L'antinazismo nei romanzi.

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Messaggio Da animalo il Dom Apr 13, 2014 12:20 am

Hans Hellmut Kirst, reduce tedesco della II guerra mondiale. Questo nome sarà noto ai meno giovani per essere l'autore del romanzo La notte dei generali, da cui fu tratto l'omonimo film, e della trilogia "08/15 il caporale Asch".
Meno noto è "Lo chiamavano corda da forca", imperniato sulla figura di un ufficiale rimandato in patria per avvicendamento dopo tre anni di combattimento sul fronte russo. Il romanzo è stato edito per i tipi della Garzanti nel 1957; lo stile, che oggi appare desueto, ben contribuisce a rendere l'atmosfera di decadenza e lotte intestine tra vari gruppi di potere in una Germania che vede svanire in un futuro non troppo lontano l'immagine della vittoria. Al di là della trama, ovviamente romanzesca, sono stato colpito dalla descrizione di una serie di personaggi che, come in un portfolio fotografico, costituiscono delle istantanee della società dell'epoca. In definitiva, a mio parere, un violento atto d'accusa nei confronti del nazionalsocialismo.

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L'antinazismo nei romanzi. Empty Re: L'antinazismo nei romanzi.

Messaggio Da animalo il Lun Apr 14, 2014 4:18 pm

Forse qualcuno avrà visto "Il trionfo della volontà": la riefensthal prende uno straccione, il nazionalsocialismo, e lo riveste con una corazza argentea come fosse Sir Galahad. Hans Kirst con i suoi scritti è il bambino che dichiara "Il re è nudo".

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