Turchia nell'Unione europea, la Germania dice sì

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Messaggio Da Verci il Dom Ott 13, 2013 7:20 pm

Dopo anni di opposizione, i tedeschi cambiano idea. Westerwelle spiega: «Ankara ha fatto passi avanti».


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Guido Westerwelle.

Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle si è espresso per la prima volta in maniera chiara per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Lo ha fatto in un articolo a quattro mani, scritto con il suo collega turco Ahmet Davutoglu, che è stato pubblicato sull'autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung: «I due Paesi sono concordi nel dare nuovo impulso al processo di integrazione della Turchia nel club di Bruxelles».
Si tratta di una clamorosa svolta nella politica estera tedesca che è destinata ad avere conseguenze immediate negli equilibri europei e che potrebbe sbloccare l'impasse che per decenni ha frenato l'avvicinamento di Ankara a Bruxelles.

IL NO DI BERLINO E PARIGI. La Germania era rimasta assieme alla Francia la più ferma oppositrice all'allargamento dell'Unione fino al Bosforo, pur modulando in maniera più diplomatica il suo rifiuto. Al contrario l'Italia, pur con il suo alternarsi di governi di destra e di sinistra aveva sempre premuto per l'ingresso della Turchia, considerandolo un punto fermo dei propri interessi nazionali.
E così la Gran Bretagna, la Spagna e finanche la Grecia, da sempre vicino refrattario che negli ultimi anni aveva capovolto la propria posizione, avviando una stagione di distensione diplomatica impensabile solo qualche tempo fa.

ANKARA, RIFORME DECISIVE. «La Turchia ha compiuto passi decisivi nell'adozione di riforme politiche che rispettano i valori fondanti dell'Unione come la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto», hanno scritto i due ministri, «e il successo dei cambiamenti intervenuti dovranno ora riflettersi positivamente nelle trattative per l'ingresso della Turchia nell'Ue». Dichiarazioni impegnative che, pur non fissando ancora date e limiti temporali, indirizzano il lungo rapporto, iniziato nel 1963 con il Trattato di associazione fra la Cee e la Turchia, verso un approdo finale. Ancora pochi mesi fa, la cancelliera Angela Merkel si era mantenuta assai prudente in occasione del suo viaggio in Turchia, incassando la stizzita critica di un autorevole collega di partito, il commissario europeo all'Energia Günter Oettinger: «Arriverà un giorno in cui un cancelliere tedesco andrà in ginoccio ad Ankara per implorare i turchi di entrare nell'Ue». Ora la svolta, annunciata dal ministro degli Esteri.
Turchia, candidata dal 1999
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(© Ansa) Il premier turco Recep Tayyp Erdogan.

La storia del rapporto fra Turchia e istituzioni europee è stata lunga e turbolenta. Ankara manifestò il suo desiderio di aderire compiutamente alla Comunità europea fin dagli Anni 60, enfatizzando la sua appartenenza alla storia del Vecchio Continente e ritenendo che i suoi interessi politici e commerciali si indirizzassero prevalentemente verso occidente.

Contrasti e resistenze hanno dilazionato l'avvio di trattative vere e proprie e la Turchia si è vista scavalcare da Paesi che avevano fatto richiesta di accesso molto dopo: Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda nel 1973, Grecia nel 1981, Spagna e Portogallo nel 1986, Austria, Finlandia e Svezia nel 1995. E Ankara sempre all'angolo ad attendere. Poi la Comunità si trasformò in Unione e la Turchia venne riconosciuta come candidata all'ingresso alla fine del 1999.

Il Paese ha conosciuto un prepotente sviluppo economico: mentre molte regioni dell'Europa annaspano in una crisi senza fine, la Turchia macina tassi di crescita annuali che ricordano quelli dei Paesi Est-asiatici e i suoi interessi hanno cominciato a muoversi da occidente a oriente, sfruttando tutta l'area turcofona liberatasi dal congelatore sovietico.

TRA ORGOGLIO E PAURA. Il consolidamento di una democrazia islamica di tipo moderato l'ha resa protagonista anche nel complesso processo di democratizzazione partito con le primavere arabe in Nord Africa. La crisi greca le ha aperto un ruolo di primo piano nell'area balcanica. Così Bruxelles è diventata meno allettante, la sua ritrosia ha offeso l'orgoglio di un Paese giovane che crede in se stesso e a Ankara hanno iniziato a chiedersi se davvero l'Ue fosse così importante per il futuro turco.

GERMANIA, NODO IMMIGRAZIONE. La preoccupazione della Germania è stata sempre legata a un fattore interno: l'enorme presenza di una comunità straniera turca, accusata di scarsa volontà di integrazione nel sistema tedesco e di aver costituito una sorta di società parallela che manteneva tradizioni e usi poco compatibili con una democrazia moderna. Anche su questo punto Westerwelle sembra aver cambiato opinione: «Dopo più di 50 anni di immigrazione dobbiamo riconoscere che unità e atteggiamento pacifico hanno caratterizzato la presenza della comunità turca in Germania. Artisti, sportivi e imprenditori di origine turca sono diventati un pezzo del pluralismo e del benessere della nostra società». Ora è l'Europa in crisi ad aver bisogno dell'euforia turca.

Mercoledì, 15 Maggio 2013 - Lettera 43
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Messaggio Da Verci il Dom Ott 13, 2013 7:26 pm

Ho anteposto un articolo del maggio di quest'anno per sottolineare la possibile ripresa dei negoziati per l'ammissione della Turchia all'UE. Il cambiamento di parere della Germania è stato molto importante, dopo anni di fermo dei negoziati.


Ue-Turchia: Bruxelles, possibile ok nuovi negoziati il 22

Attesa data apertura capitolo colloqui adesione rinviato giugno - 07 ottobre, 14:12

(ANSA) - BRUXELLES, 7 OTT - Dopo il rinvio del giugno scorso, il via libera degli Stati membri dell'Ue a nuovi colloqui con Ankara per il processo di adesione dovrebbe arrivare il prossimo 22 ottobre. 
"La decisione di aprire il capitolo 22 sulle politiche regionali spetta agli Stati membri e la questione sarà discussa dal Consiglio affari generali, penso il 22 ottobre prossimo" ha affermato Peter Stano, portavoce del commissario europeo all'allargamento, Stefan Fule, oggi a Bruxelles. "Il Consiglio deve fissare questa settimana l'agenda per quella riunione, ma è probabile che la discussione sulla Turchia avvenga a ottobre o novembre" riferiscono fonti Ue. 
La road map per la riapertura dei colloqui di adesione fra Unione europea è Turchia è stata definita dal Consiglio Ue dei 27 del 25 giugno scorso, subito dopo la repressione delle proteste nelle principali città turche, che ha rinviato la conferenza di adesione in attesa della nuova pagella dell'esecutivo europeo sui progressi di Ankara verso l'Ue. 
Nelle conclusioni "il Consiglio concorda l'apertura del capitolo 22 e sottolinea che la conferenza intergovernativa della Turchia si terrà dopo la presentazione del rapporto annuale della Commissione europea e una discussione del Consiglio affari generali che confermerà la posizione comune del Consiglio e definirà la data per la conferenza di adesione", in cui è prevista l'apertura del nuovo capitolo dei negoziati fra Ue e Turchia, dopo anni di stallo.
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Messaggio Da ART- il Sab Nov 16, 2013 3:27 am

Da un governo lurido come quello tedesco attuale non ci si poteva aspettare niente di diverso...
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