Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

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Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Lun Mar 10, 2014 7:31 pm

Da un po' di giorni ho in mente la canzone "Signorinella Pallida", scritta da blibero Bovio nel 1931, è una canzone spaventosa e terribile.

Signorinella Pallida


Signorinella pallida 
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v'e' una notte ch'io non sogni Napoli,
e son vent'anni che ne sto lontano!
Al mio paese nevica,
e il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
e io ho sempre freddo e sono triste e stanco!
Lenta e lontana,
mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesu'
e nevica,vedessi come nevica...
ma tu , dove sei tu?
Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente:
Brindisi coi bicchieri colmi d'acqua
al nostro amore povero e innocente.
Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno, una carezza,...
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve : giovinezza!
Amore mio!
non ti ricordi che, nel dirmi addio,
mi mettesti all'occhiello una pansè
e mi dicesti con la voce tremula:
"Non ti scordar di me".
E gli anni e i giorni passano,
uguali  e grigi , con monotonia,
le nostre foglie piu' non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!
Tu innamorata e pallida
piu' non ricami innanzi al tuo telaio
io qui son diventato il buon don Cesare
porto il mantello a ruota e fo' il notaio.
Il mio piccino,
sfogliando un vecchio libro di latino,
ha trovato, indovina, una pansè...
perchè negli occhi mi spunto' una lacrima?
Chissà, chissà perchè!
Lenta e lontana,
mentre ti penso, suona la campana
della piccola chiesa del Gesu'...
e nevica, vedessi come nevica...
ma tu...dove sei tu?

COMMENTO.

E' una canzone tremenda, parla di un amore infranto e delle indicibili sofferenze di questa fanciulla.
Il poeta ce la presenta pallida (anemia? scarsa alimentazione? tubercolosi?) che vive facendo la sartina o la cucitrice in un appartamento di fronte a quello dove vivono alcuno studenti, giunti dalla provincia di NA per frequentare l'università li'. Uno di loro studia legge per fare il notaio, e a tutti sono tremendamente antipatici i notai per quanto guadagnano. Lei e' poverissima e denutrita, e lui figlio di ricchi e destinato alla ricchezza. Lei non s'innamora solo perche' lo vede da lontano, ma tra i due nasce qualcosa perchè si frequentano, un "amore tenero e innocente" che è tra i piu' tremendi e dolorosi che esistano, loro si vedono, si frequentano, si amano...
L'amore tenero e innocente è dolorosissmo perche' arriva all'improvviso, non te lo aspetti, non è sesso o non è solo sesso, ma ti sconvolge,ti accontenteresti solo di un cenno da parte di quella persona, ti manca, e quella persona ne è consapevole, si soffre tanto quando costui ci lascia e se ne va, o si allontana per un po', certi uomini non possono essere di una sola donna, e' tremendo, per una storia di solo sesso non si soffre cosi'.
Lui la illude, è una carogna, infatti negli occhi della fanciulla ci sono un sogno, una carezza e una speranza... Lui va via, sposerà la figlia del farmacista del suo paese, l'abbandona, lei non si riprenderà piu' dal dolore,  l'amore è sempre tremendo, sia da lontano sia da vicino, si soffre sempre immensamente.
Lui che è uno stronzo e una carogna e un disgraziato la lascia da sola a morire,...
 Ora lui ha freddo, è triste e stanco, gli sta bene, non ci frega niente che soffra e che stia male, è solo una carogna, ben gli sta, vada al diavolo.
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da MAD il Ven Mar 21, 2014 12:01 am

Beh... non è che lui se ne sia andato alla chetichella : lei gli detto addio e gli ha donato la panse'..... voglio dire che lei sapeva benissimo della sua partenza, tant'e' che l'ha salutato e gli ha fatto l'omaggio floreale.

Forse andrebbe tenuto rpesente che negli anni trenta le canzoni dovevano rispettare qualche canone precostituito : la donna al telaio, pallida perchè era sempre in casa come tutte le donne perbene, zero abbronzatura perchè faceva tanto popolana, e l'uomo era il conquistatore, il rapace, il maschio preposto alla fecondazione della giovane, e che alla fine doveva "andarsene" per altri lidi.

Buona parte dei film dell'epoca finivano con l'uomo che monta a cavallo o sul calesse o in macchina e ....... e se ne va.  E lei resta a piangere e sperare.

- devo andare .....
- ma tornerai ?...
- forse, chissà ....

E cosi', mentre scorrevano i titoli di coda, e le signore al cinematografo si asciugavano una furtiva lacrima di commozione, i maschi che avevano assistito al film fumando puzzolentissmi sigari indice di virilità si facevano sempre la stessa domanda :

- ma dove bip andrà mai questo scemo alla fine del film ?...... Non è stata mai trovata risposta adeguata.

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Ven Mar 21, 2014 7:25 pm

Ciao, MAD, piacere d'incontrarti, ho letto alcuni tuoi post e ho visto che sei molto bravo.
No, lui non se ne va alla chetichella, ma mi sembra una storia surreale per l'epoca, lui va all'università a Napoli, sta al 5' piano, è di buona famiglia,  e li' c'e' una ragazza, diciamo con qualche anno di meno, che o fa la sartina  o è la figlia della padrona, e sta al telaio, ci stavano pure le donne greche.
Scoppia l'amore, ammettiamolo, l'innamoramento sconvolge, penso che la madre gli avesse trovato come sposa la figlia del farmacista del paese perchè se la ragazza fosse stata ricca  le cose sarebbero andate diversamente, quindi era una poverina che veniva dai bassi.
 No, quando si sta a casa senza prender sole non si è pallidi per forza perchè mia madre mi ha detto che io sono stata sempre bianca e rossa ( si fa per dire) in salute, pure quando studiavo 14 ore al giorno. No, quella era malata, anemica, non aveva abbastanza ferro e globuli rossi. Alla fine , lui finisce la pratica notarile e, verso i 23 anni,  se ne va, e lei gli mette solo all'occhiello una pansè,...ma davvero? Ma ricordi il casino che ha fatto Didone con Enea che partiva? Didone si è gettata sulla pira ardente, ha maledetto, si è pugnalata e era una regina, e questa qui che era una sartina povera e anemica gli mette la pansè, sta zitta e buona come Calipso ( che fa una bellissima figura nella storia della letteratura ,a differenza di Didone), e le basta solo che lui si ricordi di lei , e lo lascia andare. Puo' essere perchè l'amore è cosi' folle , come scrive Shakespeare, che vive anche di poco. Qualcosa non torna, nessuna tragedia, non si getta sotto il treno, non si butta dalla finestra,...e gli anni passano...
Questo delinquente ha oramai 43-44 anni, gia' non si scalda piu' nel letto, come il re Davide che quando non si scaldava piu' ne aveva 100, ha freddo , è stanco, avrà avuto 7-8 figli, dice :"Tu innamorata e pallida, gia' non ricami piu' davanti al tuo telaio...", insomma in qualche modo sa cosa fa e  che l'ha uccisa...Alla fine finisce con :Ma tu,  dove sei tu? Ma come? L'ha detto che è innamorata e pallida (sempre pallida) e non fa piu' niente...guarda solo il telaio e  quindi lo sa dove sta...
Insomma , non doveva lasciarla, mi chiedo solo come faccia mia nonna a piangere quando nonno gliela suona al mandolino,...o forse ora lo capisco...
Ciao, bellissimo
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da MAD il Ven Mar 21, 2014 11:56 pm

Peccato.

Una discussione del genere doveva capitare 20 anni fa, ed avremmo potuto avere l'opinione ferratissima di mia madre, napoletana doc, amica di Libero Bovio ed E.A Mario, e che dichiaro' incautamente che "O paese do sole", ascoltata da lei in anteprima, non avrebbe avuto nesusn successo. 

Su questa storia, confermata poi da altre persone, abbiamo preso in giro mia madre per tutta la vita, sghignazzando come le jene sul suo occhio cortisismo, musicalmente parlando .......

Libero Bovio, in una sua foto con mia madre e mio padre giovanissimi, scrisse una dedica scherzosa nella quale glielo rinfaccio' garbatamente, ma con una certa fermezza.

Convengo con te che si tratta di una canzone "italiana" (non napoletana) e con un aura triste e malsana che la pervade.

Ma altre canzoni dell'epoca erano altrettanto deprimenti : basti pensare a "Balocchi e profumi" del suo amico E.A Mario,  Cara Piccina e Chiove sempre di Bovio, se non erro .... dove quel senso di tragedia da filmetto muto in bianco e nero sembra aleggiare per tutto il brano.

Un salutone.

MAD

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Lun Mar 24, 2014 8:09 pm

Caro MAD, dove sei stato nel week-end, sei scomparso.
Come mai tua madre e tuo padre conoscevano  Libero Bovio? (Non so se l'Admin Verci accetti questo tipo di domande...) Erano musicisti? La cosa mi ha incuriosito molto . Libero Bovio ha composto Signorinella nel 31, diciamo che aveva 30 anni, i tuoi genitori erano degli anni 20?, Pero', come passa il tempo.
Devo dirti che io sono d'accordo con tua madre perchè "O paese do sole" non mi piace, e a parte il ritornello non ricordo nulla, e non la considero una canzone importante come "Anema e core" o "Diticincille vuie" ( si scrive cosi?), diciamo era una canzone paesana per la sagra della salsiccia, o una canzone per i matrimoni, non è una grande canzone, di' la verita'.
Vedo che conoscevate tutte queste persone importanti, penso a un ragazzo degli anni '70 che conoscesse Battisti, sarebbe impazzito.
Io ho degli amici che amano molto Battisti e quando eravamo piu' piccoli mi fecero una serenata, noi stavamo tra Fregene e Maccarese, litorale di Roma, in vacanza, ci siamo andati fin da bambini per 3 mesi , per tutta  l'estate, con zie, cognate, bisnonne che facevano da tate, poi crebbi ma, dopo una nottata in discoteca fino alle 5 del mattino e rimbambita per 7 gg, decisi di non andarci piu' e  in vacanza lessi solo. Ricordo che un utente di Spazioforum mi scrisse se conoscevo la storia del 4 di bastoni sulla prua, o del 4 di spade, poi entra l'asso di bastoni,... mah, no, erano tutte persone coltissime, vi sono ancora sparse in vari forum. Io dico mai sentita 'sta storia, mi dice, strano perchè sei romana. Lui era uno che sul quadernino scriveva tutti i futuri semplici e quelli anteriori, poi guarda che scrive...
Allora mi portavo delle cassette del mercato piene di libri da leggere, ma evidentemente non ho letto abbastanza perchè tutti scrivono meglio di me,...insomma mi fecero una serenata a Fregene  e svegliarono tutta la villetta trifamiliare , cantarono "Pensieri e parole", e tutti i vicini affacciatisi a dirmi, Ti fanno la serenata...Poi hanno cantato tutta la notte, la gente aveva sonno...
Anche la dottoressa Afam non amava le discoteche, lei studio' con Stefano Rodotà all'università, e  disse che il night non le piaceva ma facevano spesso delle festicciole con Rodotà in famiglia, dice che  avrebbe postato le foto delle feste ma ancora non lo fa. La signora Afam ha un marito scultore stupendo, io penso che lei sia una donna affascinantissima, peccato che ora scriva poco.
Splendida Afam, quando ci posti le foto delle festicciole con Stefano Rodotà?
Ciao, bellissimo, a presto
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da afam il Lun Mar 24, 2014 10:19 pm

Carissima Tessa, nel mare di fotografie che ho in casa non ho ancora trovato quelle con Stefano. Dovrei cercare per ore ed ore.  

P.S. Mio marito è un pittore non uno scultore. Alla sua prossima mostra vorrei invitare tutti i partecipanti al forum. E scusate se non scrivo molto ma amo moltissimo leggere ciò che scrivete.

afam

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da MAD il Lun Mar 24, 2014 11:44 pm

tessa ha scritto:Caro MAD, dove sei stato nel week-end, sei scomparso.
Come mai tua madre e tuo padre conoscevano  Libero Bovio? (Non so se l'Admin Verci accetti questo tipo di domande...) Erano musicisti? La cosa mi ha incuriosito molto . Libero Bovio ha composto Signorinella nel 31, diciamo che aveva 30 anni, i tuoi genitori erano degli anni 20?, Pero', come passa il tempo.
Devo dirti che io sono d'accordo con tua madre perchè "O paese do sole" non mi piace, e a parte il ritornello non ricordo nulla, e non la considero una canzone importante come "Anema e core" o "Diticincille vuie" ( si scrive cosi?), diciamo era una canzone paesana per la sagra della salsiccia, o una canzone per i matrimoni, non è una grande canzone, di' la verita'.
Vedo che conoscevate tutte queste persone importanti, penso a un ragazzo degli anni '70 che conoscesse Battisti, sarebbe impazzito.
Io ho degli amici che amano molto Battisti e quando eravamo piu' piccoli mi fecero una serenata, noi stavamo tra Fregene e Maccarese, litorale di Roma, in vacanza, ci siamo andati fin da bambini per 3 mesi , per tutta  l'estate, con zie, cognate, bisnonne che facevano da tate, poi crebbi ma, dopo una nottata in discoteca fino alle 5 del mattino e rimbambita per 7 gg, decisi di non andarci piu' e  in vacanza lessi solo. Ricordo che un utente di Spazioforum mi scrisse se conoscevo la storia del 4 di bastoni sulla prua, o del 4 di spade, poi entra l'asso di bastoni,... mah, no, erano tutte persone coltissime, vi sono ancora sparse in vari forum. Io dico mai sentita 'sta storia, mi dice, strano perchè sei romana. Lui era uno che sul quadernino scriveva tutti i futuri semplici e quelli anteriori, poi guarda che scrive...
Allora mi portavo delle cassette del mercato piene di libri da leggere, ma evidentemente non ho letto abbastanza perchè tutti scrivono meglio di me,...insomma mi fecero una serenata a Fregene  e svegliarono tutta la villetta trifamiliare , cantarono "Pensieri e parole", e tutti i vicini affacciatisi a dirmi, Ti fanno la serenata...Poi hanno cantato tutta la notte, la gente aveva sonno...
Anche la dottoressa Afam non amava le discoteche, lei studio' con Stefano Rodotà all'università, e  disse che il night non le piaceva ma facevano spesso delle festicciole con Rodotà in famiglia, dice che  avrebbe postato le foto delle feste ma ancora non lo fa. La signora Afam ha un marito scultore stupendo, io penso che lei sia una donna affascinantissima, peccato che ora scriva poco.
Splendida Afam, quando ci posti le foto delle festicciole con Stefano Rodotà?
Ciao, bellissimo, a presto

Mia madre è napoletana ed insieme a quello che poi sarebbe diventato mio padre era semplicemente una vicina di casa di Bovio e della sorella. E.A. Mario frequentava la casa dei miei nonni, e di mamma, da quando lei era una bambina (nata nel 1909), e fu suo padrino quando si sposo' con mio padre.

Dai racconti che mamma e papà mi hanno fatto fino alla loro scomparsa negli anni 90, mi spiegavano che quando si faceva una canzone era possibile che arrivasse al grande pubblico anche dopo due o tre anni, perchè i dischi e i grammofoni erano appannaggio di pochi, e normalmente la Piedigrotta o i Cafè Chantant
o i Cafè Concert erano il veicolo principale di comunicazione musicale.

Credo che "dicitencelle vuje" non sia di Bovio, anche se mi pare sia dello stesso periodo. Personalmente ho un grande amore per la musica, anche se nella vita ho fatto tutt'altro .

Ma la musica resta la mia enorme passione ; passione comune anche ai mie fratelli e sorelle che, anche lro dedicatisi a tutt'altro, suonano comunque qualche strumento e/o cantano in famosi cori italiani come mia sorella per esempio.

Solo che a me piace il rock e parte del pop, non disprezzando Mozart e Beethowen ovviamente.   

MAD

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Mar Mar 25, 2014 7:34 pm

Dottoressa Afam, scrivi perchè sei perfetta, qui non ci sono tantissime persone che scrivono, cosi' ci intrattieni.
Certo, tuo marito è un pittore, è stato un lapsus.
Quando ti scrissi che Rodotà mi sembrava belloccio, robusto, alto- ma poi vedendolo da vicino, col naso grifagno, mi sono ricreduta-, ho capito perchè tu mi hai risposto subito :ma proprio bello bello no , e certo tuo marito è splendido , che ci facevi con Rodota'? Guarda che dico il vero.
Poi mi è interessata molto la storia di tuo padre che col semplice diploma tecnico ( ma allora i diplomati erano pochissimi) si è poi laureato in matematica e in ingegneria e è citato quale inventore dell'estimo, guarda quante cose importanti nella tua splendida vita, sono contenta.
In tutti i modi speriamo che le foto delle festicciole saltino fuori.
Un abbraccio
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Mar Mar 25, 2014 7:48 pm

Caro MAD, anche a me piace la musica, io coltivo lo studio del pianoforte anche se sono stonata, e a volte qualcuno dalle altre stanze arriva dicendomi, il diesis, non hai messo il diesis. Si', anche mio fratello, i miei genitori, i cugini etc suonano, tutti il pianoforte, e taluni anche altri strumenti.
Io sono molto stonata e non sono stata spolverata  con l'oro delle fate perche' non so neanche disegnare, i miei genitori sono architetti, cosi' ho portato a termine studi scientifici.
Anche se sono stonata mi impegno, ancora viene per me la professoressa di pianoforte, non vado molto bene, non ho molto tempo.
No, diciticelle vuie non è di Bovio, non so di chi sia, diciamo che ha scritto solo questa Signorinella. Ho letto su internet che molti notai col mantello a ruota e una pansè essiccata andavano a casa di Bovio , e lui offriva un caffè. Boh, chissà che significava...
Incredibile queste vicinanze con personaggi famosi.
Quando vorrai, mi dirai che strumento suoni.
In questi forum nessuno suona niente, con te mi sento un po' compresa.
Un abbraccio
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da MAD il Mar Mar 25, 2014 10:48 pm

Suono la chitarra. Ma solo per divertimento, e da un po' di anni. Il lavoro mi ha portato fra i numeri, l'organizzazione, la progettazione e la realizzazione di nuove realtà industriali un po' in mezzo mondo. Ma la chitarra è stata sempre con me.

Un'ora fa abbiamo smesso di suonare io e altri tre amici (Sax, tastiera, batteria ed io alla chitarra), mentre le mogli preparavano il pesce.

Abbiamo attinto al repertorio rock dei Metallica e di Vasco Rossi, con una versione del tutto inedita (e Live) di I Will Always Love You della povera Houston.


MAD

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da tessa il Mer Mar 26, 2014 7:00 pm

Caro MAD,
ti ho risposto nel thread Fondoscala.
Ma tu in che citta' vivi ora?
ciao, bellissimo
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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

Messaggio Da MAD il Mer Mar 26, 2014 10:05 pm

Mi divido fra la provincia di Rieti, quella di Reggio Calabria e l'Europa (Germania, Francia, Svezia).

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Re: Commento alla canzone "Signorinella Pallida"

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