"Comunità Economica Eurasiatica": Chiede con urgenza di dialogare con l'UE

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Messaggio Da Erasmus il Sab Gen 03, 2015 7:00 pm

Dopo anni e anni di di difficile gestazione è entrata ufficialmente in  vigore la «Comunità Economica Eurasiatica» (Eurasian Economic Union EAEU) giovedì scorso 1° gennaio 2014.

Si presenta sul modello dell'Unione Europea, ma anche con vistose diversità (per erempio che la Russia è ben più pesante di tutti gli altri stati messi insieme e, se non sbaglio, nelle decisioni prese in Consiglio Supremo, il suo voto pesa 40, contro il peso di 15 della Bielorussia e del Kazakistan de il peso 7,5 del Kirghizistan w del Tagikistan.

E' ben noto che la  crisi Ucraina (tuttora in corso, a seguito della quale l'UE ha varato sanzioni contro la Russia [consistenti nel divieto di ingresso in UE di molti personaggi politici] con immediate ritorsioni russe [consistenti nel divieto di importare dall'UE particolari prodotti]) è iniziata sul profilarsi dell'adesione dell'Ucraina al pino preventivo di questa "Unione Economica" programmata da Mosca. Le proteste popolari europeiste avevano in un primo tempo indotto il governo filorusso di Janukovyč ad abbandonare l'idea di far pure parte della Comunità Eurasiatica (di repubbliche ex-sovietiche) ed invece di stringere maggiori rapporti con l'UE entrando nei paesi "associati" dell'UE (come la Norvegia, Israele e la stessa Svizzera), tuttavia quasi in forma "ricattatoria" chiedendo subito una barca di finanziamenti senza interessi. A questo punto si è inserita la Russia, con l'offerta di Putin di un finanziamento anche maggiore ma la contemporanea minaccia, in caso di rifiuto di ingresso nella Comunità eurasiatica, di esigere l'immediata riscossione dei debiti precedenti pena la chiusura dei gas-dotti che dalla Russia alimentano sia l'industri ucraina che l'uso domestico per cucins e riscaldamento. E Janukovyč ha cambiato di nuovo parere, interrompendo di colpo il dialogo con l'UE per mettersi in braccio alla Russia. Allora le proteste popolari sono riprese, trasformandosi in qualche giorno in vera rivoluzione nella capitale Kiev e nelle città occidentali (un tempo polacche e sotto amministrazione austriaca, come Leopoli). Da qui la fuga di  Janukovyč e dei parlamentari del suo partito (di maggioranza) ... e tutto quel che è poi venuto (invasione russa di territori confinanti, annessione della Crimea, ecc, ecc, ... con conseguenti sanzioni sia europee che americane.

In altro thread dicevo che la minaccia di Putin di lasciare al freddo l'intera UE (che dipende terribilmente dal gas russo della Gazprom) non deve intimidire l'UE. addirittura dicevo: ben venga!
E motivavo queste affermazioni col rilievo che da una parte sarebbe l'occasione buona perché gli europei si inventino qualcosa che li renda non succubi di del gas russo, dall'altra a rimetterci di più in un eventuale reciproco embargo sarebbe stata la Russia (ancora enormemente arretrata in tecnologie moderne). Non so quanto profetiche siano state le mie considerazioni: fatto sta che la "crisi del rublo", divampata improvvisa e subito alla massima velocità, ha mostrato di colpo la fragilità del sistema economico russo. Non dimentichiamo che la Russia, dopo 70 anni di "pianificazione comunista" (ossia: decisamente anticapitalista) e un ventennio di regime pseudo-democratico, è oggi il paese a massima sperequazione tra "ricchi capitalisti" e "proletari" (dopo la Cina, of course).  E l'aspetto deteriore di ciò è il fatto che i supercapitalisti di oggi (come gli azionisti della Gazprom) sono gli stessi politici stabilmente al governo che poi sono gli stessi "ex-comunisti" che avevano fatto carriera nell'URSS di Breznev (con i noti privilegi della "casta" di quel 7% di iscritti al Partito Comunista dell'Unione Sovietica).

Trascrivo un articolo da EUobserver.com che, al di là dell'argomento annunciato nel titolo, ci aggiorna un tantino su questo nuovo soggetto politico che – secondo molti osservatori – altro non è che un rimettere in piedi un po' dell'atavico imoperialismo russo ... di stile zarista (ovviamente sotto l'autorità del nuovo zar Vladimir Putin).

Fonte: ––> Russia chiama Unione Europea ad urgelte dialogo

Russia calls for EU talks with newly born Eurasian Union
02.01.15 @ 11:48
BY ANDREW RETTMAN

BRUSSELS - Russia’s EU ambassador has urged Brussels to launch talks with the newly born Eurasian Economic Union (EAEU) despite the Ukraine crisis.

Vladimir Chizhov told EUobserver: “Our idea is to start official contacts between the EU and the EAEU as soon as possible. [German] chancellor Angela Merkel talked about this not long ago. The EU sanctions [on Russia] are not a hinder”.

“I think that common sense advises us to explore the possibility of establishing a common economic space in the Eurasian region, including the focus countries of the Eastern Partnership [an EU policy on closer ties with Armenia, Azerbaijan, Belarus, Georgia, Moldova, and Ukraine]".

"We might think of a free trade zone encompassing all of the interested parties in Eurasia”.

He described the new Russia-led bloc as a better partner for the EU than the US, with a dig at health standards in the US food industry.

“Do you believe it is wise to spend so much political energy on a free trade zone with the USA while you have more natural partners at your side, closer to home? We don’t even chlorinate our chickens”, the ambassador said.

The treaty establishing the Eurasian Union entered into life on Thursday (1 January).

It includes Armenia, Belarus, Kazakhstan, and Russia, with Kyrgyzstan to join in May.

Modelled on the EU, it has a Moscow-based executive body, the Eurasian Economic Commission, and a political body, the Supreme Eurasian Economic Council, where member states’ leaders take decisions by unanimity.

It has free movement of workers and a single market for construction, retail, and tourism.

Over the next 10 years, it aims to create a court in Minsk, a financial regulator in Astana and, possibly, to open Eurasian Economic Commission offices in Astana, Bishkek, Minsk, and Yerevan.

It also aims to launch free movement of capital, goods, and services, and to extend its single market to 40 other sectors, with pharmaceuticals next in line in 2016.

Ukraine was originally to join, but a popular revolt last year overthrew its Russia-friendly president and its new government signed a free trade treaty with the EU instead.

The developments prompted Russia to invade Ukraine and the EU and US to impose sanctions on Russia.

They also prompted the EU and US to accelerate talks on their own free trade treaty to strengthen Western ties.

Russia’s Chizhov said neither the sanctions nor the slump in oil prices and the resulting crash in the value of the rouble will harm the Eurasian project.

“Russia has been wise enough to build substantial reserves to withstand the external pressure”, he noted.

“The situation with the rouble will be remedied. And we have to see the future of financial and energy markets in the long term. They are of no doubt in favour of Russia and Kazakhstan particularly”.

He pointed out that EU-US economic relations have an equally volatile history.

“Look at the currency rate of the euro compared with the dollar now and a year ago. Do you remember how many times the dollar was devalued since the 1960s? Do you remember when French president Charles De Gaulle in those days sent a ship loaded with US dollars to America to change them into gold? And what was Washington’s reaction?”.

The Russian ambassador also played down tensions with Belarus and Kazakhstan.

With friends like these …
Its two partners are said to have been spooked by Russia’s assault on Ukraine’s territorial integrity.

They have profited from Russia’s ban on EU food imports by illegally re-exporting EU products to Russia.

The rouble crisis has also seen Belarus reimpose customs controls on the Russian border and has seen Belarus and Kazakhstan demand that Russia pays for trade in dollars despite the Eurasian initiative.

Looking at Belarus, Chizhov said it “remains a close trusted partner … with which we share a deep common historical, cultural and linguistic heritage, a vibrant trade and economic relationship as well as an extensive matrix of social ties”.

Asked by EUobserver if Russia’s actions in Ukraine caused mistrust, he replied: “To date we have received no signals from our Belarusian partners on concerns related to your question”.

But for his part Steven Pifer, until recently the US ambassador to Ukraine, disagreed.

Pifer, now an analyst at Brookings, a Washington-based think tank, told the Boston NPR broadcaster on Thursday the main goal of the Eurasian Union is to extend Russian control over its neighbours.

“They [Russia] are looking at it not just in economic terms but as a way to expand Russian influence in the region … by creating institutions which will give Moscow more influence in Kazakhstan and Belarus”, he said.

“Belarus and Kazakhstan have become much more wary about Russia in the aftermath of Russian agression in Ukraine”, he added.

“My guess is both Kazakhstan and Belarus, while they see certain advantages to economic aspects of the union, they also have worries they don’t get pulled into Russian policies with which they disagree”.
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Messaggio Da ART- il Dom Gen 25, 2015 9:35 pm

Adesso che il nostro amico Vladimir si sta accorgendo del guaio in cui ha ficcato la Russia è importante che tutto si faccia tranne che legittimare questo mostro (in sostanza nient'altro che una formalizzazione della sfera d'influenza russa) con "urgenti dialoghi" con l'UE, che siano anche il "dialogo informale" auspicato dalla a mio avviso pessima rappresentante Mogherini.
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