ANNATA RICCA,MASSARU CUNTENTU

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ANNATA RICCA,MASSARU CUNTENTU

Messaggio Da freg53 il Gio Giu 19, 2014 1:46 pm

e'  una commedia di Nino Martoglio che viene spesso rappresentata da tante  piccole compagnie del nostro territorio.Il massaru è il contadino che occupa la casa del grande proprietario terriero, e si occupa della gestione del fondo.E' un povero proletario,non possiede niente ma è felice se nell'annata agraria il raccolto è stato abbondante.Il padrone se le cose vanno bene può essere anche generoso.Oggi di massari non ce ne sono più.Mio nonno aveva un massaro,ma mio nonno non era un grande proprietario,solo 4 ettari di vigneto,ma aveva una casa che era occupata da uno di questi signori.Il massaro lavorava la terra, ma forniva le proprie prestazioni anche ad altri piccoli proprietari.La casa che occupava era una grande stanza di circa 40 mq.con un dammuso,un tetto di cannizzi,di canne.Poi c'era un piccolo ingresso e il pavimento era in cotto siciliano.Il focolare era in  un locale attiguo alla casa e per il bagno ci si arrangiava fuori,un piccolo buco,protetto da un muro di  pietra lavica.Oltre al lavoro il massaru curava la stalla,con tre quattro buoi,della razza modicana che ingrassava per 4 5 mesi e il valore aggiunto era dato dalla variazione di peso.Gli animali mangiavano erba fresca,fave,pale di fichi d'india,niente mangimi.Quando l'animale veniva macellato in genere il massaru si riservava le frattaglie e in rare occasioni,qualche chilo di carne.La carne era ottima,squisita,non come qella di oggi che sembra cartone.Nel nostro territorio c'erano centinaia di stalle,con migliaia di capi che venivano allevati,naturalmente gli animali producevano il letame che si asciugava al sole cocente,per poi poterlo  utilizzare nella concimazione del vigneto.Nel letame affluivano  migliaia di mosche,lasciando stare in pace la frutta,pesche,pere albicocche,prugne,susine del fondo.Questi frutti non avevano bisogno di prodotti chimici per arrivare a maturazione,li mangiavamo integrali per la loro prelibatezza.Oggi le stalle non ci sono più e le mosche,per poter sopravvivere si attaccano ai frutti.Se non utilizziamo i prodotti chimici,per litri 10 di acqua 50 gr di confidor,40 grammi di Mezidene e 12 millimetri di un altro prodotto di cui non ricordo il nome,non riusciremmo a mangiare nessun frutto.Come si vede il mondo va all'incontrario
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