L’Inps rivuole indietro un centesimo da un pensionato: “Può pagare a rate”

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L’Inps rivuole indietro un centesimo da un pensionato: “Può pagare a rate”

Messaggio Da Verci il Lun Ott 21, 2013 7:59 am

L'Istituto nazionale della previdenza sociale ha mandato una raccomandata al prezzo di 5 euro per rivendicare un esubero di un anziano di Riccione. Dal 1 gennaio 1996 al 31 dicembre del 2000 gli è stato dato un centesimo di euro in più sulla pensione

di Davide Turrini | Rimini | 20 ottobre 2013)




L’Inps chiede un centesimo di rimborso e spende 5 euro di raccomandata per averlo indietro. La surreale richiesta dell’ente pubblico per la previdenza sociale è giunta ad un pensionato di 84 anni,
Emilio Casali, di Riccione. Qualche giorno fa l’uomo ha ricevuto un bollettino urgente dove veniva specificato che nel periodo che va dal 1 gennaio 1996 al 31 dicembre del 2000, gli è stato pagato un centesimo di euro in più sulla sua pensione: “Sono state corrisposte quote di pensione non spettanti in quanto l’ammontare dei redditi personali è superiore ai limiti della legge 335 del 1995”.


Per ottenere l’esoso esubero di 1 centesimo, l’oramai rara monetina d’acciaio con placcatura in rame, l’Inps non ha però badato a spese: solo la raccomandata per comunicare al pensionato l’eccesso di denaro corrisposto tredici anni fa è costata 5 euro: “E’ un’assurdità”, ha spiegato al Corriere di Romagna, il figlio del pensionato, “Mi chiedo se l’Italia possa essere considerato un paese che può avere un futuro se spende 5 euro in una raccomandata, più i costi della carta, i costi dei dipendenti per impostazione la pratica, i costi per recarsi alla posta per pagare il bollettino e i costi del bollettino (1,30 euro). Tutto per incassare la bellezza di 0,01 euro”.


Ma le stravaganze burocratiche non finiscono qui. Ad accompagnare la raccomandata con annesso bollettino, ecco che spunta anche un’agevolazione per il cittadino. Se la famiglia Casali lo vorrà c’è perfino la possibilità di recarsi in un uno degli uffici Inps territoriali “e verificare la possibilità di rateizzare il rimborso”: “Se proprio l’Inps volesse incassare la poderosa cifra di 0,01 euro – ha concluso il figlio di Casali – avrebbe potuto farlo trattenendola semplicemente dall’erogazione attuale della pensione di mio babbo. Quasi quasi chiedo la rateizzazione – ironizza -, ma sono propenso a non pagare per la curiosità di vedere se mi arriva un altro bollettino e di quale importo”.


La pratica Casali ha anche un ulteriore aggiunta che mostra il lato demenziale di una macchina burocratica incapace di auto censurare le questioni più semplici: nel caso il cittadino ritenga ingiusta o non sia semplicemente d’accordo con la richiesta di rimborso, l’Inps suggerisce la possibilità di proporre “un’azione giudiziaria da notificare direttamente alla sede romana”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/20/linps-rivuole-indietro-centesimo-da-pensionato-puo-pagare-a-rate/750115/
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Re: L’Inps rivuole indietro un centesimo da un pensionato: “Può pagare a rate”

Messaggio Da Verci il Mar Ott 22, 2013 1:49 am

Beh, si può dire che, almeno per un volta, il detto "tutto è bene quel che finisce bene", si sia finalmente concretizzato.

Dirigente 'paga' richiesta da un cent, l'Inps lo rimuove

Rimosso per una questione da un centesimo. Il direttore provinciale dell'Inps di Rimini, Alessandro Romano, ha pagato a caro prezzo la raccomandata ricevuta nei giorni scorsi da un pensionato di 84 anni di Riccione, Emilio Casali, con allegato bollettino di versamento in conto corrente postale per l'importo di un solo cent, che aveva percepito oltre il dovuto fra il primo gennaio '96 e il 31 dicembre 2000. La decisione dell'istituto è stata diffusa nel tardo pomeriggio: "sulla questione - ha spiegato l'ente - l'Inps ha avviato una indagine amministrativa interna per evitare che simili incresciosi episodi possano tornare a ripetersi".

Inoltre "è stata individuata la responsabilità dell'operatore, che verrà sanzionata, e del mancato controllo da parte del direttore della sede Inps di competenza che è stato rimosso e destinato ad altro incarico". Oltre a scusarsi con Casali "per il disagio provocato", l'Inps ha ricordato che esiste da anni una procedura che impedisce il recupero di "indebiti irrisori" sotto la soglia di 12 euro. Le scuse al pensionato erano arrivate in precedenza anche dallo stesso dirigente della sede romagnola, che aveva precisato che Casali non doveva tenere conto della comunicazione, nè fare alcun pagamento: "Ho già disposto - aveva detto - l'annullamento della lettera inviata e l'indebito è da considerare a tutti gli effetti estinto", spiegando che l'indebito era stato notificato invece che annullato "per una svista".

E, per contestualizzare la posizione, aveva fatto notare che "la sola sede di Rimini gestisce mensilmente oltre 9.000 indebiti in corso di recupero e che entro fine anno saranno lavorate circa 4.500 posizioni". Ma né chiarimento, né scuse, evidentemente, sono state ritenute sufficienti dall'istituto, a fronte del disagio provocato al cittadino. Il quale, quando aveva ricevuto il 'conto' dell'Inps (era indicata anche la possibilità di saldare 'a rate'), era rimasto sbalordito: "Non volevo credere ai miei occhi - aveva raccontato - non riuscivo a capire, mi sembrava assurdo. Per un attimo ho pensato che ci fosse dietro dell' altro". "Quel che è successo a mio padre - gli aveva fatto eco il figlio - è un'assurdità. Mi chiedo se l'Italia può essere considerato un Paese con un futuro se spende 5 euro per una raccomandata più i soldi della carta e quelli per l'impostazione della pratica. Tutto questo per un centesimo".

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/10/21/Quando-Inps-rivuole-indietro-cent_9492957.html
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