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Messaggio Da ART- il Gio Lug 10, 2014 12:40 am

Memorandum alle potenze d'Europa di ottobre 1860

E' alla portata di tutte le intelligenze, che l'Europa è ben lungi di trovarsi in uno stato normale e convenevole alle sue popolazioni.
La Francia, che occupa senza contrasto il primo posto fra le potenze Europee, mantiene sotto le armi seicentomila soldati, una delle prime flotte del mondo, ed una quantità immensa d'impiegati per la sua sicurezza interna.
L'Inghilterra non ha il medesimo numero di soldati ma una flotta superiore e forse un numero maggiore d'impiegati per la sicurezza dei suoi possedimenti lontani.
La Russia e la Prussia, per mantenersi in equilibrio, hanno bisogno pure di assoldare eserciti immensi.
Gli Stati secondari, non foss'altro che per ispirito d'imitazione e per far atto di presenza, sono obbligati di tenersi proporzionalmente sullo stesso piede.
Non parlerò dell'Austria e dell'Impero Ottomano dannati, per il bene degli sventurati popoli che opprimono, a crollare.
Uno può alfine chiedersi: perché questo stato agitato e violento dell'Europa? Tutti parlano di civiltà e di progresso….A me sembra invece che, eccettuandone il lusso, noi non differiamo molto dai tempi primitivi, quando gli uomini si sbranavano fra loro per strapparsi una preda. Noi passiamo la nostra vita a minacciarci continuamente e reciprocamente, mentre che in Europa la grande maggioranza, non solo delle intelligenze, ma degli uomini di buon senso, comprende perfettamente che potremmo pur passare la povera nostra vita senza questo perpetuo stato di minaccia e di ostilità degli uni contro gli altri, e senza questa necessità, che sembra fatalmente imposta ai popoli da qualche nemico segreto ed invisibile dell'umanità, di ucciderci con tanta scienza e raffinatezza.
Per esempio, supponiamo una cosa:
Supponiamo che l'Europa formasse un solo Stato.
Chi mai penserebbe a disturbarlo in casa sua? Chi mai si avviserebbe, io ve lo domando, turbare il riposo di questa sovrana del mondo?

La base di una Confederazione Europea è naturalmente tracciata dalla Francia e dall'Inghilterra. Che la Francia e l'Inghilterra si stendano francamente, lealmente la mano, e l'Italia, la Spagna, il Portogallo, l'Ungheria, il Belgio, la Svizzera, la Grecia, la Romelia verranno esse pure, e per così dire istintivamente ad aggrapparsi intorno a loro.
Insomma tutte le nazionalità divise ed oppresse; le razze slave, celtiche, germaniche, scandinave, la gigantesca Russia compresa, non vorranno restare fuori di questa rigenerazione politica alla quale le chiama il genio del secolo.

Giuseppe Garibaldi
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Messaggio Da animalo il Gio Lug 10, 2014 5:56 am

La NATURA umana non cambia velocemente, signor ART, e tanto meno in virtù di qualche giocattolo tecnologico: in fin dei conti sono passate poche decine di migliaia di anni da quando il nonno rosicchiava il femore di suo cugino, il Neanderthal.

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Messaggio Da ART- il Sab Lug 12, 2014 4:05 pm

La lotta per la sopravvivenza richiede di aguzzare l'ingegno anche in geopolitica.
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Messaggio Da animalo il Gio Lug 17, 2014 6:02 am

Sorvolando dall'alto la storia europea degli ultimi sette secoli si osserva che è formata da un succedersi di conflitti senza soluzione di continuità: dalle guerre francesi contro le invasioni inglesi, alla scelta dell'italia come campo di giuoco tra gli eserciti spagnoli e francesi, all'ultima guerra che ha visto i popoli europei l'un contro armati e terminata settanta anni or sono (forse il più lungo periodo di pace mai goduto).
Tutto ciò si è sedimentato nel retaggio culturale dei popoli.
Se ne vuole un indizio? La lue, denominata di volta in volta mal francese, mal napolitano, mal spagnuolo; i popoli definiti spregiativamente secondo le abitudini alimentari, da mangiarane a mangialimoni a mangiaspaghetti.
E, poichè i governi non sono altro che l'espressione dei loro popoli, pensare di annullare con un balzo le abitudini, gli usi, i costumi ed i linguaggi diversi dei popoli europei e un'idea non razionale.
Perchè le differenze sono oggi sotto gli occhi di tutti, mentre la sopravvivenza come entità unita in un mondo globale riguarda per molti soltanto il domani.

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Messaggio Da ART- il Gio Lug 17, 2014 11:47 pm

animalo ha scritto:Sorvolando dall'alto la storia europea degli ultimi sette secoli si osserva che è formata da un succedersi di conflitti senza soluzione di continuità: dalle guerre francesi contro le invasioni inglesi, alla scelta dell'italia come campo di giuoco tra gli eserciti spagnoli e francesi, all'ultima guerra che ha visto i popoli europei l'un contro armati e terminata settanta anni or sono (forse il più lungo periodo di pace mai goduto).
Tutto ciò si è sedimentato nel retaggio culturale dei popoli.

E insieme a questa sedimentazione si è sviluppato un anticorpo chiamato "processo d'integrazione europea" che, per dirla in termini semplici, è anche la reazione a questo ciclo continuo di autodistruzione che negli ultimi secoli è stato incentivato in ogni modo dal modo di pensare ed agire nazionalista, che nell'ultimo secolo ci ha fatto scadere a livelli a dir poco pietosi.
Bisogna capire che c'è chi ne ha pieni i coglioni di questa situazione e vuole progredire, o almeno provarci: non tutti accettano senza combattere che l'Europa finisca tranquillamente per diventare lo zimbello geopolitico del mondo, destinato ad essere marginalizzato, fatto girare come ne hanno voglia i più grandi e impoverire. E questo non da ieri pomeriggio: è addirittura già dal XIX secolo che si manifesta in modo rilevante l'insofferenza per i disastri spesso largamente annunciati dei sostenitori della sacra ed eterna nazione sovrana, più volte distrutta in guerre con quella vicina e poi finta sovrana col tallone della superpotenza di turno ben calcato in testa.

animalo ha scritto:E, poichè i governi non sono altro che l'espressione dei loro popoli, pensare di annullare con un balzo le abitudini, gli usi, i costumi ed i linguaggi diversi dei popoli europei e un'idea non razionale.

Questa storia dell' "annullare con un balzo le abitudini, gli usi, i costumi ed i linguaggi diversi dei popoli europei" è il più tipico, elementare esempio di disinformazione eurofoba. Nessuno si è mai sognato bestialità come "annullare con un balzo le abitudini, gli usi, i costumi ed i linguaggi diversi dei popoli europei" eppure continuo puntualmente a ritrovarmi quest'accusa assurda, di solito perchè dietro c'è la fissa ideologica che chi vuole l'unità europea è un "comunista" che come tutti comunisti vuole la fusione razziale fra tutti i popoli del mondo, o qualche altra idiozia simile.

animalo ha scritto:Perchè le differenze sono oggi sotto gli occhi di tutti, mentre la sopravvivenza come entità unita in un mondo globale riguarda per molti soltanto il domani.

La conosco benissimo questa pericolosa illusione dei problemi del domani comodamente affrontabili nell'anno del mai, peccato solo che il mondo globale non se ne sta tranquillo ad aspettare i cazzi nostri. C'è questo piccolo problema: nel mondo dei sogni e delle illusioni tutto può funzionare, mentre in quello reale bisogna essere dementi per pensare che la soluzione giusta sia continuare come si è sempre fatto, dopo secoli di esempi che dicono chiaramente quanto sia fallimentare il metodo nazionalista. Nella nostra condizione attuale è il tirare a campare alla buona mentre le grandi potenze mondiali decidono come far girare il mondo, e noi bravi cagnolini dietro. Io non ne voglio sapere niente.
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Messaggio Da animalo il Ven Lug 18, 2014 5:29 am

Lei, sig. ART, parla dei pochi che guardano avanti, di coloro ad esempio che sanno che la ristrutturazione del debito pubblico è ineludibile ed hanno provveduto; io parlo dei tanti, del gregge che alla sera torna comunque all'ovile anche se sa che questo è distrutto.

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Messaggio Da ART- il Sab Lug 19, 2014 11:48 am

E cosa dovrei fare, rimanere a grattarmi gli zebedei quando so che la mia patria (l'Europa) è condannata a finire male se si continua con questo andazzo?
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Messaggio Da animalo il Sab Lug 19, 2014 1:56 pm

Spiacente, ma prospetto soltanto situazioni; le soluzioni sono sempre individuali.

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