Siria, comincia la nuova campagna militare USA

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Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Verci il Mar Ago 27, 2013 4:24 am

Usa: pochi dubbi su uso armi chimiche in Siria. Kerry: 'Chi usa armi chimiche deve risponderne'. Italia: 'Oltrepassato il punto di non ritorno'.

'L'uccisione di civili in Siria e' ''un'oscenita' dal punto di vista morale'', l'attacco della scorsa settimana dovrebbe ''scuotere le coscienze nel mondo. Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati''. Così John Kerry, Segretario di Stato Usa, che parla di un uso ''indiscriminato'' e ''su larga scala'' dei gas. 'Non e' possibile giustificare l'uso di armi messe al bando da tutta la comunita' internazionale, si tratta di qualcosa che dovrebbe colpire tutto il mondo. E' reale: armi chimiche sono state usate in Siria'': la Siria non puo' nascondere che armi chimiche sono state usate, afferma Kerry sottolineando che il regime siriano mantiene la custodia delle armi chimiche. ''Quello che abbiamo visto la scorsa settimana in Siria dovrebbe scioccare le coscienze. L'uccisione indiscriminata di civili, di donne e bambini e di innocenti con armi chimiche e' un'oscenita' morale. E' sotto ogni punto di vista imperdonabile e innegabile''.

Il nostro comune senso di umanita' e' offeso non solo da questo crimine codardo ma anche dal cinico tentativo di coprirlo'' afferma Kerry, sottolineando che l'atteggiamento del governo siriano non e' stato quello di qualcuno che non aveva nulla da nascondere, ''non era quello di un regime che voleva provare al mondo di non aver usato armi chimiche. Obama - spiega il Segretario - assumera' una decisione informata su come rispondere. Il presidente ritiene che chi e' responsabile dello'uso di armi chimiche deve essere chiamato a risponderne.

L'uso di armi chimiche e' innegabile e ci ''sono pochi dubbi'' sul fatto che sia stato il governo di Assad a usarle: ''continuiamo a rivedere le opzioni con i consiglieri nazionali, i partner internazionali e il Congresso''. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che Obama non ha ancora deciso e poi spiega: 'Non vogliamo speculare su possibili risposte''.

Nel corso del vertice del G20 in programma a San Pietroburgo ai primi di settembre, il presidente americano Barack Obama si incontrera' ''certamente'' con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha detto oggi il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, spiegando che i due leader si incontreranno visto che Putin ospita il vertice, senza pero' fare riferimento ad un bilaterale.
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Spari sugli ispettori Onu, raccolti "campioni" - La prima giornata di indagini degli ispettori delle Nazioni Unite dalle quali può dipendere un intervento militare in Siria è cominciata sotto il tiro dei cecchini. Spari di non meglio precisata provenienza hanno infatti tentato di impedire agli esperti Onu - presenti sul terreno per indagare sul presunto uso di armi chimiche - di recarsi in uno dei sobborghi della capitale colpito, secondo testimoni e medici, dall' "attacco chimico" del 21 agosto scorso che avrebbe causato la morte di centinaia di persone. Gli esiti della delicata missione delle Nazioni Unite, per quattro lunghi mesi osteggiata dalle autorità siriane che solo ieri e dopo cinque giorni dal sospetto bombardamento hanno concesso i permessi agli esperti internazionali, sembrano essere decisivi nel dare sostegno o meno all'ipotesi di un'azione militare occidentale contro il regime degli Assad, al potere da quasi mezzo secolo.

Una parte degli ispettori Onu è comunque riuscita a penetrare a Muaddamiya, depresso sobborgo stretto tra l'aeroporto militare di Damasco e l'ormai distrutta cittadina di Daraya. Per gli spari dei "cecchini", il regime ha accusato "bande armate", mentre gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale, espressione di quel che rimane della cittadinanza locale, hanno riferito di colpi "provenienti dal posto di blocco dei servizi di sicurezza militari e dei comitati popolari", in riferimento alle milizie del regime che controllano gli accessi al sobborgo.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/08/21/Siria-attivisti-centinaia-vittime-attacco-gas-letali_9180224.html
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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Verci il Mar Ago 27, 2013 4:29 am

Verci ha scritto:'L'uccisione di civili in Siria e' ''un'oscenita' dal punto di vista morale'', l'attacco della scorsa settimana dovrebbe ''scuotere le coscienze nel mondo.
Verrebbe proprio da dire "da che pulpito vien la predica!"

Iraq, dieci anni fa l'invasione americana e l'inizio della seconda Guerra del Golfo. Oltre 130 mila civili uccisi nel conflitto

La guerra in Iraq è costata ai contribuenti americani 1700 miliardi di dollari, con altri 490 miliardi per l'assistenza ai reduci di guerra. Ad attestarlo uno studio pubblicato recentemente dal Costs of War Project, un progetto che stima i costi dei conflitti, del Watson Institute for International Studies della Brown University.

La ricerca, a cui hanno lavorato una trentina di esperti, fa anche una stima dei costi umani della guerra che ha ucciso almeno 134mila civili iracheni e contribuito alla morte di un numero almeno quattro volte superiore di iracheni in anni di continua instabilità.

Il rapporto fa infine uno studio combinato dei costi dei conflitti in Iraq, Afghanistan e Pakistan, parlando di un totale di quasi 4mila miliardi.


da: http://www.huffingtonpost.it/2013/03/20/iraq-dieci-anni-fa-linvasione_n_2913487.html
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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Erasmus il Gio Ago 29, 2013 12:03 am

L'armamento va rinnovato ... quindi bisogna consumare quello che sta invecchiando. La Siria casca a fagiolo per i fabbricanti di armi (moderne, of course).
E il petrolio, dove lo mettiamo?
Rischiava di calare di prezzo. Adesso, grazie alla crisi siriana, si sta rimettendo in carreggiata; e se domani cadranno bombe su Damasco, di sicuro il prezzo aumenterà.
Ho anche letto che USA ed UE offrono a Putin il permesso di alzare i prezzi del metano della Gazprom se smette di parteggiare per Assad.
Come vedi, Verci, tutto sta andando per il meglio. L'inflazione è troppo bassa, occorre qualche stimolo a rialzarla, ti pare?
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Passo ai discorsi seri.
Trascrivo l'articolo di Barbara Spinelli pubblicato oggi (mer. 28.08.13) su "Repubblica.it"
Originale => http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/28/news/il_castigo_e_l_oblio-65400741/
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Il castigo e l'oblio


di BARBARA SPINELLI


Accusato di aver perpetrato un massacro con armi chimiche, mercoledì scorso in due sobborghi di Damasco, e di aver forse bombardato il proprio popolo col gas nervino, il Presidente siriano Bashar al-Assad si è rivolto all'America e ai governi europei con parole sprezzanti, colme di scherno.
Ha ricordato loro i disastri delle recenti guerre contro il terrorismo globale e ha detto: «È vero, le grandi potenze possono condurre le guerre. Ma possono vincerle?» Ecco il dilemma che sta di fronte agli Occidentali, nel momento in cui alzano la voce contro Damasco, denunciano l’»oscenità morale» delle armi chimiche contro cittadini inermi (le parole sono di John Kerry, segretario di Stato), e affilano i coltelli nella convinzione che un intervento punitivo sia a questo punto necessario, dunque legittimo. Il dilemma esiste perché sulle conseguenze di un’offensiva nessuno pare avere idee chiare. Neppure sull’obiettivo c’è per la verità chiarezza, il che inquieta ancor più: in nome di quale disegno aggredire Assad? Ed esistono prove credibili che quest’ultimo abbia usato i gas, oppure Kerry ha dedotto le sue certezze consultando, come ammesso lunedì, i social network?
È il motivo per cui, anche quando le prove spunteranno (ieri il portavoce di Obama le ha promesse fra breve), non è a una guerra che si pensa in America ma a un gesto simbolico, a un’affermazione di forza. Giusto per dire «Eccoci», e poi andarsene. Evitando, a parole, il cambio di regime a Damasco.

È quanto fa capire l’ex capo di Stato maggiore Usa, Jack Keane, che da mesi preconizza più decisivi interventi ma che li ritiene improbabili. Intervistato dalla Bbc, dopo le parole di Kerry, il generale ha specificato che un semplice segnale castigatore, un
colpo di avvertimento, lascerebbe le cose come stanno. «Il giorno dopo Assad ricomincerà i bombardamenti sulle popolazioni civili, con armi chimiche o senza. I rapporti di forza fra regime e ribelli nella sostanza non muteranno». La coalizione dei volonterosi che Obama sta provando a raggruppare avrà detto la sua, ma l'ultima parola molto probabilmente non sarà lei ad averla e il controllo su quel che accadrà dopo neppure.

Lo stesso Keane ha detto in passato che la Siria di Assad non è la Libia di Gheddafi. Dispone di armi più sofisticate, le sue truppe di terra e di aria combattono i ribelli con notevole successo da due anni. E ha alleati assai potenti: l’Iran, la Russia, e dietro le quinte la Cina che come sempre sta a guardare, gigante che aspetta infinitamente paziente che l’America si rompa un osso dopo l’altro. Neppure il paragone con il Kosovo è pertinente. È vero, siamo davanti a un disastro umanitario la cui oscenità è evidente. Ma l’osceno avviene per sua natura «fuori scena »: non è visibile come lo fu in Kosovo, e la sicurezza esibita da Kerry è quantomeno labile, per ora.

Gli ispettori dell’Onu sono lì per verificare, come a suo tempo tentarono di verificare in Iraq l’esistenza di armi di distruzione di massa detenute da Saddam Hussein. A un certo punto l’America decise di entrare in guerra comunque, e gli ispettori vennero scaricati senza essere ascoltati. Hans Blix, che guidava il team dell’Onu, non cessa di evocare con amarezza la sordità dell’amministrazione Bush. Si parla di un’operazione simile al Kosovo perché cominciò allora la pratica della
coalizione dei volonterosi, architettata sotto la guida di Washington per aggirare il Consiglio di sicurezza Onu e quindi Mosca. Ma Milosevic era già vinto quando scattò l’offensiva, mentre Assad no.

Sabato, sul New York Times, è intervenuto con un articolo singolare lo studioso di storia militare Edward Luttwak, a suo tempo difensore delle guerre antiterroristiche. Oggi scrive che meglio stare a guardare la Siria da fuori, aspettando che i contendenti si scannino a vicenda. Meglio lo stallo, prolungato ma tenuto in stato di continua incandescenza: aiutando massicciamente i ribelli anti-Assad, ma smettendo l’aiuto non appena questi diventino troppo forti e stiano per vincere. Il ragionamento si finge astuto, prudente. In realtà è perverso, e palesemente sprovvisto di ambizione politica. «L’America perde in ambedue i casi», conclude Luttwak. Nessun occidentale, e men che meno Parigi e Londra, ha in questa vicenda ambizioni politiche, oltre che intellegibili obiettivi. E quanto bluffano poi Parigi e Londra? Sarebbero pronte a intervenire senza America e a fianco di Israele, ripetendo la rovinosa spedizione contro Nasser a Suez, che Eisenhower provvidenzialmente bloccò nel ’56?

Questo significa che la Siria è un vespaio prima ancora che scatti l’eventuale attacco euro-americano. La questione morale apertasi con l’uso del sarin è innegabile, ma la catastrofe umanitaria non la si può combattere come la si è combattuta in Kossovo, o peggio in Iraq. E non solo perché mancano prove inoppugnabili che attestino le responsabilità di Assad, non solo perché i più forti, tra i ribelli, sono al momento le milizie di Al Qaeda, e la scelta è tra la peste e il colera. Solo forze di interposizione Onu potrebbero proteggere i civili siriani da nuovi attacchi (sferrati da Assad o dai ribelli) e agire in nome del divieto di ricorrere a armi chimiche. La coalizione dei volonterosi è incompatibile con la via dell’Onu, e si propone altro. Cosa, precisamente? Forse per questo il ministro Bonino si mostra dubbiosa: «L'Italia non prenderebbe parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu».

L’analista Yagil Levy, studioso del peso esercitato dai militari nell’edificazione dello Stato israeliano, enumera le tre ragioni per cui la questione morale non può esser risolta da interventi militari (Haaretz 26-8). In primo luogo perché farebbe un gran numero di vittime e distruggerebbe le infrastrutture del Paese, come già accaduto in Kossovo e Libia. In secondo luogo perché non placherebbe la guerra fra regime e ribelli ma la acuirebbe. Terzo motivo, cruciale: l’intervento tenderebbe a «favorire un cambio di regime artificiale». Dipendente da aiuti esterni, il futuro potere sarebbe senza radici.

La storia delle guerre negli ultimi 14 anni (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia) conferma le inquietudini di Yagil Levy. Nessuna di esse ha creato nuovi ordini stabili, tutte sono finite in pantani diabolicamente gelatinosi, nei quali non si distinguono le persone fidate dalle inaffidabili. I costi in termini di vite umane, una volta sconfitto Gheddafi, sono già oggi enormi: i morti del dopo-guerra sono quasi equivalenti alla metà dei caduti prima dell’uccisione del rais.

Fanno bene le democrazie, fanno bene Parigi e Londra, a indignarsi per l’uso eventuale di gas. Ma l’indignazione morale suona falsa, quando non calcola le conseguenze delle proprie azioni e neanche sa bene chi sia il colpevole. Quando il passato non insegna nulla, e cadono nell’oblio le false prove date da Colin Powell contro Saddam, e sono senza peso le sconfitte cui sono andate incontro le guerre umanitarie lungo gli anni. Non si esportano la democrazia e la stabilità, quando a uno Stato fallimentare si sostituisce uno Stato ancora più sfasciato di prima. Non si esporta neppure la morale, con attacchi simbolici che soddisfano solo l’orgoglio di chi li sferra e non aiutano i veramente minacciati. Se il pericolo in Medio Oriente è la degenerazione siriana, e al tempo stesso il potere esercitato nell’area dall’Iran o da Hezbollah in Libano, se è la fatiscenza del regno giordano, la rigidità di Israele, il ritorno in Egitto di un regime corrotto che si gloria di abbattere nel sangue l’integralismo dei Fratelli musulmani: se tale e così vasto è il nodo cui si pensa in America ed Europa, non è con un mortifero bel gesto contro Assad che lo si scioglierà.
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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da afam il Gio Ago 29, 2013 1:38 pm

Violenza contro violenza! Ma come finiremo?

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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Verci il Sab Ago 31, 2013 8:24 pm

Cara Afam, la BBC si è preoccupata di fare un confronto fra gli armamenti in campo e, naturalmente, non nasconde come quelli siriani - di fabbricazione russa - siano in parte vecchi ed obsoleti. Un confronto militare ovviamente impari, per quanto limitato possa essere l'intervento USA.

A cosa porterà la violenza contro la violenza? A cronicizzare le situazioni e non di certo a risolverle. Basti pensare all'Afghanistan, all'Irak e alla Libia, dove resistenza e lotte intestine fra le diverse fazioni, religiose  e non, non hanno di certo portato alla auspicata pace.

Nel frattempo i dominatori e giustizieri del mondo, infischiandosene del coinvolgimento dell'ONU, proseguono con la politica guerrafondaia, guidata - sembra - addirittura da un premio Nobel per la pace.

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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Erasmus il Sab Ago 31, 2013 11:51 pm

Spero con tutto il cuore che non si ripeta l'orrore di bombardamenti cui abbiamo assistito impotenti in Iugoslavia, in Afganistan, in Iraq, in Libia ...

Non mi piace nemmeno che (qui da noi) si continui a ripetere che non si interverrà senza mandato dell'ONU.
Porco mondo: i bombardamenti di sicuro farebbero (come sempre) altre vittime innocenti (oltre a distruzioni immani).
Insomma: chiunque abbia buttato i gas (che, tuttavia e certamente, non hanno fatto essi più vittime innocenti di quante ne abbiano fatto – e continuino a farne – le armi "convenzionali"), che senso ha una "punizione" ... di massa
[Non sarebbe meglio, invece , una precisa denuncia ad un tribunale internazionale a carico dei colpevoli, dato che Obama e altri dicono di avere le prove schiaccianti sull'identità degli autori?]
Una punizione di massa da impartire come una "rappresaglia" sulla "Siria" (come se uno stato fosse una persona fisica)!
Per me è qualcosa di allucinante. Eppure sono giorni e giorni che 'sta cosa è strombazzata come una azione "umanitaria" !

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Occorre che ... gli USA restino isolati. 
Non credo che Obama rischierebbe di restare unico a comandare l'attacco (che sarebbe comunque aereo a suon di missili e di bombe).
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Intanto ... ho goduto della sconfitta di Cameron ai Comuni.
Era partito strafottente dicendo che la Gran Bretagna era pronta all'attacco anche senza il permesso dell'ONU.
Era sicuro (data la maggioranza parlamentare del suo partito e del famigerato UKIP, fascistoide iper-nazionalista) che la scelta del governo sarebbe passata facilmente in parlamento. Invece è stata bocciata nientemeno che con il determinante concorso di un considerevole gruppo di deputati del suo stesso partito!
La camera dei Comuni ha deciso che non se ne fa niente prima di sapere i risultati dell'inchiesta ispettiva che devono fare gli addetti dell'ONU già arrivati in Siria.

Adesso sembra che sia Hollande il più testardo nel volere l'attacco. Ma non credo che Obama si senta a posto col solo appoggio della Francia.
Ed è ovvio che la Francia non attaccherebbe da sola.

Insomma: è lecito ancora sperare.

[La Germania ha detto ..meglio dell'Italia: non contribuirà all'eventuale attacco, punto e basta!]

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Metto i link a due articoli da Euobserver.com.
Il primo sulla sconfitta di Cameron ai Comuni.
Il secondo sul palese desiderio del governo francese di attaccare indipendentemente dalle sentenze dell'ONU e nonostante la defaillance britannica.

1)
British MPs halt prospect of UK-US strike on Syria - 30/08/2013 09:26:57
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The British parliament has blocked UK military action against Syria, 
leaving the US to seek other allies for its intervention.

http://euobserver.com/foreign/121258


2)
1. France 'ready' to strike Syria despite British No vote - 30/08/2013 14:47:52
----------------------------------------------------------------------------
French President Hollande has said he is ready to join the US in strikes on 
Syria after British MPs voted No.

http://euobserver.com/foreign/121265

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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

Messaggio Da Verci il Mar Set 03, 2013 2:23 am

I rapporti francese ed USA sull'attacco chimico siriano:

http://www.europaquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/09/syrie_synthese_nationale_de_renseignement_declassifie_02_09_2013.pdf

http://www.scribd.com/doc/164267580/U-S-Government-Assessment-of-the-Syrian-Government%E2%80%99s-Use-of-Chemical-Weapons
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Re: Siria, comincia la nuova campagna militare USA

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