Frontex: Non funziona perché Italia, Grecia, Malta e Cipro han voluto così!

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Messaggio Da Erasmus il Mar Ott 22, 2013 12:21 pm

Con la recente doppia sciagura "Lampedusa", ecco di nuovo l'esibizione del consueto capro espiatorio: L'Unione Europea
L'Europa, – dicono i soliti noti –  ha messo in piedi quel fasullo inutile organismo che è FRONTEX, il quale dovrebbe controllare e proteggere le frontiere (nonché soccorrere chi è in pericolo), ma in realtà non lo fa.

Da più parti (anche ufficialmente dal governo Letta) si chiede che il problema dei migranti non sia dei soli stati di confine, specie per gli stati del mediterraneo. Insomma: si chiede aiuto all'Europa, e lo si chiede con la convinzione di averne il pieno diritto, e contemporaneamente si accusano le istituzioni europee di essere assenti quando invece il problema riguarda l'intera Unione.

Ma le cose stanno davvero così?
Il dover ripetere le solite cose mi costa ormai quasi come il dover sottomettermi ancora una volta ad una specie di "forche caudine"!
Parlare di questo caso particolare mi pare del tutto superfluo: è solo uno dei tanti esempi di quanto continuo a replicare (con la mia presenza nei forum che data ormai da quasi 11 anni):
«Ai fantasmi non ci credo! A decidere la politica europea sono i governi dei singoli stati, non fantomatici "euroburocrati"».

Veniamo al dunque in questo attualissimo caso.
Alfano, vice-primoministro nonché ministro degli imterni, pochi giorni fa ha dichiarato (o meglio "declamato"):
«Noi abbiamo un sistema che si chiama Frontex, che è un sistema di protezione delle frontiere. Noi vogliamo vedere gli aerei e le navi che proteggono quella frontiera e lo vogliamo fare perché pensiamo che questo sia il modo migliore per evitare i morti, altrimenti noi faremo sempre degli inutili pianti sulle bare senza riuscire a fare nulla di concreto».


Ma come mai Frontex c'è e non interviene? 
Beh: una delle ragioni è che la sorveglianza richiesta (con navi e aerei) costa!  Ma questi costi non sono previsti  nel bilancio europeo!
[Né l'Unione possiede aerei e navi! ]
 E chi decide il "budget" Europeo (in entità e programmazione delle spese)? Ovvio: il Consiglio Europeo! 
[Ricordo che, tra l'altro, nell'ultima programmazione – che comprende i prossimi anni fino al 2020– il bilancio europeo che era dell'1,14% del PIL globale dell'UE, è stato [per la prima volta nei 60 anni di storia comunitaria] ridotto. Per risparmiare (dicono la Merkel, Cameron, Hollande, ecc). Ora è sceso – se non ricordo male – a circa l'1,06%. Il risparmio sarebbe dunque  dell0 0,08% del PIL. [Provate a confrontarlo con le sole spese di mantenimento dei politici, con il costo – per esempio – del finanziamento ai partiti ... Il "risparmio" è  risibile come entità, (ma è sempre un buon argomento da sbandierare in patria) e non è nemmeno un risparmio se  si pensa all'efficienza dei nostri servizi e al fatto che cioò che non si fa a livello comunitario per mancanza di fondi resta a carico dei paesi membri. [La "non Europa" costa molto di più dell'Europa!]. 
Poi ... c'è da dire che l'UE non ha né navi né aerei! Anche nei casi di vero esercizio di Frontex, in realtà si tratta di "appalto" da parte dell'UE di mezzi nazionali. Restano insomma nazionali tutti i mewzzi di sorveglianza, anche quelli che ... accidentalmente  lavorassero per Frontex!
Infine, 'sto Frontex , con quali regole funziona in acque territoriali ancora denominate come "nazionali"?


A questo punto, è meglio che  io mi fermi e che vi facciate voi stessiun'idea di come stanno le cose [e del perché stanno così] leggendo l'articoletto che trascrivo qui di seguito
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Fonte => http://www.huffingtonpost.it/2013/10/21/frontex-italia-ue_n_4137614.html?utm_hp_ref=italy


L'Huffington Post  (21.10.13)

Frontex: quando in segreto l'Italia disse no all'agenzia Ue di sorveglianza alle frontiere
 Di Dario Prestigiacomo


Sotto la luce dei riflettori, l'Italia batte i pugni per chiedere che l'Europa si prenda carico della gestione dell'emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Peccato, però, che nel segreto delle stanze di Bruxelles sia stata proprio l'Italia a bocciare la proposta della Commissione europea di conferire a Frontex, la discussa agenzia Ue di sorveglianza alle frontiere, la competenza esclusiva per il coordinamento delle operazioni di localizzazione e salvataggio in mare ("search and rescue") dei barconi dei migranti. 

E' quanto è successo nel corso dell'ultimo gruppo di lavoro del Consiglio Ue sulle frontiere. L'Esecutivo di Bruxelles, sotto la spinta dei fatti di Lampedusa e degli appelli lanciati dal governo Letta, ha portato alla seduta una serie di proposte per riformare Frontex. Tra queste, per l'appunto, l'indicazione di una cabina di regia europea, gestita a livello centrale, per individuare le rotte dei barconi di migranti che partono dal Nord Africa e che interessano lo specchio di mare che va da Cipro alla Spagna. Contro questa proposta si sono scagliati Grecia, Malta, Francia, Spagna e Italia, ossia i paesi più interessati dalle rotte.

Come mai? A Bruxelles in pochi hanno dubbi: sulle politiche di lotta all'immigrazione clandestina ogni Stato vuole avere le mani libere e non essere soggetto a normative europee. Finora, infatti, i paesi europei hanno potuto scegliere le proprie strategie con la massima libertà, con l'unico faro di riferimento internazionale che è dato da convenzioni come quella di Ginevra. Convenzioni che è difficile fare rispettare. Diverso il discorso se da domani dovesse intervenire l'Europa, con il doppio controllo di Commissione e Corte Ue. 

Basti ricordare quanto successe col governo Berlusconi con i respingimenti in mare: la commissaria Malmstrom ne chiese pubblicamente lo stop, ma non poté far nulla per mancanza di poteri in merito da parte dell'Esecutivo. Poteri che ora proprio la Malmstrom rivendica, facendo seguito (ironia del caso) alla richiesta dell'Italia di un maggiore impegno Ue sul fronte immigrazione. 
La vicenda, che per ora è rimasta nei sotterranei del dibattito politico, non è stata vissuta bene da governo e Pd. La delegazione democratica all'interno del Parlamento europeo, infatti, aveva contattato il governo per chiedere di non votare contro la proposta della Commissione. Anche il ministro Kyenge ha mostrato un certo imbarazzo, limitandosi a dire che si tratta di "una questione delicata, riguardante le nuove linee guida di Frontex, di cui si sta occupando il ministero dell'Interno". In sostanza, la palla è in mano ad Alfano. Che, a quanto dicono a Bruxelles, ha inviato un messaggio chiaro all'Ue: i poteri in materia di controllo delle frontiere devono restare di competenza esclusiva dell'Italia. 

Lo stesso Alfano che pochi giorni fa aveva dichiarato: "Noi abbiamo un sistema che si chiama Frontex, che è un sistema di protezione delle frontiere. Noi vogliamo vedere gli aerei e le navi che proteggono quella frontiera e lo vogliamo fare perché pensiamo che questo sia il modo migliore per evitare i morti, altrimenti noi faremo sempre degli inutili pianti sulle bare senza riuscire a fare nulla di concreto". 

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Ciao a tutti

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