Il forumismo maturo, secondo Mastro Titta

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Messaggio Da Verci il Dom Ago 04, 2013 10:27 am

Riporto di seguito un intervento del caro amico Mastro Titta, relativo al concetto di "forumismo maturo", ritenendo che esso sia sempre e comunque d'attualità:

(Mastro Titta @ 21 Sep 2002, 16:23)

Manifesto per un forumismo maturo

Il forumismo è oggi discreditato. La grande stampa e tutti gli intellettuali seri lo trattano con disprezzo considerandolo un ricettacolo di idee balorde e di sfoghi di individui complessati. Solo le chat, per essere spesso terreno di caccia di maniaci e pervertiti vari, ha una fama peggiore. Se facciamo un giro nel grande mare del web italiano, è quasi impossibile dare torto a questo pregiudizio: immagini apologetiche del peggiore razzismo, antisemitismi da ciclostilati clandestini, deliri etnonazionalistici, offese gratuite per pura volgarità narcisistica, polemiche violente condite da varie forme di isterismo, attacchi ingiuriosi a persone pubbliche e a forumisti di altro colore politico ed altro ancora. 

Eppure le potenzialità di questo strumento di comunicazione sarebbero state  interessantissime. Col forumismo poteva venire meno il sostanziale monopolio informativo e di commento politico detenuto dagli organi consolidati di informazione. Persone, non professionalmente impegnate nel settore, potevano fornire “altri punti di vista”, non solo sul piano delle opinioni ma anche su quello delle informazioni in loro possesso. Se questo si fosse verificato, i forum sarebbero una “fonte” come qualsiasi altra, per certi versi migliore di altre per la loro capacità di avere “sensori” in ogni parte del Paese e di essere coperti da un relativo anonimato.

Per raggiungere questi traguardi, sarebbe stato necessario invertire l’ordine del problema che oggi si pongono i gestori di forum: non tanto chiedersi quanti siano coloro che scrivono ma domandarsi quanti siano coloro che leggono o che, almeno, avrebbero interesse a leggere. Perché si legge? Per diletto, per informazione, per documentazione. Chi legge i post pubblicati su di un forum, tranne qualche rarissima eccezione, non riceve nessuna documentazione, nessuna informazione e, troppo spesso, assolutamente nessun diletto. Sui forum attuali, pertanto, coloro che scrivono sono molti di più di coloro che leggono. 

Il concetto “molti forumisti, molto successo” ha creato enormi guasti. Un noto sito, ad esempio, per “allargare la base” concede un proprio forum a chiunque raggiunga le quindici adesioni (molti forumisti tuttavia aderiscono a qualsiasi proposta). Il risultato è che abbiamo colà forum dedicati alle ideologie più strambe e assurde, con conseguente allontanamento di chiunque si vergogni di un certo genere di frequentazioni. Un forum dovrebbe essere invece come un quotidiano: dovrebbe avere il proprio target dichiarato, il proprio bacino di utenza. Chi si collega ad un determinato forum dovrebbe sapere quale tipo di informazioni e commenti troverà, con quale tipologia di persone farà amicizia, con quali ideologie e visioni del mondo dovrà confrontarsi. Non si tratta di praticare la censura ma di chiarire chi è l’ospite e chi sono i padroni di casa. Altrimenti anche l’ospite più improbabile si sente padrone di casa e vuole accamparsi in salotto con i propria amici. 

I forum pertanto non possono essere scritti da tutti. Ma tutti devono poterli leggere. Dovrebbe pertanto essere bandito il turpiloquio, la bestemmia, l’insolenza gratuita. Avete mai visto un editoriale del Corriere della Sera pieno di bestemmie? No. Un forum non ha nessun motivo per essere meno corretto ed autorevole del Corriere della Sera.

Queste ed altre cose si possono scrivere sul forumismo. Queste ed altre cose si possono scrivere per continuare a fare forumismo. Con i migliori auguri a coloro che hanno ancora sufficiente passione per continuare

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Messaggio Da Mastro Titta il Sab Gen 25, 2014 1:12 pm

Ancora questo "Manifesto"?
Dimentichiamolo, amico mio, mi ha solo portato nemici e contestatori. Non solo non lo riscriverei più, ma faccio fatica persino a rileggerlo. Appartiene ad un mondo lontano e quasi incomprensibile ormai persino per me. Grazie, comunque, per il pensiero.
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