Benedizione vietata a scuola: "Offende i bimbi non cattolici"

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Messaggio Da Verci il Sab Nov 30, 2013 1:56 pm

Armiamoci di pazienza. Il tormentone è appena iniziato. Eppure, alla vigila del periodo più buonista dell'anno, è già scontro tra due fazioni: quella a favore di presepi, alberi addobbati e benedizioni nelle scuole, e quella di chi non vuol sentire neppure l'odore di riti che ci appartengono da sempre.

Come la dirigente della scuola elementare «Medea» di Varese, Mara Caenazzo, che ha deciso di vietare la benedizione natalizia che ogni anno don Leonardo Bianchi soleva fare ai bambini nell'istituto: «La benedizione è un atto di culto e non un semplice saluto e quindi, per salvaguardare i diritti di tutte le famiglie, potrà essere garantito in un altro momento e non durante l'orario delle lezioni».

Tecnicamente la dirigente sostiene di dover applicare la legge. «L'articolo 311 del Tu 297 del '94 che vieta pratiche religiose in orari che abbiano effetti discriminanti». Bisogna capire che danno possa causare al non credente o musulmano un'innocente benedizione fatta da un prete a una piccola comunità di bambini che ancora vive il Natale come un dono dal cielo. Ma qui entriamo su un terreno pieno di ostacoli. «Qualche genitore potrebbe protestare e persino fare ricorso – obietta Caenazzo - Da noi circa il 10% dei bambini sono di altre religioni e devo rispettare le loro esigenze».

E quindi ecco le soluzioni proposte: «Sempre su approvazione del Consiglio di istituto, si potrebbe accogliere il parroco dieci minuti prima delle lezioni o subito dopo la fine. In questo modo rimane in classe solo chi è interessato. Oppure, si possono dedicare dei locali della scuola alla benedizione». Una soluzione che potrebbe paradossalmente suonare discriminatoria per i cattolici, che sono la stragrande maggioranza. Ma di far spostare i bambini non cattolici, la minoranza, dalle classi non se ne parla proprio. «I rispettivi genitori potrebbero dirmi che li ho messi in un angolo…». Posizione delicata, dunque, quella della dottoressa Caenazzo, la cui esperienza in fatto di comunità multietniche è fuori discussione. Ha insegnato in Francia, in Spagna e in Somalia e vanta nel curriculum accademico perfino un saggio sugli «insediamenti urbani nella foresta amazzonica». E ora, piombata in quel di Varese, si ritrova a dove fare i conti con le tradizioni cattoliche molto ben radicate nella zona. 

I genitori degli alunni dell'istituto hanno già protestato contro la preside avviando anche una raccolta di firme. Ma la dirigente controbatte sostenendo che il parroco non ha neppure fatto richiesta in direzione. «Dirigo altre scuole e il parroco di Lozza, quello di Sogliate e di Carnago hanno fatto diversi incontri nella scuola ma sempre al di fuori degli orari di lezione». Le polemiche saranno dure a morire e per calmare gli animi il prete che solitamente impartiva il rito ha invitato i bambini a messa nella chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino per il 3 dicembre. Incontestabile luogo per una benedizione. Quanto alla diatriba su cosa fare e non fare a scuola, la casistica è varia e contraddittoria.

Ma l'ultima parola è eminente. Arriva dal Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che ha bocciato i laicisti ammettendo le visite pastorali nelle scuole. Nel suo decreto, si è ispirato a quanto deciso dal Consiglio di Stato nel 2010. Con un sentenza, i giudici avevano stabilito che «la visita pastorale non può essere definita attività di culto, né diretta alla cura delle anime ma assume piuttosto il valore di testimonianza culturale». Ma all'elementare Medea un vescovo potrebbe entrare nelle classi indisturbato?
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Messaggio Da Verci il Sab Nov 30, 2013 2:15 pm

Povera Italia! Adesso ci si mette pure il Presidente della Repubblica, proprio colui che dovrebbe garantire la laicità dello Stato, a dire che l'attività pastorale non può essere definita attività di culto. Bene, ciò significa che - d'ora in poi - qualsiasi Imam come pure i rappresentanti dei Testimoni di Geova o dei Valdesi, possono entrare nelle scuole e dare testimonianza culturale del proprio credo. 

Il signor Napolitano non ricorda o finge di non ricordare che preti, messe e benedizioni varie, sono sempre avvenute dentro le scuole dello Stato, proprio a testimonianza del fatto che si trattava di attività indubbiamente religiosa, connessa con la tradizione e - in particolare - con il momento storico in cui quella cattolica era la religione di Stato. Altrochè cultura d'Egitto.      

Messe, benedizioni, prediche, visite e cerimonie varie di natura prettamente religiose dovrebbero avvenire nei luoghi a ciò preposti. Chiese in primo luogo. E, in ogni caso, fuori dal normale orario scolastico. Quante volte abbiamo assistito, all'inizio dell'attività scolastica, portare tutti i bambini delle scuole elementari a Messa? E perchè mai? Che senso avrebbe se non lo statuire che la religione cattolica, nonostante la facoltatività di un insegnamento o, meglio, di un indottrinamento, che riguarda vergognosamente anche i bambini delle scuole materne, resta comunque un elemento pregnante dell'educazione scolastica? 

http://www.ilgiornale.it/news/interni/benedizione-vietata-scuola-offende-i-bimbi-non-cattolici-972135.html


Ultima modifica di Verci il Lun Dic 02, 2013 8:31 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da tessa il Dom Dic 01, 2013 6:44 pm

Caro Verci, io sono stata sempre in scuole private religiose, solo l'universita' statale, e veramente direi che il problema e' arduo.Di laicita' ne esiste ben poca al mondo. Negli ospedali  israelitici, qui a Roma, si rispettano tutte, dico tutte, le festivita', Festa delle Capanne, Hannukka', Purim, etc e gli ambulatori sono chiusi, poi  anche in ogni Shabbath gli ambulatori sono chiusi, e il Shabbath inizia il venerdi' precedente,due ore prima del tramonto,- bisogna preparare il vino, le candele, gli arredi sacri,- quindi in questi giorni di novembre il venerdi' gli ambulatori chiudono alle 15. Si recupera perche' negli altri giorni gli ambulatori aprono alle 6 e fuori la fila per le prenotazioni c'è dalle ore 3, almeno la' si prenota, al Fatebenefratelli, per taluni tipi di ecografie, es tiroidea, renale, ti dicono tra 3 anni...
Sempre negli ospedali israelitici -per la Pasqua -nei bar non si vendono panini, tramezzini e c'e' un cartello che vieta di introdurre la' pane lievitato, per favore. Ovunque stelle di Davide.
Poi nella scuola ebraica elementare e media del lungotevere a Trastevere, quella con i reticolati davanti alle finestre ,vi sono i melamed (insegnanti) di Torah etc , ovunque stelle di Davide. Tutte queste strutture, ospedali, scuole sono statali.
Come vedi e' difficile eliminare da un popolo  l'idea di appartenenza religiosa.
Se io fossi stata la Preside avrei detto, Ora si prega, qui ora preghiamo, la preghiera non ha mai fatto male a nessuno, chi non vuole pregare con noi ora , vada col prof. Pincopallino nell'altra stanza e tra 10 min tornate qua, e se poi non vi sta bene andate nella scuola islamica e basta.
So che non ti trovero' d'accordo, ma credo che nel forum ognuno possa esprimere le proprie idee.
Un abbraccio
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Messaggio Da Verci il Lun Dic 02, 2013 6:42 pm

tessa ha scritto:..........So che non ti trovero' d'accordo, ma credo che nel forum ognuno possa esprimere le proprie idee.
Un abbraccio
Mia cara Tessa, è ovvio che in questo forum ognuno possa esprimere le proprie idee. Questo è lo scopo primario di un forum di discussione. Che poi non ci si trovi d'accordo su qualcosa, questo èuò rendere la discussione ancor più interessante. Un punto su cui non ho mai convenuto è quello dell'istruzione religiosa a scuola, pur se con l'opzione della facoltatività. Facoltatività che, soprattutto nella scuola dell'obbligo, non viene spesso esercitata, anche da genitori laici, per non far sentire il proprio figlio estraneo ad un contesto comune. Qual è, mi sono sempre chiesto,il significato di fornire un'istruzione cattolica a bambini di tre, quattro, cinque o più anni, se non quello di un mero indottrinamento, atteso che a quell'età non si è in grado se non di subire passivamente quanto insegnato in materia religiosa? 

Sappiamo bene come questa situazione sia frutto del cancro concordatario e sappiamo altrettanto bene come esso rappresenti un vulnus importante alla laicità di uno Stato che  - di fatto - se ne viene a trovare un altro al proprio interno, in grado di controllare l'insegnamento della religione di cui è espressione, assume gli insegnanti senza alcun meccanismo di selezione e se li fa anche pagare dallo Stato italiano. Non concedendo, peraltro, loro i diritti degli altri lavoratori e praticando, com'è avvenuto in passato, odiose discriminazioni quali il non rinnovo comtrattuale di una ragazza madre, per il solo fatto di essere divenuta tale.

Il multiculturalismo e la multireligiosità pongono oggi problemi nuovi che non si sanno o non si vogliono affrontare. In diverse scuole del nord i bambini di origine extracomunitaria e di fede musulmana rappresentano ormai un  forte percentuale del totale. Come conciliare la loro presenza con attività che riguardano essenzialmente la religione prevalente? Io non sono mai stato d'accordo sull'inserimento di talune pratiche religiose nel contesto scolastico, con tanto di cerimonie, benedizioni, prediche e presenza di figure religiose. Sarebbe molto meglio che tutto ciò fosse rimasto al di fuori dell'orario curricolare o fosse stato inserito, pur all'interno dell'ambito scolastico, in orari extrascolastici. Lasciando in tal modo i bimbi liberi di partecipare o meno, in accordo con l'orientamento delle famiglie. 

La pretesa delle Chiesa cattolica e chissà, in futuro, di altre confessioni, di invadere l'area della scolarità pubblica non ha alcun senso. Esistono strutture quali le chiese, le parrocchie, gli oratori e i centri giovanili, nei quali si può fare aggregazione su specifici temi della religione, senza aver la pretesa di entrare nel contesto della scuola pubblica, che deve restare laica. 

Con la stessa visuale, la scuola privata cattolica ha tutto il diritto di esprimere i valori cattolici all'interno delle proprie aule, perchè tale è stato l'intendimento dei genitori  nell'iscrivere i propri figli ad una scuola di tale ispirazione. Nella stessa ottica di invadenza, resta il problema del Crocifisso, altro elemento di contrasto e discriminazione presente nella strutture pubbliche, dalle scuole agli ospedali, alle aule dei tribunali. Ma questo argomento meriterebbe da solo, uno specifico thread.  
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Messaggio Da tessa il Lun Dic 02, 2013 9:43 pm

Caro Verci,
sono problemi molto vasti, spesso i genitori, anche laici, iscrivono il figlio all'ora di religione per dare lavoro agli insegnanti o perche' un'ora di religione non puo' fare male ai figlioli. Pensano che è meglio che ascoltino un prof di religione che parla di Gesu' almeno cosi' non vanno a spacciare o a drogarsi.
Chi soffre veramente sono i proff di religione perchè ricattabili da tutto e da tutti. Lo Stato paga ma il Vicariato sceglie, e basta una falsa lettera anonima che dica che un prof ha ricevuto in casa una donna, ad es, per farli licenziare. non hanno nessun diritto.
E' ovvio che una donna incinta ,fuori del matrimonio, viene subito licenziata, che insegnerebbe? Io ne ho conosciuti alcuni e vivono con una perenne spada di Damocle in testa, nel terrore perenne, nella PAURA e non credo vi sia niente di peggio della paura per uccidere un uomo.
Per il Crocifisso alle pareti io sono d'accordo perchè noi parliamo con Gesu', ci rivolgiamo a Lui per aiuto e diceva anche Natalia Ginsberg che abbraccia la sofferenza di tutto il mondo.
Chi non lo vuol vedere non lo vede, è un processo che si chiama scotomizzazione,in tutti i modi il Crocifisso fa parte dell'Italia, tanta gente è in croce con tumori, malattie degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e accostandosi alla Croce si sentono sollevati. D'altronde Gesu' è venuto per alleggerire le nostre sofferenze.
E' un discorso molto vasto andrebbe frammentato in vari 3d, forse non ti ho dato le risposte che ti aspettavi.
Un abbraccio
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Messaggio Da Verci il Mer Dic 04, 2013 4:34 am

tessa ha scritto:Caro Verci,
sono problemi molto vasti, spesso i genitori, anche laici, iscrivono il figlio all'ora di religione per dare lavoro agli insegnanti o perche' un'ora di religione non puo' fare male ai figlioli. Pensano che è meglio che ascoltino un prof di religione che parla di Gesu' almeno cosi' non vanno a spacciare o a drogarsi.
Carissima Tessa, un'ora di storia delle religioni (e magari anche dell'ateismo) sarebbe certamente più rispondente al concetto di istruzione, che non a quello di indottrinamento. La religione unica di Stato è inconcepibile, laddove poi si pensi che essa viene inculcata a partire dai tre anni, per arrivare fino alla maggiore età. Dall'età della non ragione e dell'assorbimento passivo a quella della ragione che può permettersi di replicare, ribadire e financo dissentire. Un vergognoso retaggio del passato fascista che i nostri politici, pecoroni ed opportunisti da sempre con il Vaticano, ben si guardano dall'eliminare, a motivo di una laicità su cui blaterano molto ma sulla quale le decisioni vengono prese in altra sede. Anzi, Santa Sede.

tessa ha scritto:Chi soffre veramente sono i proff di religione perchè ricattabili da tutto e da tutti. Lo Stato paga ma il Vicariato sceglie, e basta una falsa lettera anonima che dica che un prof ha ricevuto in casa una donna, ad es, per farli licenziare. non hanno nessun diritto.
E' ovvio che una donna incinta ,fuori del matrimonio, viene subito licenziata, che insegnerebbe? Io ne ho conosciuti alcuni e vivono con una perenne spada di Damocle in testa, nel terrore perenne, nella PAURA e non credo vi sia niente di peggio della paura per uccidere un uomo.
D'accordo sui diritti non riconosciuti. Non rinnovare l'incarico a una donna incinta fuori dal matrimonio, ovvero a una ragazza-madre, è comunque l'evidenza di una dissociazione fra quanto afferma il messaggio evangelico e quanto si pratica in nome di quello stesso Vangelo. Il Cristo avrebbe messo in mezzo alla strada una donna in quelle condizioni? Non credo proprio.....

tessa ha scritto:Per il Crocifisso alle pareti io sono d'accordo perchè noi parliamo con Gesu', ci rivolgiamo a Lui per aiuto e diceva anche Natalia Ginsberg che abbraccia la sofferenza di tutto il mondo.
Chi non lo vuol vedere non lo vede, è un processo che si chiama scotomizzazione,in tutti i modi il Crocifisso fa parte dell'Italia, tanta gente è in croce con tumori, malattie degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e accostandosi alla Croce si sentono sollevati. D'altronde Gesu' è venuto per alleggerire le nostre sofferenze.
E' un discorso molto vasto andrebbe frammentato in vari 3d, forse non ti ho dato le risposte che ti aspettavi.
Un abbraccio
Nessuno vuole negare il valore simbolico del crocifisso, ma è altrettanto vero che esso è un simbolo religioso. Pretendere che dalle scuole o dagli ospedali o dai tribunali stiano fuori tutti i simboli religiosi, fra cui il crocifisso, impropriamente ed ipocritamente classificato come "suppellettile", significa solamente affermare la neutralità dei luoghi pubblici rispetto ai valori religiosi. Di qualunque religione, ovviamente. Il che non significa che un ricoverato non possa trovare conforto in un crocifisso personale o nella frequenza della messa o nella preghiera nelle cappelle sempre presenti in ospedale. Una stanza in cui sono ricoverati più ammalati, anche di altra fede, non può esporre un unico simbolo. A maggior ragione oggi, in cui la multireligiosità si va sempre più affermando.
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Messaggio Da tessa il Gio Dic 05, 2013 8:24 pm

Caro Verci, tu hai senz'altro ragione, ricordo che quando lessi "Un americano alla corte di re Artu'" di Mark Twain, il protagonosta ( che come tutti sanno aveva ricevuto una botta in testa in fabbrica e si era svegliato alla corte di re Artu'), pensava di fare grandi riforme la', a Camelot, e in tutta l'Inghilterra, e soprattutto- diceva- nelle scuole statali non avrebbe mai permesso l'insegnamento della religione...
-Va bene e allora insegniamo  "Storia delle Religioni..." pensa un po', tutti figli di poveracci, perche' gli altri vanno nei licei privati dai preti e dalle minache- e sono i piu' bravi-, che devono studiare "Storia dell Religioni", niente meno..., non sanno manco il nome dei sette re di Roma e studiano "Storia delle Religioni...". ma, dai, la' e' gia' tanto se un prete insegna come si apre il Vangelo , cosa sia, e poi manco lo ascoltano, pero' ascolterebbero "Storia delle Religioni", ma starebbero la' con -i phone, col cell etc. Una cosa e' la teoria, altra e' la pratica.
La sig.ina che rimane incinta non sposata e insegna religione non puo' rimanere la' perche'- se non lo sai- e te lo dico io- "ogni gioco ha le sue regole"- lei ha accettato di avere uno stipendio pieno, buono rispetto ad altri insegnanti, casomai  la chiamano anche con 2 soli esami di Baccellierato in Filosofia ( prima la filosofia e poi la teologia), mentre quelli laureati in filosofia alla statale fanno anni di fame e di code, ma appunto "ogni gioco ha le sue regole" e non deve accompagnarsi a uomini se non e' sposata, deve parlare della virtu' della purezza e deve essere pura. Non so cosa avrebbe fatto Gesu', l'avrebbe difesa ?, ma una professoressa cosi',- incinta non sposata -avrebbe causato confusione nei bambini, si chiama "doppio messaggio" in psichiatria cioe' si predica in un modo ma ci si comporta in un altro, e se chi ascolta e' debole puo' avere anche grave disturbi psichici.
Poi questa e' casa nostra , l'Italia e' la mia Patria, io ho perso il bisnonno nella controffensiva del Piave, nel 1917, e' sepolto a Redipuglia nel sacrario militare, la moglie poverissima lavoro' i campi, poi dei 3 figli 2 morirono, poi mori' di stenti anche lei, poi il nonno mori' in un campo di concentramento in Germania, dopo l'8 settembre, la moglie mai si riprese, i miei genitori  sono splendidi antifascisti e anche noi, abbiamo sacro il concetto di Patria, abbiamo lottato per essa, io non ho chiamato gli immigrati, loro sono venuti e loro si devono adattare, questa e' casa mia, e negli ospedali ci voglio il Crocifisso e le monache che passano a dire le preghiere, il presepe e il Bambinello ,cosi' è , se si adattano bene, senno' fanno i bagagli e tornano a Kabul e lottano per una Patria libera. Penso che non ci troveremo d'accordo, ma "questa terra e' la mia terra."
Un abbraccio
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Messaggio Da afam il Gio Dic 05, 2013 10:05 pm

Cara Tessa, hai "scelto" tu "dove" nascere? E' dipeso dalla tua volontà? E' "merito" tuo?Benedizione vietata a scuola: "Offende i bimbi non cattolici" 3288108709

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Messaggio Da tessa il Ven Dic 06, 2013 6:36 pm

Cara Afam,
per questa Patria sono morti un bisnonno, sepolto a Redipuglia,poi la moglie e 2 figli di stenti, il nonno e' morto in Germania, in  un campo di prigionia,la moglie e' morta poco dopo di crepacuore, abbiamo anche noi delle radici che affondano nell'Impero di Roma e nelle sue leggi, 20 generazioni da Giulio Cesare ad oggi non sono nulla,la storia d'italia la conosci, non possiamo trovarci spiazzati, senza niente, abbiamo i nostri riti che scandiscono la nostra vita, io non ho scelto di nascere nel "paese delle meraviglie" ma se fossi nata a Kabul avrei concesso alle straniere di stare in jeans, minigonna,con trucco, camicette alla moda, di professare la loro fede,di leggere i libri che vogliono, di andare in discoteca etc, non e' che noi italiani dobbiamo subire tutto perche' abbiamo studiato molto di piu' e abbiamo una lunga strada di tolleranza alle spalle.
D'altronde il Crocifisso o meno in aula o in tribunale non serve a nulla, il Cattolicesimo sta scomparendo perche' mancano le motivazioni reali della sua sussistenza.
Il matrimonio non occorre piu' per segregare la donna affichè il patrimonio si trasmetta al figlio con certezza perche' esiste l'esame del DNA, le donne non hanno bisogno di essere protette perche' lavorano e si proteggono da sole, i mezzi contraccettivi hanno liberato la donna, quindi motivazioni valide per essere cattolici, senza fede, non esistono piu'.
Tutto crollera' presto.
Un abbraccio
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Messaggio Da Epoch il Ven Dic 06, 2013 9:59 pm

tessa ha scritto:
D'altronde il Crocifisso o meno in aula o in tribunale non serve a nulla, il Cattolicesimo sta scomparendo perche' mancano le motivazioni reali della sua sussistenza.
E si...
se le persone, come ha avuto modo di dire il Papa sono sempre più "Sepolcri Imbiancati", belli fuori ma marci dentro, a cosa serve un simbolo? ad abbellire maggiormente il sepolcro?

Gesù disse:"Dove due o tre di voi saranno radunati in mio nome io sarò con loro". non serve un simbolo, basta la fede.

Io non vedo male la cosiddetta "ora di religione", forse perché l'ho vissuta molto bene. Alle medie teneva lezione il mio fu Parroco, un personaggio particolare, che andava a caccia e a pesca, quando era in salute. Che scalava le montagne in pantaloncino corti raccontando barzellette ai gruppi che accompagnava, anche un po' spinte, e che poi si metteva la talare allestiva l'altare e diceva messa. Un parroco che non amava le autorità nè le imposizioni, nenache il Vescovo (su cui stendo un velo pietoso). Che ha sposato me e mia moglie aggiungendo un pizzico di rito Ortodosso, facendo stupire anche dei nostri amici rumeni.
Beh, questo parroco ci parlava di tutte le religioni, perché è importante avere una visione d'insieme.

Poi alle superiori ho avuto il piacere di avere altri due insegnanti, prima un parroco "moderno", un po' come il primo che poi ha lasciato i voti e dopo un laico che aveva deciso a 40 anni di sua iniziativa di studiare teologia. Bene tutti hanno sempre parlato di tutto, anche dell'ateismo. Quindi direi che l'ora di religione non è poi così male.
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Messaggio Da Verci il Ven Dic 06, 2013 10:58 pm

Ah, caro Epoch, concordo anch'io sul fatto che gli insegnanti di religione (cattolica) non siano tutti degli indottrinatori. Quelli che più stimavo erano quelli che parlavano di problemi della nostra età: la famiglia, la crisi e i problemi delle coppie, i rapporti sessuali e l'amore e così via. Preti meravigliosi, accanto ai quali si ritrovavano individui subdoli che parlavano del problema (la masturbazione) senza nemmeno nominarlo. Cercando di coinvolgerci senza che noi, meno ingenui di quel che ci veniva attribuito essere, abboccassimo all'amo. 

Oppure, preti intrisi di formalismo che parlavano del peccato, del paradiso e dell'inferno. Ricordo che un prete, a una mia domanda, ovvero se fosse possibile pentirsi dei propri peccati dopo morti, giacchè la morte improvvisa non dava alcuna possibilità di farlo, rispose che la mia era una stupidaggione. La mia replica (che risposta scema) provocò il mio allontanamento dall'aula, una nota sul registro e la proposta di sospensione per tre giorni, poi respinta dal Consiglio di classe. 

A questo punto, probabilmente quel che servirebbe - più che un insegnante di  religione - sarebbe forse la figura di uno psicologo, in grado di dare risposta alle domande esistenziali dei nostri giovani. Benedizione vietata a scuola: "Offende i bimbi non cattolici" 2376990156 
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