Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

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Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da Verci il Sab Dic 20, 2014 5:03 pm

"Com'è possibile che un cardinale abbia il coraggio di fottersene di tutti?". Non usa giri di parole Don Mazzi nella sua invettiva contro l'ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, qualche tempo fa giunto alla ribalta delle cronache per essere in possesso di un attico di 700 metri quadri.

Durante la trasmissione LoSchiaffo in onda su Class tv il prete attacca la "ricchezza schifosa" presente in Vaticano: "Finchè esisterà la Chiesa di Bertone non saremo mai sulla linea del Vangelo. La povertà è un presupposto per credere". E ancora: "Dice che l'ha pagata con i suoi soldi. Ma come i suoi soldi? Non credo che un appartamento del genere costi mille euro".

Sul finale il presentatore Marco Gaiazzi lancia una richiesta provocatoria a Bertone: donare 100 mila euro per ripristinare la comunità Exodus, che quest'autunno è stata semidistrutta dall'esondazione del fiume Lambro a Milano



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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da tessa il Sab Dic 20, 2014 8:34 pm

Caro Verci, non so bene chi abbia ragione e chi no.
Un anno fa, entrata nella Città del Vaticano, per cercare nella farmacia vaticana una medicina che solo la' si vendeva ,ho visto Don Mazzi dentro una bellissima macchina che utilitaria non era, color acciaio , e tutti sappiamo quante macchine scassate circolino a Roma.
Prima che morisse Madre Teresa di Calcutta mi trovavo in  Piazza ex- Sant'Uffizio, dove è sita la Casa Dono di Maria per i piu' poveri voluta da Madre Teresa, e c'era una lunga coda di poveri per la cena, e è arrivata una macchina vecchia, color bordo' scuro , tutta ammaccata, di quelle lunghe, non mi intendo di macchine, e la gente è accorsa attorno alla macchina che stava entrando nella Casa Dono di Maria, il cancello automatico si apriva, e dentro era seduta Madre Teresa e tutti le baciavano le mani e anch'io l'ho fatto. L'automobile era davvero scassata.
Quanto al Papa che vive in 70 mq la cosa fa un po' ridere perche' anche a me piacerebbe avere attorno Le Logge di Rafffaello, gli Appartamenti dei Borgia, La Cappella Sistina, i Musei Vaticani, La Basilica di S.Pietro e poi decido di andare a vivere nel mezzanino, scocciando l'anima a tutti, alla sicurezza, ai fedeli, a quelli che sistemano cellule fotoelettriche , infrarosse, infragalattiche... perchè il Papa fa i capricci che vuole stare a Santa Marta tra la gente, a lui piace cosi'. Ebbene io non sono d'accordo, tutti i membri della sicurezza non ne possono piu', hanno i nervi a pezzi per stare dietro ai suoi capricci, perche' sono capricci.
Quanto a Bertone col superattico non so che ci debba fare un vecchio prelato senza femmine, senza amanti, ma che ci fa con 700m ? Ci passa l'aspirapolvere? E' un capriccio anche quello...è una vendetta, siamo nel manicomio, tutti fanno i capricci...
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da afam il Sab Dic 20, 2014 10:46 pm

E' di oggi la notizia che Papa Francesco ha "sostituito" il cardinale Bertone. Questo Papa è un grande!

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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da tessa il Dom Dic 21, 2014 9:53 am

Cara Afam, si', è di ieri la notizia che Bertone non è piu' Camerlengo pero' restera' nell'attico e superattico terrazzato di 700 mq.
Quanto al Papa non è che risparmi stando a Santa Marta, io lo vedo come un capriccio, perche' le spese per il Vaticano aumentano, con i tiratori scelti sui tetti, con le guardie del corpo camuffate da fedeli che gironzolano a S.Marta perche' il Papa ha questa fisima, nei palazzi apostolici erano piu' attrezzati per le sicurezza, anzi cosi'infastidisce e crea solo problemi in piu', mi sembra una fissazione, niente altro.E tutte queste spese in piu' per farlo giocare a S.Marta le paghiamo noi, con le nostre tasse.
Il Papa sta in 70 mq, in 70 mq ...ma quando mai.Tutta la Citta' del Vaticano è sua, tutte le chiese del mondo sono sue, tutti gli scandali dello Ior sono suoi... Fa solo capricci con questa storia di Santa Marta,...mi sembra anche un po' incosciente, certo morto un Papa se ne fa un altro...
Ciao
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da Verci il Lun Dic 22, 2014 9:08 am

Boh, cara Tessa, mi sembra che don Mazzi abbia fatto una sacrosanta denuncia. Se è quello di Bertone l'esempio di povertà che trova ancora spazio all'interno della Chiesa, significa che qualcosa va cambiato. Bergoglio ha portato un'aria di novità e il nome che ha scelto e i primi atti compiuti, dovrebbero rappresentare la garanzia di quello che è un vero e proprio programma di rinnovamento che, di certo, troverà ostacoli importanti all'interno della Curia o, se vogliamo, dell'integralismo che ancora governa in Vaticano. Speriamo solo che Papa Francesco non faccia la stessa fine di Giovanni Paolo I. 

Se poi Bergoglio vuole abitare in qualcosa di più umile dei palazzi vaticani, non mi sembra che gli si possa rimproverare nulla. A Vicenza, negli anni  "60,  si raccontava che Carlo Zinato, allora vescovo della città, avesse a sua disposizione ben 7 bagni. A tutti sembrava una notizia incredibile, tuttavia nessuno se ne sarebbe scandalizzato più di tanto. L'alta carica religiosa doveva coincidere con una condizione di benessere e, spesso, di lusso da far invidia a quella di un ricco industriale. A dimostrazione di come la dizione di "gregge" attribuita ai cristiani non coincida esattamente con quella che intendeva il Cristo.



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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da tessa il Lun Dic 22, 2014 10:40 am

Caro Verci, dunque gli appartamenti papali sono vuoti, il Papa si affaccia in finestra solo per l'Angelus e altri concioni, allora quand'è che ci mette gli sfrattati la' dentro e tutti i barboni che dormono sotto il porticato del Bernini? Perchè noi, per il suo capriccio di fargli fare la goliardia a S.Marta, dobbiamo pagare un sacco di soldi in piu di tasse con tutti i tiratori scelti sui tetti e cosi' via.


Ultima modifica di tessa il Mar Dic 23, 2014 10:19 am, modificato 1 volta
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da Verci il Mar Dic 23, 2014 4:59 am

Boh, il Papa se ne va in giro fra la folla di San Pietro, senza protezione alcuna, e tu dici che ci sono i franchi tiratori sui tetti? Può essere, ma questo cosa c'entra con la ricchezza del Vaticano? Tu credi che un Papa possa in un solo istante compiere il miracolo di trasformare il più grande proprietario immobiliare d'Italia, ovvero la Chiesa cattolica, in qualcosa di più cristiano di quanto non appaia oggi? Credo che Francesco stia facendo un  rivoluzione lenta ma, talvolta, anche rumorosa, Ovvero la politica dei piccoli ma decisi passi, procedendo con prudenza ma anche con fermezza. La Curia è sempre in agguato. Trascrivo di seguito le "malattie" di cui quest'ultima soffre. L'articolo integrale, pubblicato dalla sala stampa del Vaticano, è quanto di meno formale possa esistere. E' reperibile cliccando QUI.


Le 15 malattie della Curia Romana


1. La malattia del sentirsi "immortale", "immune" o addirittura "indispensabile" trascurando i necessari e abituali controlli. Una Curia che non si autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo infermo. Un’ordinaria visita ai cimiteri ci potrebbe aiutare a vedere i nomi di tante persone, delle quale alcuni forse pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili! È la malattia del ricco stolto del Vangelo che pensava di vivere eternamente (cfr Lc 12, 13-21) e anche di coloro che si trasformano in padroni e si sentono superiori a tutti e non al servizio di tutti. Essa deriva spesso dalla patologia del potere, dal "complesso degli Eletti", dal narcisismo che guarda appassionatamente la propria immagine e non vede l’immagine di Dio impressa sul volto degli altri, specialmente dei più deboli e bisognosi8. L’antidoto a questa epidemia è la grazia di sentirci peccatori e di dire con tutto il cuore: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17, 10).
2. Un’altra: La malattia del "martalismo" (che viene da Marta), dell’eccessiva operosità: ossia di coloro che si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, "la parte migliore": il sedersi sotto i piedi di Gesù (cfr Lc10,38-42). Per questo Gesù ha chiamato i suoi discepoli a "riposarsi un po'" (cfr Mc 6,31) perché trascurare il necessario riposo porta allo stress e all’agitazione. Il tempo del riposo, per chi ha portato a termine la propria missione, è necessario, doveroso e va vissuto seriamente: nel trascorrere un po’ di tempo con i famigliari e nel rispettare le ferie come momenti di ricarica spirituale e fisica; occorre imparare ciò che insegna il Qoèlet che «c’è un tempo per ogni cosa» (3,1-15).
3. C’è anche la malattia dell’"impietrimento" mentale e spirituale: ossia di coloro che posseggono un cuore di pietra e un "duro collo" (At 7,51-60); di coloro che, strada facendo, perdono la serenità interiore, la vivacità e l’audacia e si nascondono sotto le carte diventando "macchine di pratiche" e non "uomini di Dio" (cfr Eb 3,12). È pericoloso perdere la sensibilità umana necessaria per farci piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono! È la malattia di coloro che perdono "i sentimenti di Gesù" (cfr Fil 2,5-11) perché il loro cuore, con il passare del tempo, si indurisce e diventa incapace di amare incondizionatamente il Padre e il prossimo (cfr Mt 22,34-40). Essere cristiano, infatti, significa «avere gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù» (Fil 2,5), sentimenti di umiltà e di donazione, di distacco e di generosità9.
4. La malattia dell’eccessiva pianificazione e del funzionalismo. Quando l'apostolo pianifica tutto minuziosamente e crede che facendo una perfetta pianificazione le cose effettivamente progrediscano, diventando così un contabile o un commercialista. Preparare tutto bene è necessario, ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la libertà dello Spirito Santo, che rimane sempre più grande, più generosa di ogni umana pianificazione (cfr Gv 3,8). Si cade in questa malattia perché «è sempre più facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate. In realtà, la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo nella misura in cui non ha la pretesa di regolarlo e di addomesticarlo… - addomesticare lo Spirito Santo! - … Egli è freschezza, fantasia, novità»10.
5. La malattia del cattivo coordinamento. Quando i membri perdono la comunione tra di loro e il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalità e la sua temperanza, diventando un’orchestra che produce chiasso, perché le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra. Quando il piede dice al braccio: "non ho bisogno di te", o la mano alla testa: "comando io", causando così disagio e scandalo.
6. C’è anche la malattia dell’"alzheimer spirituale": ossia la dimenticanza della "storia della salvezza", della storia personale con il Signore, del «primo amore» (Ap 2,4). Si tratta di un declino progressivo delle facoltà spirituali che in un più o meno lungo intervallo di tempo causa gravi handicap alla persona facendola diventare incapace di svolgere alcuna attività autonoma, vivendo uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie. Lo vediamo in coloro che hanno perso la memoria del loro incontro con il Signore; in coloro che non fanno il senso deuteronomico della vita; in coloro che dipendono completamente dal loro presente, dalle loro passioni, capricci e manie; in coloro che costruiscono intorno a sé dei muri e delle abitudini diventando, sempre di più, schiavi degli idoli che hanno scolpito con le loro stesse mani.
7. La malattia della rivalità e della vanagloria11. Quando l’apparenza, i colori delle vesti e le insegne di onorificenza diventano l’obiettivo primario della vita, dimenticando le parole di San Paolo: «Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,1-4). È la malattia che ci porta a essere uomini e donne falsi e a vivere un falso "misticismo" e un falso "quietismo". Lo stesso San Paolo li definisce «nemici della Croce di Cristo» perché «si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra» (Fil 3,19).
8. La malattia della schizofrenia esistenziale. E’ la malattia di coloro che vivono una doppia vita, frutto dell’ipocrisia tipica del mediocre e del progressivo vuoto spirituale che lauree o titoli accademici non possono colmare. Una malattia che colpisce spesso coloro che, abbandonando il sevizio pastorale, si limitano alle faccende burocratiche, perdendo così il contatto con la realtà, con le persone concrete. Creano così un loro mondo parallelo, dove mettono da parte tutto ciò che insegnano severamente agli altri e iniziano a vivere una vita nascosta e sovente dissoluta. La conversione è alquanto urgente e indispensabile per questa gravissima malattia (cfr Lc 15,11-32).
9. La malattia delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi. Di questa malattia ho già parlato tante volte ma mai abbastanza. E’ una malattia grave, che inizia semplicemente, magari solo per fare due chiacchiere e si impadronisce della persona facendola diventare "seminatrice di zizzania" (come satana), e in tanti casi "omicida a sangue freddo" della fama dei propri colleghi e confratelli. È la malattia delle persone vigliacche che non avendo il coraggio di parlare direttamente parlano dietro le spalle. San Paolo ci ammonisce: «Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri» (Fil 2,14-18). Fratelli, guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere!
10. La malattia di divinizzare i capi: è la malattia di coloro che corteggiano i Superiori, sperando di ottenere la loro benevolenza. Sono vittime del carrierismo e dell’opportunismo, onorano le persone e non Dio (cfr Mt 23,8-12). Sono persone che vivono il servizio pensando unicamente a ciò che devono ottenere e non a quello che devono dare. Persone meschine, infelici e ispirate solo dal proprio fatale egoismo (cfr Gal 5,16-25). Questa malattia potrebbe colpire anche i Superiori quando corteggiano alcuni loro collaboratori per ottenere la loro sottomissione, lealtà e dipendenza psicologica, ma il risultato finale è una vera complicità.
11. La malattia dell’indifferenza verso gli altri. Quando ognuno pensa solo a sé stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani. Quando il più esperto non mette la sua conoscenza al servizio dei colleghi meno esperti. Quando si viene a conoscenza di qualcosa e la si tiene per sé invece di condividerla positivamente con gli altri. Quando, per gelosia o per scaltrezza, si prova gioia nel vedere l’altro cadere invece di rialzarlo e incoraggiarlo.
12. La malattia della faccia funerea. Ossia delle persone burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severità e trattare gli altri – soprattutto quelli ritenuti inferiori – con rigidità, durezza e arroganza. In realtà, la severità teatrale e il pessimismo sterile12 sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di sé. L’apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra che trasmette gioia ovunque si trova. Un cuore pieno di Dio è un cuore felice che irradia e contagia con la gioia tutti coloro che sono intorno a sé: lo si vede subito! Non perdiamo dunque quello spirito gioioso, pieno di humor, e persino autoironico, che ci rende persone amabili, anche nelle situazioni difficili13. Quanto bene ci fa una buona dose di sano umorismo! Ci farà molto bene recitare spesso la preghiera di san Thomas More14: io la prego tutti i giorni, mi fa bene.
13. La malattia dell’accumulare: quando l’apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessità, ma solo per sentirsi al sicuro. In realtà, nulla di materiale potremo portare con noi perché "il sudario non ha tasche" e tutti i nostri tesori terreni - anche se sono regali - non potranno mai riempire quel vuoto, anzi lo renderanno sempre più esigente e più profondo. A queste persone il Signore ripete: «Tu dici: sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo ... Sii dunque zelante e convertiti» (Ap 3,17-19). L’accumulo appesantisce solamente e rallenta il cammino inesorabilmente! E penso a un aneddoto: un tempo, i gesuiti spagnoli descrivevano la Compagnia di Gesù come la "cavalleria leggera della Chiesa". Ricordo il trasloco di un giovane gesuita che, mentre caricava su di un camion i suoi tanti averi: bagagli, libri, oggetti e regali, si sentì dire, con un saggio sorriso, da un vecchio gesuita che lo stava ad osservare: questa sarebbe la "cavalleria leggera della Chiesa?". I nostri traslochi sono un segno di questa malattia.
14. La malattia dei circoli chiusi, dove l’appartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. Anche questa malattia inizia sempre da buone intenzioni ma con il passare del tempo schiavizza i membri diventando un cancro che minaccia l’armonia del Corpo e causa tanto male – scandali – specialmente ai nostri fratelli più piccoli. L’autodistruzione o il "fuoco amico" dei commilitoni è il pericolo più subdolo15. È il male che colpisce dal di dentro16; e, come dice Cristo, «ogni regno diviso in se stesso va in rovina» (Lc 11,17).
15. E l’ultima: la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi17, quando l’apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o più poteri. è la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. Naturalmente per esibirsi e dimostrarsi più capaci degli altri. Anche questa malattia fa molto male al Corpo perché porta le persone a giustificare l’uso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza! E qui mi viene in mente il ricordo di un sacerdote che chiamava i giornalisti per raccontare loro - e inventare - delle cose private e riservate dei suoi confratelli e parrocchiani. Per lui contava solo vedersi sulle prime pagine, perché così si sentiva "potente e avvincente", causando tanto male agli altri e alla Chiesa. Poverino!
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da tessa il Mar Dic 23, 2014 11:58 pm

Caro  Verci, sono inorridita dinanzi alla terribilità delle 15 malattie della Curia Romana. E' questa veramente l'oltracotanta schiatta che s'indraca , e che sempre più traligna.
Vedo con piacere che il Papa si è soffermato piu' volte sulla Lettera ai Filippesi che io commentai qui nel forum lo scorso Natale.
Considero la Lettera ai Filippesi il brano piu' poetico di tutto il NuovoTestamento.
Spero che gli sforzi del Pontefice non siano vani , è scritto nell'Etica di Spinoza :"Ciascuno, per quanto è in esso, tende a persistere nel suo essere", e un cambiamento è sempre traumatico da recepire ed  elaborare per ciascuno di noi.
Domani continuero' il commento.
Ciao
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da Mastro Titta il Sab Giu 27, 2015 8:47 pm

tessa ha scritto:
Quanto al Papa non è che risparmi stando a Santa Marta, io lo vedo come un capriccio, perche' le spese per il Vaticano aumentano, con i tiratori scelti sui tetti, con le guardie del corpo camuffate da fedeli che gironzolano a S.Marta perche' il Papa ha questa fisima, nei palazzi apostolici erano piu' attrezzati per le sicurezza, anzi cosi'infastidisce e crea solo problemi in piu', mi sembra una fissazione, niente altro.E tutte queste spese in piu' per farlo giocare a S.Marta le paghiamo noi, con le nostre tasse.
Il Papa sta in 70 mq, in 70 mq ...ma quando mai.Tutta la Citta' del Vaticano è sua, tutte le chiese del mondo sono sue, tutti gli scandali dello Ior sono suoi... Fa solo capricci con questa storia di Santa Marta,...mi sembra anche un po' incosciente, certo morto un Papa se ne fa un altro...
Ciao
Che il Vaticano e tutte le chiese del mondo siano del Papa in un certo senso è vero ma lui non abita mica in "tutte le Chiese del mondo", lui abita in 70 metri quadri a Santa Marta. E non è affatto un capriccio, è, in primo luogo, un simbolo. Il rapporto tra il capo carismatico e il popolo di devoti è fatto tutto di simboli. Quando Francesco ha sostituito la croce d'oro che il Pontefice portava sul petto con una croce di semplice ferro, quanto avrà risparmiato? Qualche migliaio di euro? Poco dal punto di vista economico ma dal punto di vista "simbolico" rinunciare all'oro per indossare ferro vale moltissimo.
Per quanto attiene a Santa Marta, tu ti lamenti delle ulteriori spese per la sucurezza, che forse ci saranno. Ma dal punto di vista simbolico, l'atto ha un valore incommensurabile: il Papa smette di avere una "reggia", di atteggiarsi a principe rinascimentale (ricordate il suo rifiuto di presenziare ad un concerto assiso come un sovrano) per dimorare la dove dimorano i cardinali di passaggio, lui che (sempre simbolicamente) ama definirsi spesso più "vescovo di Roma" che Papa.
Dal punto di vista mediatico Papa Francresco è un grande. Forse solo Giovanni Paolo II era al suo livello. Quello che sta realizzando all'interno della Curia è un'autentica rivoluzione e, piaccia o non piaccia, la Chiesa Cattolica non sarà più la stessa dopo di lui.
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da tessa il Sab Giu 27, 2015 10:25 pm

Per ricordarci che sempre Papa è , Bergoglio ha indetto il Giubileo della Misericordia.I giornali ci spiegheranno- se non l'hanno già fatto- che misericordia e pace sono la stessa cosa. Il Papa concederà indulgenze parziali e totali sono a taluni, ai regolari in tutto e per tutto , a coloro che sono in una certa disposizione d'animo, di pentimento per camminare nella giusta via. Se non sono freschi di sacramenti, occorre che si rechino presso una chiesa piu' vicina per confessione e comunione , dopo di che arriveranno le indulgenze. Il Papa non potra' estendere le indulgenze ai peccatori, ai conviventi, a coloro che sono sposati solo civilmente, agli sposati, secondo il rito di Santa Romana Chiesa, ma che peccano, trainati dalla carne, le regole sono ben chiare e solo taluni usufruiranno delle indulgenze.
Quanto al potere simbolico- e non solo- del ferro che devo dire? Gia' una volta qualcuno esclamò:" Romani, non con l'oro, ma col ferro si salva Roma".
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

Messaggio Da freg53 il Gio Nov 05, 2015 9:17 am

I soldi della carità dei bambini spesi  dai monsignori per l'attico di Bertone.che vergogna.oggi uscirà un libro,Avarizia, di un giornalista dell'Espresso,Emiliano Fittipaldi,dove si raccontano  decine di scandali finanziari vaticani.Forse è stato sempre così,ma al peggio non c'è mai fine.il giornalista ad Agorà, spesi 200.000 euro per la ristrutturazione dell'appartamento di Bertone, 24.000 euro per oil fitto di un elicottero, ma ci sono cardinali che occupano appartamenti ben più grandi, quello di Bertone 350 mq. altri fino a 1.000
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Re: Bertone: "Un cardinale che se ne fotte di tutti, la sua è una ricchezza schifosa"

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