Sulla vita ed il suo mistero.

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Messaggio Da Samael il Sab Nov 30, 2019 2:30 pm

L'evoluzione non ha scopo.
L'idea stessa di scopo è mediocre, frutto di uno stereotipo comune, che riduce tutto a "merce" da vendere o da comprare: è la logica della piazza del mercato.
L'esistenza è puro gioco, non ha interessi ; è una cosa viva, non è un lavoro. Ma, nonostante questo, spesso, si  pensa sempre e soltanto in  termini economici, si ragiona in funzione del mercato, nel senso che tutto deve avere uno scopo.
Può servire la meditazione? A cosa potrebbe servire se meditassimo sul mistero dell'esistenza?
La gente pensa che la meditazione nasconda in se stessa un fine.
Non è così, non c'è alcun fine.
La meditazione è fine a se stessa; non esiste alcuno scopo al di la di questo.
A che cosa serve l'amore?
L'amore è un fine per qualcos'altro, oppure è fine a se stesso?
Il termine "scopo" implica divisione, divisione tra il mezzo ed il fine.
A cosa servono gli alberi verdi, a cosa serve il canto di un uccello, a cosa serve il sorgere del sole, a cosa serve una notte piena di stelle.
Che scopo ha tutto questo?
Se si potesse ragionare in termini di utilità l'esistenza sarebbe qualcosa di  utilmente abnorme.
E la domanda potrebbe non avere mai fine.
Se dici " X è il fine", sorge la domanda : " E a che serve X ?" .
In questo modo si può andare avanti all'infinito.
Non esiste uno scopo... e meno male ( per questo la vita sembra più bella).
Si racconta che un giorno un giornalista, in vena di facezie, chiese a Pablo Picasso : " A che servono i tuoi quadri?" Ed egli rispose " Perchè non vai in giardino e chiedi ad una rosa a che cosa serve?
Perchè non vai da un uccello che canta e gli chiedi - a che scopo?-
Fai la stessa domanda al sole o alla luna.
Perchè ti preoccupi di me?
Se una rosa può fiorire senza una ragione, perchè io non posso dipingere?
Mi piace dipingere, e questo è tutto."
Ma la nostra mente è mediocre siamo portati sempre a pensare in termini di utilità.
Lo scopo sottintende sempre un qualcosa di utile, lo scopo implica fare questo in cambio di quello. E a causa di questa ossessione sempre tesa a un fine, non si fa mai nulla con totalità, non si può, perchè non interessa fare alcunchè in quanto fine a se stesso. Lo scopo è sempre presente.
Dipingi per vendere i tuoi quadri e guadagnare soldi.
In questo caso il quadro non può avere alcun valore, è impossibile: mentre dipingi non riuscirai a lasciarti andare. Il tuo pensiero costante sarà: "Quanto guadagnerò? Sarà possibile venderlo? Chi potrei contattare? Come posso farmi della buona pubblicita? E nello stesso tempo stai dipingendo...
Il lavoro potrebbe riuscire tecnicamente perfetto, ma non sarà mai arte.
Non sei un artista, tantomeno un creatore.
Il vero artista scompare nella sua arte.
Mentre dipinge, il vero artista, non esiste; si trova in uno stato di dissolvimento, è totalmente assente.
Il dipinto accade di per sè. Non lo sta producendo l'artista; egli non è colui che agisce.
In questo modo prende vita un'opera d'arte.
Se verrà venduto o no quel quadro, è un fatto secondario: non è questo il fine, l'idea non esisteva neppure nella mente del pittore.
Anche il pittore ha bisogno di mangiare e quindi lo venderà, ma è un'altra cosa.
Non era questo lo scopo del quadro: egli non pensava al pane ed al companatico mentre dipingeva.
Se ci pensava non è un pittore, è un commerciante di quadri, un affarista.
C'è una bella differenza fra un tecnico ed un  artista; il tecnico lavora con la prospettiva di uno scopo mentre l'artista non ha un fine, la sua è arte fine a sè stessa.
La vita ed il suo mistero: alla fine sono io ( come uomo) lo scopo dell'intera evoluzione?
Prova a chiederlo ad un pappagallo. Forse pensa di essere lo scopo dell'evoluzione.
Guarda come sono verdi i pappagalli, con il loro becco rosso.
Non sono bellissimi? Guarda che ali splendide, consentono loro di volare, giocare con i raggi del sole, e cantano... di certo pensano di essere lo scopo dell'intera evoluzione.
Restando nel mondo animale guardiamo un simbolo di potenza, guardiamo un leone.
Di certo un leone pensa di essere lo scopo dell'esistenza.
Non pensa assolutamente che sia l'uomo ad esserlo.
Se i leoni avessero una bibbia ci sarebbe  scritto: dio fece il leone a sua immagine e somiglianza.
L'uomo è ben misero di fronte ad un leone, non ha l'energia o la forza di un leone, non possiede l'abilità di un'aquila, che vola altissima e per distanze sconfinate, non ha la bellezza nè il profumo di un fiore.
Che cos' ha l'uomo per pensare di essere lo scopo dell'evoluzione?
Cosa può farlo credere che un dio lo abbia creato tanto speciale?
E' un ragionamento di puro egoismo, è la via dell'ego che pretende di essere lo scopo dell'intera evoluzione.
Si deve arrivare ad abbandonare qualsiasi forna di pensiero egoistico.
Non esiste scopo, nè uomo, nè uccelli, nè animali.
Non esiste scopo, non esiste una meta.
L'esistenza non è orientata verso qualcosa. La vita è pura, non ha scopo. La vita è la vita.
La vita è energia che gode di esistere.
Come un bimbo che salta, balla, strilla e urla... se gli chiedi a che scopo, il bimbo resterà sorpreso per la tua domanda, una domanda così stupida perchè saltare ballare e strillare sono più che sufficienti, cosa altro dovrebbe occorrere?
Ma quando il bimbo diventa grande, cresce, si scorda questa dimensione.
Inizi a fare cose solo se ti pagano, solo se ne hai un riscontro. E così continuerai a farti domande perchè cercherai di star sempre meglio ( crederai di star sempre meglio), domade sul perchè e sullo scopo di fare o meno una cosa : perchè lo faccio? a che scopo?.
Non canti come il bimbo se non c'è un motivo, non balli, non ami, non dipingi, non crei niente di niente, e per quale motivo dovresti farlo se non ne hai un riscontro, se non c'è una ricompensa?
Sembra che i soldi siano il fine. I maledetti soldi.
Maledetti perchè tu te ne andrai e i soldi resteranno.
E quelle banconote, se potessero pensare direbbero: "Noi eravamo lo scopo di quest'uomo. Ora noi siamo qui e lui se n' è andato. Di certo la venuta di quest'uomo serviva per metterci insieme, per quale altro motivo altrimenti?".
No, non esiste affatto uno scopo: comprenderlo implica essere liberi, questa comprensione fa capire il mistero che è nella vita.
L'uomo che vive del tutto privo di scopi, l'uomo che vive come se la sua vita fosse una bella passeggiata al parco il mattino presto, senza una meta, quell'uomo ha capito il mistero della vita.
Completamente.




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Messaggio Da tessa il Sab Nov 30, 2019 10:57 pm

E perchè l'uomo che passegia al parco al mattino presto senza uno scopo ( sai quanto sono lunghe le giornate...) perchè quello ha capito il mistero della vita? Spiegati. Lo so tu hai laurea in filosofia, io no, ma fammi capire.


Ultima modifica di tessa il Lun Dic 02, 2019 12:02 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Samael il Dom Dic 01, 2019 2:26 pm

Certo tessa, vedi, per me l'uomo puro è nell'assenza dello scopo, è questo il fine ed il mistero (della vita) che viene svelato.
E' in effetti una filosofia di vita.
Se c'è un disegno, come io credo, si tratta di un disegno di fluida energia.
Ci viene dai 4 elementali.
E' la legge di tutte le cose.
Ti posto solo questa frase che ho scritto e che definisce lo scopo :
Non esiste scopo, non esiste una meta.
L'esistenza non è orientata verso qualcosa. La vita è pura, non ha scopo. La vita è la vita.
La vita è energia che gode di esistere.

E' un modo di interpretare l'esistenza.
Nella meditazione cerco una mia spiritualità.
E' la maniera più idonea per allontanarmi dalla materia e cercare quel super-io che è dentro di noi.
Solo questo.
Poi, come ti ho detto, credo negli elementi cosmici.
Credo che in ognuno di noi ci sia una parte di universalità.
Ogni cosa ha un suo perchè, viene da sola, senza scopo alcuno.
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Messaggio Da tessa il Dom Dic 01, 2019 7:24 pm

Che sono gli elementi cosmici? Quelli della tabella di Mendeleiev? beh, sì, inognuno di noi vi è unframmento del tutto, veniamo dalle stelle e nelle stelle torneremo.

E che significa: " Ogni cosa ha il suo perchè( quindi ha uno scopo...), viene da sola, senza scopo alcuno...boh.

Perchè non spieghi meglio? lo scopo c'è o non c'è?
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Messaggio Da Samael il Lun Dic 02, 2019 1:44 pm

Cerco di spiegarmi con altre parole; noi ci soffermiamo troppo e sempre sull'uomo. Voglio dire che ogni cosa che pensiamo viene rapportata all'uomo.
Non penso sia un giusto punto di partenza.
Immagino... (credo) che l'incipit sia qualcosa di estremamente diverso dal progredire in un mono-tòno irreversibile.
L'universo è davvero iniziato?
La teoria dell'immane esplosione primordiale è esatta?
Verrebbe spontaneo rispondere che è  si . La nostra mente ha bisogno di un inizio, uno sviluppo e una fine come affermazioni del fatto che noi stiamo esistendo.
Ogni livello di intensità viene accettato come un fatto.
Ma se si parte dal presupposto che invece niente inizia e niente finisce, la conseguenza è che la nascita non è un evento chiaro e ben definito, ma solo uno specifico tipo di intensità (tensione evolutiva), così come lo sono la maturità e la morte.
Si viene a scoprire (quasi con certezza) che l'universo potrebbe non essere mai iniziato in quanto già esisteva, non finirà mai, ma che è passato, sta passando e passerà, attraverso infinite fluttuazioni di intensità.
L'universo stesso è il carro di ogni intensità.
Se noi ci salissimo a bordo potremmo viaggiare attraverso cambiamenti senza fine.
Perchè tutto già arriva.
Ogni cosa esiste con un proprio disegno nelle infinite equazioni.
In questa visione non può esistere uno scopo e una definizione.
Solo l'accettazione di un dato di fatto.
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