Juncker, oggi [mar. 15.07.14] promosso in PE, nuovo presidente della Commissione Europea

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Messaggio Da Erasmus il Mar Lug 15, 2014 6:46 pm

Jean-Claude Juncker è il nuovo presidente della Cpmmissione Europea (i cui membri non sono stati ancora designati dal Consiglio Europeo ... e dovranno anche loro superare,quella specie di esame di idoneità presentandosi in PE uno alla volta.

L'elezione di Juncker era ormai scontata (dato l'accordo PPE/S&D, ossia... la große Koalition (per dirla alla tedesca) che arriva anche in PE, alias le "larghe intese" (per dirla all'italiana).

Hanno votato 719 eurodeputati (su 751).
Favorevoli 422
Contrari 250
Astenuti 57

Ufficialmente i S&D erano a favore mentre i Verdi/ALE (in inglese Greens/EFA) erano contrari.
Ma i conti non  tornano sulla base dei membri dei gruppi-
Siccome il voto era segreto, è quasi certo che ci siano stati "franchi tiratori" tra i S&D (q votare contro). Qualcuno parla addirittura di una sessantina di NO socialisti e, per converso, di una decina di Si' tra i verdi.

Ho già detto altre volte che, se dipendesse da me, tra i candidati sceglierei senz'altro Verhofstadt.
Ma siccome l'ALDE è  ben minore in PE sia del PPE che dei gruppo S&D, ben venga Juncker (la cui storia ne garandisce l'autentico europeismo). Insomma: sono contento che Schulz – del quale ho poca stima! – non ce l'abbia fatta.

Juncker ha presentato un buon programma, una specie di "New Deal for Europe" – anche lui! – basato su investimenti mirati (a livello europeo)  e piuttosto consistenti (300 miliardi di Euro in tre anni).

Consiglio di leggere l'articolo dedicato all'elezione di Juncker su il Sole 24 ore :
––> Juncker presidente della Commissione Ue. «In tre anni 300 miliardi per rilanciare l'economia»

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Messaggio Da Erasmus il Sab Lug 19, 2014 3:38 am

Trascrivo di sguito il Comunicato-stampa della Gioventù Federalista Europea (GFE), ripreso da quelle della JEF–Europe (Jeunesse Fédéraliste Européenne).

Ciao a tuttii.

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I Giovani Federalisti Europei si congratulano con Jean-Claude Juncker per la sua elezione a presidente della Commissione Europea. Nel suo discorso al Parlamento Europeo del 15 luglio, Junker ha affermato il suo desiderio per “un’Europa che sia piu’grande e piu’ambiziosa sui grandi obiettivi e piu’modesta nelle piccole cose”. Pauline Gessant, presidente della JEF-Europe commenta: “Con questo slogan, Juncker mostra di aderire al principio di sussidiarieta’, di pari passo con un’analisi critica della politica europea presente e passata e della legittimita’democratica. Come federalisti, non possiamo che elogiare questi principi”.
 
 L’agenda che Junker ha presentato al Parlamento Europeo si concentra su diverse emergenze politiche. La GFE insieme alla JEF e all’Unione Europea dei Federalisti (UEF) accoglie il piano di Juncker per una più stretta integrazione politica e economica dell’Eurozona (inclusi gli strumenti fiscali propri, con un budget separato e una singola rappresentanza nelle istituzione internazionali),  l’estensione del mercato unico europeo, una mobilizzazione significativa degli investimenti nell’economia reale per incentivare la crescita e il consolidamento fiscale, nonche’ la creazione di una rete di energia pan- europea.
 
Rimangono tuttavia diverse priorita’ che non sono state sufficientemente menzionate nel discorso di Junker. 
Il mancato riferimento al dramma della disoccupazione giovanile e al coinvolgimento delle nuove generazioni del processo democratico non puo’ che destare inquietudine. Altri grandi problemi come l’immigrazione, la lotta ai cambiamenti climatici, la necessita’ di una difesa europea non sono stati sufficientemente richiamati.
 
Se, da un lato, sono positivi i riferimenti al superamento della “troika”con una “struttura che sia maggiormente legittimata democraticamente e responsabile” e al rafforzamento del metodo comunitario, d’altra parte le circoscritte proposte di Juncker per un cambiamento democratico dell’Unione Europea sembrano al momento incapaci di soddisfare la sete di democrazia dei  cittadini e della societa’civile per un rinnovamento nell’Unione. A proposito sarà invece necessario rilanciare il processo costituente con una Convenzione federale per superare i trattati esistenti.
 
E’ stata invece sicuramente positiva la decisione del Consiglio Europeo di nominare, per la prima volta nella storia, un candidato emerso dalle elezioni Europee. Il nuovo processo di selezione del Presidente della Commissione Europea ha rafforzato la struttura democratica dell’Unione Europea e ha dotato Juncker di un’autorità e una legittimità maggiore per riaffermare il ruolo della Commissione quale istituzione che tuteli l’interesse generale dei cittadini.
 
Resta da notare che l’elezione del Presidente della Commissione è  solo un primo appuntamento nell’attuale fase di trasformazione dell’Unione Europea. “Alle scorse elezioni i cittadini europei ci hanno detto chiaramente che l’Unione Europea di oggi non basta piu’ e che va trasformata per tornare a servizio del bene comune europeo. Nei prossimi mesi le istituzioni dell’Unione e i governi nazionali dovranno dare una risposta a queste richieste. A proposito, e’ urgente accelerare il processo di riforma federale della zona euro secondo il percorso delle quattro unioni (bancaria, fiscale, economica e politica) gia’delineato dalla scorsa Commissione Europea. Vedremo se Juncker sapra’ prendere il testimone in questa sfida”. Conclude Luca Lionello, Presidente GFE.
 
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La Gioventu' Federalista Europea (GFE) è la sezione italiana degli Jeunes Européens Fédéralistes (JEF) e il gruppo giovanile del Movimento Federalista Europeo (MFE).

Il Movimento Federalista Europeo e' stato fondato a Milano il 27-28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli. I principi sulla base dei quali esso e' nato sono contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dallo stesso Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. L'analisi e le proposte politiche contenute nel Manifesto si basano sulla presa di coscienza della crisi dello stato nazionale - ritenuto la causa principale delle guerre mondiali e dell'affermazione del nazifascismo - e sulla convinzione che solo il superamento della sovranita' assoluta degli Stati attraverso la creazione di una Federazione europea avrebbe assicurato la pace in Europa. L'MFE si differenzia radicalmente dai modelli normali di organizzazione politica, i partiti e i gruppi di pressione. Diversamente dai gruppi di pressione, che cercano solo vantaggi particolari per gruppi particolari senza modificare necessariamente l'assetto dei poteri costituiti e a differenza dei partiti, che hanno come quadro privilegiato di azione il quadro nazionale, l'MFE esercita un'iniziativa politica autonoma rivolta alla fondazione di uno Stato nuovo, la Federazione europea.

www.gfeaction.eu
Ufficio Stampa della Gioventu' Federalista Europea

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