70° anniversario della fondazione del Movimento Federalista Europea

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Messaggio Da Erasmus il Mer Ago 28, 2013 11:56 pm

Con la caduta del fascismo (25 luglio 1943) decadevano anche la "leggi speciali" con cui furono condannati al confino i dissidenti antifascisti (rei di esprimere dissenso dal "regime"). Ma i confinati di Ventotene dovettero darsi da fare per essere liberati; e ci volle quasi un mese perché potessero lasciare l'isola. ma nel frattempo, con l'attenuarsi del controllo, i più poterono stabilire collegamenti con i gruppi politici cui ciascuno faceva riferimento.


Spinelli e Rossi, abbandonata Ventotene e sbarcati a Gaeta, intrapresero un rischioso viaggio, fidando nella fortuna. Non certo per tornare tra i loro cari, ma per entrare finalmente nella lotta politica (naturalmente col loro sogno di riuscire a inseminare nella resistenza il "principio federale" in vista degli "Stati Uniti d'Europa" che essi erano decisi a far nascere non appena fosse finita la guerra. 
Raggiunsero Milano col preciso scopo di mettere in piedi un gruppo politico che si sarebbe battuto per l'unità politica della futura Europa.

Trascrivo dal volumetto "Federalismo ed unione europea" (edito a Bolzano nel 1994 da Praxis 3) la pagina che ricorda la fondazione del Movimento Federalista Europeo e le successive sue prime "mosse".

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4.2 La Resistenza e il dopoguerra 
Erano una ventina i presenti a Milano il 27÷28 agosto del ’43 in casa di M. Alberto Rollier a fondare il MFE. Tre di essi cadderero presto nella lotta al fascismo. Fino alla liberazione, (25-4-’45), tutto il movimento collaborò con le altre forze della resistenza. Ma mentre per le organizzazioni clandestine dei partiti cui facevano capo le formazioni partigiane si trattava di combattere la dittatura nazi-fascista in nome della libertà per la conquista del massimo spazio politico possibile dopo la vittoria, per il MFE la lotta era ben più radicale: nel fascismo veniva combattuto il simbolo stesso dello Stato Nazionale portato alle estreme conseguenze. Nei federalisti c’era la convinzione di poter portare le forze della resistenza sulle proprie posizioni che consistevano nell’aver individuato nel principio nazionale la causa ultima della guerra e della degenerazione dello Stato nello stato fascista. Nei cinquant’anni che ormai ci separano da allora, la parola "resistenza" non ha mai cessato di evocare l’epopea dei partigiani. Di quella parola s’è spesso abusato per coprire le inefficienze dello stato con una retorica della stessa pasta di quella fascista perché intrisa di compiacimento dei valori nazionali, di esaltazione smodata della propria costituzione, di militarismo nella celebrazione delle feste nazionali.
Appena fondato il MFE, i suoi componenti si disposero a preparare il futuro federale dell’Europa.
Annunciavano il loro verbo diffondendo clandestinamente la rivista L’Unità Europea. Essi credevano che la guerra sarebbe finita di schianto non appena il governo tedesco avesse riconosciuto l’impossibilità di vincere e che il nazismo in Germania sarebbe caduto alla maniera del fascismo in Italia. Perciò s’aspettavano che il dopoguerra avrebbe trovato gli stati europei completamente privi di struttura politica e quindi facile terreno al germoglio e alla crescita del principio federale che i federalisti pensavano di seminare a sufficienza nella resistenza e tra gli alleati. Invece l’agonia del nazismo durò 20 lunghi mesi. Ciò comportò che i territori europei che man mano venivano conquistati dagli alleati fossero da questi ristrutturati in modo da risuscitare su di essi i precedenti stati nazionali. D’altra parte, i federalisti si resero ben presto conto della scarsa penetrazione delle loro tesi nella resistenza controllata invece da forze antifasciste ma prigioniere del principio nazionale secondo cui ogni ideologia persegue la propria affermazione all’interno del singolo stato.
Spinelli, passato in Svizzera a cercare eventuali altri federalisti, ne trovò pochi. Si prodigò nel creare gruppi federalisti tra i profughi di qualsiasi provenienza (per idee e nazionalità). Con gli stessi propositi passò poi nella Francia libera. Con Rossi organizzò il Convegno di Ginevra (maggio ’44). Qui una quindicina di federalisti di vari paesi osava parlare a nome di tutta l’Europa antifascista e lanciare agli alleati ed al mondo il messaggio della urgenza dell’unione federale. Il seme federalista germogliava ovunque, ma con velocità di crescita ben inferiore alle attese, occupando posizioni rilevanti per qualità ma scarse per numero.
Il risorgere degli stati nazionali europei non fiaccò l’attività dei federalisti nel periodo del dopoguerra: anzi, tale periodo conobbe un notevole sviluppo organizzativo. Eccone alcune tappe.
– Parigi, marzo ’45: convegno federalista internazionale.
– Milano, settembre ’45: fusione nel MFE dell’
Associazione dei Federalisti Europei (fondata dal capo partigiano Paride Baccarini).
– Venezia, 6÷7-10-’46: 1° congresso nazionale del MFE italiano che si dà uno statuto.
– Parigi, 15÷16-10-’46: nasce l’UEF (
Unione Europea dei Federalisti) su basi supernazionali. Roma, giugno ’46: nasce il Gruppo Parlamentare Federalista all’Assembla Costituente. 13 Montreux, agosto ’47: 1° congresso ufficiale dell’UEF.
– Milano, settembre ’48: 2° congresso del MFE. Le sezioni sono133 con 12 mila iscritti. 

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Come ogni anno, anche quest'anno a Ventotene (l'isola in cui i deportati Spinelli e Rossi (in sintonia con Colorni) scrissero il "Manifesto di Ventotene") si tiene il "Seminario federaliista" (di cui metterò il programma in altro thread).

Nel 70° anniversario della fondazione del MFE, mi pare giusto ricordare che il MFE è nato per l'attuazione di quel manifestro, per passare cioè dalle pareole ai fatti, dalle idee all'azione.
Ed è giusto allora ricordare che Ventotene resta, in un certo senso, il "monumento" perenne del federalismo spinelliano.

Nel 1973, nel 30° anniversario della fondazione del MFE, fu collocata nel Municipio [dell'isola] di Ventotene una lapide commemorativa con il testo seguente.

IN QUEST'ISOLA
NEL CONFINO IMPOSTO DAL REGIME FASCISTA
I PRIMI FEDERALISTI ITALIANI
EUGENIO COLORNI
ERNESTO ROSSI
ALTIERO SPINELLI
MEDITANDO SULLA TRAGEDIA DELLA GUERRA
SUI DELITTI DEL TOTALITARISMO
SULLA CRISI DELLE SOVRANITA' NAZIONALI
SCRISSERO NEL 1941 L'APPELLO
CHE ANCOR OGGI PORTA IL NOME
DI MANIFESTO DI VENTOTENE
NELLA FIDUCIA CHE ALTRI CON LORO
TRAENDO DAI COMUNI ERRORI
LO STESSO AMMAESTRAMENTO
INIZIASSERO LA LOTTA
PER UN'EUROPA LIBERA E UNITA

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IL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
CHE FECE SUA QUELLA BATTAGLIA
NEL TRENTENNALE DELLA SUA FONDAZIONE
VOLLE QUI POSTA QUESTA LAPIDE
A MEMORIA DELLE SUE ORIGINI
A RICORDO DEI SUOI CADUTI NELLA RESISTENZA
A CONFERMA DEI SUOI PROPOSITI
A INCITAMENTO PER L'AVVENIRE

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Ciao a tutti

70° anniversario della fondazione del Movimento Federalista Europea Erasmu11

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