Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

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Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da tessa il Dom Apr 27, 2014 8:05 pm

Caro Erasmus,
la nostra vita è solo un cammino verso il paradiso, dove contempleremo Dio per tutta l'eternità. Il paradiso non è a buon prezzo, il Signore vuole vedere come ci comportiamo in questo mondo e poi ci giudichera'. Le vie da seguire sono ortodossia e ortoprassi e cioe' obbedire ai comandamenti che Dio diede a Mosè sul Sinai, e operare per la carita' e la giustizia. Mentre tutti ricordiamo cio' che dice Matteo sul "Giudizio Finale", quando Dio separera' le pecore dai capri, spesso ci dimentichiamo la parabola appena precedente, quella dei talenti.
Io non ho avuto molti talenti, sono stonata, non so dipingere, non so scrivere poesie, ma cerco di fare fruttare quei pochissimi talenti che ho avuto.
Voglio qui ricordare che non si vive di rendita, una buona azione non basta, un atto di carita' neanche, obbedire alle leggi di Dio una volta neppure, ma bisogna improntare tutta la nostra vita all'esercizio della carita' verso gli umili e i poveri, nel cercare di far fruttare i talenti che abbiamo ricevuto e a "pregare incessantemente "  cercando di non peccare perche' saremo giudicati su tutto. Per fortuna abbiamo un Dio il cui giudizio è sbilanciato verso la misericordia perche' siamo una massa di infingardi e sicofanti.
Dice la parabola:"Avverra' come di un uomo che partendo per un viaggio...chiamò i servi e consegnò a uno cinque talenti, all'altro due talenti, all'ultimo un talento.
I primi due cercarono di guadagnare altri talenti  ma l'ultimo lo seppelli' in una buca.
Il padrone tornò e regolò i conti con i servi, i primi due avevano fatto fruttare i talenti ma l'ultimo gli disse : Signore, so che sei un uomo duro che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra, ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio ed infingardo , sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il talento ai banchieri...toglietegli dunque il talento e datelo a chi ha dieci talenti. Perchè a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti."
Come vedi, caro Erasmus, non ci si applica nello studio per comprarsi qualche Rolex e abiti di sartoria ma anche perche' saremo giudicati da Dio su come abbiamo fatto fruttare i talenti ricevuti.
Un bacio, ciao
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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da Erasmus il Sab Mag 03, 2014 4:02 am

tessa ha scritto:Caro Erasmus, [,...]
Oh che onore! Aprire un thread dedicandolo a me!

[Ma non sei la prima. Anche lo-anima ha iniziato un thread  dedicandomelo e mettendo in mio user-name nel titolo.

 Cara tessa,
come funziona questo forum non l'ho ancora ben capito!
 
In particolare, mi succede di perdere la pagina che sto scrivendo e di non trovarla più.
Pensa che mi è successo con te mentre stavo rispondendo (al tuo ultimo messaggio privato) e la cosa si è ripetuta stasera mentre stavo per inviare una dettagliata risposta a questo tuo intervento.

[Piccolissimo particolare: come ti viene in mente di sfoderare vocaboli tanto inconsueti, come "sicofante"?
Ma tu ... hai fatto il Liceo Classico?]

Adesso non posso ricostruire quel che avevo scritto.
[Come si dice, ... «Paganini non ripete» perché improvvisa di volta in volta!]

Ti dico solo che ... sei fortunata ad avere una salda fede cristiana.
Pensa: proprio nel vangelo di domenica scorsa Gesù conclude il dialogo con Tommaso ("uno dei dodici") con le parole: «Beati quelli che credono anche se non hanno visto!».
Sì: sei fortunata. Beata te che credi! Te lo dico con sincerità: invidio quelli che hanno la fiducia totale in Gesù, anche se non l'hanno mai visto né udito, né notato davvero qualcosa compiuto da lui.
Ma si può perdere la fede da un giorno all'altro senza sapere perché. Come quando perdi le chiavi che avevi in tasca. Arriva il momento che metti la mano in tasca per estrarle ed usarle, convinta che sono lì in saccoccia come sempre ... e toh che invece non ci stanno più!
[Così è successo a me con la certezza, la fiducia totale che avevo. Da un giorno all'altro mi son trovato senza].

Ma io sono uno strano individuo. O forse no, perché mi par di capire di essere stato preceduto da insigni esemplari umani (come Pascal e Kant, solo per fare un paio di esempi). Mi riferisco al fatto di essere agnostici (a riguardo del "trascendente"), pensare che è inutile sottoporre alla ragione la domanda se esiste un Dio–persona o no. [Figurarsi poi nel pretendere di arrivare con la ragione a stabilire se un tal Gesù fosse o no il  "Figlio di Dio" e il "Redentore dell'umanità!"]. Ma la prassi è un'altra cosa. Per fortuna l'uomo non è solo ragione. [Se no ... per esempio "Addio all'arte, ai sentimenti, alla commozione" ...]. 
Insomma: io sono un agnostico "praticante cristiano"; e Gesù è un personaggio che, a differenza di tutti gli altri, ha dato messaggi che travalicano il tempo e le circostanze, che sono attuali sempre. In questo senso io capisco la frase di Pietro: «E dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna».
–––––––––––––––
L'ho tirata troppo lunga!

Ma non credere che chiuda.
Ti voglio fare un regalo, tessa. Un regalo a modo mio. E spero tanto che tu lo gradirai!

[Ma chiunque passa di qua può, se vuole, condividere con te il mio regalo!]

Negli anni '50 (forse era il 1957 o 1958) avevo comperato tre "45 giri" (quattro canzoni per disco, dodici in tutto) del cantautore (e chitarrista) francese Aimé Duval s. J. ... e spero che capisca che "s.J." significa "servus Jesu" in quanto questo Aimé Duval era un gesuita.
Fino ad una decina di anni fa [e anche di meno],  di lui in rete non c'era nulla (se non un tenero ricordo di lui messo in rete da un parente che mi pare fosse un suo nipote).
Allora ho ri–comperato un giradischi per riascoltare quelle canzoni e per convertirmele in MP3. Il guaio è che ormai i dischi sono logori: oltre a gracchiare e scricchiolare, a volte saltano pure dei solchi o restano sempre nel medesimo solco!

Qualche anno fa, ecco che in un sito di gesuiti messicani appaiono come per miracolo ben 19 canzoni canzoni "scaricabili" di Duval: le mie 12 degli anni '50 e altre 7 registrate nei primi anni '60 da varie radio presso le quali Duval era invitato a tenere i suoi "recital".
[Ma adesso non trovo più quel sito;  e pur cercando diligentemente, non trovo più scaricabili quelle canzoni.]

Recentemente Duval è stato "riscoperto".
Ora si trova abbondantemente anche su YouTube ... e addirittura su YouTube ci sta qualcuno che si è messo a cantare le canzoni di Duval sforzandosi di essere il più fedele possibile al suo stile.
---------------
Dopo questa lunga introduzione, ti dico che ho caricato in rete apposta per te una delle più belle canzoni di Duval: le "parole" in un sito di hosting di immagini e la canzone in un sito di hosting di musica.
Ecco le "parole" (in francese ed in una versione in italiano fatta a suo tempo da me).

Per ascoltare [e anche per scaricare] l'MP3 devi andare qua:
=> Le Seigneur Reviendra
In questa pagina, in basso, c'è un "player". Clicchi sul triangolino di avvio e ascolti. 

Per scaricare il file audio sul tuo computer senza iscriverti e senza comunicare alcun dato servono altri due click.
Il primo sul bottone blu "Download" grande che sta a destra.
[Allora cambia la pagina di Internet].
Il secondo click sul bottone blu "Download" grande che sta in basso in questa nuova pagina.
[Occhio: non cliccare su eventuale altro bottone "download" più piccolo, che ti farebbe scaricare altra roba del sito].
Col  mio computer, con questi due click il file audio mi si scarica direttamente nella sezione "Musica" della "Libreria" di iTunes (che è il programma multimediale dei computer Apple).
---------
Ciao, tessa.
Ciao a tutti.


Ultima modifica di Erasmus il Lun Mag 05, 2014 11:14 pm, modificato 2 volte

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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da tessa il Dom Mag 04, 2014 10:47 am

Erasmus, ora non ho molto tempo per risponderti, sono nella casa al mare e mi stanno chiamando per raggiungere la spiaggia, ora mi vogliono tirare una scarpata...
Ma sicofante non è un termine raro o astruso, nell'Odissea si trova molte volte, capisco che l'Odissea è scritta in lingua ionica ma siamo vissuti con Odisseo, e ho in mente di preparare un piccolo studio su di lui per gli utenti di AF ,questo personaggio non è affatto semplice da gestire,ma sono indecisa se proporre invece una dissertazione sugli Annali di Tacito...ora vedo.
Ma Gesu' non è mai andato via, sta qui, vicono a noi "Io saro' con voi fino alla fine del tempo".
Poi ti scrivo meglio.
Baci
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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da tessa il Lun Mag 05, 2014 10:01 pm

Caro Erasmus,
ti ho detto che ti avrei risposto un po' piu' dettagliatamente, anche se questi sono argomenti vastissimi, e sono stati versati fiumi d'inchiostro sulla fede.
Si', ho fatto il Liceo Classico.
Siamo un po' tutti stanchi la sera ma non sempre abbiamo tempo in altre ore per scrivere.
Non sto qui a ripeterti tutto cio' che è scritto nell'Antico e Nuovo Testamento sulla fede ( cose che saprai benissimo), diro' quello che penso io.
La fede vuol dire fiducia in Dio, accettare da lui qualsiasi cosa anche se non capiamo perchè, sappiamo solo che Dio vuole cosi' e basta. Dio non ha imposto nulla, ma grazie alla fede che Abramo, Sara, Isacco, la Verginde Maria , etc hanno avuto in Dio il disegno della salvezza è andato avanti, salvezza dalla nostra ingordigia, cupidigia, strafottenza, mancanza di modestia , di umilta', salvezza dalle conseguenze dei nostri peccati continui, salvezza dalle malattie. Tutti siamo chiamati a corredimere l'umanità, la fede rientra in un ottica di accettazione di quello che avverrà nella nostra vita, sapendo che tutto fa parte di un disegno piu' grande deciso da Dio, anche se non comprendiamo  bene di cosa si tratti. L'accettazione delle numerose prove che incontreremo non deve essere passiva, ma gioiosa sapendo che aiutiamo Dio, perchè Dio vuole cosi'. Siamo tutti legati dalla Comunione dei Santi.
Gesu' e' asceso al cielo, ma il suo spirito è rimasto con noi, tornera' alla Fine dei Tempi per giudicare i vivi e i morti. Sappiamo che la sua è una giustizia sbilanciata verso l'amore.
Per quanto riguarda Gesu' Figlio di Dio è un discorso complesso, prima il Figlio era il popolo d'Israele, dal Conciliodi Efeso( 321) si è accettata la consunstanzialità del Padre col Figlio.
Non è necessario che tu creda in cio' per avere fede, penso che basti cio' che ho scritto prima, ma io non sono una teologa, manda una mail a Mancuso.
Baci

  P.S.
Io non so bene cosa succeda al tuo computer, devi chiedere spiegazioni all'Admin
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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da Erasmus il Mar Mag 06, 2014 2:45 am

tessa ha scritto:... sicofante [...] nell'Odissea si trova molte volte ...
Ma no!  
Nell'Odissea? 
Molte volte?  

Forse ti sbagli con Aristofane (quello delle commedie).

Devi comunque ridurne di almeno quattro-cinque secoli l'antichità! 

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Hai presente la seconda delle "7 Opere di Misericordia spirituali"?
No, perché il catechismo di Pio X non si insegna più da decenni!
Allora te la dico io: «Insegnare agli ignoranti»!
----------
Etimologia 
Da συκον  + ϕαινειν
dove "συκον –ου" significa "fico" e "ϕαινειν" (modo infinito presente) significa (tra l'altro) "mostrare, indicare"  
[pres. ind. 1ª pers. sing.: (εγω) ϕαινω = (io) indico.

Nel greco ellenistico "sicofante" è il "calunniatore".
Nel greco (attico) classico, il "sicofante" era l'accusatore (di mestiere) nei processi pubblici.
[La mutazione del significato si deve probabilissimamente al fatto che l'accusatore "professionista" era spesso prezzolato, pagato (per far apparire vere delle accuse inventate) da qualcuno che aveva convenienza a far condannare qualcun altro (per esempio al risarcimento di danni).
L'origine di questo nome è incerta.  La più accreditata vuole che, nell'antico (ma in Attica, quindi ben dopo la civiltà degli Achèi, quella di cui racconta Omero), i "sicofanti" fossero i delatori dell'esportazione (vietata!) di fichi (principale alimento della popolazione dell'Attica).

Sarei pronto a scommettere che il vocabolo non compare nella letteratura greca anteriore a Platone.
[Ma dovrei cercare la porola sul "Rocci", che chissà dov'è, (ammesso che sia ancora in casa mia e non – per esempio – in quella del figlio o di una figlia).]
----------------
tessa: hai scaricato il file audio che  ti ho regalato ?
Non sottovalutarlo!
Guarda che è una "perla preziosa"!

Ciao, tessa.
Ciao a tutti.
-------------
P.S.
Se vuoi che andiamo d'accordo, parla pure di Gesù, ma tralascia Abramo, Sara ... e compagnia bella!
Abramo che si dispone a scannare ... "volentieri"  il suo figlioletto Isacco per obbedire al suo Signore che gliel'ha chiesto senza spiegargli perché, solo per saggiarne la fedeltà!
Che razza di dio sarebbe questo qua che ha bisogno di simili "collaudi"?
Non senti ribrezzo per queste "parole" che non son certo "eterne" come invece le parole di Gesù?
Abramo che si fa la serva Agar, la quale resta incinta e gli partorisce Ismaele!
Abramo che, quando Sara resta pure incinta, si sbarazza sia di Agar che del figlio Ismaele cacciandoli nel deserto (dopo aver dato – bontà sua! –un viatico alimentare all'ex serva-amante  Agar] perché «non è giusto che il figlio della schiava stia [a pari dignità] col  figlio della libera»!
Abramo che, siccome Sara era troppo bella, per paura di essere ammazzato da qualcuno che avesse voluto Sara tutta per sé, la fa passare per sorella invece di moglie  e lascia che gli egizi se la fottano a volontà!
[Per non parlare di Giacobbe-Israele ...]
No, tessa!  Non mettermi tra i santi gentaglia simile (supposto che sia mai esistita).
---------
Di nuovo: ciao tessa e ciao a tutti.


Ultima modifica di Erasmus il Gio Mag 08, 2014 1:54 pm, modificato 4 volte

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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da tessa il Mar Mag 06, 2014 7:38 pm

Caro Erasmus, nel Rocci c'e' sukophanteo, appunto vuol dire tradisco, dunque è usato in Aristofane, Lisia, Isocrate ma io non volevo dire questo.
Nell'Odissea Odisseo si comporta da traditore, sicofante e non vedo perchè non si possa usare sicofante. Parlavo della traduzione. Ti pare che mi vado a ricordare i termini greci esatti.
Fai bene ad istruire gli ignoranti,
 se ti andra' di nuovo fallo.
Il discorso su Sara, Abramo, Ismaele è stato affrontato tante volte, costoro erano ancora esseri  primitivi. Comunque guarda i discendenti di Ismaele il petrolio che hanno.
P.S.Uno parla della traduzione e tu pensi alla parola greca esatta, ognuno ha ragione.
Grazie
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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da Erasmus il Gio Mag 08, 2014 1:45 pm

Erasmus ha scritto:tessa: hai scaricato il file audio che  ti ho regalato ?
Non sottovalutarlo!
Guarda che è una "perla preziosa"!
Non c'è traccia di ciò nelle tue risposte!
Come se non avessi "postato" appositamente per te!  
Non è forse questo il posto giusto per parlare (e cantare!) di Gesù?
–––––

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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da Erasmus il Gio Mag 08, 2014 3:00 pm

tessa ha scritto:1) ... sukophanteo, appunto vuol dire tradisco, ...
2) Nell'Odissea Odisseo si comporta da traditore,
Qualcosa – che ho io numerato con 1 e 2 – non mi quadra (del tutto) a proposito di
συκοφαντέω
Questo verbo è usato anche nel Nuovo Testamento (cosa che ho trovato cercandone in rete proprio la traslitterazione in caratteri latini "sykophanteo").
Si trova due volte nel Vangelo di Luca.
Il verbo è transitivo.
Il significato è "accusare ingiustamente" (ossia: "dare falsa testimonianza" contro qualcuno).
Il "pubblicano" spesso chiedeva tasse oltre il dovuto, falsificando quindi la tassazione imposta dalle autorità.
Donde l'altro significato: "estorcere", "farsi dare ingiustamente", "defraudare".
Si veda, a proposito, qua: ––> συκοφαντέω
Qui si legge (tra l'altro):
Forms of the word
Dictionary: συκοφαντέω
Greek transliteration: sykophanteō
Simplified transliteration: sykophanteo
Principal Parts: -, ἐσυκοφάντησα, -, -, -
[...]
Statistics
Frequency in New Testament: 2
[...]
Gloss:  to accuse falsely, oppress; to cheat, extort
Definition:  inform against; to accuse falsely;
 by impl. to wrong by false accusations; to extort money by false informations, 
Lk. 3:14; 19:8*
-----------
Greek-English Concordance for συκοφαντέω

Luke 3:14:
«Soldiers were also questioning him, saying, “And we, what should we do?”
 He said to them, “Do not extort money from anyone, or accuse (sykophantēsēte | συκοφαντήσητε | aor act subj 2 pl ) them falsely; and be content with your wages.”»
Luke 19:8
«Zacchaeus, as he stood there, said to the Lord, “Look, half of what I own, Lord, I will give to the poor, and if I have  defrauded (esykophantēsa | ἐσυκοφάντησα | aor act ind 1 sg) anything, I will repay fourfold.”


NB:
Ecco il testo latino (secondo la "Vulgata") dei due passi [del Vangelo] di Luca:
Lu. 3:14
Interrogabant autem eum et milites dicentes: “ faciemus et nos?. Et ait illis: “Neminem concutiatis neque calumniam faciatis (gr.: συκοφαντήσητε) et contenti estote stipendiis vestris”.
Lu. 19:8
Stans autem Zacchaeus dixit ad Dominum: “Ecce dimidium bonorum meorum, Domine, do pauperibus et, si quid aliquem defraudavi (gr.: ἐσυκοφάντησα), reddo quadruplum”
––––––––
1) Com'è, dunque, che per te, tessa, questo  verbo significherebbe "tradire"?
2) E  ... quando, come e perché Odisseus (Ulisse) sarebbe un "traditore"? 

Ciao tessa
Ciao a tutti


Ultima modifica di Erasmus il Gio Mag 08, 2014 11:46 pm, modificato 1 volta

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Re: Per Erasmus: Matteo 25,14. Parabola dei talenti

Messaggio Da tessa il Gio Mag 08, 2014 7:47 pm

Caro Erasmus,
sono tornata poco fa da Rebibbia, sono andata a trovare dei poveretti che seguo, oltre al mio lavoro non ho fatto in tempo a fare niente, ne' a scaricare file audio, ne' a mettere benzina , la macchina è rimasta per strada e son tornata in taxi, penso che anche questa macchina avra' vita breve, il mio compagno mandera' qualcuno  a riprenderla.
Certo che sono in questo 3d per parlare di Gesu', ma tu affronti tematiche complesse. Dunque sul Rocci di mia madre, anno 1967, a proposito di sycophantes ( non ho i caratteri greci qua, forse serve un' app, dimmelo tu), è scritto che per Antifonte sicofante significa anche "briccone", voglio dire che le parole perdono spesso il loro significato originario per acquistarne uno lato. Una ragazza affascinante viene spesso definita mafiosa, purtroppo. Quando venivamo interrogati al ginnasio e  definivamo Odisseo traditore e sicofante, anche se sapevamo che non era proprio cosi' ma ,essendo sommersi dallo studio, chimica, fisica , matemativa ( tu ne sai qualcosa), e le versioni e i paradigmi ,si passava oltre.
Se per questo anche Foscolo sbaglia dicendo " bello di fama e di sventura bacio' la sua petrosa Itaca Ulisse", quasi a farci intendere che Ulisse desiderava veramente tornare a Itaca. Aedi e rapsodi l'avevano persino preceduto e quando Odisseo finalmente, preso a calci dagli dei,  si decise a tornare ad Itaca gia' le sue gesta erano conosciute e cantate.
Molti errori si compiono.
Le monaca che insegnava italiano non ci ha detto , Ma Odisseo è un sicofante  ( leggi briccone), che dice qui Foscolo? Tanto tutti sapevamo che era un sicofante.
Dunque bisogna usare anche con una certa elasticità il linguaggio, poi la figura di Odisseo è molto difficile, io stessa ho scritto che terminato il commento ad Orazio-chissà quando, ma termino sempre cio' che inizio- avrei affrontato o Odisseo o gli Annales di Tacito.
Il personaggio di Odisse non è semplice, gli aedi e  i rapsodi ce lo mostrano in lacrime per sette anni sulla spiaggia dell'isola di Ogigia, a piangere la' tutte le sere, appena uscito dal letto di Calipso, e non sappiamo comprendere come mai un uomo come Odisseo pianga, è chiaro che qui aedi e rapsodi usano degli schemi fissi, tutti gli eroi scendono nell'Ade, tutti gli eroi piangono perchè il " dulcia linquimus arva " è capitato a tutti...
Odisseo è l'ultimo degli eroi, non è il pius Enea, ma è colui che conosce il braciere ardente e sa uscirne.
L'Odissea in quanto costruita attorno all'ultimo degli eroi alla ricerca di sè stesso è molto piu' affascinante dell'Iliade dove gli Achei e i Troiani si ammazzano a vicenda e basta.
Il discorso su Odisseo è stato appena accennato, spero di poterlo approfondire.
Un bacio
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