Alabama, aborto vietato anche in caso di stupro o incesto

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Messaggio Da Verci il Gio Mag 16, 2019 12:42 pm

L’ Alabama vieta l’aborto approvando la legge più restrittiva d’America. Una legge shock, che di fatto mette fuori legge l’interruzione di gravidanza anche di fronte a uno stupro o a un incesto. L’unica eccezione contemplata è quella del rischio «serio» per la vita della futura mamma. E in tutto il Paese riesplode la polemica, proiettando il tema dell’aborto al centro della campagna elettorale per la Casa Bianca. Con i candidati democratici che attaccano all’unisono la norma e assicurano che si batteranno per difendere i diritti delle donne davanti alla Corte Suprema. L’obiettivo della legge è proprio quello di arrivare di fronte ai nove saggi dell’Alta Corte e approfittare della maggioranza conservatrice con le nomine dei giudici Brett Kanavaugh e Neil Gorsuch per infliggere una spallata alla «Roe v. Wade», la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti. Proprio con l’obiettivo di finire in Corte Suprema è stata messa a punto la legge, che si spinge ben oltre le misure anti-aborto approvate in altri Stati americani nell’era Trump, durante la quale si è assistito al proliferarsi di leggi anti-abortiste. La norma dell’ Alabama, oltre a vietare di fatto l’interruzione di gravidanza in ogni circostanza, stabilisce che i medici che la praticano rischiano fino a 99 anni di carcere. Mentre quelli che solo tentano di praticarla possono finire in carcere per 10 anni. La legge è stata approvata a larga maggioranza dal Senato dell’ Alabama, con 25 voti a favore e sei contrari. La Camera l’aveva già approvata lo scorso mese, con 73 voti favorevoli e tre contrari.

Il provvedimento è stato firmato della governatrice Kay Ivey.

Il dibattito nell’aula del Senato dell’ Alabama è stato durissimo ed è andato avanti fra molte proteste: le donne sono scese in piazza vestite da Handmaid’s Tale, la serie tv ispirata al romanzo Il racconto dell’ancella. Nonostante questo, e nonostante la presenza di donne vittime di violenze, i senatori sono andati dritti per la loro strada. «Dio ha creato il miracolo della vita dentro l’utero della donna e non sta a noi esseri umani uccidere la vita», ha detto il senatore Clyde Chambliss, uno degli autori della misura. I democratici, senza successo, hanno cercato di battersi: hanno spiegato che il prezzo più alto della stretta lo pagheranno le donne più disagiate e hanno definito la norma «uno stupro per le donne». Con la stretta dell’ Alabama il tema aborto esplode dunque nella campagna elettorale per le presidenziali del 2020 e scatena anche l’ira delle star di Hollywood su Twitter.

«Crudele», «scandaloso», «spaventoso», sono alcune delle etichette affibbiate alla legge dai candidati democratici alla Casa Bianca. «L’ondata di leggi anti-aborto negli Stati Uniti è incostituzionale», tuona l’ex vice presidente Joe Biden. Beto Ò Rourke parla di «attacco radicale» e promette il suo impegno a combattere questi «pericolosi tentativi con tutte le armi a disposizione». La deputata star dei democratici Alexandria Ocasio-Cortez scarica la sua rabbia in un tweet: «Si costringono le donne a rimanere incinte contro il loro volere». Anche l’attrice attivista Alyssa Milano critica la legge e rilancia lo sciopero del sesso: con l’hashtag #SexStrike invita le donne a rifiutarsi di avere rapporti con gli uomini «fino a che non ci sarà restituita l’autonomia sul nostro corpo». Chris Evans, la star di ’The Avengers: Endagamè, parla di legge «assolutamente incredibile» che mette a rischio la ’Roe v. Wadè. Mentre la regista Ava DuVernay lancia l’allarme: «Questa legge è un avvertimento. Oggi è l’ Alabama e l’aborto. Domani saranno i nostri diritti. Il silenzio non ci salverà. Dobbiamo parlare».

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Messaggio Da tessa il Gio Mag 16, 2019 10:01 pm

Scusa, Verci, ma questi poveri bambini che dovrebbero nascere, e vengono uccisi,  che c'entrano?
Tu dici, perfino in caso di stupro e incesto, in Alabama, e non solo, si deve portare avanti la gravidanza, ecco, e perchè questi bambini dovrebbero essere uccisi? Perchè non sono frutto di un atto di amore? E sai quanti bambini nascono e sono frutto di interesse? Ad es, la donna che è avanti negli anni e che cercava un principe azzurro e non lo ha trovato, si deve accontentare di uno qualunque, perchè si sta facendo troppo vecchia, e poi donne che vengono, ancora, costrette dai genitori a sposre " un buon partito", e che questi bambini che nascono, nascono da un atto d'amore? Ma figurati. Non so perchè ci si scandalizza che si dica che anche i bambini frutto di incesto o di stupro devono vivere, non sono bambini come gli altri? Perchè ucciderli? A prescindere dal fatto che il petroliere texano è talmente ricco che sa dove portare la moglie in clinica di lusso ad abortire, e poi si professa antiabortista, come tutti i ricchi del pianeta, ma, ti chiedevo, i bambini che c'entrano? Non so se vorrai rispondere.
Ciao.
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Messaggio Da Samael il Sab Mag 18, 2019 4:02 pm

Vorrei dire la mia su questo tema che da sempre rappresenta uno degli argomenti più dibattuti nel nostro Paese. Non serve guardare quello che succede all'estero. Guardiamo l'atto in sé, da un punto di vista sia etico che morale.
Per contrastare il grave fenomeno dell'aborto clandestino (tuttora attualissimo nonostante la legge n. 194 del 22 maggio 1978) e per tutelare l'integrità psicofisica della donna durante la gravidanza e la nuova vita che sta per nascere, lo Stato deve promuovere una riforma della società e delle condizioni di vita in tutti gli ambienti, che garantisca a ogni nascituro un'accoglienza degna. In questo senso, non è ammissibile che medici ed infermieri vengano obbligati a concorrere, prestando il loro servizio, a un aborto e a dover scegliere tra una convinzione (anche di fede) e la loro posizione professionale. L'obiezione di coscienza è un diritto inalienabile. Inoltre, i medici e gli operatori dei servizi medico-sanitari devono sempre ricordarsi il loro ruolo di servitori della vita.
La donna incinta non si aiuta privandola del dono che le viene fatto, bensì dandole gli strumenti per accoglierlo. L'aborto è la vera via distruttiva per il bambino e per la madre, è la via che permette di perdere sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita.
Il diritto alla vita è un diritto fondamentale e primario rispetto al diritto di scelta della madre, o dello Stato.
Dal momento in cui l’ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto.
Pur considerando le difficoltà legate alle possibili complicazioni della gravidanze, quali le questioni di salute (talvolta di vita o di morte) per la madre, l’aggravio che può rappresentare un figlio in più (a volte anormale o minorato), tali aspetti non possono avvalersi del diritto di disporre della vita altrui, anche se in fase iniziale.
La vita è un bene troppo prezioso perché possa essere posta a confronto con certi inconvenienti, anche se gravissimi.
L'aborto rappresenta una grave offesa dei diritti primari dell'uomo. È uno sterminio legale degli esseri umani concepiti e non ancora nati, deciso da coloro (i parlamentari) che dovrebbero portare al progresso civile la società. Questa forma di totalitarismo, celata dietro la democrazia, provoca danni irreparabili allo sviluppo, alla pace e all'ambiente sociale in cui viviamo.
Le scienze biologiche non hanno alcun diritto di dare un giudizio decisivo su questioni propriamente filosofiche e morali, come quella del momento in cui si costituisce la persona umana e quella della legittimità dell’aborto. Dal punto di vista morale, anche se ci fosse un dubbio concernente il fatto che il frutto del concepimento sia già una persona umana, sarebbe comunque un errore gravissimo osare di assumersi il rischio di un omicidio. 

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Messaggio Da Verci il Sab Mag 25, 2019 6:19 pm

Cara Tessa, non ritengo che una donna che ha avviato una gravidanza in seguito a uno stupro, possa essere biasimata nel caso in cui intendesse interromperla. A meno che non si ritenga che la propria libertà e la propria dignità non debbano avere alcun valore rispetto alla figura dello stupratore e alla violenza subita. Trovo poi stucchevole la rappresentazione della donna come una sorta di incubatrice la cui funzione sia comunque e in ogni caso quella di portare avanti una gravidanza, a dispetto del danno fisico e morale subito. Oltre al danno anche la beffa, verrebbe mestamente da aggiungere. 

Non dubito, infine, che molte gravidanze non siano frutto di un "atto d'amore", ma paragonare una situazione di relazione libera a quella derivante da uno stupro da parte di uno sconosciuto violento, è veramente aberrante. Nel momento in cui si neghi, in questa specifica situazione il diritto della donna di rifiutare ciò che le è stato imposto con la violenza, ci si può legittimamente chiedere se non si viva nel mondo del proprio idealismo, a spese della pelle altrui. 
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Messaggio Da Verci il Sab Mag 25, 2019 6:54 pm

Egregio Samael, in Italia esiste la libertà di coscienza, relativamente alla legge 194. Di conseguenza, se un ginecologo, un'ostetrica o un'infermiere non desiderano intervenire in un una IVG, non possono essere obbligati, se non in circostanze rare e non altrimenti evitabili. Va poi da sè che diverse di queste scelte sono dovute a velate imposizioni da parte di primari antiabortisti. Se esiste una legge, se ne deve ovviamente permettere l'applicazione in tutti i suoi contenuti, fatto comunque salvo il libero giudizio individuale di critica. 

Per ridurre l'incidenza delle IVG. lo Stato deve innanzitutto favorire un'adeguata educazione sessuale a scuola, tenuta da docenti e professionisti dedicati ed esperti nel trattare la materia, metodi anticoncezionali compresi. Educazione sessuale che le forze cattobigotte hanno sempre evitato di inserire nell'attività didattica curriculare. Lo Stato deve quindi garantire il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, come riporta la legge, ma, prima di tutto, deve informare ed educare.


Dopo di che, massima attenzione a garantire alle coppie che decidono di avviare una gravidanza, assistenza e risorse economiche per il figlio, anche se non nella misura penosamente ridicola di un buono-baby. Bisogna quindi rimuovere le cause di natura economica o sociale o familiare che si oppongono al proseguio di una gravidanza, offrendo gli aiuti necessari, anche dopo il parto. Sappiamo bene, purtroppo, come si tratti di mera utopia, perchè questo dovrebbe comportare misure economicamente tanto forti quanto insostenibili quali, ad esempio, la gratuità del nido e della materna. Ci hanno mai pensato i vari governi, compresi quelli che si son degnati di affibiarsi l'appellativo di "cristiano"? Non mi pare. Forse ci penseranno quello attuale o i futuri, se le condizioni economiche di questa nostra Italia mai lo permetteranno. 


Per il resto vedo che, al pari di Tessa, tu sembri vivere in un mondo ideale, nel quale il concepimento dovrebbe coincidere con il concetto meramente filosofico di persona, mentre tu stesso non sei disposto a riconoscere come persona nella sua integrità e dignità la donna sciente e cosciente che ha subito uno stupro ed intende interrompere la conseguente gravidanza . Il che è tutto dire.
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Messaggio Da tessa il Dom Mag 26, 2019 10:39 am

Caro Verci, anche  in Alabama, come in Italia, sè c e' pericolo per la vita della  madre si fa abortire . Non definirei la gravidanza una beffa , tu scrivi, oltre al danno  ( lo stupro) la beffa( la gravidanza ), io direi speriamo
Che non sia , oltre il danno

Anche l omicidio .Son donne convinte, forti,  che si battono per i propri ideali.
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