Speciale Europee 2014. A valle delle elezioni europee

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Messaggio Da Erasmus il Dom Giu 22, 2014 4:25 pm

ELEZIONI EUROPEE 2014 in FINLANDIA

Prefazione
La Finlandia [Suomi in finlandese] è lo stato più a Nord dell'UE.
Con un'area di 338 424 km^2  (maggiore di quella dell'Italia) ed una popolazione di soli 5 milioni e 420 mila abitanti,  è il paese a minore densità di popolazione [16 abitanti al km^2].
Ha fatto parte del Regno di Svezia per quasi 7 secoli (dal 1154 al 1809), quindi dell'impero zarista (dal 1809 fino alla rivoluzione russa), ottenendo l'indipendenza dalla Russia con la pace di Brest nel 1917 (ufficialmente dal 4 gennaio 1918).

Nel periodo tra le due guerre mondiali crebbero i sentimenti nazionalisti e anti-russi da una parte ed i movimenti socialisti filosovietici dall'altra, sfociando in una guerra civile vinta dai nazionalisti.
L'etnia russa, perseguitata anche con veri massacri, è stata costretta alla fuga in Russia.

Aggredita dall'Armata Rossa  poco dopo il patto  Ribbentrop-Molotov, la giovane Repubblica finlandese ha resistito per tutto l'inverno 1939/40 infliggendo ai russi perdite enormi. (*)
[Circa 200 mila morti su circa 500 mila soldati inviati da Stalin in ondate successive; più di mille carri armati, centinaia di aerei, ...]. Ma ha dovuto alla fine arrendersi "a discrezione" stremata dalla soverchiante numerosità di soldati e mezzi sovietici.(**)
La Russia di Stalin si è annessa circa il 10% del territorio finlandese (abitato da circa il 12% della totale popolazione della Finlandia). L'emigrazione dei finlandesi dai territori annessi all'URSS verso la madrepatria è stata totale.

(*) Stalin esigeva, per ragioni strategiche, la concessione – dietro compenso, anche con scambio di territori – di una vasta area prossima a Pietroburgo [Leningrado] e di altre basi [per esempio: isole nello stretto del Baltico tra Finlandia ed Estonia (già incorporata nell'URSS)].
Dopo estenuanti quanto vane trattative, di fronte all'inflessibile rifiuto finlandese, Stalin passò dalle minacce all'azione. Invadendo la Carelia con una poderosa armata, pensava che la resistenza finlandese sarebbe stata poco più che simbolica e che l'azione si sarebbe conclusa in un paio di settimane. 
L'Armata Rossa fu invece respinta con gravissime perdite nonostante la sua enorme superiorità numerica di truppe (circa 3 a 1), di mezzi blindati e di aerei (circa 10 a 1). Ovviamente Stalin non poteva darsi per vinto! Continuò ad irrobustire l'armata replicando gli attacchi ad ogni sconfitta finché non ebbe la meglio per esaurimento di mezzi e di munizioni dell'esercito finlandese.

(**) Paradossalmente, la campagna russa in Finlandia, palesemente fallimentare dal punto di vista strategico, è stata invece utilissima all'URSS nella successiva "guerra patriottica" di resistenza alla Wehrmcht hitleriana. Infatti, da un lato ha rafforzato l'illusione nazista di una rapida vittoria: illusione basata sulla presunta incapacità militare degli stavi;  illusione alimentata anche dalla propaganda nazista che poneva gli slavi nel rango di "razza inferiore" . E dall'altro lato ha sollecitato i vertici politici e militari dell'URSS ad una rapida revisione delle tattiche militari, al miglioramento dei mezzi e (soprattutto) all'ammodernamento dell'addestramento delle truppe.


Dopo l'avvio dell'operazione Barbarossa [invasione tedesca dell'URSS, maggio 1941], la Finlandia ha schierato il suo esercito a fianco della Wehrmacht contro l'Armata Rossa (subendo quindi il destino della definitiva sconfitta tedesca).

Dalla fine della guerra mondiale e per tutto il trentennio di "guerra fredda" la Finlandia è stata di fatto costretta ad una formale neutralità, [quale "stato cuscinetto" tra l'Est filosovietico e l'Europa occidentale], perpetuamente esposta all'ingerenza dell'URSS anche nella sua politica interna, coltivando tuttavia (anzi: aumentando) i sentimenti anti-russi.

L'etnia russa in Finlandia (sempre più numerosa nel corso dell'800 e molto forte fino agli anni '30) ora è praticamente estinta!
E' invece abbastanza consistente l'etnia svedese (che ha anche un suo partito).

La Finlandia è entrata nell'UE (assieme all'Austria e alla Svezia) il 1° gennaio 1995.
Ha adottato la moneta comune Euro fin dalla sua nascita (1° gennaio 1999).
Ha avuto la presidenza semestrale dell'UE due volte. La prima nel 1999, la seconda nel 2006 (secondo semestre).

Più informazione sulla Finlandia: ––> Finlandia, (Wikipedia in Italiano)

^^^^^^^^^^^^^^^

In Finlandia si è votato il 25 maggio.
Le spettano 13 seggi in PE (come nel 2009).
Piuttosto scarsa la partecipazione: circa 41%.

Il sistema elettorale finlandese per le europee è "proporzionale",  con "preferenze", in un'unica circoscrizione su base nazionale, senza sbarramento e con "liste aperte". 
In pratica, l''elettore vota una lista ma poi può assegnare le preferenze a candidati di liste diverse.
In fase di scrutinio, dapprima vengono ripartiti i seggi per lista (col criterio del "resto più grosso"); poi questi seggi vengono assegnati ai canditati a maggior numero di preferenze.

Alcuni link per informazione sui partiti in competizione:
––> KOK, Partito della Coalizione Nazionale (centristi, cristaiano-sociali, filo-europei)
––> KESK, Partito del Centro (ex–"Lega Agraria", centristi senza particolare ideologia)  
––> PS, Partito Finnico (populista, nazionalista, anti-UE)
––> SDP, Partito Social–Democratico (affine alle altre socialdemocrazie scandinave)
––> VHR, Lega Verde (ecologisti di tendenza liberale)
––> V, Alleanza di Sinistra (sinistra radicale, tendenze ecologiste , euroscettico
––> SFP, Partito del popolo Svedese (tendenze social-liberali, al governo sia con la "destra" che con la "sinistra")
––> KD, Democratici Cristiani (partito affine agli altri partiti "popolari" europei)
––> "Partito Pirata" (affine agli omonimi partiti del Nord-Europa)
––> "Partito Comunista" (marxista, tendenze vetero-comuniste)
––> "Cambio 2011" (formazione recente guidata da un imprenditore)
––> KA, "Per i poveri" (dichiaratamente ispirato al cristiano amore del prossimo)

Ed ecco la tabella riassuntiva dei risultati
Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 Europee_2014_Finlandia
Risultati delle elezioni Europee 2014 in Finlandia

Ecco, infine, i nuovi 13 parlamentari europei eletti in Finlandia.
MEPs elected
National Coalition Party
 •  Alexander Stubb
 •  Sirpa Pietikäinen
 •  Henna Virkkunen
Centre Party
 •  Olli Rehn
 •  Paavo Väyrynen
 •  Anneli Jäätteenmäki
Finns Party
 •  Jussi Halla-aho
 •  Sampo Terho
Social Democratic Party
 •  Liisa Jaakonsaari
 •  Miapetra Kumpula-Natri
Green League
 •  Heidi Hautala
Left Alliance
 •  Merja Kyllönen
Swedish People's Party
 •  Nils Torvalds

Fonte: ––> Elezioni 2014 dei Parlamento Europeo – Finlandia (Wikipedia in inglese)  
––––
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Messaggio Da Erasmus il Mar Giu 24, 2014 10:59 pm

ELEZIONI EUROPEE 2014 in SVEZIA

Il "Regno di Svezia" [Konungariket Sverige in svedese], con una popolazione di 9.596.400 abitanti ed un'area di 450.295 km^2 [una volta e mezza quella dell'Italia] è uno dei paesi-membri dell'UE a più bassa densità di popolazione ( 21,3 abitanti al km^2).

La Svezia è entrata in UE assieme alla Finlandia e all'Austria (1° gennaio 1995).
Dopo aver ratificato il trattato di Maastricht – è obbligatorio per ogni  paese che entra in UE ratificare tutti i trattati comunitari in vigore – ha dapprima indugiato a riguardo dell'adozione dell'Euro, e poi –  approfittando dello speciale opting-out dell'UK – ha rinviato "sine die" la questione.
La corona svedese (SEK) vale oggi 1/9,13 Euro ≈ 0,10956 €).

Più informazione: ––> Svezia (Wikipedia in italiano)
–––––––––––––

In Svezia si è votato domenica 25 maggio,
Alla Svezia spettano ora 20 seggi in PE.
[Erano 19 nel 2004, 18 nel 2009,  poi 20 nel 2011 con la correzione allora apportata al numero di eurodeputati. La popolazione svedese è attualmente in crescita].
Il sistema elettorale per le europee è il proporzionale con preferenze, con sbarramento al 4%, su un'unica circoscrizione nazionale.

Affluenza alle urne: 51,07%
Quindi ... buona (rispetto alla media europea che è 43,1%), soprattutto perché in progressivo aumento rispetto alle precedenti elezioni europee.
[45,53% nel 2009 e meno del 38% nel 2004]

Il seguente elenco dei 20 europarlamentari eletti in Svezia è anche un elenco di link per informazione sui partiti in competizione e sui rispettivi neo-eletti al PE.
================================================ 
Moderate Party
    •  Anna Maria Corazza Bildt
    •  Gunnar Hökmark
    •  Christofer Fjellner
Centre Party
    •  Fredrick Federley
Liberal People's Party
    •  Marit Paulsen
    •  Cecilia Wikström
Christian Democrats
    •  Lars Adaktusson
Social Democrats
    •  Marita Ulvskog
    •  Olle Ludvigsson
    •  Jytte Guteland
    •  Jens Nilsson
    •  Anna Hedh
Left Party
    •  Malin Björk
Green Party
    •  Isabella Lövin
    •  Peter Eriksson
    •  Bodil Ceballos
    •  Max Andersson
Sweden Democrats
    •  Kristina Winberg
    •  Peter Lundgren
Feminist Initiative
    •  Soraya Post
====== Fonte: ––> Elezioni PE 2014 in Svezia (Wikipedia in inglese) ========

La tabella che segue mostra i partiti in competizione, le rispettive sigle, i candidati capi_lista e il partito europeo di riferimento.
Fig. 1  Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 SVEZIA_Partiti_Candidati
Partiti e candidati nelle europee 2014 in Svezia
Fonte: ––> Élections Européennes 2014 en Suède (Wikipedia in francese)


Ecco i risultati delle elezioni europee 2014 in Svezia a confronto con quelli del 2009.
Fig. 2  Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 Svezia_Europee_2014vs2009
Svezia: Risultati delle Europee 2014 e 2009 a confronto.
Fonte: ––> Elezioni PE 2014 in Svezia (Wikipedia in inglese)

Di notevole c'è il crollo del partito "Pirati" (che aveva avito nel 2009 circa il 7% e un seggio, ma poi due seggi dal 2011, perduti entrambi!) ed il notevole successo dei Verdi (col 15,41% dei voti e 4 seggi su 20).

Quest'ultima immagine–tabella  riassume i risultati.
NB: I nomi dei partiti qui indicati con la loro sigla si deducono rivedendo la Fig. 1.
Fig. 3  Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 Scheda_riassuntiva_2014_S
Elezioni europee 2014 in Svezia: Tabella riassuntiva
Fonte: ––> Élections Européennes 2014 en Suède (Wikipedia in francese)
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Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 3972599242

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Messaggio Da Erasmus il Mer Giu 25, 2014 11:04 am

ELEZIONI EUROPEE 2014 in DANIMARCA

Il "Regno di Danimarca" [Kongeriget Danmark in danese] è uno dei regni più antichi (con oltre mille anni di continuità). Oltre alla penisola Jutland e l'arcipelago danese nel Mar Baltico, comprende la Groenlandia (ormai pressoché indipendente) e le isole Fær Øer nel Mare del Nord (circa equidistanti dalla Scozia, dalla Norvegia e dall'Islanda).
La capitale Copenaghen [København in danese] sta nel'isola Sjælland [la maggiore del Baltico] ma sconfina a sud-est anche nell'attigua isola Amager [molto minore]. 
Dal 2001 lo stretto di Øresund che divide la Danimarca dalla Svezia è scavalcato dall'omonimo ponte, lungo quasi 15 km,  che praticamente congiunge Copenaghen con Malmö [in Svezia]

Popolazione:  circa 5 550 000 abitanti su un'area [escludendo la Groenlandia] di 43 094 km^2 (circa un settimo dell'Italia)
Densità di popolazione:  128,7 abitanti per km^2, molto alta rispetto a tutta la Scandinavia, benché nettamente inferiore a quella della maggior parte degli stati dell'UE.
[Quella italiana è circa 200 abitanti per km^2]

La Danimarca è entrata nella CEE assieme al Regno Unito e all'Irlanda nel lontano  1° gennaio 1973.

La ratifica del trattato di Maastricht non è passata per un soffio in un primo referendum (previsto dalla costituzione).
[2 giugno 1992;  Voti NO  50,7%]

Dopo alcune particolari concessioni dell'UE (*), il trattato di Maastricht è passato in un secondo referendum.
[28 settempre 2000; partecipazione 87,6%; voti SI' 52,3%].

(*) Il Trattato di Maastricht prevedeva che la sua entrata in vigore seguisse la ratifica da parte di TUTTI i paesi-membri. Sicché, quello 0,7% di NO in più dei SI' dei soli elettori danesi bloccava un trattato pensato per 300 milioni di europei! Con l'Accordo di Edinburgo (dicembre 1992), la Danimarca otteneva 4 deroghe ad hoc dai termini del trattato, tra cui l'estensione dell'opting-out della moneta comune dapprima previsto solo per l'UK.

La Corona Danese [Krone in danese, sigla DKK] vale attualmente 0,13144 € ≈ 1/7,45 Euro.

Più informazione: ––> Danimarca (Wikipedia in italiano)

___________________________________

In Danimarca si è votato  il 25 maggio.
13 i seggi spettanti alla Danimarca (come nel 2009).
Il sistema elettorale per le Europee è il proporzionale, con preferenze, senza sbarramento, su unica circoscrizione a base nazionale.
Hanno diritto al voto i residenti in DK cittadini di qualsiasi stato-membro dell'UE di età non inferiore a 18 anni.

Affluenza alle urne: 56,3% [NB: partecipazione media europea 43,1%].

Ecco i link dei partiti in competizione (identificabili dalla sigla di una sola lettera maiuscola in testa ad ogni riga):
––> O, Partito popolare danese (conservatori nazionalisti, euroscettici)
––> A, Social-Democratici (socialisti affini a quelli svedesi)
––> V, "Venstre" (liberisti, conservatori, base elettorale agraria)
––> F, Partito Popolare Socialista (tendenza ecologista, in pratica "verdi")
––> C, Partito Popolare Conservatore (centrista in pratica, fa parte del PPE)
––> N, Movimento popolare anti-UE (sinistrorso, espressamente contro l'UE)
––> B, Partito Social-Librerale danese (europeista, aderente all'ALDE)
––> I, Alleanza Liberale (centrista, liberalismo classico)

Ecco l'elenco dei 13 nuovi eurodeputati (e rispettivi link) eletti in Danimarca (con l'indicazione del partito e della sua identificativa sigla di una sola lettera maiuscola):
Danish People's Party, 0 [4 seggi]
    1  Morten Messerschmidt – 465,758 votes
    2  Rikke Karlsson – 9,205 votes
    3  Anders Primdahl Vistisen – 8,315 votes
    4  Jørn Dohrmann – 6,439 votes
Social Democrats, A [3 seggi]
    5  Jeppe Kofod – 170,739 votes
    6  Christel Schaldemose – 64,495 votes
    7  Ole Christensen – 26,855 votes
Venstre, V  [2 seggi]
     8   Ulla Tørnæs – 136,388 votes
     9  Jens Rohde – 48,911 votes
Socialist People's Party, F  [i seggio]
    10  Margrete Auken – 153,072 votes
Conservative People's Party, C  [1 seggio]
    11  Bendt Bendtsen – 151,274 votes
People's Movement Against the EU, N  [1 seggio]
    12  Rina Ronja Kari – 63,673 votes
Social Liberal Party, B  [1 seggio]
    13  Morten Helveg Petersen – 76,390 votes
Fonte: ––> Elezioni Europee 2014 in Danimarca (Wikipedia in inglese)

Ecco una tabella riassuntiva dei risultati per lista.
[NB. Per identificare i partiti, riferirsi alla sigla di una sola lettera maiuscola  in testa ad ogni riga, pure usata nei due precedenti elenchi].
Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 Elezioni_PE_2014_DK
Risultati delle europee 2014 in Danimarca
Fonte: ––>  Élections Européennes 2014 au Danemark (Wikipedia in francese)
––––
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Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 30, 2014 1:44 pm

2° INTERMEZZO!   Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 1326021764

Nel mese ormai passato dalle elezioni europee, il tema principale che ha tenuto banco è stato quello della proposta che avrebbe fatto il Consiglio Europeo in merito alla pèresidenza della Commissione.

In altri thread di questo forum si può leggere abbastanza a riguardo.

Riassumendo, è prevalsa alla fine la candidatira di Jean Caude Juncker, candidato alla Presidenza della Commissione sostenuto dai "popolari" che hanno ottenuto la maggioranza relativa (con 213 seggi su 751 e il  28,36% dei voti validi).  Infatti, il  Consiglio Europeo 26-27 giugno 2014  ha proposto Juncker (a maggioranza qualificata) con il favore di 26 stati su 28 (e il voto contrario di David Cameron per l'UK e di  Viktor Orbán per l'Ungheria).

I vertici dei gruppi parlamentari prossimi si sono incntrati due giorni prima (dopo però numerosi contatti bilaterali e altrettanti mercanteggiamenti). Alla fine sembra che anche in PE ci sarà una specie di "große Koalition" tra PPE e S&D. Quando Juncker sosterrà quella specie l'esame di idoneità in PE (verso il 16 o 17 luglio), avrà l'appoggio del PPE e dei S & D (salvo sorprese, perché il voto sarà segreto) e probabilissimamenrte anche dell'ALDE, in modo da garantirgli la richiesta maggioranza assoluta. In cambio del favore di sostenere Juncker, i socialisti hanno "contrattato" la presidenza del PE e addirittura la nomina di Schulz in Commissione Europea quale commissario tedesco (dato che ancora in Commissione Europea ci sta un commissario per ogni stato-membro).

Intanto Cameron, dopo una intensissima campagna anti-Juncker (con il plauso di tutta la stampa britannica legata in qualche modo all'euroscetticismo) e la netta (e prevedibile) sconfitta in Consiglio – cosa assolutamente nuova perché precedentemente la designazione doveva essere "all'unanimità" per cui bastava il veto di uno stato per eliminare una candidatura –  sta ricucendo gli strappi con Juncker.

Gli ha telefonato congratulandosi per la "nomination" e promettendo la piena collaborazione del suo governo in merito alla "agenda" che Juncker aveva già fatto pervenire in Consiglio Europeo.

Trascrivo l'artricolo di EUobserver.com in merito alla ricucitura da parte di Cameron degli strappi con Juncker.
Fonte ––> Cameron ricuce gli strappi con Juncker
http://euobserver.com/eu-elections/124798


Post EU elections
Cameron mends ties with Juncker

Speciale Europee 2014.  A valle delle elezioni europee - Pagina 2 B54a8c0c0b3efd3466247737c13e262c
Cameron (a destra) a colloquio con Juncker
===============================
BY VALENTINA POP

BRUSSELS - British PM David Cameron has reached out to Jean-Claude Juncker, after having failed to prevent his nomination as European Commission chief.

Cameron on Sunday (29 June) phoned the former Luxembourg leader to congratulate him on the upcoming job.

"They discussed how they would work together to make the EU more competitive and more flexible. The prime minister welcomed Juncker's commitment of finding a fair deal for Britain, and Juncker said that he was fully committed to finding solutions for the political concerns of the UK," a spokeswoman for Cameron told press in London.

Cameron needs to mend ties with Juncker in order to secure a decent EU commissioner portfolio, as member states have now begun the horsetrading for key posts in the new EU commission.

Some EU diplomats already quip that UK will get "multilingualism" – a portfolio created in 2007 for Romania after it failed to send a proper candidate in the first run.

The UK leader has come under criticism at home for his attempts to block Juncker during last week's EU summit where he triggered an unprecedented vote but failed to gather the required blocking minority.

"I think this weekend was a catastrophe for Britain and the British national interest. I've never seen a negotiation so cack-handed," opposition Labour MP Ed Balls said Sunday on BBC.

With British MPs on Monday to grill him on the matter, Cameron wrote in the Telegraph that he strongly believed that the "important principle" of not letting the European Parliament "dictate" who to choose as commission president was at stake.

"It was important to stand up for it – even if it meant being isolated, because sometimes it is possible to be isolated and to be right," Cameron wrote.

"Of course, the result did not go our way. Jean-Claude Juncker has been nominated as the next president of the European commission, and we will now work with him," he added.

Cameron said he "inherited" the voting system – by qualified majority – from the previous government and rejected criticism that he failed to gather enough allies for a veto. Only Hungary voted against Juncker alongside Britain.

He also said it would be a "wrong conclusion" to say that this is a "fatal blow" to his attempts to renegotiate Britain's terms of EU membership before putting it to a referendum.

"I do not deny that it has made the task harder and the stakes higher. But it is not in our nature as a country to give up," Cameron wrote.

A weekend poll published by the Mail on Sunday showed that 47 percent of Britons want to leave the EU, while 39 percent want to remain in the bloc.

Meanwhile, German finance minister Wolfgang Schaeuble told the Financial Times on Sunday that Berlin would do everything it can to keep the UK in the EU.

"The EU without the UK is absolutely not acceptable, unimaginable. Therefore we have to do everything so that the interests and the positions of the UK find themselves sufficiently in European politics," Schaeuble said.

Germany was key in Cameron's miscalculation of the Juncker nomination. Chancellor Merkel was first hesitant about the Luxembourg politician, but then outright backed him when domestic public opinion turned against her.
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