Presidenza semestrale della Lettonia.

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Messaggio Da Erasmus il Ven Gen 09, 2015 2:52 pm

Presidenza semestrale del Consiglio dell'Unione Europea: esce di scena l'Italia, entra la Lettonia.

Gozi sbandiera grandi successi della presidenza italiana.
Successi per chi? Per l'UE o per il narcisismo di Renzi?
Se non sono globalmente successi per l'Unione Europea stessa, ... i successi personali di Renzi o della sua amica Mogherini non mi interessano; anzi. li vedo  "retrò", roba da tifo calcistico.
[Ho detto più volte che il "nazionalismo" è una piaga di cui sono affetti anche, magari a loro insaputa, quasi tutti quelli che si credono anti-nazionalisti].

Renzi ce l'ha fatta a strappare al Consiglio Europeo la nomina della Mogherini a succedere alla Ashton quale "Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza".
Sarà un successo per la Mogherini stessa e anche per Renzi: ma giova davvero all'Unione?
Il rallegrarsi per il fatto che sia italiana la persona con tale incarico, se non è fuorviante "nazionalismo"  mi pare quanto meno un vuoto campanilismo.

Beh: se penso alla disastrosa precedente presidenza italiana dell'UE (secondo semestre 2003, tutto nefastamente  berluschino!) dovrei consolarmi ... come al venir a sapere che un ammalato di leucemia, nonostante tutto, non è ancora morto!

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Col 1° gennaio inizia la presidenza della Lettonia, ex-repubblica sovietica, per secoli e secoli tenace resistente (assieme all'Estonia, alla Lituania, alla Polomia, alla Finlandia ... ecc, ecc, alla "russificazione" prima zarista e poi sovietica).

Ecco l'indirizzo del sito-web della presidenza lèttone [del Cosiglio] dell'UE:
––> Latvian Presidency of the Council of the European Union
––> http://eu2015.lv/

Il  "logo" della presidenza léttone dell 'UE non ha un URL a se stante come "immagine", ma fa parte di una immagine che contiene anche testo (in inglese):
Ecco qua:
Presidenza semestrale della Lettonia. Watch-live-227-580-324-80-c
––> https://eu2015.lv/images/igallery/resized/201-300/Watch-live-227-580-324-80-c.png

Per noi è anche un'occasione per conoscere meglio la geografia fisica e politica dell'UE, in particolare di questo piccolo stato-membro dell'UE dal 2004, (due milioni di abitanti su un territorio di 64600 km^2 –boschivo al 40%, con 3000 laghi e 12000 fiumi e colline sempre sotto i 300 m sul livello del mare –).

La Lettonia è anche il 18° membro dell'Eurozona dal 1° gennaio 2014, seguìto un anno dopo dalla Lituania ora 19° membro dell'Eurozona dal 1° gennaio di quest'anno.

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Riporto il trionfale e vanesio peana di Gozi in chiusura della presidenza italiana.
Fonte: ––> Affari Internazionali
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Unione europea
I frutti del semestre di presidenza europea
Sandro Gozi (*)
26/12/2014

Per usare una metafora che mi è cara, questo semestre è andato “di corsa”. 

Di corsa ci siamo buttati in un’esperienza fantastica, sull’onda delle elezioni europee di maggio; di corsa abbiamo affrontato il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo Parlamento e la vecchia e nuova Commissione, e sempre di corsa abbiamo cercato di imprimere un decisivo cambiamento alla nostra Unione europea (Ue). 
Presidenza semestrale della Lettonia. Renzi_juncker
Renzi con Juncker

Europa, un nuovo inizio 
Perché di corsa? Perché i ritmi della politica sono sempre più veloci e perché davvero non c’era più tempo. Di fronte alla presidenza italiana c’era un bivio: o accelerare o rassegnarsi all’esistente. 

Abbiamo scelto di accelerare e di cambiare. Il semestre di presidenza italiana è stato infatti l’occasione per dare all’Ue nuove priorità politiche e programmatiche che avessero al centro la crescita e l’occupazione. 

Non è un caso che il programma della presidenza sia intitolato “Europa: un nuovo inizio”. La nostra azione, nel corso di questi sei mesi, è stata guidata da un principio molto semplice: riportare la politica al centro dell’Europa. Prima ancora che sugli accordi, sugli obiettivi, sulle agende, ci siamo concentrati sull’idea di Ue che avevamo e che abbiamo in mente. 

Non si poteva andare avanti con l’approccio tecnocratico e burocratico che ha caratterizzato Bruxelles negli ultimi anni: il rischio di scavare un solco sempre più profondo tra le istituzioni europee e i cittadini europei era troppo elevato. 

Tornare alla politica significa in primo luogo mettere i programmi davanti alle nomine. Nomina sunt consequentia rerum, e da questo punto fermo è scaturita l’agenda strategica adottata dal Consiglio europeo del 26 e 27 giugno in cui, in cima alle priorità, l’Europa ha posto l’aumento dell’occupazione, della crescita e della competitività, anche “sfruttando al meglio la flessibilità insita” nel patto di stabilità e crescita. 

Un concetto ampiamente ripreso anche nel programma della nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker che ha ripreso le parole chiave del programma italiano. Non solo: per evitare che l’agenda strategica resti solo sulla carta, la presidenza italiana ha chiesto e ottenuto che il Consiglio affari generali ne possa monitorare l’effettiva attuazione. 


Un chiaro esempio di centralità della politica è la battaglia che il governo italiano ha intrapreso per inserire con forza la parola “investimenti” nel lessico europeo. Prima di luglio nessuno parlava di investimenti, a Bruxelles si sentivano solo discorsi che riguardavano rigore e austerità. 

Ora la musica è cambiata e le parole d’ordine sono crescita, investimenti e occupazione. Si tratta di un registro completamente diverso, a mio modo, di vedere il più importante risultato della presidenza italiana. 

Un risultato che va ben oltre un semplice elenco delle cose fatte, che pure giudico positivamente. Juncker ha presentato il piano d’investimenti: non penso che sia sufficiente, ma è senza dubbio il primo passo in una nuova direzione e in una nuova dimensione. 

Più politica al centro dell’Europa significa anche più politica estera europea nel mondo. La nomina di Federica Mogherini quale Alto rappresentante della politica estera europea è un grande risultato per il governo Italiano. 

Si tratta di un passaggio fondamentale: abbiamo assicurato una fluida transizione istituzionale e la candidatura di Mogherini ha agevolato la composizione di un quadro molto complesso. 

La presidenza italiana ha poi lavorato con successo affinché fossero rispettati i tempi prestabiliti: nuovo Parlamento dal 1° luglio, nuova Commissione Juncker dal 1° novembre e nuovo Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dal 1° dicembre.

Mediterraneo, crisi ucraina e stato di diritto
Siamo convinti che l’Ue abbia le possibilità per incidere sugli affari internazionali molto più di quanto abbia fatto finora. I primi frutti di questo nuovo approccio li abbiamo raccolti proprio nel corso del semestre di presidenza: l’Europa ha finalmente accettato la centralità del Mediterraneo, impegnandosi in prima persona con l’operazione Triton per quanto riguarda la gestione dei migranti. Un successo politico e diplomatico poiché non solo è stata accolta la richiesta italiana che l’Europa presidi le sue frontiere marittime, ma si è per la prima volta riconosciuto il presupposto secondo cui le frontiere a 30 miglia delle coste italiane sono a tutti gli effetti frontiere europee. 

Sempre su questo fronte, è assolutamente centrale il riconoscimento che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a cominciare dall’Italia, devono essere aiutati e sostenuti perché sottoposti a una eccezionale pressione migratoria. 

Non meno importanti sono i risultati ottenuti in altri teatri di crisi: un primo fondamentale incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il collega ucraino Petro Poroshenko si è tenuto nel corso del vertice Asem di Milano del 17 ottobre, fortemente voluto dalla presidenza italiana. Il dialogo tra Russia e Ucraina è ripartito e non a caso poche settimane dopo si è raggiunto un accordo sul gas.

L’azione della presidenza si è poi rivelata efficace anche per quanto riguarda il rule of law, lo stato di diritto. Difficilmente temi di questo genere finiscono sulle prime pagine dei giornali, nondimeno l’Italia ha ritenuto fondamentale battersi per colmare una preoccupante lacuna dell’Ue: l’assenza di un quadro che consenta di confrontarsi periodicamente sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto all’interno dell’Ue. 

Di conseguenza, al Consiglio affari generali di dicembre, con grande soddisfazione abbiamo raggiunto un accordo che consenta al Consiglio di esaminare e dibattere periodicamente la situazione dello stato di diritto, della legalità e del rispetto dei diritti umani all’interno dell’Europa, in tutti gli stati membri. 

Pacchetto Clima-Energia 2030 verso Parigi 2015
Un obiettivo raggiunto cui la Presidenza ha lavorato molto riguarda l’accordo sul Pacchetto Clima-Energia 2030, a seguito del Consiglio europeo del 23-24 ottobre. 

Si tratta di un passaggio fondamentale, poiché l’intesa raggiunta contiene un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra (almeno pari al 40% rispetto ai livelli del 1990), un target per le energie rinnovabili (27%) e un obiettivo indicativo per quanto concerne l’aumento dell’efficienza energetica (27%). Grazie a questo accordo, la posizione europea è stata rafforzata, ponendo le basi per l’accordo generale raggiunto a Lima a metà dicembre. 

L’attenzione verso i cambiamenti climatici e uno sviluppo sostenibile restano al centro delle nostre azioni, specialmente in vista del vertice di Parigi del novembre 2015. 

Non vanno poi dimenticati gli sforzi compiuti in ambito legislativo. La presidenza italiana ha effettuato un importante lavoro di monitoraggio sul funzionamento della Strategia Europa2020, avviando un dibattito fondamentale che proseguirà nel 2015 con la revisione formale della Strategia, giunta a metà della sua esperienza. 

A fianco di questo lavoro, è con soddisfazione che accolgo la chiusura degli accordi per quanto riguarda il Meccanismo di risoluzione unico bancario; il rafforzamento delle norme per impedire la “doppia non imposizione” fiscale sugli utili societari distribuiti e il progetto di direttiva sullo scambio automatico di informazioni; le nuove norme sui sistemi di regolamento titoli, sui fondi di investimento e sui conti correnti che rafforzano le tutele dei consumatori e la trasparenza nel rapporto con banche e assicurazioni; il lancio della piattaforma contro il lavoro sommerso. 

Inoltre, è con particolare orgoglio che l’Italia può rivendicare il lancio della Strategia Adriatico-Ionica, un vettore fondamentale per lo sviluppo di otto paesi e per la futura integrazione di nuove e diverse realtà. 

Siamo andati di corsa, è vero. Non potevamo però permetterci di perdere tempo o di indugiare nelle stesse incertezze, negli stessi errori e negli stessi equilibrismi che hanno condizionato l’Ue negli ultimi anni. 

Abbiamo scommesso sulla politica e crediamo di aver vinto la scommessa. Siamo perfettamente consapevoli che non basterà un Semestre per riconquistare la fiducia perduta nei confronti delle istituzioni europee. Ma abbiamo rimesso in piedi un’idea di Europa che ora merita di tornare a correre. 

(*) Sandro Gozi è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei nel governo Renzi.
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