di legno di ciliegio che può contenere 20.000 litri di vino,e così grande che può contenere una stanza da letto.Parlando seriamente che dovessimo rimpiangere GHeddafi era l'ultima cosa che potessimo aspettarci.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Verci il Dom Feb 15, 2015 9:40 pm

freg53 ha scritto:........Parlando seriamente che dovessimo rimpiangere GHeddafi era l'ultima cosa che potessimo aspettarci.
Concordo in pieno. Mi lascia invece molto basito l'annuncio del ministro della difesa, sig.ra Pinotti, pronta a mandare 5.000 soldati in prima linea in Libia. Forse sarebbe meglio ritirare prima quelli che sono ancora in Afghanistan e in altre parti del globo. L'eroica affermazione, che rende alto l'orgoglio dell'Italia sopra il mondo intero , forse non tiene debito conto della reale capacità delle nostre FF.AA. di affrontare una guerra in campo aperto. Nel frattempo annichiliamo di fronte all'invio nel mar libico di motovedette disarmate che, oltre a dover caricare i profughi imbarcati su gommoni, devono poi anche restituire questi ultimi agli scafisti armati di kalashnikov, con cui minacciano i nostri militari. A noi, invece, nemmeno i fucili di legno con il tappo. 

Avanti così! 
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Re: La guerra libica

Messaggio Da tessa il Dom Feb 15, 2015 10:04 pm

Verci ha scritto:
freg53 ha scritto:........Parlando seriamente che dovessimo rimpiangere GHeddafi era l'ultima cosa che potessimo aspettarci.
Concordo in pieno. Mi lascia invece molto basito l'annuncio del ministro della difesa, sig.ra Pinotti, pronta a mandare 5.000 soldati in prima linea in Libia. Forse sarebbe meglio ritirare prima quelli che sono ancora in Afghanistan e in altre parti del globo. L'eroica affermazione, che rende alto l'orgoglio dell'Italia sopra il mondo intero , forse non tiene debito conto della reale capacità delle nostre FF.AA. di affrontare una guerra in campo aperto. Nel frattempo annichiliamo di fronte all'invio nel mar libico di motovedette disarmate che, oltre a dover caricare i profughi imbarcati su gommoni, devono poi anche restituire questi ultimi agli scafisti armati di kalashnikov, con cui minacciano i nostri militari. A noi, invece, nemmeno i fucili di legno con il tappo. 

Avanti così! 
Dicono che non era una motovedetta della Marina ma della Guardia Costiera con uomini disarmati, secondo la regola.Gli scafisti si sono presi anche la motovedetta, e dicono meglio cosi' che se fossero stati armati e avessero sparato colpendo e uccidendo qualche scafista, sarebbero finiti in un carcere libico
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Re: La guerra libica

Messaggio Da freg53 il Dom Feb 15, 2015 10:08 pm

L'Italia dovrà fare la sua parte, il mondo non può assistere al deterioramento della situazione che può infiammare il Mediterraneo , noi in Sicilia saremo in prima fila, mentre mi sento di rassicurare Tessa che stasera mi pare molto preoccupata.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Epoch il Lun Feb 16, 2015 9:11 am

L'Italia!?!
Cosa serve ancora per capire che è l'Europa intera che si deve unire e svegliare??
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Verci il Sab Feb 21, 2015 1:54 pm

Epoch ha scritto:L'Italia!?!
Cosa serve ancora per capire che è l'Europa intera che si deve unire e svegliare??
Ecco, un po' di mentalità che non sia solamente isolana (senza nulla togliere a Freg) o della Padania leghista, che un tempo blaterava sull'affondamento dei barconi ripieni di immigrati. Purtroppo l'Europa fatica ancora a pensare in termini di "Unione" e quello stesso termine, apparentemente rassicurante, in realtà nasconde profonde divisioni, difficili a colmarsi. Basta vedere la rigidità del banchiere tedesco nei confronti della Grecia, per capirlo. Comunque, appare contradditoria la nostra partecipazione attiva in azioni di guerra condotte in Afghanistan e in tante altre parti del mondo a confronto di una sorta di non belligeranza nei confronti di un nemico che la guerra l'ha già dichiarata. Soluzione politica con l'Isis? Sarebbe la cosa migliore, ma il pensiero dei tagliateste probabilmente è diverso. E non bisogna essere dei grandi statisti per capirlo.  
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Re: La guerra libica

Messaggio Da freg53 il Sab Feb 21, 2015 2:05 pm

Wvuou
Verci ha scritto:
Epoch ha scritto:L'Italia!?!
Cosa serve ancora per capire che è l'Europa intera che si deve unire e svegliare??
Ecco, un po' di mentalità che non sia solamente isolana (senza nulla togliere a Freg) o della Padania leghista, che un tempo blaterava sull'affondamento dei barconi ripieni di immigrati. Purtroppo l'Europa fatica ancora a pensare in termini di "Unione" e quello stesso termine, apparentemente rassicurante, in realtà nasconde profonde divisioni, difficili a colmarsi. Basta vedere la rigidità del banchiere tedesco nei confronti della Grecia, per capirlo. Comunque, appare contradditoria la nostra partecipazione attiva in azioni di guerra condotte in Afghanistan e in tante altre parti del mondo a confronto di una sorta di non belligeranza nei confronti di un nemico che la guerra l'ha già dichiarata. Soluzione politica con l'Isis? Sarebbe la cosa migliore, ma il pensiero dei tagliateste probabilmente è diverso. E non bisogna essere dei grandi statisti per capirlo.  
Non facciamola facile , contro chi combattiamo in Libia se la Libia e controllata da un centinaio di tribù ,in quel paese ci sono due governi, migliai di miliziani,ci vorrebbe come minimo una armata di 80.000 mila uomini, non facciamola facile.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Verci il Sab Feb 21, 2015 9:05 pm

freg53 ha scritto:
Non facciamola facile , contro chi combattiamo in Libia se la Libia e controllata da un centinaio di tribù ,in quel paese ci sono due governi, migliai di miliziani,ci vorrebbe come minimo una armata di 80.000 mila uomini, non facciamola facile.
In effetti non dovremmo combattere da soli. Se l'Unione Europea è veramente tale e se la minaccia Isis saprà concretizzarsi con attentati e massacri, pensare ad un intervento autoctono è semplicemente assurdo. Se ne sono accorti addirittura Renzi e quell'incompetente ministro della difesa che di cognome fa Pinotti, così solerte ad annunciare l'invio in Libia di 5.000 uomini. 

Armiamoci e partite, come si suol dire.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da ART- il Lun Mar 02, 2015 4:33 am

L'intervento non sarebbe stato solo nostro: questi 5000 soldati sono quanto l'Italia avrebbe messo in campo, almeno inizialmente, nell'ambito di una coalizione internazionale se si fosse deciso d'intervenire in Libia.
Forse stiamo arrivando a capire che le forze armate servono e che in questo periodo massacrarle di tagli non è proprio una cosa furba?

Comunque una cosa da soli avremmo potuto/potremmo farla: aiutare l'Egitto a bombardare le postazioni ISIS in Libia, invece di stare a grattarci i gioielli di famiglia aspettando che l'Egitto e quanto rimane delle forze armate libiche facciano il lavoro sporco per conto nostro, con risultati tutti da vedere. E se qualcuno vi assicura che "non possiamo perchè non abbiamo i mezzi" io vi assicuro invece che sta dicendo le solite stronzate di chi vuol mettere becco in queste faccende senza sapere di cosa sta parlando.

Rimpiangere Gheddafi? La vulgata così vuole, tipica di quei cacasotto opportunisti che sono spesso gli italiani. Si... era meglio continuare a baciargli le mani, come anche non più solo metaforicamente fece Berlusconi, e pagare miliardi di pizzo all'anno perchè il buon Muhammar non ci sommergesse d'immigrati, con annessa costruzione a nostre spese di strade e ospedali... perchè poi lui aveva il petrolio. "E come faremmo senza il petrolio della Libia!" dicevano i più strenui sostenitori del buon colonnello dello stato delle masse arabo e socialista.
Ma che strano, però... anche se ora la produzione libica di petrolio è crollata il petrolio non ci manca affatto! Non sarà che questo grande attaccamento alla Libia del colonnello socialista era un pretesto buono per qualcuno a fare politica estera "comunista" e per qualcun altro a difendere i profitti dell'ENI? Ma no... che vado a pensare, fascista di merda che sono!

Ma poi è arrivata la Francia a interrompere questo idillio, dice qualcuno. "Ma tu guarda, i bastardoni ci hanno tolto la colonia libica dell'ENI e il nostro caro dittatore che tanto ci amava (a pagamento)!"
Ve ne siete fottuti di dare all'Europa un assetto unitario e forze armate uniche? Raccogliete i frutti di quello che avete seminato.


Epoch ha scritto:L'Italia!?!
Cosa serve ancora per capire che è l'Europa intera che si deve unire e svegliare??

Un bel casino di quelli grossi, ma veramente grossi.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Epoch il Lun Mar 02, 2015 9:05 am

ART- ha scritto:
Un bel casino di quelli grossi, ma veramente grossi.


Spero davvero di sbagliarmi... Ma forse non manca molto.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da freg53 il Lun Mar 02, 2015 12:00 pm

Oggi la Libia e nel caos.Due governi si contendono la leggitimita .Le milizie armate vagano liberamente per le strade.Manca spesso l'elettricità , e quasi tutte le attività economiche sono sospese.I proventi del petrolio ,la principale fonte di ricchezza del paese,sono diminuite di quasi il  90 per cento.Il paese appare spaesato  e quasi  un terzo della popolazione è fuggito in Tunisia.Ci sono tutte le condizioni perché si instauri un nuovo uomo forte, appuntatevi questo nome,Khalifa Haftar, ne sentirete parlare .
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Verci il Dom Mar 15, 2015 11:02 pm

Freg, in Libia forse stavano meglio quando stavano peggio e se i franciosi avidi di petrolio non fossero pretestuosamente intervenuti, come del resto gli USA in Irak, oggi avremmo ancora due Paesi governati da dittatori tolleranti verso il cristianesimo ma senza traccia alcuna di Isis.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da ART- il Lun Apr 06, 2015 3:24 am

No, Verci, non "stavano meglio quando stavano peggio": è una favoletta inventata da chi per motivi suoi sosteneva Gheddafi, cioè il suo petrolio o il suo modello. La vulgata sulla Libia felice, "il più ricco paese dell'Africa", erano funzionali proprio a quello: se è vero che la Libia in termini generali-potenziali è ricca c'è il piccolo particolare, puntualmente omesso, che alla popolazione di questa ricchezza arrivava ben poco.
Ma tenere in piedi un regime che non era molto diverso da quello attuale della Corea del nord faceva comodo a molti: all'ENI (l'ENI e non l'Italia, che come abbiamo visto il petrolio se lo può procurare facilmente altrove), che ha investito miliardi negli impianti d'estrazione e gli oleodotti libici, e a chi aveva idealizzato Gheddafi come uno dei vari dittatori buoni - grandi eroi socialisti/comunisti difensori del bene in giro per il mondo.

Ma ora questo giochetto è saltato. I francesi hanno solo accelerato un processo in atto già da tempo: infatti ci si scorda (o si finge di non ricordare) sempre che la guerra contro Gehddafi è iniziata dalla Cirenaica, perchè la sua popolazione ne aveva già da un pezzo abbastanza del nostro dittatore buono, quindi sulla scia delle altre rivolte ha trovato il coraggio di ribellarsi. In Libia il fuoco covava sotto la cenere da troppo tempo: che Hollande si sia comportato da imbecille cambia poco le cose.

L'errore vero che abbiamo commesso come Italia e come Europa nel complesso secondo me è di essere rimasti fermi a grattarci le palle, come al solito, invece d'intervenire per favorire la divisione della Libia in due paesi. Così facendo avremmo potuto almeno provare seriamente a stabilizzarla, evitando il casino odierno in cui due governi diversi con fazioni annesse si combattono perchè vogliono essere padroni di tutto il paese, situazione che ha favorito quei vuoti di potere in cui i cancri come l'ISIS attecchiscono. Questo perchè il fondamento della società libica è ancora oggi tribale: veramente unita la Libia non lo è mai stata, neanche quando era una provincia periferica dell'impero Ottomano. Dopo la dominazione italiana era stata organizzata in una federazione monarchica che riusciva in qualche modo a tenere la baracca in piedi, poi Gheddafi ha messo in piedi il classico sistema ultra-centralista dittatoriale che manteneva forzatamente tutto il paese sotto il suo controllo, incapace di decidere per sè, coi risultati che abbiamo visto.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Mastro Titta il Mer Mag 13, 2015 10:37 am

Ma l'Italia è in grado di fare un intervento militare? Non parlo di mezzi e nemmeno di competenza tecnica dei nostri militari, che presumo entrambi adeguati e soddisfacenti. Parlo della "psicologia" del nostro popolo. Perché un intervento militare - sostenuto o meno dall'Onu e da qualsivoglia altra organizzazione internazionale - è sempre e comunque una realtà all'interno della quale "qualcuno muore". La nostra opinione pubblica è sufficientemente forte dal punto di vista psicologico per assistere in televisione alle immagini di giovani uomini e donne e bambini uffici dalle nostre bombe? Perché, sia che ciò sia vero sia che ciò sia falso, quelle immagini ce le faranno vedere (fa parte della tradizionale attività di propaganda bellica accusare, esibendo "prove", il nemico di atrocità). E ancora di più, siamo disposti ad accettare l'idea che alcuni nostri ragazzi saranno uccisi? Perché è ovvio che, al primo caduto, TG1, TG2, TG£ e Mediaset e ogni altro canale televisivo, andranno ad intervistare la vedova, la madre o la fidanzata del "ragazzo mandato a morire" e non mancheranno gli appelli "riportiamoli a casa!".
L'Italia un intervento militare lo sopporta a condizione che duri poco, non muoia nessuno, sembri avere natura "umanitaria" e il lavoro sporco lo facciano gli americani. Ma qui le cose sono ben diverse. Consiglierei cautela e di seguire il consiglio del generale libico che ci detto "dateci le armi e questo lavoro fatelo fare a noi, che voi non siete capaci".
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Re: La guerra libica

Messaggio Da ART- il Mer Mag 13, 2015 10:11 pm

Il generale libico ha detto una stronzata (l'ha fatto apposta perchè ai libici servono armi, così in stile "gheddafiano" ha colto l'occasione per proporre a noi di fornirgliele gratis), ma il problema non è questo.
Con la psicologia è meglio se ci diamo una raddrizzata rapida, non solo noi italiani ma anche noi europei in generale, perchè nella situazione che si è venuta a creare non possiamo pensare di fare come sempre i cocchi di mamma che stanno a guardare nella speranza che il lavoro sporco lo venga a fare qualcun altro: è chiaro che in caso di vittime si scatenerebbe il piagnisteo "politico", ma questo non deve impedirci di fare ciò che riteniamo giusto per gestire una situazione che rischia di diventare esplosiva sul serio.

Comunque se intervento ci sarà non comporterà l'uso di unità di terra, tranne i membri dei servizi segreti (già adesso presenti in Libia) e/o le unità speciali infiltrate.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Mastro Titta il Ven Mag 15, 2015 9:46 am

ART- ha scritto:
Con la psicologia è meglio se ci diamo una raddrizzata rapida, non solo noi italiani ma anche noi europei in generale, perchè nella situazione che si è venuta a creare non possiamo pensare di fare come sempre i cocchi di mamma che stanno a guardare nella speranza che il lavoro sporco lo venga a fare qualcun altro: è chiaro che in caso di vittime si scatenerebbe il piagnisteo "politico", ma questo non deve impedirci di fare ciò che riteniamo giusto per gestire una situazione che rischia di diventare esplosiva sul serio.

Mi auguro che le cose vadano come scritto da ART, ma sinceramente ci spero poco. Dopo decenni (o forse secoli?) di politica vittimistica ed opportunista, sapremo dimostrare di essere un paese serio, coeso e determinato? Mah ... speriamo. Mi viene un po' da ridere ma .. vedremo. E che Dio ce la mandi buona.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Epoch il Ven Mag 15, 2015 11:15 am

Io mi chiedo solo una cosa, che non capisco.
Alcuni Stati U.S.A. hanno un problema, tipo per fare un esempio a caso, gli emigrati/rifugiati dal Messico. Il problema è degli U.S.A., Gli U.S.A. agiscono. Poi forse, se ne anno voglia e rimane del tempo per farsi pubblicità, nel caso sia positiva, lo dicono all'O.N.U., altrimenti va bene così...

Gli Stati europei  hanno un problema, dopo un po' l'Europa si accorge che il problema, guarda un po' è Europeo.
L'Europa chiede il permesso agli U.S.A. di poter chiedere in sede O.N.U. se si può risolvere la questione... Perché bisogna capire se qualcun'altro (tipo Putin) si può offendere...

Mi sembra che ci sia qualche cosa che non torna...
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Mastro Titta il Ven Mag 15, 2015 5:25 pm

Epoch ha scritto:Io mi chiedo solo una cosa, che non capisco.
Alcuni Stati U.S.A. hanno un problema, tipo per fare un esempio a caso, gli emigrati/rifugiati dal Messico. Il problema è degli U.S.A., Gli U.S.A. agiscono. Poi forse, se ne anno voglia e rimane del tempo per farsi pubblicità, nel caso sia positiva, lo dicono all'O.N.U., altrimenti va bene così...

Gli Stati europei  hanno un problema, dopo un po' l'Europa si accorge che il problema, guarda un po' è Europeo.
L'Europa chiede il permesso agli U.S.A. di poter chiedere in sede O.N.U. se si può risolvere la questione... Perché bisogna capire se qualcun'altro (tipo Putin) si può offendere...

Mi sembra che ci sia qualche cosa che non torna...
Per l'Europa non saprei ma per l'Italia una specie di risposta al tuo quesito esiste. Nel nostro paese, infatti, vige una visione molto restrittiva dell'art.11 della Costituzione, quello secondo cui "rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Si è inteso che questo significhi l'impossibilità di mandare soldati all'estero, se non autorizzati dall'ONU (o, almeno, in un contesto Nato). Al riguardo, due osservazioni. La prima: l'Onu non esiste. Al massimo, esiste il Consiglio di Sicurezza e, al suo interno, i paesi col diritto di veto, e, tra questi, in particolare USA, Cina e Russia. Gli altri non contano nulla. In sintesi, possiamo fare qualcosa solo se questri paesi sono d'accordo. Seconda considerazione: te l'immagini gli americani che, prima di intervenire, aspettano il consenso Onu? Roba da ridere. Roba da Uganda o da ...Italia.
Peraltro, per quanto riguarda la Libia, gli Usa se ne infischiano. Non avrebbero alcun problema se l'Italia invadesse quel paese. E anche l'Europa, magari protesterebbe, ma tirerebbe un sospiro di sollievo. Siamo noi che non ci pensiamo proprio ad andarci da soli (e facciamo benissimo, sia chiaro). A mio parere faremo un pochino di scena e cercheremo, more solito, di comprarci i trafficanti, pagando loro direttamente quello che ricavano dal traffico di esseri umani ma tenendosi gli esseri umani a casa loro. Piano che fallirà, ovviamente. La politica estera dell'Italia, come diceva Prezzolini, è imperniata infatti sul principio "mani sporche ma vuote".
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Re: La guerra libica

Messaggio Da ART- il Sab Mag 16, 2015 1:25 am

Qui la questione è diversa, non è di andare a combattere guerre od occupare parti di paesi.
Mettere fuori uso i cosiddetti "barconi" tecnicamente si potrebbe farlo anche di nascosto, usando unità infiltrate, ma visto che questo comporterebbe molti più costi e rischi - in primo luogo quello di essere semplicemente scoperti a farlo - si vuole procedere dietro risoluzione ONU, che come sempre ha bisogno dell'avvallo dei membri permanenti, alcuni dei quali [leggi Putin] ne approfitteranno per chiedere qualcosa in cambio.

In ogni caso, ONU o non ONU, qualcosa di serio va fatto in fretta, perchè visto il pessimo livello di funzionamento dello stato italiano e quello del tutto insufficiente di organizzazione attuale dell'UE in senso unitario questa situazione è foriera di grossi problemi. Uno fra tanti, per rimanere in ambito europeo, è che aumenta la pressione dell'immigrazione illegale al confine italiano con Francia e Austria. Da lì a forti pressioni sui governi da parte delle formazioni politiche nazistoidi in aumento di consensi per chiedere modifiche a Schengen in senso restrittivo, se non addirittura abolizioni della stessa libera circolazione (come già fatto ad esempio da quella merdaccia di Sarkozy, probabile prossimo presidente della Fracia) il passo è breve.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Condor il Dom Mag 17, 2015 10:39 am

A mio avviso, la complessità dell'attuale problema in cui versa la Libia è stato studiato ad hoc nei cenacoli ove si programma e si decide -lontano dalle sedi istituzionali degli stati-nazione – il futuro gepolitico e sociale del pianeta: la costruzione del nuovo Impero.
Teniamo presente da chi (e le modalità adottate all'uopo) è stato deciso di eliminare Gheddafi, e, oggi che il quadro inizia a essere più chiaro, chiediamoci per quali fini anche l'Italia, nella figura dell'unico responsabile Giorgio Napolitano quale firmatario dell'atto, è entrata a far parte di quell'ambigua azione militare contro la Libia.
Ci hanno fatto credere (e ancora persiste tale convinzione nell'opinione pubblica) che l'azione militare contro la Libia serviva per “esportare” la democrazia in quel paese. Bel modo di “esportare” la democrazia in un paese immediatamente lasciato solo a gestire una situazione estremamente complessa sia militarmente che politicamente.
Ma allora perché l'Occidente, in primis la Francia, senza alcuna ratifica formale dell'ONU, ha frettolosamente deciso di portare non la Democrazia ma il caos in Libia?
Sempre a mio avviso, esiste più di un diabolico piano strategico: in primo luogo occorre alimentare i focolai di guerra per contribuire all'elezione di Jeb Bush alle presidenziali americane del 2016 (dove c'è guerra c'è sempre un Bush dietro l'angolo come salvatore del mondo e Bush, Sarkozy e Al-Baghdadi fanno parte della stessa associazione, la Hathor Pentalpha); in secondo luogo occorre accelerare il processo di costruzione dell'Impero (da non confondere con l'imperialismo americano) con un'azione di “travaso” (che qualcuno chiama esodo) di popolazioni africane, mediorientali e asiatiche nel continente europeo.
Putin ha capito molto bene le dinamiche geopolitche mosse dagli apparati occidentali che gli si oppongono e destabilizzano le politiche dei minuscoli stati-nazione (anche europei), e per il momento rimane alla finestra a guardare, con la consapevolezza che l'Occidente, ma soprattutto l'Europa, sta correndo verso l'autodistruzione.
In una situazione così complessa, l'Italia non può agire da sola nell'intento di arginare un desiderato e studiato progetto di “travaso” di popoli dal Terzo al Primo Mondo. E' ovvio che ci vuole un'azione congiunta in primo luogo con l'Europa, con quell'Europa sempre attenta a verificare il rigore dei bilanci degli stati-nazione e per nulla attenta nella difesa della propria sicurezza e del proprio sviluppo economico.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Mastro Titta il Dom Mag 17, 2015 11:55 am

Condor ha scritto:
Ci hanno fatto credere (e ancora persiste tale convinzione nell'opinione pubblica) che l'azione militare contro la Libia serviva per “esportare” la democrazia in quel paese. Bel modo di “esportare” la democrazia in un paese immediatamente lasciato solo a gestire una situazione estremamente complessa sia militarmente che politicamente.
Ma allora perché l'Occidente, in primis la Francia, senza alcuna ratifica formale dell'ONU, ha frettolosamente deciso di portare non la Democrazia ma il caos in Libia?
Sul quesito che poni esistono molte certezze. L'unico paese che desiderava ardentemente la guerra alla Libia di Gheddafi era la Francia. L'Italia (che era l'Italia di Berlusconi, non dimentichiamolo) ne avrebbe fatto volentieri a meno e fece molti timidi tentativi per evitarla. Perchè la Francia (meglio, il governo francese) voleva la guerra? Perche Sarkozy temeva che, poco prima delle elezioni presidenziali che avrebbe comunque perduto, uscisse fuori la storia che la sua precedente campagna elettorale era stata abbondantemente finanziata proprio dal dittatore libico. A quel punto, una volta dichiarata sostanzialmente la guerra al suo regime, Gheddafi avrebbe potuto dire quello che voleva: sarebbe passata per propaganda ostile e menzognera. Certo, se poi la "resistenza" libica avesse anche giustiziato il dittatore, senza imbarazzanti processi, sarebbe stato meglio, molto meglio. Diciamo che il politico francese è un uomo fortunato, e non solo per la Bruni.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da ART- il Dom Mag 17, 2015 6:34 pm

Parlando in generale lo vedo anch'io un "disegno" sotto, ma differente da quello di Condor.

La propaganda complottista ha come tema centrale il continuo ordire di diabolici piani degli USA-Impero del male ai danni del resto del mondo: sono classiche tesi accomunate tutte dall'odio viscerale per USA + Isralele, dove altri come il buon Putin reagiscono per costrinzione, solo per difendersi dai mostri capitalisti che tramano sempre per sconvolgere/conquistare il mondo. In questo caso da manuale si fa anche perno sulle preoccupazioni provocate dall'emergenza di turno, l'immigrazione dal nord Africa, per farneticare di piani segreti per riempire l'Europa d'immigrati africani e asiatici nell'ambito sempre di questi piani decisi "lontano dalle sedi istituzionali degli stati-nazione" (questo serve a far tornare forzatamente molti conti e fa comodissimo anche a diversi intrallazzoni che nelle "sedi istituzionali degli stati-nazione" ci stanno dentro).
Tutto questo porta la tipica impronta della galassia politica neonazista e turbo-comunista (ci siamo scordati come in passato questi qua abbiano provato sul serio a fondare "imperi", o questo è meglio trascurarlo?), che non da poco è l'origine fondamentale di queste azioni attuate attraverso insistenti campagne, sempre più spesso di propaganda nera molto elaborata e supportata da esperti nella produzione di prove finte, specialmente su Internet. La massoneria e tutto il resto del circo associazionista segreto fa anche lei parte di questo giochetto, ma il fatto che nazisti e ultracomunisti la disprezzino (non solo loro, del resto...) non fa di questi ultimi nè dei poteri che sostengono (come Putin, ad esempio) gente onesta e più furba degli altri, che ha capito tutto lei e dev'essere indirettamente appoggiata fidandosi delle gran coglionate che s'inventa. Questa categoria ho imparato a disprezzarla sul serio proprio avendoci a cha fare sui forum: fanatici abituati ad ingannare e mentire con una naturalezza incredibile. Loro sono sempre nel giusto, il fine giustifica ogni mezzo e chi non gli crede è imbecille o complice del nemico.
Dato che nel mondo tutti si fanno tranquillamente i cazzi loro a scapito degli altri, tutti con lo stesso cinismo e gli stessi sporchi metodi, l'ideologia aiuta a posizionare i "buoni" e i "cattivi" dove fa più comodo, anche con questi metodi. Che il pretesto per alcuni sia di "esportare la democrazia" e per qualcun altro di contrastare chi "esporta la democrazia" non cambia la sostanza.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Condor il Dom Mag 17, 2015 8:34 pm

ART- ha scritto:Questa categoria ho imparato a disprezzarla sul serio proprio avendoci a cha fare sui forum: fanatici abituati ad ingannare e mentire con una naturalezza incredibile. Loro sono sempre nel giusto, il fine giustifica ogni mezzo e chi non gli crede è imbecille o complice del nemico.
Dato che nel mondo tutti si fanno tranquillamente i cazzi loro a scapito degli altri, tutti con lo stesso cinismo e gli stessi sporchi metodi, l'ideologia aiuta a posizionare i "buoni" e i "cattivi" dove fa più comodo, anche con questi metodi. Che il pretesto per alcuni sia di "esportare la democrazia" e per qualcun altro di contrastare chi "esporta la democrazia" non cambia la sostanza.
Dal tuo intervento capisco che faccio parte della categoria che hai sul serio imparato a disprezzare.
Ma questo non cambia la stima che nutro nei tuoi riguardi, perché mi accorgo che il tuo scritto scaturisce da una insolita buona fede.
Amico Art, non ho mai nutrito odio viscerale verso gli americani, perché in tal caso sarebbe provare lo stesso sentimento sulla mia persona, considerato che sono di nazionalità americana.
Il pensiero americano a cui mi ispiro, nasce in F.D. Roosevelt e J.F. Kennedy; molto diverso dai principi neoliberisti di Reagan e dei Bush.
Quattro cognomi americani, resi diversi nella qualità del pensiero sui valori umani. Questo per dire che se non si è neoliberisti non significa che si è contro gli americani e gli israeliani, e necessariamente comunisti estimatori di Putin.
Mi pare di trovarti d'accordo su un punto del mio intervento, ossia che la democrazia non è merce che si esporta e si impone con l'uso delle armi da parte di terzi.
Se per il mio desiderio di vedere un mondo socialdemocratico, che si ispiri ai valori dell'Uomo che da anni ho sempre sostento dentro e fuori ai forum, devo essere considerato nazi-comunista, beh, in tal caso, ne vado fiero, e combatterò sempre contro gli ingordi e paranoici neoliberisti, assetati di mania di crescita illimitata, non rendendosi conto di vivere su un pianeta che ha comunque dei confini.
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Re: La guerra libica

Messaggio Da Mastro Titta il Lun Mag 18, 2015 2:45 pm

Personalmente non ho più da tempo la pretesa di saper distinguere "i buoni dai cattivi". Su questo punto ART ha ragione: ognuno fa i suoi interessi. Non sarà edificante ma lo considero normale. Non credo neppure che il liberismo sia meglio della socialdemocrazia e non credo neppure il suo contrario. Non è un problema di teorie ma di applicazione, almeno così credo io.
Quello che vorrei, molto timidamente, è vivere in Paese che sappia fare i suoi interessi, esattamente come tutti gli altri, e che conseguentemente faccia gli interessi dei suoi cittadini, senza inseguire vani sogni, teorie strampalate, polemiche pretestuose, chiacchiere inutili, ecumenismi internazionali e timidezze etnocaratteriali. Ma sono consapevole di chiedere troppo.
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Re: La guerra libica

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