La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti.

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Messaggio Da Samael il Gio Apr 11, 2019 1:12 pm

Ci stiamo avvicinando alla Pasqua. Credenti o non credenti voglio comunque addentrarmi in questo periodo dell'anno, per alcuni occasione di festa per altri simbolo di commemorazione e rinascita, con la rappresentazione di un dipinto molto particolare.
L'opera che posto non è una resurrezione come ci si potrebbe immaginare, ma è la deposizione dalla croce di un uomo, forse del figlio Dio.
Cristo.
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 1_rosso_fiorentino_deposizione_dalla_croce
La Deposizione dalla croce è un dipinto a olio su tavola (375x196 cm) di Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino [Firenze8 marzo 1495 – Fontainebleau14 novembre 1540], fu uno dei principali esponenti dei cosiddetti "eccentrici fiorentini", i pionieri del manierismo pittorico),  firmato e datato 1521, attualmente conservato nella Pinacoteca e Museo Civico di Volterra
L'opera fu dipinta per la Cappella della Croce di Giorno a Volterra su ordine della Compagnia della Croce di Notte (non è un gioco di parole, erano delle confraternite di flagellanti), e una volta finita venne posta nella Chiesa di San Francesco, adiacente alla Cappella. 
La pala mostra un momento fino ad allora rappresentato raramente, ovvero la discesa del corpo di Gesù dalla croce subito dopo lo stacco, ispirandosi al racconto di Matteo (27, 45; 57), in cui la terra viene avvolta da una crescente oscurità. La scena è infatti ambientata al crepuscolo, con un delicato trapasso delle luci serali dalla linea dell'orizzonte alla parte alta del dipinto. Mai rappresentato prima e non descritto dai vangeli è il fatto del corpo di Cristo che sembra essere sul punto di scivolare dalle mani dei suoi soccorritori, che si affannano concitatamente per evitarne la caduta. L'esplosione emotiva di questo episodio è combinata, nella parte inferiore, con una forte spiritualità scaturita dalla ricca gamma di pose ed espressioni degli astanti,La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. Rosso-3 tra i quali spiccano la Madonna ferita dal dolore, la Maddalena inginocchiata e protesa verso di essa, San Giovanni piegato dalla disperazione.
Il Rosso ottiene il dramma per la volumetria angolosa che sfaccetta le figure, per il movimento convulso di alcuni personaggi, per i colori intensi prevalentemente rosseggianti stagliati sulla distesa uniforme del cielo,le deformazioni dei corpi e dei volti giungono all'estrema esasperazione: il vecchio affacciato dall'alto sulla croce,La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 220px-Rosso_Fiorentino_-_Descent_from_the_Cross_%28detail%29_-_WGA20120Nicodemo, ha il viso contratto come una maschera. I depositori formano una sorta di circolo, complessamente articolato sui piani in tre dimensioni delle scale, che asseconda la forma della pala.
LDeposizione del Rosso (come è stata poi ripetutamente definita) divenne l'opera più celebre della Pinacoteca civica di Volterra fin dal suo primo allestimento nel Palazzo dei Priori (1905): Gabriele D'Annunzio la rese celebre nel suo Forse che sì, forse che no, tanto da diventare agli occhi di turisti italiani e stranieri uno dei motivi principali per visitare la città.
In effetti un'opera molto coinvolgente e unica nel suo genere.
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Messaggio Da Samael il Ven Apr 12, 2019 4:03 pm

Un altro dipinto molto coinvolgente sulla deposizione di Cristo dalla croce è questo di Pieter Paul Rubens (Siegen, 28 giugno 1577 - Anversa 30 maggio 1640), pittore fiammingo iniziatore del barocco europeo.
E' il Trittico della Deposizione dalla Croce, 1611-1614, un olio su tavola, scomparto centrale 420x310 cm, scomparti laterali 420x150 cm. Si trova presso la Cattedrale di Nostra Signora ad Aversa.
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 76195-2_Peter_Paul_Rubens_-_Descent_from_the_Cross_-_WGA20212
La parte centrale del trittico è occupata dalla scena della deposizione del Corpo di Gesù, morto sulla croce. In alto, su alte scale, due uomini hanno appena tolto i chiodi che ancoravano le mani di Cristo sul legno. Uno dei due, a sinistra, trattiene in lembo del lenzuolo e guida la discesa del corpo. L'uomo di destra, invece, tiene saldamente il braccio sinistro di Gesù tendendo, con la bocca la sindone. La testa del Messia ricade inerte sulla spalla destra ed il braccio è abbandonato in una posizione innaturale. L'intero corpo è sostenuto da Giovanni a destra. L'apostolo è raffigurato come un giovane dai lunghi capelli biondi. Indossa una lunga veste rossa ed è a piedi nudi. La Vergine è a sinistra del gruppo e, disperata, sfiora il gomito del figlio. A sinistra, inginocchiata, la Maddalena sostiene i piedi di Gesù. Dietro di lei una giovane donna la aiuta. A metà delle scale si trovano Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea che sostengono la deposizione del corpo. 
Il cielo è scuro, tranne un leggero bagliore in basso, che appare dietro la Vergine.
Il pannello di sinistra rappresenta Maria, incinta di Gesù, che fa visita a Elisabetta. Nel pannello di destra, invece, è raffigurata la presentazione al tempio di Gesù bambino.

La prossima deposizione dalla croce è un'altro dipinto molto particolare, rimasto nella storia dell'arte sia per la bellezza dell'immagine dei personaggi, sia per la tipologia della vernice usata dall'artista.
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 88ae8b6d92c8f0b4eff985c73025bbdc

Questa è la deposizione - meglio conosciuta come il trasporto di Cristo- di Pontormo (Jacopo Carucci, o Carrucci, conosciuto come Jacopo da Pontormo, o semplicemente come il Pontormo  nato a Pontorme-Empoli, Firenze, il 24 maggio 1494 – deceduto a Firenze, inizio 1557). Conosciuto per aver avviato una sistematica opera di rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione, cercando di reagire al classicismo pittorico attraverso un'inesauribile vena sperimentale e anti classicista. La sua complessa personalità, introversa e tormentata, ne fa il prototipo dell'artista malinconico e solitario.
E' un dipinto a tempera ad uovo su tavola (313x192 cm) databile al 1526-1528 circa e conservato nella Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze. Centro motore dell'intera cappella, viene considerato uno dei capolavori massimi dell'arte, non solo fiorentina. Il restauro eseguito da Daniele Rossi che in precedenza aveva restaurato i quattro tondi con gli Evangelisti sui pennacchi della stessa cappella si è appena concluso. Per questo sappiamo, attraverso una serie di indagini diagnostiche e di analisi chimiche fatte, quali sono stati i colori usati dal Pontormo su questo dipinto. Ad esempio: biacca e azzurrite sul manto della MadonnaLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 220px-7_il_lino_per_le_lacrime_della_Vergine e con il lapislazzulo per il cielo, 
mentre gli incarnati La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 220px-8_Cristo_mortoLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 220px-2_un_angelosono dipinti con stesure di ocre, biacca e cinabro, usa altresì molta lacca di Robbia pura o per velature trasparenti. Il legante usato per dipingere è la tempera all'uovo, albume e tuorlo, individuata su molti pigmenti attraverso analisi scientifiche selettive e non l'olio di lino come sulla Visitazione di Carmignano.


La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. Deposition700
Questa Deposizione dalla Croce è una pala d'altare tempera su tavola realizzata tra il 1432 ed il 1434 dai pittori Beato Angelico e Lorenzo Monaco. Commissionata da Palla Strozzi per la sagrestia di Santa Trinità (all'epoca Cappella Strozzi), è conservata al Museo San Marco di Firenze.
Frate Angelico dipinse questa pala d'altare su un singolo pannello per l'allora Cappella Strozzi. Al centro è raffigurato Cristo sorretto da alcune persone. Maria tiene teneramente i piedi di Gesù e rappresenta il pentimento umano. La figura con il cappello rosso a destra tiene i chiodi presi dalla croce e la corona di spine simboli della passione e del sacrificio. Maria (ancora ma con il vestito scuro) congiunge le mani in un gesto tradizionale di dolore, ripetuto anche dalla donna alla sua sinistra.

La Deposizione è il soggetto di un dipinto a olio su tela realizzato, tra il 1602 ed il 1604, dal pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio, meglio conosciuto come Caravaggio e conservato presso la Pinacoteca Vaticana - (Città del Vaticano, ovviamente).
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. Caravaggio_-_La_Deposizione_di_Cristo

Misura 300x203 cm.
Il dipinto venne commissionato da  Girolamo Vittrice per la cappella dedicata alla Pietà, di proprietà dello zio - Pietro Vittrice (defunto il 26 marzo 1600) - che si trova nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma,  sede dell'Oratorio di San Filippo Neri.  Secondo Rodolfo Papa, che riprende studi di Zuccari e Calvesi, non è del tutto casuale che i Vittrice si siano rivolti a Caravaggio per la realizzazione di questo dipinto, poiché questa famiglia, come pure quelle di altri illustri committenti di Merisi (alias Caravaggio), era legata all'ambiente oratoriano e dunque alla frangia pauperista e populista della Chiesa, i cui ideali di religiosità popolare collimavano con quelli di borromaici che il giovane Caravaggio aveva assorbito in Lombardia e che la sua pittura traduceva perfettamente in immagine. Il dipinto, realizzato negli ultimi anni di permanenza a Roma del Merisi, fu lodato anche dai biografi seicenteschi, generalmente preoccupati dalla (a parer loro) eccessiva aderenza al dato naturale da parte di Caravaggio, poco propenso ad idealizzare soggetti e personaggi nei suoi dipinti.
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Messaggio Da Samael il Mer Apr 17, 2019 12:44 pm

Torno un attimo indietro nel tempo, prima della deposizione.
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 582px-Giotto%2C_Lower_Church_Assisi%2C_Crucifixion_01
La Crocifissione è un affresco di Giotto (e collaboratori), databile al 1308-1310 circa e conservato nel transetto destro della basilica inferiore di Assisi. Realizzato assieme alle Storie dell'infanzia di Cristo nella volta del transetto, è probabilmente la scena che vede la maggiore partecipazione del maestro.
Sullo sfondo di un intenso cielo di blu oltremare si leva la Croce di Cristo al centro della scena, circondata da angeli disperati, componenti un insieme simmetrico. Ai piedi della Croce la Maddalena bacia i piedi sanguinanti di Cristo, mentre ai lati si trovano due gruppi di figure. 
A sinistra la Madonna svenuta tra le pie donneLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. Giotto%2C_crocifissione_di_assisi_02, San Giovanni e due delle Marie: colpiscono i gesti di disperazione di queste figure con le braccia ora levate e giunte al mento, ora spalancate dietro la schiena, ora sollevate con i palmi aperti, con gesti più che mai teatrali ed espressivi. Dal pianto contenuto di Giovanni si passa infatti al grido aperto della donna col manto cangiante, fino al lamento soffocato dell'ultima donna.
Nel gruppo di destra invece si trovano i pagani che voltano le spalle al Cristo, a cui fanno per contrasto cinque francescani inginocchiati. Tre di queste figure sono straordinarie per il crescendo espressivo nel rivolgersi delle mani e degli sguardi verso il Cristo crocifisso, culminanti nella figura di San Francesco, con l'aureola. Interessante è anche il variare dei profili, dal San Bonaventura (il primo a destra, con l'aureola), fino a Francesco che è disposto più in diagonale, in uno scorcio più complesso. I tre in prima fila sono così caratterizzati fisicamente da far pensare a veri e propri ritratti. La figura di Cristo è di estrema finezza coloristica; il corpo bianco latteo, percorso dai segni della flagellazione e delle percosse, e la raffinatezza del perizoma semitrasparente. Gli occhi sono spenti, ma non ancora del tutto chiusi.
Un dipinto veramente bello, degno del grande maestro.

La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 152875588
La Crocifissione è un dipinto olio su tavola (legno di tiglio- dimensioni 59,7x42,2 cm) di Antonello da Messina, soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (Messina 1430- Messina febbraio 1479), il principale pittore siciliano del Quattrocento, primo nel difficile equilibrio di fondere la luce, l'atmosfera e l'attenzione al dettaglio tipico della pittura fiamminga con la monumentalità e la spazialità razionale della scuola italiana.
Cosa che possiamo facilmente individuare in quest'opera datata 1474 e conservata nel Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.
La croce di Gesù campeggia al centro della composizione, secondo le forme canoniche delle Crocifissioni, mentre ai lati si trovano i due ladroniLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. Images?q=tbn:ANd9GcSdGbyuCW8rAoReYNqypDurkbI6-o57mWuZunGchKknMxvf5jVYQALa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 2Q==crocifissi su rami tortuosi, che fanno loro assumere posizioni contorte che stridono con la silente compostezza di Cristo. In primo piano si trovano i dolenti, Maria e San Giovanni, colti in un momento di preghiera e di composto dolore. Attorno ad essi si trovano numerosi dettagli simbolici, come i teschi, il gufo, le serpi, tutti scuri presagi di morte.
Lo sfondo è composto da un paesaggio con un lago che si perde in lontananza, popolato da numerosi animali e tracce della presenza umana, come le rovine di un castello antico, delle mura abbandonate.
Si tratta di richiami al mondo classico che all'epoca erano frequenti nelle rappresentazioni dell'Italia settentrionale, infatti nel 1475 Antonello si trovava a Venezia.
Nonostante ciò sembra che il pittore si sia ispirato per lo sfondo del dipinto alla sua amata città di Messina. Lo sfondo che appare nel quadro sembra proprio essere quello di un panorama ripreso di una zona di Messina e più precisamente nei pressi di Camaro. 

Tornando ancora più indietro nel tempo (sulla cronologia delle opere riguardanti la morte di Gesù, che però in questo caso racchiude tutte le vicende come fosse una Via Crucis) faccio seguire un'opera a mio avviso stupenda:
La deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 26-memling-la-passione

"la Passione", un dipinto autografo di Hans Memling ( Selingenstadt 1436 circa - Bruges 11.08.1404), pittore tedesco di formazione fiamminga.
L'opera è realizzata con tecnica a olio su tavola, misura 55x90 cm. databile nel 1470-71, ed è custodito presso la galleria Sabauda di Torino.
E' una piccola tavola ma di una intensità veramente notevole.
Mostra un caleidoscopico microcosmo cittadino in cui, grazie al punto di vista rialzato, si colgono, concatenati da un ritmo serrato, tutti gli episodi della Passione di Cristo: dalla sua entrata a "Gerusalemme", in alto a sinistra, fino alla crocifissione, in alto a destra e, all'estremità, dalla deposizione fino all'apparizione sul lago di TiberiadeLa città idealizzata di Gerusalemme mostra un profilo di torri e alte guglie che rimandano allo "skyline" delle città commerciali fiamminghe. Il pittore usò tutti gli spazi a disposizione del dipinto, in primo piano come nello sfondo paesaggistico, per rappresentare le numerose scene, mantenendo però sempre un'agevole leggibilità e coerenza. Il contesto realistico dopotutto si rifaceva a precisi suggerimenti dottrinali che incitavano a immaginare gli episodi evangelici nel contesto quotidiano della propria città.
In alto a sinistra, come già accennato, ha inizio la narrazione, con l'entrata in Gerusalemme, seguita, poco più a destra, dalla cacciata dei mercanti dal tempio, ambientata in un portichetto su una piazzetta. Poco sotto si vede il tradimento di Giuda e, tramite la parete aperta di un edificio, l'Ultima Cena e più in basso, in primo piano, si svolgono l'orazione nel Getsemani e la cattura di Cristo, con la scena in cui Pietro mutila un soldato tagliandogli un orecchio. Si prosegue poco più in alto, nella piazza centrale, con Gesù portato davanti a Pilato, la costruzione della Croce e il rinnegamento di Pietro, ambientato davanti a un edificio in cui sono affacciati due spettatori, con un gallo che solitario sta appollaiato su una finestra. Al centro esatto, sotto l'arco di un maestoso edificio, ha poi luogo la flagellazioneLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 310px-Hans_Memling_Passione_4, con Gesù legato alla colonna e denudato della veste che si trova abbandonata in terra. Seguono a destra il Cristo deriso, sempre in un edificio, la seconda interrogazione di Pilato (in un edificio stretto poco più a destra) e la presentazione di Gesù alla folla che decide di far liberare Barabba (forse l'uomo in penombra): particolarmente vivaci sono i gesti degli astanti che manifestano, sollevando e incrociando le braccia, la negazione della grazia a Gesù. Inizia quindi la via Crucis, con il corteo di persone che esce dalle mura cittadine e la caduta di CristoLa deposizione dalla croce. Rosso Fiorentino e altri artisti. 220px-Hans_Memling_Passione_6 in primo piano a destra, assistito da Simone di Cirene. Si salta quindi allo sfondo, in alto a sinistra, dove Cristo è inchiodato alla croce e poi crocifisso e deposto: in queste scene si raggiunge un culmine drammatico. All'estrema destra, al centro, Gesù sconfigge i demoni durante la discesa al Limbo. Un uomo che tiene per mano i figli, sulla strada della via Crucis, guarda verso il Cristo risorto, legando così le due parti del dipinto. Sulla collina seguono poi la deposizione nel sepolcro e la Resurrezione, mentre poco sopra è raffigurato il Noli me tangere e più lontano ancora l'incontro sulla via per Emmaus. Infine, sul lago dello sfondo, si vede l'apparizione agli apostoli sul lago di Tiberiade.
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