Europee: Appello congiunto di Confindustria e Sndacati .. di sapore quasi federlista!

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Messaggio Da Erasmus il Dom Apr 14, 2019 12:36 am

Il solo fatto che Confindustria e Sindacati (CGIL, CISL e UIL) swottoscrivano il medesimo testo è qualcosa che fa riflettere! Io non ho rocordi che sia sucesso altre volte. Comunque, che succedda una cosa simile èsegno di rovarci in una brutta "congiuntura"!

Potete leggere l'Appello per l'Europa
– Nel sito-web della Confindustria ––> Appello per l'Europa
– Nel sito-web della CGIL ––> Appello per l'Europa
– Nel sito-web della CISL ––>Appello per l'Europa
Nel sito-web della UIL si parla dell'Appello per l'Europa ma non c'è il testo (e l'articolo che ne parla non rende affatto l'idea del contenuto dell'appello ... e – secondo me – cade in una inutile retorica di parole stra-udite]. Comunque dell'Appello si parla:
– Nel sito-web della UIL ––> Cgil, Cisl, Uil e Confindustria firmano l’Appello per l’Europa

Trascrivo il testo che sta nella pagina ad hoc del sito della Confindustria:
08 Aprile 2019|Europa, Presidente
Oggi a Roma abbiamo incontrato i leader di CGIL, CISL e UIL per costruire insieme un Appello per l’Europa.
Un documento che mette al centro l’idea di una nuova Europa che si fonda su due assi:

l’identità europea, da rafforzare con una grande stagione riformista
la centralità del lavoro, come leva di sviluppo e coesione sociale
Il progetto dell'Unione Europea deve essere rilanciato in tutta la sua portata di civiltà, cruciale per affrontare le sfide e progettare un futuro di benessere per l'Europa che è ancora uno dei posti migliori al mondo per vivere, lavorare e fare impresa.

Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l'Unione europea e per il mondo.

Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese.

Urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario.

È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell’Euro.

Nel nostro ruolo di parti sociali, continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un'Europa unita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuro migliore a tutti i cittadini europei.

Insieme a CGIL, CISL e UIL riteniamo importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeo si occupino prioritariamente di:

• unire persone e luoghi in Europa
• dotare l’Unione degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale
• potenziare la rete di solidarietà sociale europea
• sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione a livello europeo
Per queste ragioni esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezioni europee dal 23 al 26 maggio 2019 per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale.


Allegato a questo testo c'è un documento in PDF con il testo dell'ìAppello
––> Testo "Appello per l'Europa"

Trascivo un commento all'Appello di Roberto Castaldi. (personaggio da me citato altre volte), docen
te alla Scuola Superiore di Pisa nonché "federaliasta DOC". Il copmmento è stato pubblicato su tutti i giornali del gruppo "Espresso", ma non perfettamente uguale, bensì adattandone lunghezza e titolo.[Quello che tradscrivo viene da 2IUl Tirreno"] :
L’appello di sindacati e industriali per una Ue più forte
Nella confusione del dibattito italiano - in cui i vice-premier attaccano continuamente l’Unione Europea, alcuni membri della maggioranza minacciano l’uscita italiana dall’Euro o dall’Ue, e il Presidente della Commissione Juncker è costretto a denunciare le bugie sull’Europa di membri del governo - è di grande importanza che Cgil, Cisl, e Uil e Confindustria abbiano lanciato un comune Appello per l’Europa. La riflessione di fondo è semplice: nonostante i suoi limiti l’Unione Europea è il nostro migliore e più efficace strumento per promuovere la crescita economica e sociale, per difendere i nostri interessi e valori di fronte alle potenze mondiali, tutte Stati di dimensioni continentali, come USA e Cina.

Nell’ultima legislatura l’Ue attraverso il Piano Juncker, cioè il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, ha mobilitato oltre 350 miliardi di investimenti, circa il 2% del Pil europeo. L’Italia è stata il secondo maggiore beneficiario (pur essendo la 4° economia) con oltre 63 miliardi di investimenti ricevuti: molto più degli investimenti pubblici nazionali nello stesso periodo. Così come senza l’azione della Banca Centrale Europea il costo del nostro debito pubblico sarebbe stato molto più alto e gravoso. Lungi dall’essere un freno, l’Ue ha evitato all’Italia una crisi ancora peggiore.

Nella confusione del dibattito italiano - in cui i vice-premier attaccano continuamente l’Unione Europea, alcuni membri della maggioranza minacciano l’uscita italiana dall’Euro o dall’Ue, e il Presidente della Commissione Juncker è costretto a denunciare le bugie sull’Europa di membri del governo - è di grande importanza che Cgil, Cisl, e Uil e Confindustria abbiano lanciato un comune Appello per l’Europa. La riflessione di fondo è semplice: nonostante i suoi limiti l’Unione Europea è il nostro migliore e più efficace strumento per promuovere la crescita economica e sociale, per difendere i nostri interessi e valori di fronte alle potenze mondiali, tutte Stati di dimensioni continentali, come USA e Cina.

Nell’ultima legislatura l’Ue attraverso il Piano Juncker, cioè il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, ha mobilitato oltre 350 miliardi di investimenti, circa il 2% del Pil europeo. L’Italia è stata il secondo maggiore beneficiario (pur essendo la 4° economia) con oltre 63 miliardi di investimenti ricevuti: molto più degli investimenti pubblici nazionali nello stesso periodo. Così come senza l’azione della Banca Centrale Europea il costo del nostro debito pubblico sarebbe stato molto più alto e gravoso. Lungi dall’essere un freno, l’Ue ha evitato all’Italia una crisi ancora peggiore.

Per questo da un lato sindacati e Confindustria fanno una serie di proposte specifiche su quali politiche l’Ue dovrebbe realizzare. Dal completamento del mercato unico, ad una politica industriale europea; dal rilancio degli investimenti, da finanziarie con imposte e debito pubblico europeo, all’armonizzazione fiscale; da una politica estera ad una politica delle migrazioni europee; al rafforzamento delle politiche sociali e di coesione. E si rendono conto che ciò comporta delle profonde riforme istituzionali e un vero “trasferimento di sovranità”.

Per questo chiedono di avviare «un percorso costituente», per completare l’unione economica e monetaria, realizzare l’unione politica e rendere l’Ue responsabile di una vera politica economica e sociale, estera e di sicurezza, delle migrazioni, per poter far fronte alle grandi sfide sul tappeto, che nessuno Stato membro può affrontare con successo. Sono in gioco le grandi conquiste della civiltà europea moderna. E serve un colpo d’ala per completare il processo di unificazione europea.

Qualche mese fa in un convegno internazionale un grande investitore ha detto che stava disinvestendo massicciamente dall’Italia, perché non c’era più una classe dirigente consapevole del fatto che l’ancoraggio europeo era essenziale per lo sviluppo del Paese. L’Appello dei sindacati e di Confindustria è un segnale importante verso l’opinione pubblica italiana ed internazionale: quella consapevolezza loro ce l’hanno e si impegnano per ricostruirla e diffonderla nel Paese.

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