Barbara Spinelli, candidata per Tsipras solo come "richiamo", ora eletta ... ci sta!

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Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 02, 2014 6:52 pm

Barbara Spinelli, candidata per Tsipras solo come "richiamo", ora eletta ... ci sta! N-SPINELLI-large570
Barbara Spinelli, candidata della lista "L'altra Europa con Tsipras"
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Lista Tsipras, Barbara Spinelli non rinuncia al seggio di Bruxelles? 
Caos e sconforto nella sinistra: "E' tafazzismo"


« I maligni scrivono che è stata folgorata sulla via di Strasburgo. 
Ma il sentimento prevalente è l'amara sorpresa: Barbara Spinelli, promotrice della lista Tsipras e candidata capolista nell'Italia centrale e meridionale, starebbe cambiando idea e non lascerà il seggio come aveva promesso. Dunque molto probabilmente diventerà europarlamentare nell'edificio che porta il nome del padre Altiero. La possibilità che questo avvenga è ormai data per molto concreta. »

Pare che dietro la decisione ci siano forti pressioni dello stesso Alexis Tsipras, il leader greco della vincente Syriza che vorrebbe portare in Europa un nome di peso come quello dell'editorialista di Repubblica e proporla come vicepresidente del Parlamento.  (*)

(*) [Nota di Erasmus] Bravo Tsipras! 
Spero tanto che la notizia sia vera, e che la Spinelli entri davvero in Parlamento Europeo.
Di sicuro la spinelli non sarà sotto il controllo di alcuna partitocrazia (come invece è consuetudine per  la stragrande maggioranza dei parlamentari europei).
E la sua voce, da Strasburgo e da Bruxelles, sarà più autorevole che dalle colonne di un quotidiano italiano.
Porta il nome di Altiero spinelli. Ma non si dimentichi quello della madre Ursula Hirschmann!
Suo papà era entrato in Parlamento Europeo eletto (dopo il rifiuto della sua candidatura da parte del PSI)  come indipendente nelle liste del PCI (dal quale era stato espulso fin dal 1937) con grande scandalo dei benpensanti (data la sua arcinota apostasia dal marxismo-leninismo e la sua concreta collaborazione con europeisti come De Gssperi, non certo filo-comunisti).
Ma in PE non si è messo con i Comunisti, ma con una lista di sinistra indipendente – eravamo acora ai tempi di Bresnef –.  
E massimo fu il contro–scandalo quando Spinelli votò a favore dell'istallazione dei missili Pershing e Cruise. Richiesto  dai "compagni" ... "se gli era per caso andato di volta il cervello" disse laconico: «Chi non sa portare le proprie armi finirà col portare quelle altrui!».
[Dunque la sua era una "provocazione"! 
«O si fa la Federazione Europea vera, o si finisce per forza nel declino e quindi alle dipendenze degli altri "più forti"»]


[Barbara] Spinelli dovrebbe sciogliere le riserve entro poche ore, soprattutto per fermare l'enorme confusione che si è scatenata in queste ore all'interno della lista Tsipras, dove le posizioni non sono per niente univoche.

Guido Viale, tra i promotori della lista insieme con Flores D'Arcais e la stessa Spinelli, pensa che l'idea di mandarla a rappresentare la sinistra italiana a Bruxelles non sia affatto malvagia. Non la pensano così una folta schiera di persone coinvolte e meno coinvolte nel progetto. Maso Notarianni, giornalista e membro del comitato elettorale, ha scritto una lettera pubblica indirizzata a Spinelli, nella quale spiega che l'eventuale scelta di mantenere la poltrona europea danneggerebbe l'immagine della lista Tsipras:

Erano anni che non si vedevano così tante facce credibili, coerenti con la propria storia e con la propria vita, mettersi in gioco per un progetto di cambiamento. Questo è stato visto e apprezzato dai pochi che sono riusciti a vederci.
Ma vedo che, non appena ha cominciato a girare la tua idea di ripensarci, sono partiti centinaia di commenti spiacevoli, che ci accomunano al resto dei "politici", che dicono (qualcuno con soddisfazione, altri con disperazione) che siamo uguali agli altri.
Ecco, io ti chiedo con il cuore in mano se te la senti di prenderti una responsabilità così grande: quella di farci perdere in credibilità e in coerenza.
Non so se tu te ne rendi conto, non vorrei - davvero - che questa scelta poi ti venga fatta pagare troppo duramente.
I simpatizzanti della lista Tsipras sfogano sui social network la loro delusione, anche se non mancano coloro che hanno addirittura promosso una petizione per chiedere a Spinelli di rappresentarli in Europa. Tra questi alcuni candidati della lista Tsipras come l'attore Ivano Marescotti, l'urbanista Edoardo Salzano, la scrittrice animalista Daniela Padoan e il No Tav Pierluigi Richetto. Per loro la presenza di Spinelli al Parlamento europeo costituirebbe la garanzia che la lista Tsipras non venga eccessivamente orientata nelle scelte da Sinistra ecologia e libertà - il primo dei non eletti in Italia centrale è Marco Furfaro di Sel -, partito che ha espresso l'idea per ora minoritaria di avvicinarsi al Pd e dunque al Partito socialista europeo. I promotori della lista Tsipras invece preferiscono entrare nel gruppo della Sinistra unita.

Altri invece sono preoccupati dalla recente apertura a Beppe Grillo formulata dalla stessa promotrice.

In fondo Spinelli, insieme a Moni Ovadia, aveva ripetuto a ogni occasione che la loro era soltanto una forte sponsorizzazione e che all'indomani delle elezioni avrebbero lasciato spazio ai secondi in lista, in questo caso i giovani Marco Furfaro (Sel) e Eleonora Forenza (Prc), candidati rispettivamente nell'Italia centrale e meridionale. Se la figlia dell'europeista di Ventotene dovesse accontentare Alexis Tsipras e garantire la sua presenza all'europarlamento, dovrebbe anche decidere se sacrificare Furfaro o Forenza e non è un dettaglio secondario.

E domani Vendola sarà a Bruxelles per incontrare non soltanto Tsipras ma anche Martin Schulz, candidato alla Commissione europea per il Pse.

Sulla questione di Barbara Spinelli si sono espressi anche due giornalisti e simpatizzanti di peso come Alessandro Gilioli e Paolo Hutter, entrambi molto negativi sull'ipotesi che la giornalista e saggista possa cambiare idea e tenere il seggio. Scrive Hutter:

Dietro a chi sta spingendo la Spinelli in questa più che problematica direzione ci sono il sentimento e la volontà di sbaraccare sia Sel che Rifondazione per dare rapidamente vita al nuovo soggetto politico derivante dal relativo successo della lista Tsipras. In particolare c’è la irritazione perché in Sel si è riaperto il dibattito sul rapporto col Pd. (Ma era inevitabile, col Pd al 40% e una minoranza di Sel che era contraria alla lista Tsipras..) C’è già chi si spinge a dire che non solo la posizione della “destra”Sel ma anche la posizione di Vendola (“ll nostro orizzonte è l’alleanza con il Pd a condizione che si ricostruisca un profilo di cambiamento. Renzi ha vinto e la sua vittoria non cambia la qualità di questo governo…”) sarebbero incompatibili col progetto de l’Altra Europa. In realtà tra tutti gli elettori dell’Altra Europa c’è una convivenza intrecciata di sentimenti, non una divisione netta, tra chi vagheggia un ritorno dell’alleanza tra Pd e sinistra radicale, e chi sogna una Syriza italiana,o un 5 stelle “politicamente corretto”. »

«Interviene poi Paola Bacchiddu, la responsabile della comunicazione della lista Tsipras che racconta di essere stata allontanata dall'incarico per volere della Spinelli dopo aver pubblicato su Facebook l'ormai celeberrimo bikini ...»


Fonte; ––>"L'UFINGTOPOST", Lun 02.06.14
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Messaggio Da Verci il Dom Giu 08, 2014 6:09 pm

Credo che il fatto di non mantenere i patti e rimangiarsi la parola data costituisca in ogni caso un brutto biglietto da visita, nonostante l'altisonante nome di paterna eredità.
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Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 09, 2014 2:16 am

Verci ha scritto:Credo che il fatto di non mantenere i patti e rimangiarsi la parola data costituisca in ogni caso un brutto biglietto da visita, [...]
Hai ragione da vendere: è sempre un «brutto biglietto da visita» il rimangiarsi la parola data! 
Ma la scelta (di mantenere la parola data o rimangiarsela) è etica o invece eticamente sbagliata in dipendenza dal contenuto (cioè dalla azione promessa o negata), non dal fatto di aver precedentemente anticipato una linea di comportamento!

Faccio un paragone che ti parrà fuori luogo. Ma poi, se ci pensi  ... "a rigor di logica", vedrai che il paragone, certamente paradossale, non è mica tanto fuori luogo.

Tizio, provocato a dismisura da Caio, si ripromette di ammazzarlo e glielo dice: «T'ammazzerò!»

Poi ci ripensa e cambia idea: querela Caio presso il competente organo.

Lo sbaglio di Tizio  è stato è promettere quella azione sbagliata. Mantenere la promessa sarebbe stato un errore ben più grave del primo.
Verci ha scritto: [...] nonostante l'altisonante nome di paterna eredità. 
Questa "restrictio", invece, non mi piace per niente!
Formalmente ... nulla da eccepire: è la secondogenita delle tre figlie di Altiero Spinelli, al quale è intestato il palazzo del Parlamento Europeo di Bruxelles.

Ma ci vedo insita (benché non esplicita) l'insinuazione (legittima, per carità) che con quel nome (avere il quale non è suo merito) è probabile che non abbia difficoltà ad essere eletta, né ad essere assolta dai suoi "fans".

Caro Verci, anche se "statisticamente" è così [che cioè ai figli di nomi "altisonanti" si aprano le porte senza bisogno di  ... raccomandazioni], sappiamo bene che questo non è il caso di Barbara.

[Per analogia mi viene in mente Giorgio La Malfa, la cui fortuna politica è senz'altro dovuta più all'essere figlio di Ugo che alle sue specifiche capacità.
Inciso: a proposito di Giorgino La Malfa, lo sapevi che la sua prima moglie è stata Eva Colorni, "sorellastra" di Barbara? Mi pare che il matrimonio non sia durato più di 6 mesi. In seguito Eva ha sposato Amartya Sen (indiano) premio Nobel per l'economia; è morta nel 1985 a soli 44 anni.]

Barbara si è fatta da sola!
Si è emancipata dal padre appena compiuti 18 anni.

Non è mai stata nemmeno iscritta al Movimento Federalista Europeo. Anzi: non è mai stata nemmeno fervente europeista prima di mettersi in compagnia (more uxorio!) di Tommaso Padoa-Schioppa (che invece era federalista spinelliano fin da giovanissimo).
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Ma torniamo al fatto!
Barbara Spinelli ha promosso, anzi lanciato (non da sola ovviamente) la "Lista Tsipras" in Italia firmando (assieme ad altri insigni personaggi) una specie di brevissimo Manifesto in cui, oltre ad esporre stringatamente le intenzioni del nuovo movimento (di sinistra radicale!), i firmatari dichiaravano candidamente di candidarsi a scopo di visibilità (insomma: "pubblicitario!") ma che, se formalmente "eletti", avrebbero lasciato il posto ai più votati tra gli esclusi .

Ma è proprio questo che è sbagliato!

Alle Europee ci sono le preferenze. Nel 2009 è stata giustamente criticata (e stra-criticata dalla "sinistra") la candidatura di Berlusconi [in tutte le 5 circoscrizioni in ciascuna delle quali il Cavaliere è stato il più votato nella rispettiva lista del PdL] essendo pacifico che la carica di europarlamentare è incompatibile con quella di premier (e, in generale, con quella di "ministro").

L'obiezione a questa "turlupinatura" dell'elettorato (mediante questo abuso delle preferenza) è venuta subito (con altre abiezioni altrettanto azzeccate) da Monica Frassoni ... che non è certo una incompetente e nemmeno una populista (ed ha la disgrazia  che in italia la dirigenza dei Verdi è stata da sempre una frana in tutti i sensi).

[A proposito, ho riportato per intero il suo articolo di disappunto sul modo con cui è stata lanciata la lista Tsipras  in "areaforum3.forumattivo" rispondendo a "Bastiano.B.Bucci", alias in noto Karragna Kid.]
––> Lista per l'Europa (candidatura di Tsipras)
––> Lista perl'Europa ( #3, risposta di Erasmus)
––––––––
Oggi è ormai assodato che la Spinelli ha intenzione di fara davvero l'europarlamentare.

[Ha scritto a proposito una specie di lettera aperta, che riporto più sotto].
Ed io sono convinto che ha fatto bene!
Se avesse mantenuto la parola data, avrebbe confermato il precedente gravissimo errore!

In effetti, è stata votata moltissimo (78 000 preferenze nella circoscrizione "Centro", che comprende Roma che è la città dove è nata e cresciuta ... e quindi dove lei ora sceglie di essere "deputata", con buona pace del "più votato" dopo di lei che è Marco Furfaro del SEL).

Ho letto che su Twitter, "SEL-lini" vari  (e non) hanno coperto di critiche, ironie ed insulti Barbara Spinelli.

Capisco le critiche, passino le ironie (che fanno di Barbara una politicante uguale agli altri e provengono evidentemente da chi non conosce bene il personaggio Barbara Spinelli): ma non capisco gli insulti!

Non sempre sono stato d'accordo con le analisi della Spinelli. Mai una volta, però, m'è parso di cogliere in lei mancanza di sincerità. [Cosa che invece mi è parso di intravedere spessissimo in altri, per esempio in Scalfari].

Esaminiamo attentamente quel che dice Barbara. Le motivazioni che porta per la sua nuova scelta che contraddice un precedente suo ... "proclama" non le risparmiano certo una "brutta figura": e tuttavia sono "vere" (e lei le riferisce con la massima trasparenza), sono consistenti, sono più importanti del fatto di fare una brutta figura. 

Insomma: ci ha riflettuto su, ha capito quanto grande era stato l'errore precedente (quello di ... turlupinare gli elettori).
E' anche vero che moltissimi dànno le preferenze su consiglio di qualcuno di cui si fidano, senza tuttavia conoscere bene i candidati su cui spendono le proprie preferenze.

Ed è anche vero il viceversa: che molti hanno dato a lei la preferenza (pur potendola dare ad altri e pur sapendo di quel "proclama") proprio nella speranza di farle cambiare idea.
––––––––
Riporto di seguito
a) Il testo con cui Barbara Spinelli dice di scegliere di fare l'europarlamentare (testo pubblicato da "il manifesto").
b) La critica (in apparenza bonaria ma ... piuttosto maligna nella sostanza) di tal Luca Sofri del sito "Wittgenstein.it".
––––––––––
a) ––> http://www.ilmanifesto.it/spinelli-accetto-lelezione-al-parlamento-europeo 
«Cari tutti, cari elettori, cari candidati e garanti della Lista “L’Altra Europa con Tsipras”,
ho molto meditato quel che dovevo fare, in considerazione della domanda sempre più insistente che veniva dagli elettori e da un gran numero di can didati, e ritorno sulle mie decisioni: accetterò l’elezione al Parlamento europeo, dove andrò nel gruppo GUE-Sinistra Europea, ripromettendomi di garantire la fedeltà al primo manifesto della Lista italiana «L’Altra Europa con Tsipras» e ai 10 punti di programma che abbiamo proposto agli elet tori. Sin dalla conferenza stampa del 26 maggio avevo lasciato in sospeso la mia decisione: e non solo perché sorpresa dalla quantità di prefe renze ma anche in considerazione del fatto che la situazione politico-elettorale stava precipitosamente cambiando.

La linea maestra alla quale intendo attenermi è di operare nel Parlamento europeo –  e anche nella comunicazione scritta, come rappresentante degli elettori europei – per una politica di lotta vera all’ideologia dell’austerità e della cosiddetta «preca rietà espansiva», alla corruzione e alle minacce mafiose in Italia; per i diritti dei cittadini; per la realizzazione di un’Europa federale dotata di poteri autentici e democratici: quell’Europa che sinora, gestita dai soli governi in un micidiale equilibrio di forze tra potenti e impotenti, è mancata ai suoi compiti. Il Parlamento in cui intendo entrare dovrà, su spinta della nostra Lista e delle pressioni che essa eserciterà in Europa e in Italia, essere costi tuente. Dovrà lottare accanitamente contro lo svuotamento delle democrazie e delle nostre Costituzioni, a cominciare da quelle italiane e dal vuoto democratico che si è creato in un’Unione che non merita, oggi, il nome che ha.

Mi ha convinto a cambiare opinione anche la lettera di Alexis Tsipras. La domanda che mi rivolge di accettare il risultato delle elezioni è per me deci siva e – ne sono certa – lo sarà per la Lista nel suo com plesso. Alle innumerevoli sollecitazioni ricevute dall’interno (garanti, elettori, comitati, candi dati) si aggiungono infine sollecitazioni dall’esterno (deputatidel GUE e non solo).

So che molti sono delusi: il proposito espresso all’inizio di non andare al Parlamento europeo sarebbe disatteso, e questo equivarrebbe a una sorta di tradimento. Non sento tuttavia di aver tradito una promessa. I patti si perfezionano per volontà di almeno due parti e gli elettori il patto non l’hanno accettato, accordan domi oltre 78.000 preferenze. Mi sono resa conto, il giorno in cui abbiamo conosciuto i risultati, che sono vera mente molti coloro che mi hanno scelto neppure sapendo quel che avevo annunciato: anche loro si sentirebbero traditi se non tenessi conto della loro volontà. Inoltre, come garante della Lista, ho il dovere di proteggerla: le logiche di parte non possono comprometterne la natura originaria. Proprio le divisioni identitarie che si sono create sul mio nome mi inducono a pensare che la mia presenza a Bruxelles garantirebbe al meglio la vocazione, che va assoluta mente salvaguardata, del progetto – inclusivo, sopra le parti – che si sta costruendo.

Per quanto riguarda la scelta che sono chiamata ufficialmente a compiere, annuncio che essa sarà in favore del Collegio Centro: è il mio collegio naturale, la mia città è Roma. È qui che ho ricevuto il maggior numero di voti. A Sud non ero capo lista ma seconda dopo Ermanno Rea, e da molti ver rei percepita come «paracadutata» dall’alto. Mi assumo l’intera responsabilità di quest’opzione, che mi pare la più giusta, nella piena consapevolezza dei prezzi e dei sacrifici che essa comporterà.

La mia più grande gratitudine va a Marco Furfaro per la generosità che ha messo nella campagna e che spero dedicherà ancora all’avventura Tsipras. Sono certa che i tanti elettori di SEL, battutisi con forza per la nostra Lista, approveranno e comunque accetteranno una scelta che è stata molto sof ferta, visti i costi che saranno sopportati dal candidato del Centro designato come il primo dei non eletti. Conto non solo sulla loro fedeltà alla Lista ma sulla loro partecipazione immutata al progetto iniziale, che ha come prospettiva un’aggregazione di forze (di sinistra, di delusi dalla presente democrazia rappresentativa, di emigrati nell’astensione) alternativa all’odierno centro-sinistra e alle grandi intese.

Augurando a tutti voi e noi il proseguimento di una battaglia unitaria e inclusiva al massimo, vi saluto con grande affetto e gratitudine.»

b)   "Oltre", dal sito "Wittgenstein.it,  08.06.14
«Non avevo scritto niente della scelta di Barbara Spinelli di fare il deputato europeo, scelta che platealmente sovverte le cose che lei e altri mi avevano risposto quando avevo detto di come mi sembrasse scorretto e poco democratico il meccanismo delle candidature per finta che aveva messo in piedi ala lista L’altra Europa per Tsipras. Non avevo scritto niente perché non potevo crederci, e aspettavo che Spinelli ritirasse le sue tentazioni in questo senso e tornasse al minimo dovuto di coerenza e saggezza annunciando che no, erano solo chiacchiere, e lei come promesso avrebbe ceduto il posto al secondo eletto.
Invece non erano chiacchiere: vedo che la decisione è presa. E non ho nessun dubbio che sia stata “sofferta”, come dice Spinelli: per questo non reagisco prendendola in giro o ridacchiando della brutta figura, come vedo fanno in molti e comprensibilmente. Reagisco con meraviglia, delusione, e incredulità rispetto ai livelli di acrobazia logica e sfacciataggine raggiunti. L’argomento principale che i responsabili della lista – la scelta di Spinelli la vedo ora sostenuta da molti di loro, non è un suo capriccio da cui prendono le distanze – avevano opposto a me e agli altri critici del meccanismo delle candidature finte, era che “è vero, è un trucco, ma serve per darci visibilità ed è del tutto trasparente, gli elettori ne sono informati e quindi non li inganneremo”. Ora invece quello che hanno scelto di fare è di ingannare gli elettori esattamente su ciò su cui avevano annunciato essi stessi onestà e trasparenza: e di contraddire lo stesso argomento sostenuto contro i critici. L’imbroglio era uno, sono diventati due.
(Con l’incredibile testo di Spinelli che smentisce la tesi precedente: ora va in parlamento proprio perché gli elettori l’avrebbero votata non sapendo che era una candidatura finta: quello che avevamo sostenuto noialtri).
Poi che Spinelli possa essere un’ottima deputata europea – come sostengono in diversi spostando strumentalmente la questione – non abbiamo ragione di dubitarlo (oddio, dopo questo pateracchio, qualche nuova ragione di affidabilità affiora): ma questo sviluppo è il trionfo più veterocomunista del fine che giustifica i mezzi, e della pretesa che le presunte qualità delle persone discendano da un atto ideologico di fede, invece che dalla loro dimostrazione quotidiana nella realtà. La realtà di questa elezione al momento è fatta di un trucco, di un inganno e di una bugia, costruiti da chi si propone come alternativa a trucchi, imbrogli e bugie.
p.s. una lunga ulteriore spiegazione di Spinelli mi pare peggiori ulteriormente le cose. Di fatto, ammette lacune ed errori nella sua scelta, “deficit democratico”, e via discorrendo: ma con la sua scelta – attribuita in gran parte ad altri, per giunta – non assume su di sé nessuna conseguenza di questi errori, lacune e deficit. Come se non ne fosse parte e rappresentante e proprio per questo non dovesse dare l’esempio migliore e rattopparli, invece che aggravarli. E aggiunge auspici e promesse: come se niente fosse.»
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Messaggio Da Verci il Gio Giu 12, 2014 2:23 am

Erasmus ha scritto:
b)   "Oltre", dal sito "Wittgenstein.it,  08.06.14
«Non avevo scritto niente della scelta di Barbara Spinelli di fare il deputato europeo, scelta che platealmente sovverte le cose che lei e altri mi avevano risposto quando avevo detto di come mi sembrasse scorretto e poco democratico il meccanismo delle candidature per finta che aveva messo in piedi ala lista L’altra Europa per Tsipras. Non avevo scritto niente perché non potevo crederci, e aspettavo che Spinelli ritirasse le sue tentazioni in questo senso e tornasse al minimo dovuto di coerenza e saggezza annunciando che no, erano solo chiacchiere, e lei come promesso avrebbe ceduto il posto al secondo eletto.
Invece non erano chiacchiere: vedo che la decisione è presa. E non ho nessun dubbio che sia stata “sofferta”, come dice Spinelli: per questo non reagisco prendendola in giro o ridacchiando della brutta figura, come vedo fanno in molti e comprensibilmente. Reagisco con meraviglia, delusione, e incredulità rispetto ai livelli di acrobazia logica e sfacciataggine raggiunti. L’argomento principale che i responsabili della lista – la scelta di Spinelli la vedo ora sostenuta da molti di loro, non è un suo capriccio da cui prendono le distanze – avevano opposto a me e agli altri critici del meccanismo delle candidature finte, era che “è vero, è un trucco, ma serve per darci visibilità ed è del tutto trasparente, gli elettori ne sono informati e quindi non li inganneremo”. Ora invece quello che hanno scelto di fare è di ingannare gli elettori esattamente su ciò su cui avevano annunciato essi stessi onestà e trasparenza: e di contraddire lo stesso argomento sostenuto contro i critici. L’imbroglio era uno, sono diventati due.
(Con l’incredibile testo di Spinelli che smentisce la tesi precedente: ora va in parlamento proprio perché gli elettori l’avrebbero votata non sapendo che era una candidatura finta: quello che avevamo sostenuto noialtri).
Poi che Spinelli possa essere un’ottima deputata europea – come sostengono in diversi spostando strumentalmente la questione – non abbiamo ragione di dubitarlo (oddio, dopo questo pateracchio, qualche nuova ragione di affidabilità affiora): ma questo sviluppo è il trionfo più veterocomunista del fine che giustifica i mezzi, e della pretesa che le presunte qualità delle persone discendano da un atto ideologico di fede, invece che dalla loro dimostrazione quotidiana nella realtà. La realtà di questa elezione al momento è fatta di un trucco, di un inganno e di una bugia, costruiti da chi si propone come alternativa a trucchi, imbrogli e bugie.
p.s. una lunga ulteriore spiegazione di Spinelli mi pare peggiori ulteriormente le cose. Di fatto, ammette lacune ed errori nella sua scelta, “deficit democratico”, e via discorrendo: ma con la sua scelta – attribuita in gran parte ad altri, per giunta – non assume su di sé nessuna conseguenza di questi errori, lacune e deficit. Come se non ne fosse parte e rappresentante e proprio per questo non dovesse dare l’esempio migliore e rattopparli, invece che aggravarli. E aggiunge auspici e promesse: come se niente fosse.»
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Convengo con le considerazioni sopra esposte. Motivazioni pretestuose alla base di una scelta opportunista, per la quale la sig.ra Spinelli non ha avuto nemmeno il coraggio di fare una seria autocritica. Del resto, non poteva. Ha trovato più conveniente mancare alla parola data piuttosto che rispettarla. Così è se vi pare, ma anche se non vi pare. Tutto il resto, caro Erasmus, sono solo fanfaluche pietose e costruzioni giustificative a posteriori che lasciano il tempo che trovano. La parola data, se ha valore, si mantiene. Almeno, questo è il mio punto di vista. 
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Messaggio Da Erasmus il Gio Giu 12, 2014 3:26 pm

Verci ha scritto:[...] Tutto il resto, caro Erasmus, sono solo fanfaluche pietose e costruzioni giustificative a posteriori che lasciano il tempo che trovano. La parola data, se ha valore, si mantiene. Almeno, questo è il mio punto di vista. 
Respingo l'affermazione "tutto il resto [...] sono solo fanfaluche pietose e costruzioni giustificative a posteriori", dato che qui le difese (e non già le "costruzioni" giustificative") di Barbara le ho prese io, ma non certo a posteriori!

Sono ovviamente d'accordo con la tua penultima proposizione: «La parola data, se ha valore, si mantiene».
Ho cercato di spiegare che quella parola data NON HA VALORE!
Mi scuso se mi ripeto: ma mi pare non solo di non essere stato capito, ma anche di non essere stato preso in alcuna considerazione! 
a) Che vanno a fare i parlamentari europei? Vanno a rappresentare il proprio paese? NO, perché i trattati li mettono a rappresentare l'UE come un tutto (analogamente al fatto che i membri del Congresso USA sono eletti in separate circoscrizioni ma il Congresso rappresenta l'intera Unione, non i singoli stati, rappresentati invece in Senato).
Che senso ha allora lamentarsi dell'UE che non fa quel che occorre fare proprio a livello europeo  se poi si accetta l'UE così come è (capace di "gravare" sugli stati membri (per esempio imponendo il rigore di bilancio, ma incapace – impotente! – di "promuovere"?)
Io ci vedo una intrinseca contraddizione!
Verci: hai letto, hai considerato, la mozione definitiva del Congresso del SEL? Hai capito di che tipo di europeismo si parla? Hai notato che non solo si evita accuratamente la parola "federale" (e ogni altra con la stessa radice) ma si finisce alla fine in un bel discorso ... "general purpose"?
Hai infine rilevato che, nel mettersi fin da subito con Tsipras, lo si spaccia candidato alla "Presidenza  dell'Unione Europea" invece che della "Commissione Europea"? 
Tutta la mozione gronda di distacco dalla politica europea, quasi che "Per un'altra Europa" volesse dire "per una Europa meno invasiva", e quindi per meno-Europa!
Invano i federalisti europei hanno segnalato l'errore macroscopico (Presidenza dell'Unione, invece che della Commissione). Non si trattava dunque di un banale errore della dattilografa, ma era così il testo di una mozione conclusiva di un Congresso, autori i vertici di SEL, acclamante lo stesso Vendola, firmatari tutti i capoccia, votanti a favore quasi tutti i congressisti!
Pensa che qui in Italia la lista Tsipras è passata sui media addirittura come lista "euroscettica"!
Invece Tsipras, ancor prima di costituire la lista di sostegno  qui in italia alla sua candidatura (e quindi prima del lancio con l'adesione della Spinelli), ha scritto il documento del movimento transnazionale in  cui, richiamandosi al "Manifesto di Ventotene" cerca di far capire che è prioritario il federalismo europeo (solidarietà allora de iure, e non solo alla "Vogliamoci bene!") se no ... come si investe su cosa se il budget è risibile? Cosa si decide se ancora sulle cose che contano vige il diritto di veto?
“Un'altra Europa è possibile", proprio in vista delle europee era lo slogan dei federalisti europei ancor prima della formazione della "Lista Tsipras". E in fondo, il richiamo alla solidarietà "da sinistra" (in senso effettivamente sociale, non certo in quello di scelta di campo degli schieramenti attuali) è pregnante nell'ICE  "New Deal For Europe" promossa dai federalisti. Ed infatti tra Tsipras e il MFE c'è una reciproca intesa.

b) Autori materiali del "proclama" di lancio in Italia della lista Tsipras non sono né Tsipras stesso né la Spinelli, ma proprio quelli (tra i firmatari) della "sinistra radicale".
Dopo cucinato il documento, hanno cercato l'avallo di altri personaggi insigni. Son dunque loro che hanno cercato l'altisonanza del cognome di Barbara! 
Ma che dice, in sostanza, quel "proclama"?
Dice tante cose, tutte magari sacrosante, ma non dice l'essenziale: che strada battere per correggere le rotte sbagliate della politica europea, ridotta ormai alla sola "austerity".
Dice in proposito Frassoni (... e non mi dirai che sono "costruzioni a posteriori"), [il grassetto è mio]:

«Ho guardato con simpatia istintiva al lancio in Italia, in vista delle elezione europee di maggio della Lista "Per un'altra Europa", più nota come "Lista Tsipras". Per le biografie dei promotori, a cominciare da Barbara Spinelli, ho sperato - da italiana impegnata sul campo per affermare le ragioni di "un'altra Europa" - che questo potesse davvero diventare il luogo d'incontro e di comune proposta politica di quelli che la stessa Spinelli ha chiamato gli "europeisti insubordinati": persone, gruppi, sensibilità che vanno molto al di là della sinistra radicale e del riferimento alla leadership di Alexis Tsipras, e tra i quali figurano molti altri movimenti e associazioni, dai federalisti fino a noi ecologisti che ci riconosciamo nei Verdi europei.
Si poteva, questo noi Verdi europei e di Green Italia avevamo proposto, costruire e presentare agli italiani una lista aperta, senza vincoli di partito (nemmeno di partito europeo) e basata su tre obiettivi fondanti: no all'austerità, green new deal ed Europa federale. Una lista che con forza e chiarezza rifiutasse tanto il conservatorismo della "larghe intese" europee tra popolari e socialisti, che hanno fatto dei tagli sistematici ai bilanci pubblici un totem socialmente devastante, quanto l'anti-europeismo delle forze neo-nazionaliste.
Purtroppo questa possibilità è tramontata rapidamente. Subito la "Lista Tsipras" è divenuta il riferimento di una parte "recintata" e piuttosto ristretta della politica italiana, di quella sinistra radicale che al di là delle buone intenzioni dei promotori si affida a Tsipras più come all'"eroe" che ha riunificato e rilanciato la frammentatissima e litigiosissima sinistra greca, che non vedendo in lui il simbolo di un nuovo progetto per l'Europa. La visione europea di Tsipras, del resto, non è così definita e presenta parecchie zone d'ombra: per esempio, nei suoi programmi, come in quelli del Gruppo della Sinistra Unitaria al Parlamento europeo, non compaiono né la trasformazione ecologica dell'economia e della società né tanto meno l'Europa federale.
Vi è poi un altro elemento che fa della "Lista Tsipras", persino a prescindere dai risultati che otterrà, un'occasione perduta.
È il fatto che chi voterà per questo simbolo, si troverà a scegliere candidati "virtuali", eventualmente ad eleggere parlamentari-fantasma. In effetti, non solo la "Lista Tsipras" prende il nome da un politico, Alexis Tsipras, che non sarà candidato né in Italia e nemmeno in Grecia per il Parlamento europeo (è già oggi, e resterà, deputato nel Parlamento greco), ma nei cinque, immensi collegi elettorali italiani (nordovest, nordest, centro, sud e isole) avrà come capilista figure prestigiose - Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Adriano Prosperi, Moni Ovadia - che hanno dichiarato: "Se eletti, lasceremo il nostro posto al Parlamento a candidati che più di noi hanno le energie e le competenze per portare a Bruxelles e Strasburgo la nostra voce ed i nostri valori, in un lavoro quotidiano che sarebbe al di sopra delle nostre forze".
Ma come? Questa sarebbe la nuova politica? Per anni tutti noi, compresi i nostri amici "capilista-fantasma", ci siamo indignati perché la legge elettorale italiana, il "porcellum", impediva ai cittadini-elettori di scegliere il proprio rappresentante, o perché la campagna europea non è mai davvero esistita, e adesso si battezza una lista di radicale alternativa facendola capeggiare da illustrissimi prestanome che seppure eletti non siederanno mai nel Parlamento europeo, sostituiti da candidati-ombra?
Rinunciando in questo modo a dare voce e visibilità, sui media e nei dibattiti, ai veri candidati che sicuramente avrebbero molte cose da dire? Non sarebbe stato molto meglio, come si fa in molti paesi europei, mettere i prestigiosi testimonials IN FONDO alla lista e non in cima?
Se questa sarà davvero la via imboccata dalla "Lista Tsipras", è la via più vecchia e stantia che si potesse immaginare, l'ennesima replica di brutti spettacoli già visti e, in fondo, un atto di scarso rispetto versi gli elettori: tante volte in passato (caso davvero unico in Europa) le liste dei partiti italiani per le elezioni europee sono state riempite di volti noti, magari di personaggi televisivi molto popolari, che dopo avere fatto incetta di voti personali hanno lasciato il posto alle seconde file.
Risponderanno i promotori della "Lista Tsipras" che in questo caso gli elettori sanno già prima che la candidatura dei capilista è un po' finta. Ma resta il punto: la democrazia rappresentativa è (dovrebbe essere) una cosa seria, furbizie e stratagemmi tattici varranno forse a portare qualche voto in più al listone della sinistra radicale, ma daranno un altro non piccolo colpo alla dignità e alla trasparenza del rapporto tra rappresentanti e rappresentati. Soprattutto, non garantiranno che chi sarà eletto sarà davvero quel "guerriero d'Europa" di cui abbiamo tutti bisogno


NB: Mio commento, molto personale. Evidentemente la Frassoni aveva letto e ponderato quel "proclama"  (e allora ... come non darle ragione? Ed anch'io, già allora – mesi prima delle elezioni – vedevo male questa lista "Per un'altra Europa" ... e mi dicevo. «OK, altra da quella che c'è adesso. Ma quale? E con che mezzi?»; e ti risparmio  la lettura di quel che dicevo allora perché sai già dove vado a battere. Ma, ancora evidentemenìte, la Frassoni non aveva letto l'originale documento di Tsipras, che invece dava come indiscusso back-ground il federalismo spinelliano il cui clou è in fondo questo: Senza "Stati Uniti d'Europa" non si va da nessuna parte, gli stati nazionali europei andranno inesorabilmente in declino! [E quarda caso questa tesi di Altiero Spinelli, ex leninista professionale, rimasto in pectore socialista anche se espulso dal PCI, è la stessa tesi di Luigi Einaudi, liberale, verso il quale Spinelli si sente in debito per la scoperta della propria "vocazione" al federalismo europeo (paragonandosi addirittura agli apostoli quando, lasciata Ventotene nell'agosto del '43, arriva fortunosamente a Milano  in clandestinità ad annunciare una nuova linea politica; addirittura a San Paolo ("Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa") nell'ultimo suo intervento in PE (sapendo di avere i giorni contati e non avendolo ancora detto a nessuno). Certo: lui ancora socialista debitore di Einaudi liberale (che nel '51 scriveva «gli stati europei sono polvere senza sostanza!»). 
E nemmeno io avevo ancora letto il documento originale di Tsipras (del quale nel "proclama"  del lancio della lista "Un'altra Europa" non si sente alcun odore, come non fosse esistito!).

Rileggiamo ora quel che dice Barbara Spinelli nel "rimangiarsi la parola data". [Il grassetto è mio].
«[...]Il Parlamento in cui intendo entrare dovrà, su spinta della nostra Lista e delle pressioni che essa eserciterà in Europa e in Italia, essere costituente. Dovrà lottare accanitamente contro lo svuotamento delle democrazie e delle nostre Costituzioni, a cominciare da quelle italiane e dal vuoto democratico che si è creato in un’Unione che non merita, oggi, il nome che ha.
[...]
I patti si perfezionano per volontà di almeno due parti e gli elettori il patto non l’hanno accettato, accordandomi oltre 78.000 preferenze.
[...]
...le divisioni identitarie che si sono create sul mio nome mi inducono a pensare che la mia presenza a Bruxelles garantirebbe al meglio la vocazione, che va assoluta mente salvaguardata, del progetto – inclusivo, sopra le parti – che si sta costruendo.
»

Ecco: io ci vedo una buona concordanza con quanto sta sotto alla base delle critiche mosse dalla Frassoni alla "Lista Tsipras.

Verci: in coscienza, ti senti davvero sicuro che le cose che dice Barbara sono "costruzioni giustificative a a posteriori"? Ti senti sicuro che quel che ha fatto sia stato un mero "opportunismo", 
garantito dal fatto di poterlo fare ["Così è se vi pare, e anche se non vi pare”]?

c) Tsipras ha scritto in anticipo richiamandosi al federalismo di Spinelli. Di questo non c'è traccia nel "proclama" di lancio della lista. Ovviamente, se Tsipras vuole contare non può in campagna elettorale dire : «No, no! Questo manifesto non mi piace, non vi voglio!»
Succede però che Barbara prende oltre 78000 prefereze e  la Lista Tsipras supera lo sbarranento. E Tsipras è federalista, ma il federalismo europeo non traspare affatto nel comportamento politico di SEL (senza l'adesione della quale il 4% la lista Tsipras se lo sognava!) che sembra quasi assorbire la stessa Lista. [E allora mi ritorna in mente quel "recintata" contrapposto ad "aperta" della Frassoni]

Che fare (pensa Tsipras)?
Secondo te, Verci, in Italia ci sono o no almeno un 4% di elettori favorevoli agli stati uniti d'Europa?
Vedi: se la Spinelli fosse stata nella mia circoscrizione, le avrei scritto dicendo che avrei votato per lei se davvero se la sentiva di andare a combattere in PE, mica se si prestava a mettere il suo nome solo come "richiamo".
Verci: secondo te, quanti di quei 78000 che le hanno dato la preferenza erano  d'accordo sul fatto che lasciasse poi  il posto ad altri?
Se uno lo sa, vota la Lista perché c'è la Spinelli (che gli ispira fiducia e sente vicina alle sue idee) ma poi dà la preferenza ad un altro cercandolo ancora tra i vicini alle sue idee, se no ... che razza di preferenza è?

E Tsipras, federalista,  scrive alla Spinelli invitandola ad avere il coraggio di ... sputtanarsi magari, ma il vero coraggio di scegliere non in base alla parola data ma in base alla ottimizzazione delle presenze della sua lista in PE perché vuole battersi per il federalismo europeo.
Che fare?
Verci: t'ho già riconosciuto che è un orrendo biglietto da visita il rimangiarsi la parola data. 
Ma sei proprio sicuro che sia opportunismo e non, invece, coraggio? (E in fondo ... altruismo, per lavorare davvero per gli altri, per i giovani, per gli europei del prossimo futuro, dato che non ha bisogno dei soldini di eurodeputata né del titolo di parlamentare: se avesse cercato queste cose, senz'altro le avrebbe ottenuto da almeno 20 anni!)
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Riassumo.
Per come la vedo io, meglio una Spinelli (per quel che è, prescindendo dal suo illustre cognome) che un Marco Furfaro (il quale, con tutta probabilità, sarebbe molto meglio di almeno altri 300 parlamentari europei), a costo di dover passare sotto le forche caudine dei media, a costo di sentirsi sputare in faccia (come Gesù Cristo dopo la condanna di Pilato ... e ci vuole coraggio anche per questo!)

Ciao Verci
Ciao a tutti
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