Prostituzione, proibire o legalizzare? Ecco le regole nei Paesi europei

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Prostituzione, proibire o legalizzare? Ecco le regole nei Paesi europei

Messaggio Da Verci il Mer Ago 21, 2013 2:46 am

Appena fuori dai confini (il nostro Paese è definito neo-abolizionista) si moltiplicano i bordelli frequentati soprattutto da italiani. E si torna a discutere dell'abrogazione della legge Merlin. Cosa accade all'estero? Si va dal proibizionismo alla regolamentazione: Germania, Olanda, Svizzera, Austria, ma anche Grecia, Regno Unito, Ungheria e Lettonia: dalle case chiuse statalizzate alla creazione di quartieri a luci rosse, fino alla concessione di specifiche licenze. Transcrime: "Benefici fiscali e di ordine pubblico. Ma non si risolve il problema della criminalità. E resta il dramma della tratta delle schiave".

Settantamila prostitute, 9 milioni di clienti per un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Sono le stime sulmercato della prostituzione in Italia elaborate dalla Commissione Affari Sociali della Camera nel 2010. Numeri aleatori e probabilmente in continua mutazione. Sebbene non ci sia modo di verificarne nel concreto la piena attendibilità, è chiaro che il fenomeno della prostituzione, di strada o al chiuso, ha le proporzioni di una grande industria.

Questo senza contare i fiumi di quattrini che ogni anno se ne vanno verso i paradisi della prostituzione, sempre più vicini e a portata di mano. Dalla Svizzera all’Austria, passando per la Germania e l’Olanda, l’italiano a caccia di sesso a pagamento non disdegna le scappatelle oltre confine. Alcuni tra i più grandi bordelli europei sono costruiti strategicamente a pochi passi dal confine italiano, è così in Svizzera dove nel piccolo Canton Ticino operano circa 400 prostitute in una decina di strutture autorizzate. La più grande sexy spa d’Europa sta aprendo in questi giorni a dieci minuti d’auto da Tarvisio, in Carinzia (dove operano già 40 strutture a luci rosse). 

Nel nuovo centro benessere austriaco, che ha richiesto un investimento da 7 milioni di euro, lavoreranno fino a 140 prostitute. I siti internet degli Fkk tedeschi (centri benessere per soli uomini dove trascorrere del tempo con escort e intrattenitrici) sono quasi tutti tradotti in italiano, in rete si trovano facilmente gli elenchi di quelli meglio raggiungibili dall’Italia, tra Monaco e Francoforte.

Una fetta di mercato che sfugge a qualunque controllo sociale, sanitario e fiscale. Miliardi di euro che, quando non vanno all’estero, finiscono per alimentare gruppi criminali o, più semplicemente, entrano esentasse nelle tasche di prostitute e protettori. Un fenomeno che in Italia rappresenta un costo umano e sociale incalcolabile. Non solo. Ogni anno il nostro paese rinuncia al potenziale gettito fiscale che potrebbe derivare dalla regolamentazione di questo settore e, in tempi in cui si parla di rincaro delle aliquote iva e introduzione di nuove tasse, sono in molti a spingere per l’abrogazione della legge Merlin (quella che nel 58 decretò la chiusura delle case di tolleranza in Italia), in tutto o in parte, al fine di permettere a gestire diversamente questo fenomeno. 

In tutta Europa ci sono diversi paesi (Austria, Germania, Grecia, Lettonia, Olanda, Svizzera, Regno Unito e Ungheria) che hanno scelto di regolamentare il settore e tassare le prostitute, trattando il mestiere più antico del mondo come una qualsiasi altra professione, o quasi.

ABROGHIAMO LA MERLIN – Così, anche dalle nostre parti puntualmente torna a farsi viva l’ipotesi di tassare la prostituzione e regolamentarla con finalità più o meno nobili. Nei palazzi romani l’ultima proposta è arrivata dal senatore leghista Massimo Bitonci: “Inutile nascondersi dietro falsi moralismi. La prostituzione esiste da sempre e il 75% degli italiani è favorevole alla riapertura delle case chiuse, anche per fermare violenza e sfruttamento. Far emergere questo giro d’affari significa per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare aumenti di tasse e forse anche per abbassare una serie di imposte”. Ma lo stesso tasto viene battuto anche dalla società civile. 

Nei giorni scorsi, su iniziativa del sindaco di Mogliano Veneto, è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il testo di un referendum che va nella stessa direzione indicata da Bitonci e a settembre partirà la raccolta firme. 

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Re: Prostituzione, proibire o legalizzare? Ecco le regole nei Paesi europei

Messaggio Da animalo il Lun Set 02, 2013 10:47 am

Caro mio, le ciance sul problema della prostituzione rimarranno sempre chiacchere da bar nel momento in cui si rifletta sul fatto che la italia costituisce l'ANOMALIA europea: al suo centro nevralgico, nella sua capitale sussiste ed agisce un'entità parassitaria e criminale (compravendita acclarata di voti in grado di spostare numeri ben più grandi delle organizzazioni mafiose) basata sull'ipocrisia moralistica.
C'è bisogno di scrivere il nome di questa entità?

animalo

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Re: Prostituzione, proibire o legalizzare? Ecco le regole nei Paesi europei

Messaggio Da Verci il Lun Set 02, 2013 1:02 pm

Mica siamo nati ieri....

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