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Messaggio Da ART- il Mar Mag 28, 2019 5:29 pm

Mi pare che a livello europeo le cose non siano andate poi così male. E' vero che l'accozzaglia eurofobo-nazionalista ha aumentato i consensi, come del resto ampiamente si prevedeva, ma a fronte di una riduzione di S&D e PPE abbiamo un aumento dei Verdi, più o meno europeisti, e soprattutto dell'ALDE, che varia da posizioni nettamenbte europeiste a federaliste.

A livello locale, escludendo il caso particolare UK, la situazione mi sembra davvero grave solo in due stati: Ungheria e Italia, i primi saldamente in mano a Orbán, i secondi che si sono buttati come coglioni nelle mani del camerata Salvini. E' vero che in Francia Le Pen ha superato Macron, ma l'aspirante ducessa non andrà mai alla presidenza in quanto Verdi e Repubblicani ai ballottaggi fanno fronte comune con Macron. La Polonia è organizzata per reagire a Kaczyński con una salda alleanza di partiti d'opposizione. In Austria l'inedita coalizione di Kurz coi neonazisti è già finita.
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Messaggio Da Erasmus il Gio Mag 30, 2019 3:57 pm

ART- ha scritto:[#...] a fronte di una riduzione di S&D e PPE abbiamo un aumento dei Verdi, più o meno europeisti, [...]
Perché qualifichi i Verdi/ALE "più o meno europeisti"?
I Verdi/ALE sono I PIU' europeisti (assieme a gran parte del gruppo ALDE, ma non tutto!).
Co-presidente del partito internazionale (europeo) "Verdi – Alleanza Libera Europea" è tuttora la nostra Monica Frassoni. Questa a 24 anni (nel 1987) da presidente della GEF (Gioventù Federalista Europea, italiana) era diventata presidente della JEF (Jeunes Fédéralistes Européens, parte giovanile della UEF, Unione dei Federalisti Europei). Per svolgere bene tale incarico è andata a Bruxelles dove, per mantenersi – dato che gli incarichi dei federalisti europei non hanno alcuna retribuzione –, ha cercato lavoro trovandolo come impiegata dei Verdi. I Vedrdi belgi nel 1999 l'anno candidata nella propria lista "Ecolo" e, probabilmente a causa della reazione ecologista provocata dalla "epidimia aviaria", con grande sorpresa degli stessi verdi del Belgio (che puntavano su un seggio, al massimo due seggi) la lista "Ecolo" conquistò tre seggi di cui uno per la Frassoni. Al PE la Frassoni è stata co-presidente dei Verdi/ALE con Daniel Cohn-Brndit per 10 anni. Dell'europeismo (davvero di tipo "federalista") di Cohn-Bendit c'è ancora ampia traccia anche in YouTube (in registrazioni dei suoi interventi in PE). Nel 2009 la Frassoni non è stata rieletta perché i Verdi, (che in Italia si erano messi con frange di estrema sinistra), non hanno superato la soglia del 4% inventata per quell'occasione dalla complicità tra Veltroni e Berlusconi; e non l'hanno superata per colpa delle fesserie del SEL (a cominciare dal nome, Sinistra e Libertà e soprattutto per il tipo di campagna elettorale italiana, (guidata dal parolaio Vendola) e per il rifiuto della Bonino di candidarsi nella stessa lista (per presentarsi con una sua lista personale al solo scopo di "restare in scena", sapendo benissimo che non avrebbe raggiunto il 4%).
[Allora il SEL prese il 3.13% e la lista "Bonino" poco più del 2%. Insieme avrebbero superato abbondantemente la maledetta soglia di sbarramento 4%)].
Se vediamo l'operato di Verdi/ALE in PE (sia sotto la co-presidenza di Frassoni e Cohn-Bendit che sotto la successiva e fino ad ora, in particolare negli interventi di Ska Keller) constatiamo che quasi sempre hanno votato assieme all'ALDE (e spessissimo su proposte e mozioni proprie o in coppia con l'ALDE).
Sarebbe istruttivo a questo proposito rivedere la storia delle posizioni in PE del gruppo Verdi/ALE a riguardo del BIS di Barroso come presidente della Commissione Europea (avvenuto per l'ipocrisia di parecchi socialisti [che dopo due mesi di slogan "Stop Barroso!" hanno permesso (per loro interni litigi) che Barroso fosse l'unico candidato ... e passasse pure con i voti di numerosi socialisti] e soprattutto del loro presidente Martin Schulz, vero "Cicero pro domo sua"). Molto istruttivo sarebbe anche il comportamento dei gruppi del PE a riguardo degli "accordi" TTIP, CETA e JEFTA.
Proprio di questo parlavo giorni fa per e.mail con un attivo "ambientalista" locale del mio quartiere (in Valpolicella) che – con mia sorpresa – ho capito che segue attentamente anche quanto bolle nelle pentole dell'UE (cioè in PE e in Commissione Europea).
Trascrivo di seguito parte dell'ultima mia mail a lui.
Trattato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership)
––> https://www.greens-efa.eu/en/article/press/handelsabkommen-mit-den-usa-kein-deal-zu-lasten-von-umwelt-und-standards/
15 aprile 2019: EU–US trade talks – Presse release (quote from Reinhard Bütikofer MEP)
Parliament rejected negotiations on the basis of the two mandates on the 24th of March 2019. EU governments have not yet published the current two u]negotiating mandates, so that they might be scrutinised by the public.
Reinhard Bütikofer, trade spokesperson for the Greens/EFA group and member of the delegation for relations with the USA:
"Eu governments have ignored all criticism of the Commission's proposed mandate for transatlantic trade negotiations, without being sure thet serious negotiations will take place. The starting positions are very far apart with the US side is insisting on the inclusion of the entire agricultural sector, which the EU has so far categorically ruled out. This comes after the European Parliament rejected the Commission's approach just three weeks ago.
"In the Council, France and Germany are so divided that France is now being outvoted for the first time. The German government seems willing to pay almost any price to avoid tariffs on German car exports. The EU is starting out from a weakened position.
"We need a fair partnership, but not a deal at the expense of the environment and European standards. The Commission and the Council are undermining the EU's negotiating position by trying to avoid a transparent debate out of fear of public opinion. We will help to ensure that this does not happen."


–––>[url] https://ilsalvagente.it/2019/04/16/ttip-via-libera-al-nuovo-mandato-a-negoziare-anche-litalia-ha-votato-si/57240/[/url]
16 aprile 2019: Via libera al nuovo mndato a negoziare (anche l'Italia ha votato SI')
Today, the Council of Ministers adopted the mandate for the European Commission to negotiate a trade agreement with the USA. The European

Trattato CETA (Comprehensive Employment and Training Act)
–––> https://www.greens-efa.eu/en/article/ceta-6425/
23 novembre 2016 – CETA – Presse release
European Parliament refuses to refer trade deal to European Court of Justice (ECJ)
The European Parliament has today rejected a call from a coalition of MEPs, including Greens/EFA members, to refer the Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) between Canada and the EU to the European Court of Justice (ECJ).

Various legal experts, including the German Association of Judges and an Advocate General of the ECJ, have argued that investment court systems could be incompatible with EU law.

Commenting on the decision, Heidi Hautala, who led the proposal on behalf of the Greens/EFA group, said:
"We are extremely disappointed that the majority of MEPs have chosen to reject our call to refer CETA to the European Court of Justice. Given the huge controversy around the deal, and the serious questions that have been asked regarding its compatibility with EU Treaties, there was a clear-cut case for asking the Court to express a view. Indeed, a number of legal scholars and practitioners have called for the Investment Court System to be checked against the EU treaties, including an advocate general of the ECJ itself."
Greens/EFA trade spokesperson Yannick Jadot added:
"In spite of today’s decision, an opinion from the European Court of Justice is still urgently needed and we would call upon the Belgian government to respect the agreement with Wallonia and refer the deal to the ECJ. The European Parliament should put the brakes on the ratification process to allow time for this to happen and take the opportunity to scrutinize the various potential impacts of CETA. The Parliament had an opportunity today to prove that it was willing to stand up for the common good and ensure that this deal is not merely nodded through. With citizens demanding more powerful regulation of trade globalization, it is imperative that legal and democratic sovereignty are prioritised over the economic interests of a few multinationals."

–––> https://www.greens-efa.eu/en/article/news/greens-efa-debriefing-8232/
15 Febbraio 2019: Greens/EFA Debriefing – Plenary week
EU-Singapore trade agreement
Debate and vote on Tuesday, 12 February
The European Union's trade agreement with Singapore and the accompanying investment protection agreement were adopted by the majority of Members of the European Parliament. The Greens/EFA voted against.
Heidi Hautala, Vice-President of the Greens/EFA Group and spokesperson on trade comments:"The agreement with Singapore is a deal against a sustainable and fair international trade policy. The liberalisation of financial services and a broad right of action for investors place financial profit above environmental protection and consumer protection. Even public government bonds can be the subject of investor lawsuits. Public services are less protected than, for example, in the CETA agreement with Canada. We reject international trade agreements that come at a social and environmental cost. The bottom line for trade agreements must be the Paris Climate Agreement and the United Nations Sustainable Development Goals. “
The Greens/EFA group called for a delay to the consent of the Investment Protection Agreement, because of significant concerns over the inclusion of public debt. Moreover, a ruling is pending before the ECJ concerning the compatibility of the Investment Court System (ICS) within CETA with the EU Treaties which is expected for publication around May. Hence, the ratification of the Singapore agreement (which also contains ICS) prior to the final ruling is ill-timed. The Greens/EFA group is against all EU trade agreements with third countries which perpetuate special foreign investor protection rights.

Trattato JEFTA (Japan-EU Free Trade Agreement)
–––> https://www.greens-efa.eu/en/article/press/jefta-imports-old-mistakes/
12 Dicembre 2018: JEFTA imports old mistakes
The Japan-EU Free Trade Agreement (JEFTA) between the European Union and Japan does not represent a forward-looking and sustainable trade policy, which is why the Greens/EFA Group have voted against it in the European Parliament today. The European Commission continues to focus on deregulation and has failed to learn from the massive public opposition to the previous trade agreements.
JEFTA allows for the liberalisation of financial services and provides insufficient protection for public services such as water and sanitation. The precautionary principle to prevent damage to the environment, health and consumer protection is not safeguarded. Environmental protection rules such as an import ban on illegally harvested timber and protective mechanisms for Japanese small farmers against the mass exports of dairy products from the European Union are missing.
Ska Keller, President of the Greens/EFA Group in the European Parliament, comments:
"The European Parliament has missed an opportunity to take the lead in demanding a sustainable and fair international trade policy. The liberalisation of financial services and weak protection for public services ignore standards for the environment, citizens and municipal services such as water supply. We want international trade agreements, but not at any cost. The liberalisation of financial services raises doubts about compatibility with the regulatory paradigm following the financial crisis. The Paris climate goals and the sustainable development goals must be the overarching framework for modern trade agreements. Escalating liberalisation, on the other hand, will not bring about a sustainable and social trade policy".
Klaus Buchner, shadow rapporteur of the Greens/EFA Group in the European Parliament's lead trade committee, added:
"The European Union ignores citizens' voices and imports the old mistakes of CETA to the Free Trade Agreement with Japan. Safety and quality standards for the environment, consumers and health must not be jeopardised by deregulation. JEFTA is a decision against Europeans citizens and for multinational corporations. Together with millions of citizens, we are calling for a trade policy that guarantees sustainable environmental and social standards, basic democratic values and the precautionary principle and is not simply misused to deregulate banks and the economy".
––>[url] https://sven-giegold.de/jefta-water-not-commodity/[/url] [Sito dei Verdi tedeschi Bündnis90/Die Grünen]
22 giugno 2018: EU trade agreement with Japan: water must not become a commodity
The trade agreement between the EU and Japan (JEFTA) is almost complete and would be by far the most important trade agreement of the EU in economic terms. As an “EU-only” agreement, the national parliaments of the EU countries will therefore not be allowed to vote on it. On these grounds the German Federal Association of Energy and Water Management (BDEW) as well as the Alliance of public water management have issued a position papers on JEFTA, in which they point out that the agreement means a deterioration in the protection of public water management even worse than with the CETA agreement with Canada. The BDEW had already criticized CETA. The position paper is based on the expertise of Stadtwerke Karlsruhe (local public waterworks)

The economic and financial spokesman for the Greens/EFA Group in the European Parliament, Sven Giegold, said:
“JEFTA promotes the liberalization of water supply and wastewater disposal. Water is not a commodity, but a public good and is thus not a commodity. It has no place in a trade agreement. JEFTA disregards the principle of subsidiarity in Europe. Trade agreements should facilitate trade, but must not interfere with “services of general economic interest”. JEFTA is even more dangerous for “services of general economic interest” than CETA. The agreement with Canada provides for limited protection of our water. It is bitter that the EU Commission ignores the limited progress made in CETA, as soon as public pressure is on the ebb.
Once again it becomes clear that European trade policy needs a new start. We need trade agreements that facilitate customs duties, customs clearance procedures and safe technical standards. Limitations of democracy or violations of the principle of subsidiarity must be avoided. Only with such a new start trust of citizens and civil society in the EU trade policy can be regained. Agreements like JEFTA have no future.”

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Lunedì notte avevo scritto un lungo intervento a commento dei risultati delle elezioni europee.
Poi ho interrotto per andare a nanna, pensando che avrei concluso la mattina del martedì. Ma, chissà perché, la mattina dopo la pagina in cui avevo scritto il mio commento (però non ancora inviato perché non ancora concluso) E' SPARITA!
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Comunque ... i "sovranisti" sono rimasti in netta minoranza!

Per riassumere i risultati, metto qui sotto come era il PE subito prima del 26 maggio 2019 e come si prevede che sarà nella legislatura che si apre dopo queste elezioni europee (supposto che davvero gli eletti nella lista francese "En marche" (dei sostenitori di Macron) finiscano con l'ALDE).

Parlamento europeo in scadenza ↓
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Parlamento europeo nuovo ↓
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Ultima modifica di Erasmus il Ven Mag 31, 2019 2:00 pm, modificato 2 volte (Motivazione : uel che bolle nelle pentole dell'UE (cioè in PE e nella Commissione Europea))

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Messaggio Da Erasmus il Ven Mag 31, 2019 4:53 pm

ART- ha scritto:[...] l'accozzaglia eurofobo-nazionalista ha aumentato i consensi, [...]

[...] la situazione mi sembra davvero grave solo in due stati: Ungheria e Italia, i primi saldamente in mano a Orbán, i secondi che si sono buttati come coglioni nelle mani del camerata Salvini.
Hai detto bene a chiamarla "accozzaglia".
Farage – il più votato in UK – e il suo UKIP non vogliono cambiare Gruppo in PE.
Il Fidesz di Orbán (che era nel PPE – assieme ai berluschini tra i quali almeno un paio di ex fascistoidi che in passato stavano nel MSI – ha fatto sapere che a livello europeo non vede possibilità di collaborazione con la Lega di Salvini.
Tel chì:
––> Orban gela Salvini: nessuna collaborazione con lui in Europa
––> Salvini "tradito" da Orban e Seehofer. "Con lui no alleanze"
––> Orban, Farage e Verdi: in Europa tre no al governo gialloverde
[Da "La Stampa" del 31.05.2019: «Il premier ungherese: “Non voglio collaborare con Salvini”. E i Verdi chiudono ai 5S: non imbarchiamo chi è eterodiretto»
––––––
In provincia di Verona la lista "Europa Verde" è andata un po' meglio che a livello nazionale.
2,7% nella provincia di Verona e 2,42% in Italia
Però ... ho vergogna a dirmi veronese!
La Lega di Salvini nella mia provincia ha sfiorato il 50% (esattamente il 49,7%).
Di più: nel mio comune (e in tutti gli 8 comuni della Valpolicella) e in molti altri comuni del veronese domenica scorsa c'erano anche le elezioni comunali. E quasi dappertutto i candidati a sindaco della Lega hanno superato gli altri. Perfino nel mio comune (Negrar) dove si è ri-candidato il sindaco uscente Roberto Grison la cui amministrazione è stata "esemplare", soprattutto per la condotta davvero attiva degli assessorati (guidati da persone competenti e tutte rispettose de territorio e dell'ambiente).
Qua a Negrar il candidato – illustre sconosciuto fino a queste elezioni! – di una coalizione di varie liste di destra tra le quali domina la lista "Lega Salvini" [distinta da altra lista leghista, la vecchia "Liga Veneta"] ha superato la coalizione delle due liste per "Grison sindaco". [Una era la "Lista Grison" (di tendenza "centro-sinistra"), l'altra era "Comunità e Territorio" (di tendenza ecologista ... e anche – seppur indirettamente – "europeista")].
C'era una terza candidata, di una sola lista di nome "lista Tosi" Si tratta di una lista ancora leghista che fa riferimento a Flavio Tosi, fervente leghista "bossiano" sindaco di Verona dal maggio 2007 al giugno 2017. Ma Tosi ha litigato di brutto con Salvini quando costui stava emergendo come probabile successore di Maroni. E poi è stato espulso dalla Lega!
––> lega, Tosi: "Salvini un dittatore, lui ha deciso mia espulsione" (video)
L'illustre sconosciuto (votato anche senza sapere chi fosse da quasi tutti quelli che alle europee votavano "Lega") era Marco Andreolli (49,57%), che solo per un pelo dovrà andare al ballottaggio con Roberto Grison (45.73%).
Ago della bilancia saranno dunque quei pochi (4,70%) che hanno votato la "lista Tosi". Sono leghisti ma hanno scelto una lista emblematicamente "avversaria" della lista "Lega Salvini". Siccome nella coalizione che ha sfiorato il 50% ci sta pure "Fratelli d'Italia" (e Tosi si professava decisamente "anti-fascisdta"), è probabile che quel 4,7% opti per Grison. Ma non è sicuro, dato che gli elettori qua votano più per generiche posizioni di partito che per conoscenza dei candidati! Senz'altro tra quelli che hanno votato "lista Tosi" ci sarà chi voterà contro Grison solo perché si ricorda che Tosi era della Lega Nord (e magari lo crede ancora nella Lega).
E c'è anche da dire che in tutto il Veneto la Lega ha stravinto! Ma questo è in gran parte dovuto alla buona amministrazione regionale di Luca Zaia (sostenuto, però, anche da Forza Italia). Il Veneto è tra le regioni meglio amministrate, e Zaia ha indubbiamente merito in ciò. Si capisce benissimo che non è affatto un "salviniano"! Ma, a differenza di Tosi, non attacca apertamente Salvini (per non finire espulso come Tosi).

Mi scuso per questa digressione dalle Europee.
Purtroppo Salvini sta imperversando anche nelle ammimistrative.
[Si pensi, per esempio, che la Lega è risultata il parrtito più votato nelle amministrative di Caltanisetta!]

Meno male, però, che a livello europeo sono cresciut sia l'ALDE che i Verdi/ALE.
Globalmente, è vero che ora, molto più che in preceenza, c'è una precisa "accozzaglia" apertamente (e ferocemente) "sovranista"; ma è altrettanto vero che sono cresciute le forze sinceramente europpeiste (e perfino "federaliste" dentro all'ALDE e ai Verdi/ALE).
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Messaggio Da Erasmus il Lun Giu 10, 2019 3:57 am

A A.A !
Nel mio comune Negrar di Valpolicella (Verona):
• Domenica 26 maggio
Marco Andreoli ("Lega Salvini"+ altre 5 liste) 49,57%;
Roberto Grison (sindaco uscnte, liste civiche) 44,73%
• Domenica 9 giugno Grison ha preso 74 voti più di Andreoli di e resta sindaco di Negrar Tiriamo sinteticamente le somme sulle elezioni Fis
Erasmus ha scritto:[...L'illustre sconosciuto (votato anche senza sapere chi fosse da quasi tutti quelli che alle europee votavano "Lega") era Marco Andreoli (49,57%), che solo per un pelo dovrà andare al ballottaggio con Roberto Grison (45.73%).
Ago della bilancia saranno dunque quei pochi (4,70%) che hanno votato la "lista Tosi". [...]
Come dicevo, Flavio Tosi è stato sindaco di Verona per due volte di seguito (dal 2007 al 2017) eletto nella "Lega Nord", ma ha litigato con Salvini (chiamandolo "dittatore" e capace di esprimerti solidarietà al mattino e silurarti alla sera) quando ancora era Maroni il segretario nazionale della "Lega Nord"; e quando a Maroni è succeduto Salvini il "bossiano" Flavio Tosi è stato espulso dalla Lega!
Grison deve la vittoria all'appoggio della "lista TOSI" (che nella scheda del ballottaggio figurava nelle liste di appoggio a Grison.)
Domenica scorsa in appoggio a l leghista Andreoli ò arrivato il govenatore del Veneto Luca Zaia. Salvini si era sbilanciato dicendo che ormai la Valpolicella è tutta di destra (con riferimento non esplicito ai risultati del 26 maggio)M; ma il un "testa a testa" Tra Andreoli e Grison, Grison l'ha smentito riportando fedelmente le parole di solidarietà dei sindaci di quattro comuni della Valpolicella (confinanti con Negrar): parlr non smentibili essendo pubblicate su più di un "social"

Per me ... è una piccola consolazione!
L'idea che diventasse sindaco un leghista che non ha alcuna precedente esperienza amministrativa (né politica!) e per giunta in una lista ci nome "Lega salvini" mi stava diventando insopportabile!

Intanto in vista della plenaria del nuovo Parlamento Europeo c'è già una intesa tra PPE, S&D, ALDE e Verdi/ALE.
I Governi nazionali che in Consiglio appoggiano questa intesa superano nettamente i previsti 65% della popolazione e i 2/3 dei 28 paesi dell'UE (tra i quali l'UK è ora fuori da ogni schieramento). Il peso dell'Italia (anche se sommato a quello della Polonia – cosa ancora tutta da vedere e che si profila improbabile – e di un altro piccolo paese che ora non riccordo) è insufficiente anche a bloccare eventuali decisioni dlla maggioranza (tranne dove occorre l'unanimità).
Insomma: Salvini canta vittoria in Italia, ma l'Italia è nell'UE l'Italia si è tagliata fuori da ogni possibilità di contare qualcosa!
E siccome con i governi di sinistra (Letta-Renzi-Gentiloni) lìItalia ha conquistato la Presidenza della BCE (con Mario Draghi), l'incarico di Alto Rappfresentante (con Federica Mogherini) e la presienza del P.E. (con Antonio Tajani), Renzi e Zingaretti hanno ottimi strumenti per avversare il governo "giallo-verde",

E tuttavia io spero che non cada!
Il tornare alle elezioni per vedere rescere la Lega (anche se ai danni del M5S) e per buttare in fumo altri soldi (cloem se non bastasse il debito che ha l'Italia) sarebbe qualcosa dì orrendo!
«Caro popolo bue, hai voluto la biciletta?! Allora pedala!»
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