Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

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Re: Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

Messaggio Da tessa il Mer Set 03, 2014 11:20 pm

Caro Verci, anch'io  so che la Chiesa spesso non ha umanita' con i suoi divieti, infatti io, visto che a volte mi fermo dal mio compagno, che è piu' fratello che altro, non posso accostarmi all'Eucharistia perche' sono pubblica peccatrice,( ho parlato a lungo dell'Eucharistia qui nel forum ), e  per poter fare la Comunione dovrei dire che assolutamente non vi sono rapporti tra di noi ( non è molto lontano dalla realta'), dirlo a un prete che ci darebbe la  Comunione di nascosto. Per essere in regola dovremmo sposarcii ma i ministri del matrimonio sono gli sposi, il prete è solo testimone da parte delle Chiesa e dice la messa,  pero' se gli sposi non sono convinti, il matrimonio è nullo per la Chiesa,- non per lo Stato. Preferirei un sacerdozio dei fedeli, come per i protestanti, perchè è triste vedere tutti che vanno verso l'altare per l'eucharistia e io , pur spingendo la carrozzella con un disabile, non posso accostarmi ad essa.

Per quanto riguarda tutti gli altri problemi per prelevare il seme-ovviamente la masturbazione è proibita- la Chiesa aveva anche proposto di prelevare il seme con puntura dei testicoli...- certo siamo al delirio-ma si è preferito il profilattico bucherellato.
Ma qua si tratta sempre di due visioni del mondo diverse, per capire l'altro bisogna parlare il linguaggio dell'altro.
D'altronde so che nella Chiesa non è tanto importante la sessualità ma l'obbedienza. So che i confessori cacciano urlando i disobbedienti, i critici ma accettano gli scostumati purchè obbedienti e striscianti.
Mi dirai , E' strano che tu resti nella Chiesa, e io rispondo, perchè vedi nella Chiesa vi sono i capi, i superbi che ambiscono solo a onori e gloria e poi i San Filippo Neri, le Sante Francesca Cabrini che hanno aiutato ii miserabili che non avevano proprio nessumo al mondo.

Per quanto riguarda l'eterologa che scavalca il parlamento mi devo informare bene, perche' a questo punto, visto che nel parlamento ci stanno solo i cretini eletti da altri cretini-in Italia solo il 17% ha la laurea-  e invece i giudici della Consulta e gli altri giudici sono tutti scienziati-andiamo la' con l'accetta, discruggiamo gli scranni, e rivendiamola la legna per riscaldare gli asili scassati

Se l'eterologa si farà, ebbene :"Nunc est bibendum" , anzi non come lo diceva Orazio, ma  preferisco Alceo "Ora bisogna ubriacarsi".
Ciao
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Re: Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

Messaggio Da Verci il Dom Set 07, 2014 2:02 am

Eterologa: dopo Toscana parte in Emilia e Liguria

Chiamparino, in Piemonte via libera 15 settembre


Tra lunedì e mercoledì della prossima settimana anche l'Emilia-Romagna recepirà le linee guida per la fecondazione eterologa approvate ieri. Le coppie potranno inserirsi nelle liste di attesa. L'assessore Carlo Lusenti ha spiegato che nelle strutture sanitarie pubbliche sarà gratuita. Si fara' in tutte le 21 strutture che già effettuano la procreazione medicalmente assistita. Le coppie che scelgono la fecondazione eterologa possono contattare già in questi giorni anche i due centri liguri specializzati, l'ospedale Evangelico e l' Irccs San Martino - Ist, per i colloqui preliminari e l'inserimento nelle prime liste di attesa. La giunta regionale ha recepito le linee guida approvate ieri dalle regioni.

In Piemonte via libera 15 settembre - Il Piemonte darà il via libera operativo alla fecondazione eterologa con una delibera della Giunta che sarà approvata nella seduta del 15 settembre. Lo ha annunciato il presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, all'indomani dell'approvazione delle linee guida, a Roma. Chiamparino sollecita però la legge nazionale, utile "perché questo consente al ministro, che è d'accordo, di trovare le risorse necessarie". "Ora ogni Regione - ha detto Chiamparino - farà la sua parte. Per il Piemonte, ho già parlato con l'assessore Antonio Saitta, e con la Giunta del 15 porteremo una delibera con la quale daremo il via operativo all'attività nei nostri centri autorizzati. Saitta sta mettendo insieme un gruppo di lavoro tecnico per tradurre in chiave locale le linee generali approvate ieri in sede di Conferenza delle Regioni a Roma. Il ticket - ha aggiunto - sarà sul tipo di quello per la fecondazione omologa, che in Piemonte è sui 600 euro". "Ma io insisto - ha detto ancora - sul fatto che fra Governo e Parlamento facciano una legge, strumento che consente di aggiungere le risorse necessarie per coprire i maggiori costi. E' chiaro che le linee guida approvate ieri sono già sufficienti per operare. Ma se c'è la legge è meglio - ha concluso - perché questo consente al ministro, che è d'accordo, di trovare le risorse".

Lombardia, venerdì delibera. Maroni: fare certezza sui costi - ''Ci sono ancora alcuni dettagli non trascurabili da definire'', a partire dai costi, ma ''venerdì prossimo'' la Giunta regionale lombarda dovrebbe approvare la delibera per avviare la fecondazione assistita eterologa. Lo hanno spiegato il presidente Roberto Maroni e il vicepresidente Mario Mantovani, assessore alla Salute, durante la conferenza stampa dopo la riunione di Giunta. Maroni ha osservato che sul tema ''manca una legge'' e che per esempio ''questa fattispecie non è compresa nei Lea, quindi chi paga?''. ''Voglio definire - ha aggiunto il presidente - una posizione comune delle Regioni prima di partire in Lombardia: venerdì prossimo porteremo la delibera in Giunta ma con la certezza dei costi''. L'assessore Mantovani ha spiegato che in Lombardia sono 60 i centri in cui sarà possibile l'eterologa, per la quale ogni anno mediamente ''arrivano 6.000 richieste''.

Boldrini: ottimo lavoro da parte delle Regioni - "Mi sembra un ottimo lavoro quello che è stato fatto" da parte della Conferenza delle Regioni, "non mi sembra che ci sia un vacuum legislativo perchè è stata posta fine a una discriminazione. Vedremo se i gruppi decideranno di procedere per via legislativa". Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini replicando a chi le chiedeva un commento sulla fecondazione eterologa e sulle linee giuda individuate dalla conferenza Stato-Regioni.
 
Fecondazione eterologa, Regioni approvano Linee guida - I presidenti delle Regioni sono andati dritti per la loro strada e, ignorando critiche e malumori, hanno approvato all'unanimità, stamane, le linee guida sulla fecondazione eterologa messe a punto dai tecnici regionali e poi attentamente vagliate dagli assessori alla Sanità. Ora ogni Regione dovrà recepirle con delibere proprie, ma molte annunciano che lo faranno già dalle prossime ore. E mentre stamani sono partiti all'ospedale fiorentino di Careggi i primi appuntamenti per le coppie che desiderano intraprendere la fecondazione eterologa - la Toscana ha infatti fatto da apripista, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto alla fecondazione eterologa - i governatori, nelle stesse ore, decidevano di stabilire delle linee guida comuni, almeno in attesa che il Parlamento si decida a regolamentare la materia con una legge. "Con le linee guida sull'eterologa le Regioni hanno mandato un segnale politico forte al Parlamento, a cui rivolgo un appello accorato perché legiferi", ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino.

"Con il vicepresidente Caldoro, ho incontrato il ministro Lorenzin - ha aggiunto Chiamparino - che si è detta del tutto d'accordo con le linee proposte, che peraltro hanno tenuto conto dei principi cardine del decreto che era stato predisposto, e ha condiviso anche l'ipotesi che vi sia un riconoscimento pieno all' interno del Dpcm di adeguamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) di tutte le tecniche per fecondazione medica assistita". Il ministro Lorenzin, alla festa dell'Unità, a Bologna, ha sottolineato la "necessaria approvazione di una legge, anche da un punto di vista pratico" ed ha evidenziato l'esigenza di un intervento parlamentare "per normare alcuni elementi, il primo dei quali è quello dello stanziamento dei fondi. C'è poi tutta una serie di problemi che senza un registro nazionale non si possono risolvere". Intanto, sul fronte cattolico, si levano gli scudi. "Sul piano strettamente logico, direi che si vuole giustificare una selezione - perché è inutile dire che questa non sia una selezione, c'è poco da fare - attraverso una distinzione che trovo assolutamente ingiustificata: quella tra coppie che adottano e coppie che chiedono l'eterologa...", ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.


Quanto ai costi, circa 6,6 milioni di euro, secondo una stima approssimativa, potrebbe essere il costo a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) se la fecondazione eterologa, come previsto, fosse inclusa nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero gratuita o con una compartecipazione economica da parte del cittadino. La stima è dell'avvocato Mariapaola Costantini, responsabile settore procreazione di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, la quale rileva come, in ogni caso, questo ''rappresenterebbe un costo sostenibile''. La stima si basa su un calcolo approssimativo ma dà l'idea del 'peso' economico che l'eterologa potrebbe avere per il Ssn: ''Considerando - spiega Costantini - che il costo standard medio che la Regione deve affrontare per una fecondazione omologa è oggi pari a circa 2.500-2.700 euro, vanno calcolati i costi aggiuntivi legati all'eterologa, dal potenziamento necessario dei sistemi di crioconservazione dei gameti ai percorsi per i donatori. Su questa base, si può stimare il costo a carico delle Regioni per una eterologa come pari a circa 3.000-3.200 euro''. A tale costo però, precisa, ''va sottratta la compartecipazione attraverso il ticket da parte dei cittadini, che potrebbe prevedersi intorno ai 1.000 euro''. Se si considera inoltre che, secondo le ultime stime dell'Osservatorio sul turismo procreativo, sono oltre 3.000 l'anno le coppie italiane che si recano all'estero per ottenere l'eterologa, afferma l'avvocato, ''possiamo stimare in circa 6,6 milioni di euro il costo approssimativo che l'eterologa avrebbe per il Ssn''. Il problema vero, però, osserva l'esperta, ''è l'attuale 'giungla' delle tariffe nelle Regioni.

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Re: Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

Messaggio Da animalo il Lun Set 08, 2014 11:29 am

Il "vostro" cristo, vale a dire il rabbi Yeoshua, parlava solo ai giudei, e non ai gentili.
Il "vostro" cristo accettava in toto la legge mosaica, ed in particolare il comandamento "Non erigerai statue agli idoli e non le adorererai".
Il "vostro" cristo se tornasse scaccerebbe con la sferza dal vatic-ano i paponi ed i cardinaloni, perchè oggi ESSI SONO I MERCANTI NEL TEMPIO.
LA CHIESA ROMANA E' APOSTATA.

Quanto affermo fa parte della storia documentata, ma gli untertieren modificano secondo il loro comodo la verità storica.

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Re: Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

Messaggio Da freg53 il Mar Set 09, 2014 1:03 pm

animalo ha scritto:Il "vostro" cristo, vale a dire il rabbi Yeoshua, parlava solo ai giudei, e non ai gentili.
Il "vostro" cristo accettava in toto la legge mosaica, ed in particolare il comandamento "Non erigerai statue agli idoli e non le adorererai".
Il "vostro" cristo se tornasse scaccerebbe con la sferza dal vatic-ano i paponi ed i cardinaloni, perchè oggi ESSI SONO I MERCANTI NEL TEMPIO.
LA CHIESA ROMANA E' APOSTATA.

Quanto affermo fa parte della storia documentata, ma gli untertieren modificano secondo il loro comodo la verità storica.
caro sig. animalo,( ma che brutto nome Ti sei scelto,riesce difficile dialogare con un animalo,con un animale si,io dialogo tutti i giorni con animali e animaletti,vivendo in campagna sono sempre in mezzo agli animali) non Ti sembra di esagerare un po'.Pur proveniendo  da una formazione giovanile cattolica,a quei tempi o si andava in una sezione del PCI o si andava in parrocchia,e non frequentando da decenni la comunità religiosa non addosserei alla Chiesa Cattolica TUTTI I MALI DEL MONDO.Ti scagli in modo violento contro paponi e cardinaloni ( che brutti termini) ma paponi e cardinaloni sono solo meno di 150 persone nel mondo e tutto il resto? Conosco e apprezzo preti che si battono per il ripristino della  legalità e per questo qualcuno ci ha  pure rimesso la pelle,conosco preti che si privano del minimo indispensabile per distribuirlo ai poveri,conosco monache che nell''ospedale della mia città hanno sempre una parola di conforto,conosco preti camilliani che hanno le porte aperte per tutti coloro che non riescono a mettere un pasto a tavola.Questa è la chiesa che io conosco,i cardinali non mi interessano.Tu,per tutte le persone che ho citato che cosa hai fatto in vita Tua?
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Re: Io, paziente numero 5 nella clinica dell'eterologa

Messaggio Da Verci il Gio Set 11, 2014 8:05 pm

Fecondazione eterologa. Intervista a De Biasi (PD): "Bene discussione parlamentare ma Lorenzin emani subito linee guida nazionali."


Per il presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, non essendoci un vuoto normativo, è sufficiente l'intervento del Ministero della Salute per regolamentare a livello nazionale tutti gli aspetti tecnici della materia garantendo la sicurezza delle coppie. In un secondo momento, il Parlamento potrà legiferare su tutte quelle tematiche bioetiche riguardanti l'eterologa. "Serve un atto di coraggio da parte del ministro Lorenzin."

10 SET - "Il tema è molto delicato. Stiamo parlando di una malattia: la sterilità. Dobbiamo dare una risposta alle coppie affette da questa patologia e ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito, per loro, il diritto alla genitorialità. Per far questo, non essendoci un vuoto normativo, servono immediatamente delle linee guida nazionali. Il ministro Lorenzin deve avere coraggio e assumersi le proprie responsabilità emandandole. A quel punto il Parlamento, con lo stesso senso di responsabilità, si occuperà di legiferare su tutte quelle questioni bioetiche riguardanti i vari aspetti della fecondazione eterologa". Così la presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi (PD), ha chiarito la sua posizione a pochi giorni dall'approvazione, da parte della Conferenza delle Regioni, delle direttive per l'introduzione della fecondazione eterologa in Italia.
 
Presidente De Biasi, la discussione riguardante la fecondazione eterologa sembra sembra essersi impantanata nella diatriba tra chi afferma la necessità di una legge nazionale e chi, invece, vorrebbe immediatamente delle linee guida da parte del Ministero della Salute. C'è da dire, però, che una strada non sembra escludere l'altra. Lei cosa ne pensa?

E' senz'altro necessario un intervento legislativo e il Parlamento si assumerà la responsabilità di affrontare tutti quegli aspetti bioetici che potranno sorgere su questo tema: penso, ad esempio, alla fecondazione eterologa per i single, piuttosto che per le coppie gay. Intendiamoci, il mio non è un giudizio a favore o contrario, riconosco però che sono tematiche delicate delle quali è giusto discuterne insieme in Parlamento prendendosi tutto il tempo per farlo.
C'è però un altro aspetto da affrontare con maggiore urgenza, ossia mettere in sicurezza le coppie e dare risposta ad una sentenza della Corte Costituzionale. Ecco, tutti questi aspetti tecnici possono e devono essere affrontati con tempestività, e per farlo è sufficiente un regolamento, non serve un passaggio parlamentare. D'altro canto la stessa legge 40 parla di aggiornamento triennale della linee guida. E' il tempo giusto. 

Quali aspetti potrebbero essere regolamentati in queste linee guida nazionali?
Penso a degli standard di sicurezza nazionali, alla possibilità di eseguire l'eterologa in centri pubblici specializzati, alla possibilità di garantire una parità di trattamento economico per le coppie, ma anche allo stesso inserimento dell'eterologa nei Lea che, ricordiamo, dovrebbero essere aggiornati a breve, così come previsto nel Patto per la salute. E serve un regolamento da parte del Ministero anche per recepire la direttiva UE sull'utilizzo di cellule umane a scopo riproduttivo in modo da non incappare in una procedura di infrazione.
Fare tutto questo vorrebbe dire anche scongiurare eventuali problematiche quali il rischio di commercializzazione dei gameti, ad esempio. Quest'ultimo verrebbe meno garantendo la possibilità di realizzare la fecondazione eterologa in centri pubblici che operano alla luce del sole, assieme a quelli privati che dovranno attenersi alle linee guida nazionali. 
Ripeto, tutto questo è realizzabile immediatamente con un semplice regolamento.

Su quali altri aspetti si potrebbe intervenire con un regolamento?
Servirebbe senz'altro un registro dei donatori. E' giusto che, in questo senso, si preveda un limite di età sia per i donatori che per le stesse madri. Giusto anche ribadire il diritto all'anonimato da parte del donatore. Nei Paesi in cui questo diritto non viene riconosciuto, possiamo dire che l'eterologa praticamente non esiste: un conto è la donazione, altro è la paternità. E' evidente che il registro potrà servire in caso di gravi malattie genetiche della persona nata per risalire al donatore/donatrice.

Cosa risponde, invece, a chi parla di un rischio di eugenetica?
Dico che è uno spettro che viene agitato ogni volta che si parla di procreazione medicalmente assistita. Esistono protocolli scientifici internazionali sottoscritti anche dall'Italia che si occupano approfonditamente di questo ed indicano in maniera chiara che di questi aspetti si occupa unicamente il medico e non la coppia. Insomma, è giusto e sacrosanto che l'eterologa non diventi un 'supermercato', ma questo rischio non sussiste. Bisogna avere fiducia nella professionalità dei medici e rispetto delle persone.

Cosa ne pensa del documento approvato pochi giorni fa all'unanimità dalle Regioni?
Il documento approvato dalle Regioni è importantissimo e le ringrazio. Approvandolo all'unanimità hanno dato dimostrazione di un grande senso di responsabilità evitando che in Italia potessero nascere 21 modi diversi di intendere ed applicare la fecondazione eterologa. Anche per valorizzare questo atto molto significativo occorre un quadro di riferimento nazionale con le linee guida.

In conclusione, possiamo dire che la discussione parlamentare è ben accetta ma è necessario da parte del ministro Lorenzin un intervento immediato per mettere in sicurezza le coppie? 
Sì. Il Parlamento si occuperà di eterologa normando, con grande responsabilità, tutti quegli aspetti bioetici che non possono essere affrontati da un semplice regolamento. Ma per questo saranno necessari tempi lunghi. Nella migliore delle ipotesi serviranno almeno 8-10 mesi. Al ministro Lorenzin chiedo la stessa assunzione di responsabilità. Serve nell'immediato un atto di coraggio per dare risposta, sia alla sentenza della Consulta, che al documento delle Regioni. Dobbiamo sempre tenere a mente che non stiamo parlando di un capriccio ma di una patologia: la sterilità. Bisogna dare una risposta a queste coppie, e garantire non solo la loro sicurezza ma anche quel loro diritto alla genitorialità sottolineato dalla stessa sentenza della Consulta. 
 
Giovanni Rodriquez

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