Il Peso dedgli Euroscettici.

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Messaggio Da freg53 il Lun Giu 02, 2014 5:09 am

Ne abbiamo parlato in campagna elettorale,ne parliamo oggi dopo la consultazione dei cittadini europei.Intanto parliamo dei numeri:erano 56 su 736 deputati nel 2009,sono oggi 109 su 751 con un incremento di quasi il 100 per cento.Percentualmente rappresentano il 14,5 del parlamento europeo ma l'irruzione di questi deputati populisti euroscettici e xenofobi difficilmente potra ostacolare il lavoro del parlamento e delle istituzioni perché complessivamente,nonostante il momento difficile,i partiti europeisti hanno ottenuto una vittoria schiacciante.IL grosso di loro proviene da tre paesi,FRANCIA,ITALIA E REGNO UNITO.La Francia ha mandato al parlamento 24 deputati del Front National di Le Pen con un incremento di 20 deputati rispetto al 2009,L'italia ha eletto 22 deputati,ripartiti fra m5s che ha eletto 17 deputati e Lega Nord che ne ha eletto 5,con un incremento di 13 deputati,il Regno Unito ha eletto 24 deputati dell'Ukip con un incremento di 11 deputati.Nei restanti paesi si tratta di pochi deputati a parte la Grecia che ha eletto 6 deputati su 21 e la Danimarca 4 su tredici.Complessivamente un quadro meno drammatico rispetto alle previsioni.IL successo degli euroscettici in Francia e Italia è a mio avviso determinato dalla fortissima crisi economica che ha investito i due paesi che sembra non finire mai,mentre per il Regno Unito è determinato da ragioni storiche,perchè  il rifiuto dell'Europa non interessa solo l'estrema  destra.I britannici sono entrati nell'Unione solo per non essere tagliati fuori dal mercato comune,ma da allora hanno sempre lavorato per impedire qualsiasi avanzamento dell'unità politica del continente.

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Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 02, 2014 11:47 am

freg53 ha scritto: Complessivamente un quadro meno drammatico rispetto alle previsioni.[...]
I britannici [...]  hanno sempre lavorato per impedire qualsiasi avanzamento dell'unità politica [...]
Ciao freg53. Felice di vederti scrivere in questa sezione!
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Del tuo 'post' ho citato le  parti su cui sono pienamente d'accordo.

Non sono, invece, d'accordo là dove dici che «i partiti europeisti hanno ottenuto una vittoria schiacciante». Ma il disaccordo non è tanto sulle parole "vittoria schiacciante", bensì sulle parole "i partiti europeisti", dato che tu stesso rimproveri ai britannici di aver lavorato contro l'avanzamento dell'unità politica.
Sai bene che per me i "veri europeisti" sono solo quelli che l'unità politica la vogliono davvero. E siccome è fuori discussione un'unità monolitica, quella di un unico stato, l'unità possibile (e auspicabile) è solo quella federale.
Chi sono, in PE, i gruppi davvero "federalisti"?
Non c'è dubbio: sono solo (attualmente) i Verdi/ALE (o Green/EFA, all'inglese) e l'ALDE.

Ci sono eurodeputati federalisti anche negli altri gruppi, certo.
[Per esempio, è federalista al 100% il socialista Jo Leinen, tedesco della Saar].
Ma sai bene che non è affatto federalista Schulz, né la stragrande maggioranza dei parlamentari dei due più grossi gruppi PPE e S&D.
Tanto meno veri federalisti sono Hollande e Renzi.
[Ma nel PD ci sono sì elementi molto più vicini ai federalisti di una volta. Per esempio Civati (Fassina, Gozi, ecc.) ... e lo stesso Letta. Ma Renzi no!
Renzi ha parlato sì di "Stati Uniti d'Europa", ma se esamini i contenuti del contesto in cui ha infilato queste parole t'accorgi che ... non ci siano, non c'è affatto la volontà di lavorare  per l'unità politica dell'UE. E vedi che altrove Renzi dice che occorre andare in UE a far valere il peso dell'Italia, ... ripiegando meschinamente sul populismo nazionalista.
Ma non c'è da stupirsi. Anche Hollande in campagna elettorale contro Sarkozy ha fatto leva sul nazionalismo (garantendo solennemente che difenderà la totale sovranità della Francia). E anche lui, in altre occasioni, ha parlato di bisogno di governo europeo dell'economia, almeno dell'Eurozona ....
[Dimmi un po' come si conciliano la totale sovranità degli stati con la necessità di unico governo dell'economia. Il Peso dedgli Euroscettici. 1112820856 ].
Ma quando mai i "socialisti" (in senso generale, mettendoci dentro pure i comunisti di una volta e tutti i vari loro epigoni successivi) hanno fatto discorsi coerenti e scevri dal populismo che imputano agli altri, come non fosse il loro eterno peccato?

A livello europeo i Verdi hanno tenuto (ma mi pare con un certo calo), ma qui da noi non solo non hanno raggiunto la soglia, ma sono addirittura precipitati! Eppure ... una Monica Frassoni è invidiabile (stimatissima da tutti, anche dai leali avversari) , il programma dei Verdi è orientato realisticamente allo sviluppo possibile e al "sociale".

I Liberal Democrats  britannici (che in PE stanno nell'ALDE e storicamente sono di fatto più "socialisti" del Labour Party) sono pure crollati, [tanto che dall'interno del partito si chiedono le dimissioni di Nick Clegg].
Da noi sono praticamente scomparsi IdV e Scelta Europea i cui candidati, se eletti, sarebbero andati nell'ALDE.

Insomma: non ci vedo affatto un avanzamento dei partiti "europeisti" (a parte, buona eccezione, la conversione della sinistra radicale all'europeismo, almeno finché resiste Tsipras).

Vedremo poi (in questi prossimi 9 mesi) alla prova i "veri europeisti" nel sostegno effettivo (o invece nel disimpegno) dell'ICE "New Deal For Europe".
[Tu, freg53, hai già sottoscritto "online"? Se non ancora ... cosa aspetti?]

Di belle parole europeiste non se ne può più!
Contano solo i fatti ... e di  fatti concreti intrapresi con ottica europea ancora non  ne vedo!
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Messaggio Da MAD il Lun Giu 02, 2014 3:44 pm

A me sembra una chiara avanzata dei partiti antieuropa e antieuro. E mi sembra una chiara risposta a chi parla di fiducia nel sistema Europa. 

I votanti europei mediamente non sono certo avvezzi a discutere di spread, di monete e di mercati finanziari.

La sensazione di un fallimento della politica monetaria di un'Europa mai nata se non per  un mero fatto di moneta unica e di criteri di marcatura del parmigiano reggiano, mi sembra abbastanza evidente e in crescita.

Al di la' dei complottismi beceri e dei qualunquismi a "pane e broccoli", il punto focale è che l'Europa è un coacervo di stati che hanno pochissimo in comune, che hanno delle politiche economiche e sociali spesso molto divergenti, e che hanno un criterio di gestione delle proprie risorse interne, del proprio debito, del proprio welfare ...... molto diverso l'una dall'altra.

Questo comporta squilibri, crisi economiche piu' o meno indotte, disoccupazione, recessione ed aumento della povertà. E la gente si lascia affascinare da messaggi estremisti, antieuropeisti e xenofobi, che trovano appunto il terreno fertile nei 10 anni di arretramento delle economie di buona parte degli europei.

Che questo sia giusto o meno a me sembra secondario. Il nocciolo parrebbe essere che l' Europa tenda a sfilacciarsi, e tenda ad allontanare sempre piu' paesi che hannp conservato la loro moneta originaria, e tenda ancora di piu' ad offrire il fianco a chi, come l'Italia, vede nell'euro buona parte dei suoi mali.

Poi le forbite analisi di ondivaghi specialisti, e di antitetici economisti (nobel) sul debito pubblico, sul fiscal compact, sullo spread e sulle spending review varie lasciano il tempo che trovano.

La gente sta peggiorando le sue condizioni di vita e quella dei propri figli senza lavoro, senza speranza e senza futuro ; e fra i vari motivi la gente ipotizza che l'euro sia una delle componenti trascinabili sul banco degli imputati.

E se io fossi un europeista convinto (ma non lo sono mai stato ....) mi preoccuperei e non poco per il futuro dell'Europa, in ogni senso, cercando di staccare lo sguardo dal semplice dato dell'euro, dell'export, dell'articolo 18 e del liberismo sic et sempliciter, e cercando di puntare principalmente sulle condizioni di vita della maggior parte dei cittadini, sulle garanzie minime di qualità della vita e sulla necessità di dare un futuro concreto, reale e non ipotetico, alle nuove generazioni.

Imho.

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Messaggio Da freg53 il Mar Giu 03, 2014 1:04 pm

naturalmente sono d'accordo con Erasmus,la mia era solo una sintesi per dire che tutto sommato ci è andata bene rispetto alle previsioni della vigilia.Di Europa e di Federalismo parliamo da 60 anni ma i fatti sono molto modesti.Speriamo che le nuove generazioni producano più fatti e meno parole.Quanto alla firma provvederò oggi stesso.
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