La corriera

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La corriera

Messaggio Da Verci il Ven Feb 14, 2014 4:30 am

Ho ripescato questo mio racconto da un file della vecchia Spazioforum, quando menti non ancora obnubilate dal delirio e dalla meschinità permettevano di creare bellissime "sfide all'ultimo racconto".

La corriera

Virginia stava aspettando con ansia che la corriera, un vecchio e squinternato Fiat 626, arrivasse a destinazione. L’ultimo tratto in salita della strada sterrata che portava a Capracotta era molto ripido e il motore, con la marcia ridotta inserita, procedeva con sforzo immane, testimoniato da un  rumore sempre più assordante. Venanzio, il vecchio autista, scelse di non forzare e lasciò il mezzo a cento metri dalla fermata, che si trovava all’inizio della piazza principale del paese.  Tirò il freno a mano, caricandolo più volte e, rivolto ai passeggeri, gridò:  “Siamo arrivati, la macchina non riesce ad andare oltre. Scendete e fatevi  a piedi ‘sta poca strada che vi rimane”.

I passeggeri si alzarono di mala voglia e brontolando, ma scesero in buon ordine, aspettando pazienti che l’autista aprisse gli sportelloni dei vani in cui erano sistemate alcune valigie, accanto a cassette di frutta e verdura, borse zeppe di vivande acquistate al mercato di Agnone e il sacco della corrispondenza per il vicino ufficio postale. 

Virginia allungò la mano per afferrare la sua vecchia valigia in cartone pressato, riconoscibile per le borchie rotonde e gli spigoli protetti da una lamina di ottone imbrunito, ma qualcuno la precedette, con abilità ed eleganza.  “Signorina, permettetemi di aiutarvi. Con la salita che ancora rimane da fare, un aiuto vi serve...”. Lei restò a metà fra il sorpreso e l’incuriosito. Era un bell’uomo, sulla quarantina, appena brizzolato e di modi garbati. Si chiese il perché di tutta questa cortesia ma, al pensiero della strada da percorrere e della fatica da compiere, cedette con fare gentile all’offerta. “Grazie, mi fate un vero favore. La valigia pesa e portarla……"“Non vi preoccupate”, la interruppe, rassicurandola. “Ci penso io”.

Afferrò la valigia, trascinandola con fatica fino all’imbocco del portellone. “Ma cosa contiene? Lingotti di piombo?” disse, con fare scherzoso. “Oh no”, rispose lei, un po’ sorpresa dalla domanda. “Sono solo oggetti che ho raccolto stamane dalla casa dei miei...”. L’uomo le sorrise, sollevò la valigia e, incedendo con qualche  difficoltà, la portò fino  al termine della salita, dopodiché la posò sbuffante a terra.“Beh, lasciate. Adesso posso arrangiarmi da sola. Grazie per il favore”, disse Virginia,  preoccupata che da quell’incontro potesse nascere qualcosa di inatteso. ”Ma nemmeno per sogno”, disse lui, quasi risentito. “Piuttosto, dove abitate?”“A duecento metri, in quella piccola casa con le persiane azzurre”, replicò, sempre più timorosa.

Forse  pentito della propria generosità ma risoluto nel dimostrare la propria galanteria, l'uomo sollevò la valigia con uno strattone così deciso che i fermi cedettero e tutto il contenuto si rovesciò con gran frastuono sulla strada. Ne uscirono piatti di ogni tipo , tazzine in ceramica, una grossa caffettiera napoletana, un pesante ferro da stiro a brace, statuine e quadretti di san Primiano, santa Rita e della Madonna e alcuni libri, fra i quali “L’imitazione di Cristo”, la  “Storia della Madonna Incoronata di Strazzacappa” e “L’amore di Dio ti chiama”.  

Quasi ignorando il pandemonio che aveva involontariamente creato, si fermò un istante a guardare e chiese: “Voi siete molto religiosa, signorina?”“Oh sì” disse lei, quasi illuminandosi e incurante di quanto appena successo. “La prossima settimana entrerò in convento, dalle suore Francescane dell'Immacolata a Castelpetroso e……“. Non fece tempo a finire la frase, che il giovane si allontanò in tutta fretta, sussurrandole “Vado a trovare un carretto o qualcos’altro per portare il tutto fino a casa vostra. Arrivo subito…”

Virginia aspettò che l’uomo ritornasse ma, via via che passavano i minuti, si rese conto che non lo avrebbe più rivisto. Nel frattempo raccolse  quel che era rimasto di piatti e ceramiche, rimise in ordine i suoi amati libri e alla fine chiuse la valigia con l’aiuto di una grossa corda che Venanzio le aveva prestato. Attese per quasi un’ora il ritorno dello sconosciuto, poi s’incamminò lentamente, trascinando pensosa la pesante valigia verso la sua casa, quella piccola e dalle persiane azzurre.
 




02 gennaio 2011 - 21:56
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Re: La corriera

Messaggio Da tessa il Mer Feb 26, 2014 12:12 am

Caro Verci, è molto bello questo racconto che spero di commentare quanto prima. Io credo che nei forum si entri sia per imparare cose nuove  sia per divertirsi, dire quattro fesserie , come si fa al bar dello Sport.
Ma ti devo dire che non ho capito ancora niente di cio' che è accaduto a noi. Parli di delirio e di obnubilamento del sensorio...forse ò vero. Boh. Dopo che sono entrata si è deciso di chiudere Spazioforum e non ho capito perchè. Dopodichè si apre un altro forum, Areaforum, ma dopo qualche giorno il forum scompare, neanche possiamo conservare i post piu' belli e si dice che non c'è nulla da fare, tutti i post sono volati via nel vento. Poi mi dicono che un' utente ha chiamato i suoi avvocati, è andata dalla polizia postale- la cosa mi spaventa un po'-, e quindi un utente , poi nuovo Admin, spiega che l'unica cosa da fare era affossare il forum, ma poi il forum risorge ma si   spacca in due tronconi...
Certo che per chi vuole solo relax tutto cio' fa innervosire. Noi sopportiamo la pubblicità che ci balla dinanzi agli occhi perchè tutto costa, ma serve anche la calma. Io non ho capito niente, ma per svagarsi un po' tutto questo casino? Penso che dobbiamo guardare avanti, non indietro, perchè se non ci dormiamo la notte a pensare, guarda quel forumista quanto è carogna e quell'altro forumista quanto è stronzo, ora spacco il muso a quello, ora lo spacco a quell'altro, allora tanto vale imprecare nel traffico in macchina, inutile cercare di rilassarsi in un forum, non so, guardiamo avanti.
Un abbraccio
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Re: La corriera

Messaggio Da Verci il Gio Feb 27, 2014 5:29 pm

Cara Tessa, stavo parlando di Spazioforum e di colui che lo ha miseramente distrutto, tenendo in assoluto disprezzo la volontà di coloro vi partecipavano e che lo avevano riempito per oltre un decennio dei loro commenti, dei loro racconti e del proprio punto di vista. Nessun riferimento, quindi, alla vicenda AreaForum, sul merito della quale non desidero esprimere alcun commento.

Dobbiamo scrivere per rilassarci e non per innervosirci? Vero, ma questo non dipende solo da noi, ma anche da tutti coloro che concordano nel fare di questo Spazio un momento di confronto civile.  

Ricambio l'abbraccio.
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Re: La corriera

Messaggio Da tessa il Gio Feb 27, 2014 7:43 pm

Caro Verci, riguardo a Spazioforum io ho capito solo che un forum cosi' non era piu' "alla moda", diciamo che forse è alla moda FB dove le persone scrivono :Questo è il mio profilo, mi chiamo Pinco Pallino, abito in una casa in periferia,  la mia mamma fa la colf, mio padre fa il muratore, ho 4  fratelli,etc,... veramente interessante, oppure con un tweet si fa prima, A morte, a morte, a morte Bersani, a morte quell'altro, a morte tutti.
Tieni conto del fatto che pochi sanno scrivere, forse solo quelli  con la maturità di un tempo , con 300 materie, forse ora hanno l'artrosi alle mani. Già io non scrivo bene come voi, noi non abbiamo imparato un rigo a memoria. Pero' tutti i fatti non li so ma a un certo punto, mi pare, a Spazioforum c'erano pochi utenti, un forum è ok se vi sono 25-28 utenti che sanno scrivere.
Certo capitano anche quelli che non sanno scrivere e scrivono lo stesso e allora ci si dà di gomito per leggere ciò che hanno scritto, finchè uno ce la fa...poi  ci si stufa...
Ma se uno non sa scrivere, non sa scrivere, si vede che i periodo traballa, non puo' continuare.
 Bisogna  anche ritagliarsi del tempo, tanti ti disturbano, etc.
Pero' credo che quello che è passato è passato, guardiamo avanti.
 E' ovvio che dobbiamo anche divertirci con qualche battuta da bar dello sport, per dire quattro balle, ma se quello se la prende, quell'altro pure, stiamo freschi e consolati.
Riguardo  al racconto  "La Corriera" non comprendo perche' se il giovane si è prima fermato ad aiutare la fanciulla, che suppongo avvenente, poi scappa, solo perche' sa che la ragazza va a farsi monaca, in fin dei conti non era ancora "monaca per sempre", e se un uomo vuole una donna non la molla.Certo è solo un racconto, veramente bello.
Un abbraccio
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Re: La corriera

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