Riflessioni sulla crisi economica.

Pagina 1 di 3 1, 2, 3  Seguente

Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da animalo il Mar Apr 08, 2014 7:34 pm

Non ho lauree (anche se ritengo che la conoscenza delle opere di Smith, Ricardo e Keynes non sia più attuale nel contesto odierno), e pertanto le mie considerazioni potranno essere semplicistiche; tuttavia mi pare che le "ricette" delle grandi istituzioni economiche possano essere condensate, in estrema sintesi, in incremento del credito-aumento dei consumi-ripresa.
E mi ricordo che questa è stata la ricetta seguita negli usa per un decennio, ove alla crescita costante del pil, dovuta per oltre il 70% ai consumi, si è accompagnato il costante peggioramento della bilancia commerciale: ma il risultato finale dell'incremento del credito è stata la grande crisi finanziaria.
Gli usa ovviamente hanno agito sul tasso di cambio, svalutando il valore dei loro debiti. Ma oggi in europa questa non pare una via percorribile.

Non conosco soluzioni, ma penso ad oltre mezzo secolo fa, allo spazio abitativo in mq di cui disponevano i miei genitori, ed a quello di cui dispone la mia famiglia oggi; confronto i consumi energetici di allora (in famiglia un'auto, un frigorifero e una radio) con quelli di oggi, almeno il triplo, se non più, pro-capite; penso a quanto mi durava un abito o un maglione; ricordo che quando un oggetto si rompeva era sempre più conveniente ripararlo piuttosto che sostituirlo (ed oggi non più).
E allora mi chiedo se davvero sia possibile uscire dalla crisi indebitandosi (perchè questo significa l'incremento del credito) per acquistare alloggi già costruiti  ed invenduti, per sostituire l'auto ancora valida con un modello che ben poco offre in più, per avere un televisore grande un metro e così via.

animalo

Messaggi : 238
Data d'iscrizione : 31.07.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Verci il Dom Apr 13, 2014 6:56 am

Il consumismo ha abituato gl'italiani a vivere un modello che comprende al suo interno alcuni elementi deteriori, di cui molti faticano a rendersi conto. In primo luogo l'acquisto di mezzi che vanno oltre le necessità, per diventare invece esibizione dello status-symbol. Se vediamo quanti e quali modelli di fuoristrada, SUV et similia girano per le strade italiane (in Veneto, in particolare), ci accorgiamo che - al di là del significato di benessere economico che essi possono esprimere - essi in realtà riflettono spesso una vera e propria competizione sociale nell'ambito della parentela, delle amicizie o dei colleghi di lavoro.

Se mai capitasse di passare dalla parti di uno sfasciacarrozze, si vedrebbero accatastate una sopra l'altra macchine con la carrozzeria ancora in buono stato, forse perfettamente funzionanti all'epoca, che vengono rottamate con estrema disinvoltura per seguire la moda del momento, più che la necessità reale di cambiare. 

Un tempo si vedevano solamente modelli con la carrozzeria bucata dalla ruggine o incidentati, o distrutti da centinaia di migliaia di km di percorrenza. Si faceva, cioè un acquisto utile per andare a lavorare o per muoversi nel fine settimane o durante le ferie, ma generalmente non ci si sognava di cambiare seguendo le novità, magari eclattanti, del mercato.

Oggi non è più così e, grazie anche alle finanziarie che rendono un acquisto un debito leggero spalmabile anche in cinque o sei anni, non si ha nemmeno la sensazione di spendere come quando si dovevano tirar fuori sull'unghia fior di milioni. E anche questo illude l'italiano, soprattutto se economicamente di fascia medio-bassa, di aver raggiunto la dimostrazione, almeno esteriore, di essere all'altezza di chi i soldi per rendere indolori certi acquisti, magari li ha davvero e in contanti. 
Verci
Verci
Admin

Messaggi : 1115
Data d'iscrizione : 30.07.13

http://areaforum.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Condor il Dom Apr 13, 2014 3:56 pm

Ottimo l'argomento proposto da lo-anima, come condivisibili sono le sue riflessioni; seguite da quelle di Verci, del quale ho letto un altro interessantissimo argomento postato: Uno tsunami demografico investe Italia e Giappone. Ritenendo che i due argomenti siano tra loro strettamente correlati, in questo spazio esprimo il mio modestissimo parere su cosa si dovrebbe attuare in un prossimo futuro per non venire travolti dagli tsunami demografici ed economici.
Lo spunto alle mie deduzioni è scaturito dal filosofico concetto di crescita della giapponese casa automobilistica Toyota.
Considerando lo tsunami demografico che sta investendo alcune nazioni e tenendo presente approfonditi studi antropologici che vedono la propensione alla spesa – o al consumo – dell'individuo: fino alla mezza età, sarebbe il caso di prendere in considerazione la filosofia Toyota sui futuri modelli di sviluppo economico dei popoli.
La crescita economica, a mio avviso, non può considerarsi infinita, ogni contraddizione al concetto si scontrerebbe con la più elementare e razionale logica matematica. Inevitabilmente ci sarà un momento in cui l'intero pianeta vedrà un rallentamento dello sviluppo economico.
Per non subire psicologici contraccolpi – e sempre a mio avviso -, occorrerà essere preparati con modelli di produzione che vedano la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario, contestualmente ad una programmazione delle logiche produttive su scala planetaria.
Il benessere economico non potrà prescindere la qualità della vita estesa a tutte le categorie di lavoratori (a tale proposito trovo inconcepibile l'apertura domenicale dei negozi, e dei rispettivi orari di lavoro).
Il futuro modello di sviluppo della specie umana è che al raggiungimento dei limiti di crescita economica globale, ci si dovrà orientare verso politiche sociali di benessere collettivo, con particolare attenzione alle politiche sanitarie e per gli anziani, attingendo risorse da chi non vorrà per filantropia contribuire.
Discorso utopico?
No, se si desidera che su questo pianeta la vita continui. I primi a capire questo discorso dovranno essere i magnati dell'economia reale e, soprattutto, di quella finanziaria; il concetto dovrà con naturalezza essere assimilato, al cospetto del dilagare delle generiche crisi (politiche, sociali, economiche) in ogni angolo del mondo.
Il termine: naturalezza, indica che il mio non è un discorso di comunismo o capitalismo; statalismo o liberismo, ma di rispetto delle risorse e della sostenibilità del globo terrestre, e di conseguenza: di rispetto per l'Umanità.
Condor
Condor

Messaggi : 371
Data d'iscrizione : 27.09.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da afam il Dom Apr 13, 2014 8:56 pm

Leggo solo ora, Condor! Hai perfettamente ragione! Riflessioni sulla crisi economica. 1326021764

afam

Messaggi : 228
Data d'iscrizione : 28.08.13
Località : Roma

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Lun Apr 14, 2014 8:21 am

Verci ha scritto:Un tempo si vedevano solamente modelli con la carrozzeria bucata dalla ruggine o incidentati, o distrutti da centinaia di migliaia di km di percorrenza. Si faceva, cioè un acquisto utile per andare a lavorare o per muoversi nel fine settimane o durante le ferie, ma generalmente non ci si sognava di cambiare seguendo le novità, magari eclattanti, del mercato.

Fors più per necessità che per vera e propria volontà, io mi trovo a percorrere la strada inversa. Prima di tutto non ho mai acquistato un'auto nuova. Mi sono sempre rivolto al mercato dell'usato.
In casa ho un televisorino 12 pollici a tubo catodico. Striminzito e che si fatica a vedre da 3 metri di distanza. Ma questo ora passa il convento.
Tra mutui per la ristrutturazione e vecchi prestiti, con uno stipendio solo il debito spalmato è comunque duro da sopportare.
Anche per questo con mia Moglie stiamo cercando di rivedere il modo di vivere.
Non è vero che "non ci si sognava", si, lo sognavi e lo sogni ancora. Ma rimani con i piedi per terra e sogni solamente.
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Lun Apr 14, 2014 10:48 am

Verci scrive delle cose condivisibili, ma che rappresentano solo una piccola parte, se non una minima parte, dell'attuale crisi economica mondiale. Manco io sono un economista, ma un bieco osservatore delle cose, dalle quali traggo delle conseguenze probabilmente errate, o quanto meno "spesso" errate.

Ma constato che centinaia di economisti di fama mondiale, di quelli che insegnano nelle piu' grandi università del mondo, e scrivono libri a camionate, parlano della crisi, dell'economia in genere, delle diagnosi e delle terapie in modo assai discordante. A riprova, se fosse necessario, che l'economia è una scienza molto opinabile e molto manipolabile.

Penso che la crisi del sistema "mondialista" sie evidente e sotto gli occhi di tutti ; ma secondo me c'entri pochissimo il vezzo di cambiare auto piu' spesso del necessario, assunto che l'europa ha avuto negli ultimi quattro anni una contrazione delle vendite del 30 % circa, e l'Italia del 40 % ; il che ha portato ad avere una vita media delle auto circolanti (secondo l'ANIA) passata da sette a 10 anni. Il che è tantissimo, e cozza con discorso di Verci.

La mia modestissia riflessione è che l'Italia è stata inserita nel contesto euro in modo volutamente truffaldino, falsandone i numeri per costringerla ad entrare a far parte di un meccanismo che avrebbe arricchito una minoranza interessata al business a discapito di una maggioranza che avrebbe pagato, come in realtà ha pagato e continuerà a pagare.

La stabilità economica, tanto preconizzata e sventolata da Prodi e compagni, si è rivelata una grande bufala, cosi' come il "lavorare 4 giorni per stare meglio di ora che ne lavoriamo 5...." sempre come dichiarato esplicitamente dal grande statista ridanciano di cui sopra.

In realtà la crisi economica è il riflesso di scelte economiche precise e criminali, che ha messo in contatto economie forti e deboli, con l'obiettivo di addossare a quelle deboli i costi di eventuali default, causati da banche che oggi guidano il mondo.

Tutto il resto, e cioè il debito pubblico italiano, il sindacato, il cambio continuo dei Ipod o del Tablet o della TV, la destra, la sinistra ecc.. ecc.... non c'entrano letteralmente niente. La realtà che abbiamo sotto gli occhi, e quindi non un complottismo a pane e broccoli, indicano che aumentano sempre di piu' le ricchezze di poche persone, mentre aumenta sempre di piu' la povertà e l'indigenza di altre persone.

Il resto sono solo chiacchiere, dalle quali si puo' uscire, a mio sommesso e stolto avviso, abbandonando l'eyro, con tutte le conseguenze del caso che, a mio avviso, sono volutamente e comicamente estremizzate proprio per evitare un effetto domino di un'eventuale uscita di altri paesi dall'euro.

L'euro era una truffa nelle premesse, e si è rivelato una truffa nella realtà, e sarà una jattura per il futuro. Un ritorno alla lira non potra essere peggiore, a mio sommesso ed incompetente avviso.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da animalo il Lun Apr 14, 2014 4:32 pm

Mi pare che sia stato perso di vista il punto centrale che volevo sottolineare: opino che il maggior credito (con il conseguente aumento dell'indebitamento) possa portare alla soluzione della crisi attraverso l'incremento dei consumi.
Perchè poi, alla fine, i debiti bisogna comunque pagarli.

animalo

Messaggi : 238
Data d'iscrizione : 31.07.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Lun Apr 14, 2014 9:07 pm

Quando parlavo di economisti dalle diversissime ed antitetiche soluzioni sulla crisi mondiale parlavo esattamente del fatto che alla tua opinione non esiste una risposta secca, netta ed oggettiva da parte degli stessi economisti di fama mondiale, Nobel e cattedratici.

Quindi confermare o confutare la tua tesi che sostiene l'utilità dell'aumento del credito per rilanciare l'economia trova sicuramente altri esperti che diranno precisamente il contrario.

Il punto focale pero' non è la crisi, a mio sommesso avviso, ma il concorso di intenti programmato a tavolino già venti anni fa, che ha portato a questi risultati non per colpa di un'improvvisa crisi imprevedibile, ma per colpa di un disegno ben organizzato già dal momento della cooptazione dell'Italia e di altre nazioni senza requisiti minimi (e falsificati alla bisogna....) stabiliti a Maastricht 15 anni prima.

La tua tesi è quella che ha sposato Obama, che ha incrementato il debito, ha riemesso titoli farlocchi a supporto della sua economia, sta di fatto rilanciando l'economia, ma sta preparando pure una nuova bolla che causerà una nuova crisi nel giro di un decennio al massimo.

E ci ritroveremo a disputare sugli stessi argomenti, di nuovo mettendo in mezzo una crisi imprevedibile, che è colpa dei sindacati, di Landini, di Berlusconi, della foca monaca che è sparita dal Mediterraneo o del buco dell'ozono. Mentre in realtà si tratterà di un' ulteriore botta all'economia mondiale che ha visto sparire la classe media da quasi tutta l'Europa, e in compenso ha visto aumentare le ricchezze individuali di poche persone ed aumentare la miseria di milioni di nuovi poveri.

Purtroppo  i fatti sono impietosi, e dicono che dalle crisi economiche non si esce piu', nè si uscirà in futuro, con o senza debito, con o senza BIP, con o senza spread, con o senza PIL, fiscal compact o altre manovre economiche draconiane.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da animalo il Mer Apr 16, 2014 6:20 am

In un messaggio precedente Il Signor Condor parla di "tsunami demografico": sembra utile quantificare questo fenomeno con pochi numeri della cui validità non si può dubitare. Nel 1950 vi erano DUEMILACINQUECENTO MILIONI di esseri umani sulla terra, saliti a SETTEMILA MILIONI nel 2011; i modelli dell'ONU prevedono per il 2050 la cifra di DIECIMILA MILIONI di esseri umani. Purtroppo la crescita della popolazione non sarà omogenea ma concentrata in una fascia che a partire dalle filippine prosegue nel sud-est asiatico, in India , Pakistan e paesi limitrofi, per giungere infine all'Africa tutta ed a una parte dei paesi dell'America centrale e meridionale. Questo incremento graverà ulteriormente su paesi che non hanno la possibilità economica di assicurare sistemi educativi, sanitari, previdenziali, o investimenti di sviluppo dell'economia.
(a titolo di curiosità la popolazione dell'egitto era valutata nel 1980 tra i 43 e 44 milioni, mentre nel 2011 la stima, non esistono censimenti affidabili, era tra 82 e 83 milioni)
Una delle conseguenze non trascurabili di questa crescita è l'inflazionamento del valore degli esseri umani.

animalo

Messaggi : 238
Data d'iscrizione : 31.07.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Mer Apr 16, 2014 8:33 am

lo-anima ha scritto:
Una delle conseguenze non trascurabili di questa crescita è l'inflazionamento del valore degli esseri umani.

Cosa intendi con ciò?
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Verci il Ven Apr 18, 2014 2:40 am

MAD ha scritto:(.........)
Purtroppo  i fatti sono impietosi, e dicono che dalle crisi economiche non si esce piu', nè si uscirà in futuro, con o senza debito, con o senza BIP, con o senza spread, con o senza PIL, fiscal compact o altre manovre economiche draconiane.
Che non si possa più uscire dalla crisi, sembra anche a me evidente. Eppure i nostri politici (sarà anche lavoro loro) vogliono farci apparire la situazione meno greve di quanto non sia, attraverso l'enunciazione di programmi a breve termine che, in realtà, servono solo a sdrammatizzare una situazione ormai apparentemente irrisolvibile e rendono visibile la debolezza strutturale delle misire assunte o da assumere. Ad esempio, il pagamento dei debiti dello Stato nei confronti delle imprese private, utilizzando i fondi della Cassa  depositi e prestiti, è un modo per fare ulteriore debito superando i vincoli di bilancio stabiliti dall'UE. In altre parole è un artifizio contabile che sfrutta le giacenze del risparmio postale e che alle medesime deve poi rendere in termini di interessi. Quindi, nuovi inevitabili costi aggiuntivi. 

La spesa corrente, nonostante i blocchi degli aumenti nel pubblico impiego e le lievi maggiori entrate fiscali, aumenta molto di più e fa sorgere inevitabile il dubbio sull'effetiva azione delle misure adottate sul bilancio dello Stato. Di certo qualcuno dirà che i risultati si vedranno solo con il tempo....    

IL "fiscal compact" è pura e semplice follia, poichè abbassare il debito pubblico di 50 miliardi di €/anno per una ventina d'anni, significa - nella sostanza - adottare misure draconiane nei confronti di tutto il pubblico impiego, agendo drasticamente sul versante stipendi/pensioni/spesa  e prevedendo licenziamenti di massa nei diversi ministeri. Oppure utilizzando strumenti "ciprioti" quali il prelievo forzoso sui conti correnti, il che vorrebbe dire disincentivare qualsiasi possibilità di investimento nel nostro Paese da parti di società estere.

Chiudo qui, perchè non sono un economista nè ho fatto studi specifici in materia. Tuttavia, la situazone mi sembra tal e quale viene descritta in quel bellissimo documentario trasmesso su "Focus", in cui si magnificano le bellezze del Parco di Yellowstone - ma, nel contempo, si fa intendere che quello stesso parco giace su una immensa caldera di un vulcano quiescente, sempre pronto ad esplodere e a far scomparire una meraviglia della natura. 

Sarà così anche per il nostro Paese? Non me lo auguro, ovviamente. Tuttavia, anche proposte quale quella di Soros di istituire un'Autorità Fiscale Europea, comprensiva di un fondo che dovrebbe acquistare il debito di Paesi quali l'Italia e la Spagna in cambio di riforme specifiche e strutturali, sembrano poco praticabili. Tenuto conto che qualsiasi proposta, per risultare in grado di produrre effetti sostanziali, dovrebbe essere in grado di scalfire l'intangibilità della Germania e costringerla a sacrificare una parte del proprio benessere a favore di un concetto di Unione europea che non sia solo e mero pronunciamento d'intenti.
Verci
Verci
Admin

Messaggi : 1115
Data d'iscrizione : 30.07.13

http://areaforum.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Condor il Ven Apr 18, 2014 5:38 am

Non occorre scomodare i nobel dell'economia per capire che con crisi economica si intende un rallentamento del benessere economico diffuso.
Crisi di benessere economico che, nonostante tutto, a qualcuno non lo tange minimamente, e che stenta ad assimilare il concetto che certi privilegi non sono più sostenibili, perché manca la base produttiva atti a sostenerli.
Parliamo ad esempio degli intoccabili. Alcuni di essi sono annidati nella magistratura. Di seguito la comparazione tra i costi della casta del terzo potere dello Stato, con altri colleghi di paesi occidentali.
Se vogliamo fare una riflessione sulla crisi economica, occorre anche considerare il costo di un sistema che è parte della causa generante la povertà dilagante; la soluzione al costo di sistema è l'immediato taglio incondizionato agli intoccabili diritti acquisiti, e condizionato, invece, dal buon senso e da una dose di pizzico all'egoismo individuale.

Buona lettura!
___________________________________________________________________________

La Corte Costituzionale: uno scandalo nascosto

Forse il più grande scandalo della pubblica amministrazione in Italia è anche uno dei più nascosti: la Corte Costituzionale. Per ovvie ragioni, pochi hanno il coraggio di parlarne. Ma i bilanci parlano da soli: sentiamo cosa dicono

Forse il più grande scandalo della pubblica amministrazione in Italia è anche uno dei più nascosti: la Corte Costituzionale. Per ovvie ragioni, pochi hanno il coraggio di parlarne (1). Ma i bilanci parlano da soli: sentiamo cosa dicono (premessa: per motivi ignoti, la Corte Costituzionale pubblica su Internet solo i bilanci di previsione, anche per gli anni passati).
I GIUDICI ITALIANI GUADAGNANO IL TRIPLO DEI COLLEGHI STATUNITENSI….
Cominciamo dalle retribuzioni (Tabella 1). La retribuzione lorda del presidente della Corte è di 549.407 euro annui, quella dei giudici di 457.839  euro (2). La retribuzione media lorda dei 12 giudici britannici è di 217.000 euro, meno della metà. Il Canada è simile:  234.000 euro per il presidente, 217.000 per i giudici. Negli USA siamo a circa un terzo della retribuzione italiana: 173.000 euro per il presidente e 166.000 per i giudici.
Tabella 1: Un confronto internazionale delle retribuzioni dei giudici
Riflessioni sulla crisi economica. 11
* Media dei 12 giudici.  Fonti: vd. nota (3).
….. E HANNO IL TELEFONO DOMESTICO PAGATO DALLO STATO
Ma la differenza fra la remunerazione dei giudici italiani e i colleghi stranieri è fortemente sottostimata. Il dato italiano non include svariati benefits in natura. Le auto blu, in primis, su cui vedi sotto. Inoltre i costi dei singoli viaggi ferroviari, aerei o su taxi  effettuati per ragioni  inerenti alla carica sono a carico della corte; ogni auto abbinata ad ogni giudice ha una  tessera viacard e il telepass; i giudici  dispongono di un cellulare e di un pc portatile e i costi dell’utenza telefonica domestica sono a carico della Corte (salvo rinuncia del singolo giudice); i giudici dispongono inoltre di una foresteria, composta di uno o due  locali con annessi servizio igienico e angolo cottura,  nel Palazzo  della Consulta o nell’immobile di via della Cordonata. (4)
LA NOSTRA CORTE  COSTA IL TRIPLO DI QUELLA BRITANNICA
Ma vediamo un confronto più completo sui costi totali della Corte Costituzionale in Italia e in Gran Bretagna, riferite al 2012.
 Tabella 2: Spesa totale escluse pensioni, 2012
Riflessioni sulla crisi economica. Schermata-2013-11-08-alle-17.52.27
*Include oneri, non include pensioni.  Dati in migliaia di Euro.
Fonte: vd. nota (5)
Escludendo le pensioni, su cui non ho i dati per la Gran Bretagna, la corte italiana (15 giudici) costa oltre tre volte quella inglese (12 giudici).
PENSIONE MEDIA DI GIUDICI E SUPERSTITI: 200.000 EURO
Ma quanto costano le pensioni alla Corte Costituzionale italiana?
Tabella 3: Le pensioni alla Corte Costituzionale, 2013
Riflessioni sulla crisi economica. 21
Fonti: vd. nota (6)
Per il 2013 la Corte Costituzionale prevede di pagare a ex giudici della CC e loro superstiti 5,8 milioni di pensioni. Al momento vi sono 20 ex giudici percettori di pensione e 9 superstiti. La pensione media è dunque esattamente di 200.000 euro all’ anno.   C’è da sorprendersi che la Consulta abbia bloccato il seppur minimo taglio alle pensioni d’ oro proposto dal governo Monti?
La spesa totale per pensioni di ex dipendenti e superstiti sarà di 13,5 milioni. Vi sono  120 ex dipendenti e 78 superstiti percettori di pensioni; la pensione media del personale in quiescenza è dunque di 68.200 Euro.
OGNI GIORNO, OGNI GIUDICE COSTA 750 EURO DI SOLE AUTO BLU
Esattamente: per ogni giudice, ogni giorno lavorativo si spendono in media 750 euro per le sole auto blu. Vediamo come si arriva a questa cifra. I giudici in carica hanno diritto a un’ auto blu e due autisti; i giudici in pensione ad un’ auto blu per il primo anno di pensione (fino al settembre 2011 era per tutta la vita). La spesa totale per “Noleggio, assicurazione e parcheggio autovetture” + “Carburante per autovetture” + “Manutenzione, riparazione e accessori per autovetture”  nel 2013 sarà di 758.000  euro. Ma  questo senza calcolare la spesa per gli autisti. Assumendo prudenzialmente un costo per lo Stato di 50.000 Euro per autista, e (come confermatomi dalla Corte) due autisti per giudice, arriviamo a un totale di circa 2,25 milioni, esattamente 150.000 Euro all’ anno per giudice. Calcolando 200 giorni lavorativi all’ anno per giudice, questo significa 750 euro al giorno per giudice di sola spesa per autovetture. Probabilmente, costerebbe  meno far viaggiare i giudici in elicottero, magari chiedendo loro la gentilezza di fare un po’ di helicopter-pooling.

(1) Tra le eccezioni: Primo de Nicola: “Alla corte dei privilegi“,  L’ Espresso, 30 Aprile 2008
(2) Comunicazione email della segreteria della Corte Costituzionale all’ autore.
(3) Dati convertiti in euro usando i tassi di cambio a parità di potere d’ acquisto per il 2012. Fonti:
Italia: comunicazione personale dall’ Ufficio Stampa della Corte Costituzionale, e Bilancio della Corte Costituzionale del 2012 (per il valore medio);
GB: Supreme Court Annual Report and Account, 2012-13 (pp. 90 e 91, note 6.A e 6.C);
Canada: Judges Act;
USA: Federal Judicial Center
(4) Comunicazione email dell’ Ufficio Stampa della Corte all’ autore. Per  i giudici britannici abbiamo una stima delle spese di trasporto totali: 31.122 euro, cioè 2.677 a testa all’ anno. Più 4.443 euro (370 a giudice) per altre spese. Questo dato si riferisce al 2010, ultimo anno disponibile. Si veda qui.
(5) Fonti:
Italia: Bilancio della Corte Costituzionale del 2012
GB: Supreme Court Annual Report and Account, 2012-13 (pp. 90 e 91, note 6.A , 7,  8 e 10);
(6) Fonte: Bilancio della Corte Costituzionale del 2013

http://www.lavoce.info/la-corte-costituzionale-costi-sprechi-scandalo/
Condor
Condor

Messaggi : 371
Data d'iscrizione : 27.09.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Ven Apr 18, 2014 9:13 am

Entrare in Europa aveva come premessa dei semplici indicatori numerici di macroeconomia, che qualcuno ha scientemente falsificato proprio per entarre nel consesso "euro".

Ma di quanto costasse il pubblico in Italia non ha interessato nessuno, come non ha interessato nessuno il costo del lavoro e quello della scuola, della sanità, della giustizia e tutto il resto.

Oggi, dopo un decennio di fallimenti a catena, ci accorgiamo fialmente che il problema è nei costi, negli sprechi e nelle ruberie, e non nel famoso debito pubblico che i padri hanno lasciato ai figli.

Oggi ci accorgiamo che per continuare a pagare stipendi tripli e quadrupli a funzionari, dattilografi, amministratori delegati e banchieri, tagliamo le pensioni minime, eliminiamo alcune pensionid reversibilità e aumentiamo i ticket sulla sanità ecc...ecc....

Quindi il punto non è il debito pubblico o l'impegno a risanarlo con fiscal compact, ma il punto è mettere scientemente in ginocchio l'Italia, gli italiani e l'economia per permettere da un lato il mantenimento dello status quo, e per consentire ad amici del potere di acquistare alla chetichella i pezzi pregiati (e sono tanti) della nostra economia e del nostro patrimonio immobiliare e finanziario.

Eco perchè penso, senza essere economista, che l'unica nostra speranza è l'uscita dall'euro.

Ma metterci a dissertare amabilmente sul fatto che il capo del FBI americana guadagni un terzo del nostro capo della polizia, o che il nostro presidente della repubblica guadagni meno della metà del capo della ragioneria dello stato o meno dello stenografo della camera a me sembra del tutto inutile e stucchevole.

Mica si puo' aspettare il giorno del ringraziamento come i tacchini americani, fermi, in gabbia, e sperando che il cuoco si dimentichi di loro......

Imho ovviamente.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Ven Apr 18, 2014 1:03 pm

Uscira dall'euro od avere un'Europa Federale, dove il carrozzone all'Italiana venga finalmente smantellato?

Non è che uscendo dall'euro e pagando stipendi doppi, tripli o quadrupli si risolva molto...
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Ven Apr 18, 2014 1:49 pm

Ho capito, ma manco restando ad aspettare si rivolve molto. Me ne sono andato dall'Italia 40 anni fa, ma ancora vi ho parte della mia famiglia. Non è possibile stare fermi, teorizzare, cambiare presidenti del consiglio a ripetizione, andare a Berlino una volta alla settimana a chiedere di spostare, di mitigare le date, di ridurre gli interessi sul debito, di allungare i tempi di rientro ......

L'Italia sta solo rinviando il default inventandosi storielle risibili come i governi tecnici, il "largo ai giovani" ma pilotati dal PdR e dalle Banche, e poi si discute amabilmente, come se il tumore fosse un semplice mal di testa, dissertando  su .....

ma non è uscendo dall'euro che si risolve il problema ;
ma non è tagliando la spesa degli F35 che si risolve il problema ;
ma non è tagliando gli enti inutili che si risolve ....
ma non è eliminando gli sprechi della politica che si risolve....

Ma insomma, come pensate di risolvere ?....gli attuali quarantenni non avranno mai una pensione, e chi l'avrà sarà piu' o meno un barbone, i ventenni di oggi si dovranno cinesizzare, cioè guadagnare una miseria, in nero, e non devono manco sperare in una pensione alla loro vecchiaia, la disoccupazione avanza, la povertà si è raddoppiata in 10 anni ....... e voi non dovete pensare che uscendo dall'euro si starà meglio......

E quindi ?.... aspettate il cuoco che vi viene a prendere nella gabbia, come i tacchini il giorno del ringraziamento ?....va bene.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da animalo il Ven Apr 18, 2014 4:20 pm

Per il Signor Epoch. Semplificando, sostengo che quando in un'area geografica la popolazione cresce troppo velocemente il "valore economico" dell'essere umano diminuisce, rendendo quindi meno convenienti gli investimenti (macchinari ed innovazioni tecnologiche) : banalmente il tasso interno di redditività dell'investimento è troppo basso.

animalo

Messaggi : 238
Data d'iscrizione : 31.07.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Ven Apr 18, 2014 9:38 pm

Chiedo scusa, mi si è tagliato il post.
La frase voleva essere:
"Secondo me uscendo dall'euro e pagando Stipendi doppi, tripli o quadrupli in Lire non cambia molto..."

Invece federando davvero l'Europa e taglioando gli sprechi obbligando ad abbattere queste spese inutili si potrà forse sperare di migliorare.

Un altro pensiero, che secondo il mio ragionamento da "non addetto hai lavori" non funziona.

Si dice che tornando alla Lira oppure ad un euro di serie B. Si avrà, svalutando la moneta, maggior export e quindi una ripresa economica.

Ma io penso.

Se vuoi esportare devi produrre. Con cosa si produce? L'Italia importa praticamente Tutte le materie prime (energia, gas, Ferro, Rame, Allumino, Petrolio e derivati, ecc...). Queste materie prime, con una moneta svalutata finiranno per costare di più, perché una moneta forte per l'Import ma debole per l'Export non esiste. Se costano di Più cresce il costo della produzione, quindi di conseguenza aumenta il prezzo di vendita che si mangia il vantaggio dell'Export.

Certo che se prendiamo ad esempio paesi ricchi di risorse che svalutando la moneta aumentano l'export e pensiamo di fare lastessa cosa con l'Italia...
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Ven Apr 18, 2014 11:21 pm

Federare l'Europa e tagliare gli sprechi non interessa nessuno, come mi pare di avere già scritto.

Motivo ?....se interessava davvero avere una confederazione di stati in condizioni di vera competitività per la formazione di una valuta unica e SANA, l'obbligo di rientrare nei parametri europei per il costo di sanità, scuola, distribuzione logistica, strade ecc.... sarebbe stato imposto e valutato PRIMA  dell'ingresso nell'euro.

Se si vuole giocare a carte a pari forze, si stabilisce prima la resta e i rilanci. Se non lo stabilisci prima, e al tavolo ci sono due forti e tre scarsi economicamente parlando, i tre perderanno regolarmente ed inevitabilmente.

Ed è esattamente questo lo spirito col quale una banda di afafristi ha portato l'Italia nell'Euro.

Il punto è che degli sprechi, del debito, dell'evasione fiscale e dei costi altissimi di corruzione ed inefficienze del sistema non interessano a nessuno.

Ai nostri amici europei interessa Finmeccanica, Eni, Enel, Poste Italiane, Snam, Terna, Telecom Piazza Navona, Taormina, Milano centro ed i palazzi intorno, Roma centro, il Colosseo e le migliaia di immobili nelle grandi città attualmente nelle mani di sindacati, stato, partiti, banche, fondazioni ed enti.

Per comprarle ci stanno affamando, e quando saremo alla fame saremo noi a svendere. Il resto sono solo parole.

Imho.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Sab Apr 19, 2014 6:22 pm

MAD ha scritto:Ai nostri amici europei interessa Finmeccanica, Eni, Enel, Poste Italiane, Snam, Terna, Telecom Piazza Navona, Taormina, Milano centro ed i palazzi intorno, Roma centro, il Colosseo e le migliaia di immobili nelle grandi città attualmente nelle mani di sindacati, stato, partiti, banche, fondazioni ed enti.

Per comprarle ci stanno affamando, e quando saremo alla fame saremo noi a svendere. Il resto sono solo parole.

Imho.

Ma secondo te a questi "amici" europei, che differenza fa se pagano in Euro o in Lire povere comprate con gli Euro? Nulla, anzi forse in Lire costerebbe meno.

Comunque ci stiamo annientando da soli, ed abbiamo cominciato a farlo già a metà anni '80 del secolo scorso.
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Sab Apr 19, 2014 7:11 pm

Forse l'uso dell'euro ha acuito ed accelerato le difficoltà economiche di nazioni come l'Italia. E' stato il colpo di freddo per chi già aveva la bronchitella ..... Riflessioni sulla crisi economica. 1012735181 

L'eventuale uscita dall'euro o meglio ancora il non esserci proprio entrati, come tanti altri stati, avrebbe potuto significare banalmente non essere arrivati a questo impoverimento generalizzato che abbassa, ed abbasserà sempre piu', il valore dei nostri beni immobiliari o d'impresa.

Mi sembra evidente.

Quando l'Inghilterra rifiuto' di usare l'euro ci furono previsioni di catastrofi e pestilenze sul Londra ..... e mi pare che poi si sono rivelate infondate. E la crescita della loro economia è ben superiore all'Italia, e se ne fregano del fiscal compac, che peraltro non hanno manco sottoscritto.

Voglio dire che forse l'euro era la migliore medicina per fare in modo che le nazioni piu' disastrate (Italia, Grecia, Spagna, Portogallo ecc....) andassero direttamente in coma , mentre quelle un po' meglio attrezzate, Germania su tutte, ne traessero enormi benefici.

Il tutto stando ai fatti. Secondo me.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Epoch il Sab Apr 19, 2014 8:59 pm

L'Inghilterra ha diverse materie prime. Ed energrticamente è autosufficiente.
Io rimango delle idee espresse sopra. In Italia euro o no saremmo comunque alla canna del Gas. (Pagando anche quello).
Epoch
Epoch

Messaggi : 708
Data d'iscrizione : 03.12.13
Località : Valle di Susa

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Condor il Lun Apr 21, 2014 12:19 pm

MAD ha scritto:Federare l'Europa e tagliare gli sprechi non interessa nessuno, come mi pare di avere già scritto.
Motivo ?....se interessava davvero avere una confederazione di stati in condizioni di vera competitività per la formazione di una valuta unica e SANA, l'obbligo di rientrare nei parametri europei per il costo di sanità, scuola, distribuzione logistica, strade ecc.... sarebbe stato imposto e valutato PRIMA  dell'ingresso nell'euro.
Se si vuole giocare a carte a pari forze, si stabilisce prima la resta e i rilanci. Se non lo stabilisci prima, e al tavolo ci sono due forti e tre scarsi economicamente parlando, i tre perderanno regolarmente ed inevitabilmente.
Ed è esattamente questo lo spirito col quale una banda di afafristi ha portato l'Italia nell'Euro.
Il punto è che degli sprechi, del debito, dell'evasione fiscale e dei costi altissimi di corruzione ed inefficienze del sistema non interessano a nessuno.
Ai nostri amici europei interessa Finmeccanica, Eni, Enel, Poste Italiane, Snam, Terna, Telecom Piazza Navona, Taormina, Milano centro ed i palazzi intorno, Roma centro, il Colosseo e le migliaia di immobili nelle grandi città attualmente nelle mani di sindacati, stato, partiti, banche, fondazioni ed enti.
Per comprarle ci stanno affamando, e quando saremo alla fame saremo noi a svendere. Il resto sono solo parole.
Imho.
Ho letto con attenzione gli interventi di di MAD ed Epoch e traggo la conclusione che entrambi dicono cose condivisibili.

Mi soffermo, però, sull'intervento di MAD che ho quotato, precisamente al periodo nel quale trovo una imprecisione temporale nell'utilizzo del verbo.
Per le inefficienze del sistema che non interessano a nessuno – come affermato – io penso che il disinteressamento sia attribuibile a governi, opposizioni e presidenze della repubblica che si sono susseguiti da Giuliano Amato a Mario Monti; forse, oggi, qualcosa sta cambiando, grazie alla presenza di molti giovani in Parlamento, che più dei loro vecchi predecessori possono camminare a testa alta per il non avere compromettenti scheletri nell'armadio, situazione che alimenta il coraggio di attuare quei piani di smantellamento degli scempi di Stato che ci stanno conducendo ad una situazione economica da immediato dopo-guerra

Hai ragione, MAD, quando enuclei lo sciente modus operandi di una classe politica, ahimè ancora illuminata dai riflettori dell'attualità, che ci ha condotti sull'orlo di svendere i nostri beni più preziosi (ENI, ENEL ecc)
Questa è storia che viene da molto lontano, dai tempi del complotto di Helmut Khol e Francois Mitterrand di deindustrializzare l'Italia.
Per quanto riguarda altre tue preoccupazioni, che sono anche le mie, sulla possibile svendita del patrimonio storico nazionale, le ho carpite dalle parole della Merkel - nella crisi di Cipro - quando tenne a precisare che quella povera isola non ha il Partenone della Grecia (a garanzia di eventuali prestiti europei).

Per uscire dall'impasse in cui ci troviamo, a mio avviso, serve a poco uscire dall'Euro, ci ritroveremmo sul piatto di una bilancia con il peso di una pesca, rispetto al peso di un'anguria rappresentata dalle singole economie di USA, Cina, Brasile, SudAfrica, India, Russia.

Occorre dare fiducia a chi si batte per smantellare lo status quo dei tenaci privilegiati di Stato; solamente in tal modo il ricorso al prestito sui mercati finanziari si tramuterà: da prestito per sostenere il parassitismo di Stato a prestito per lo sviluppo economico a vantaggio delle future generazioni.
Recupero, dunque, di credibilità istituzionale con azioni di coraggio per il ripristino dell'etica morale, aliena da individualistici egoismi e foriera di serenità per il mondo produttivo. In tali circostanze l'Italia avrà sicuramente maggiore voce in capitolo per rientrare nel gruppo europeo che conta e proporre l'Agenda per una nuova Europa federale e unita nella diversità.

Occorre tempo, è vero, l'importante è aver iniziato con Renzi e con la vivace opposizione dei giovani del M5S.

Oggi, io sono fiducioso.
Condor
Condor

Messaggi : 371
Data d'iscrizione : 27.09.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Lun Apr 21, 2014 3:55 pm

Nella mia vita e nel mio lavoro ho sempre privilegiato, in concreto, i giovani, la cui presenza in ogni campo la preferisco all'anziano esperto e quindi piu' capace, secondo il pensiero corrente.

Percio' come te anche io confido moltissimo sui giovani. E vedere che alcune vecchie cariatidi sono state messe da parte, nonostante tentino ancora di sferrare la zampata, mi fa un mare di piacere. Basti pensare che quando negli anni 70 andai via dall'Italia cera praticamente l'80 % delle eprsone che ancora oggi ritrovo sui giornali e nei partiti.

Quando Berlusconi fece segretario del suo partito uno come Alfano, e ministre delle signore giovani come nel caso della Carfagna, o della Gelmini o altre, contai molto in un rinnovamento possibile.

Cosi' come mi entusiasmai moderatamente per l'avventura di Grillo, al quale davo un credito assolutamente sproporzionato, visto che la montagna del Movimento 5 Stelle ha partorito un topolino anchilosato, coprolalico, urlatore e totalmente inconcludente.

Cosi' come mi entusiasmo per Renzi, in modo sempre meno entusiasta, perchè sono convinto che Renzi non potrà mettere le mani dove andrebbero messe, pena la stroncatura delle dita a mezzo katana brandita dal vecchiume che non vuole abbandonare il campo delle loro clientele squallide e trentennali.

Percio' io mi preoccupo per parte della mia famiglia che ancora vive in Italia, e percio' temo che voi in Italia non abbiate nessuna alternativa concreta se non l'uscita dall'euro.

In pratica siete in un aereo lanciato a tutta velocità verso le Montagne Rocciose, senza possibilità di manovrare nè il timone e nemmeno i flap, e le hostess continuano a drivi di stare tranquilli, di stare calmi, che non succede niente....... ma le montagne si avvicinano sempre di piu', ed io, al posto dei passeggeri, mi butterei di sotto prima di sbattere .......

Si, va bene, ma buttandoti di sotto muori uguale ....ho capito, ma almeno eviti l'impatto mortale dopo il quale non troveranno manco le unghie, ed opti per un salto nel buio che forse, e dico forse, ha una probabilità su un miliardo che rompa tutte le ossa ma che salvi la pellaccia.

Ma cosi' l'Italia non ha speranze, nonostante Renzi, nel quale è doveroso, è giusto ed è ragionevole contare. Almeno un pochino.

Imho.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Condor il Lun Apr 21, 2014 7:48 pm

Beh, MAD, entrambi abbiamo qualcosa che ci accomuna e ci pone sulla stessa onda di pensiero e di analisi della situazione in cui si trova l'Italia, ma quel qualcosa che ci accomuna ci porta anche a non essere d'accordo sull'uscita dell'Italia dall'Euro.
Ti starai chiedendo: - ma cosa abbiamo che ci accomuna? -
Hai detto che sono quarant'anni che non vivi più in Italia – però immagino che in Italia ci sei nato -; io, invece, vivo da oltre quarant'anni in Italia, ma sono nato all'estero, oltre oceano, da genitori italiani.

No, MAD, uscire dall'Euro non conviene, per motivi strategici di futuri scenari macroeconomici verso cui sta evolvendo l'assetto economico dell'intero pianeta. Gli americani lo sanno da oltre trent'anni, noi europei abbiamo iniziato a capirlo da poco più di un decennio.

Con l'accentuarsi nel 2008 di una crisi “studiata a tavolino” - iniziata già nell'anno 2000 - e per induzione da fatti conseguenziali, la classe politica del nostro paese ha dovuto prendere atto che le caste, la corruzione dilagante, la disonestà, ma soprattutto l'oligarchia costituita, non sono più sostenibili in un contesto di responsabilità chiamato: Europa.
Ovviamente il discorso vale anche per i paesi dell'eurozona, i quali hanno furbescamente considerato la moneta unica come mezzo per distrarci dalle responsabilità e far man bassa di ricchezza, a scapito dei paesi in cui il concetto di ordine è molto astratto.

Uscire dall'eurozona sarebbe un disastro non soltanto per l'Italia, ma per l'intera Europa, anche per la stessa Germania. Agevoleremo il conseguimento di un obiettivo della finanza americana che è: la distruzione di una moneta, concorrente del dollaro.

No, MAD, nell'Euro occorre esserci con un'etica morale e dei valori che diano maggiore risalto all'Italia ed è per questo che Renzi va sostenuto, come anche tu auspichi.
Ma mi permetto di aggiungere: senza sminuire il lavoro dei giovani del M5S, che sono di stimolo a Renzi affinché certe riforme di sistema vengano attuate, perché occorre prendere atto che oggi, - linguaggio coprolalico a parte – un'opposizione, in Parlamento, esiste.
Condor
Condor

Messaggi : 371
Data d'iscrizione : 27.09.13

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da MAD il Lun Apr 21, 2014 10:38 pm

Spero tu abbia ragione.

MAD

Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 09.03.14

Torna in alto Andare in basso

Riflessioni sulla crisi economica. Empty Re: Riflessioni sulla crisi economica.

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Pagina 1 di 3 1, 2, 3  Seguente

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum