"Meretrici" nella storia: sesso e potere sono davvero un binomio scandaloso?

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Messaggio Da Samael il Ven Mag 17, 2019 1:03 pm

Ecco alcune famose "meretrici" della storia. L'elenco sarebbe lunghissimo e proseguirebbe ai nostri giorni.
Sesso e potere sono sempre andati a braccetto, eppure il dubbio ogni volta si ripresenta.

È giusto che una donna usi il sesso per i propri scopi?
È poi davvero così scandaloso?




Messalina
Fu personaggio mitico per la vita discinta: moglie sedicenne dell’imperatore Claudio, ebbe un’esistenza a dir poco travolgente: si prostituiva per diletto nei bordelli di Roma, ebbe relazioni incestuose coi fratelli, i sudditi ebbero l’ordine di assecondarla in qualsiasi desiderio. Collezionò 25 amanti in un giorno per sfidare la più celebre prostituta di Roma di quel periodo.
Le sue scorribande sessuali e sfrenate ebbero un arresto quando si innamorò di Gallio Silio. Per lui dilapidò i conti dell’impero e tentò di uccidere il marito Claudio per governare insieme all’amante. Ma il piano fallì e lei fu costretta a “suicidarsi”."Meretrici" nella storia: sesso e potere sono davvero un binomio scandaloso? Messalina-ok

Veronica Franco
Fu  una celebre cortigiana di origine borghese del ‘500, famosa per i suoi sonetti e le sue poesie.
Nel 1574 ricevette nel suo salotto Enrico di Valois, figlio di Caterina de’ Medici, in procinto di ricevere la corona di Francia. Enrico ripartì con un ritratto in smalto dell’amata che lo ricompensò con ciò che sapeva fare meglio… un sonetto a lui dedicato.
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Emma Hamilton  
Fu importante per le sorti d’ Inghilterra: tolta dai bordelli a 16 anni, grazie alla sua bellezza e alla sua spregiudicatezza divenne amante di facoltosi uomini aristocratici.
Fu mandata a Napoli dove sposò Sir William Hamilton, ambasciatore inglese. Durante quel periodo cominciò quelle da lei ribattezzate “Attitudes” ovvero esibizioni in abiti che ricordavano lo stile greco, e univano prosa, danza e recitazione. Lanciò una vera e propria moda che la rese celebre in tutta Europa.
Nel 1798 ospitò a casa l’ammiraglio Nelson, divenuto amico di famiglia e già eroe nazionale.
I due si innamorarono e la relazione venne addirittura incoraggiata da Sir William per rispetto e ammirazione verso Nelson. Nel 1801 i tre si trasferirono a Londra dove vissero in un curioso ménage à trois. Emma ebbe anche una figlia da Nelson. Nel 1805 Nelson morì lasciandole solo l’abitazione. Lei, presa dalla depressione e dal tentativo di tenere la casa come una specie di museo per Nelson, dilapidò tutti i suoi averi dandosi al gioco d’azzardo e all’alcol.
Morì di insufficienza epatica in Francia, a Calais, nel 1815.
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La bella Otero
Ebbe un’infanzia difficilissima, stuprata a 10 anni divenne sterile. A 14 scappò di casa col fidanzato e compagno ballerino Paco.
Nel 1888 divenne una stella delle Folies Bergère.
Fu l’amante di moltissimi uomini famosi: il principe di Monaco, Edoardo VII del Regno Unito, I reali di Serbia, di Spagna, i granduchi di Russia e il nostro Gabriele D’Annunzio.
Celebri i suoi sontuosi abiti di scena, alcuni prevedevano che delle gemme le venissero incollate direttamente al seno per dare alle esibizioni un tono ancor più conturbante.
Si ritirò a vita privata dopo la prima guerra mondiale dilapidando pian piano i suoi averi e morendo in povertà a Nizza, a 97 anni.
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Messaggio Da Samael il Lun Mag 20, 2019 2:21 pm

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E chi non la riconosce questa qui sopra? Quando andate a Ravenna e fate un giro per la stupenda basilica di San Vitale la trovate raffigurata nei mosaici in tutte le salse, da sola, in compagnia del marito, con gruppi di cortigiani...E' una delle più famose "meretrici" della storia, nient'altro che lei, la bellissima Teodora, moglie dell'imperatore Giustiniano I il Grande, imperatrice.
Teodora era una donna di umili origini. Lo storico Procopio di Cesarea la dice una delle tre figlie di un certo Acacio, guardiano degli orsi (termine col quale si indicava il guardiano delle belve) presso l'ippodromo. Rimasta orfana di padre, viene avviata dalla madre, insieme alle due sorelle Comitò e Anastasia, alla carriera del teatro. Qui Teodora diede il meglio di sé come cortigiana e attrice di spettacoli licenziosi. I suoi detrattori, primo fra tutti Procopio, le rimproverarono una giovinezza a dir poco dissoluta.

Riporto di seguito uno scritto dello stesso Procopio di Cesarea :«Quando le figlie divennero giovinette, subito la madre le avviò alla scena (Teodora faceva la ballerina), poiché erano davvero belle: però non tutte simultaneamente, bensì a seconda che ciascuna le paresse matura al compito... All'epoca Teodora non era affatto matura per andare a letto con uomini e fare la ballerina né ad unirsi a loro come una donna; si dava invece a sconci accoppiamenti da maschio, con certi disgraziati, schiavi per di più, che seguendo i padroni a teatro, in quell'abominio trovavano sollievo al loro incomodo, e anche nel lupanare dedicava parecchio tempo a quest'impiego contro natura del suo corpo.
Appena giunse all'adolescenza e fu matura, entrò nel novero delle attrici e divenne subito cortigiana, del tipo che gli antichi chiamavano ‘la truppa'. Non sapeva suonare flauto né arpa, né mai s'era provata nella danza; a chi capitava, ella poteva offrire solo la sua bellezza, prodigandosi con l'intero suo corpo.
Spesso giungeva a presentarsi a pranzo con dieci giovanotti, o anche di più, tutti nel pieno delle forze e dediti al mestiere del sesso; trascorreva l'intera notte a letto con tutti i commensali, e quando erano giunti tutti allo stremo, quella passava ai loro servitori, che potevano essere una trentina; s'accoppiava con ciascuno di loro, ma neppure così riusciva a soddisfare la sua lussuria.»
La critica moderna tende però a ridimensionare molto di quanto dice Procopio, in quanto quest'ultimo ebbe ruoli di primo ordine ai servizi di Belisario, e quando quest'ultimo, durante la guerra gotica a partire dal 540 circa cadde in disgrazia presso Giustiniano I, pure la carriera di Procopio ebbe un tracollo. Procopio poi era di famiglia senatoriale, e quindi era mal disposto verso le origini popolari di Teodora.
"Meretrici" nella storia: sesso e potere sono davvero un binomio scandaloso? Teodora


Da prostituta ad imperatrice:

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Arrivata a Costantinopoli Teodora fu presto notata da Giustiniano, un uomo di venti anni più anziano di lei e nipote dell'allora imperatore Giustino I. Colpito dalla sua bellezza Giustiniano dapprima la tenne come amante, pur elevandola al grado di patrizia. Da questo momento iniziava la carriera di Teodora. In questo periodo la coppia era oltremodo legata alla fazione dell'Ippodromo degli Azzurri, (all'epoca, Costantinopoli era una città cosmopolita di mercanti, artigiani, giocolieri, prostitute, cantastorie, soldati di ventura, contadini, monaci, santoni e guaritori. La popolazione era divisa in due fazioni sportive: i Verdi e gli Azzurri, al momento predominanti e che avevano prevalso dopo aver oscurato le altre, tra le quali quella dei Rossi, di cui era stato patrocinatore Anastasio. Queste fazioni non si limitavano a contrapporsi fisicamente nel tifo all'Ippodromo ma si accapigliavano fanaticamente anche in dispute religiose e assunsero, nella prima età bizantina, una forte colorazione politica, militarizzandosi anche in parte. Come tali venivano utilizzate nella vita politica di Costantinopoli, ora l'una ora l'altra fazione; in cambio questi gruppi usufruivano di particolari agevolazioni nella distribuzione dei compensi e degli incarichi, a cominciare dall'ambito degli spettacoli). Gli Azzurri arrivarono ad assassinare un personaggio in vista, Ipazio, in Santa Sofia ed in pieno giorno. In quel momento Giustiniano era caduto ammalato, per cui la corte credette poter approfittare per far cessare gli atti criminali degli Azzurri. Il prefetto di Bisanzio, Teodoto, detto Zucchino, fece arrestare diversi Azzurri che vennero condannati a morte. Molti di essi però potevano nascondersi grazie alle potenti protezioni godute, e quando Giustiniano guarì, Teodoto venne accusato di stregoneria, anche in base alle dichiarazioni estorte sotto tortura ad alcuni suoi familiari. Teodoto si trovò isolato, l'unica voce che si levò in sua difesa fu quella di Proclo, e venne trasferito a Gerusalemme, dove rimase nascosto nella chiesa del Tempio per trovarvi asilo dai sicari di Giustiniano e Teodora.
Quindi, al momento della morte di Giustino, il nipote era già pronto ad impossessarsi del potere e divenire imperatore. Giustiniano, che aveva già nominato Teodora patrizia, senza attendere, tre giorni prima della morte di Giustino, fece celebrare la cerimonia dell'incoronazione nella quale fece nominare Teodora imperatrice, il 4 aprile 527, giorno di Pasqua.
Una volta sul trono, Teodora si mostrò una donna astuta e di forte carattere, molto influente sulle decisioni del marito tanto che spesso si è detto che Giustiniano e Teodora costituissero una vera e propria diarchia. Entrambi di personalità molto forte, la loro azione risultò complementare nel ricreare la grandezza dell'Impero Romano.
"Meretrici" nella storia: sesso e potere sono davvero un binomio scandaloso? Manara-teodora
Quindi, al momento della morte di Giustino, il nipote era già pronto ad impossessarsi del potere e divenire imperatore. Giustiniano, che aveva già nominato Teodora patrizia, senza attendere, tre giorni prima della morte di Giustino, fece celebrare la cerimonia dell'incoronazione nella quale fece nominare Teodora imperatrice, il 4 aprile 527, giorno di Pasqua. Una volta sul trono, Teodora si mostrò una donna astuta e di forte carattere, molto influente sulle decisioni del marito tanto che spesso si è detto che Giustiniano e Teodora costituissero una vera e propria diarchia. Entrambi di personalità molto forte, la loro azione risultò complementare nel ricreare la grandezza dell'Impero Romano. Una prima prova la coppia la diede nella sua azione durante la rivolta di Nika, quando dovettero affrontare il problema politico di ridimensionare le fazioni, soprattutto quella degli Azzurri, la cui impunità essi stessi avevano da sempre garantito. Negli eventi, dove Giustiniano si mostrava più pavido, pensando di fuggire attraverso il suo porto privato, fu Teodora a reagire con forza a riprendere il potere in mano. Ella, pronunciando un discorso, convinse il marito a desistere e a combattere in quanto " ...Il trono è un glorioso sepolcro e la porpora è il miglior sudario".
Oserei dire una donna eccezionale "sotto ogni punto di vista"...
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